LO SMEMORATO CARDINALE POMPEDDA:In Origine Postato da UgoDePayens
Oh, l'importante è che sia chiaro che ANCHE chi adesso si sbellica per dire che l'astensione è antidemocratica, in realtà all'astensione ha fatto ricorso in passato.
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L'autogol del Cardinale Pompedda
Venerdí 20.05.2005 10: 50
Di Antonino D'Anna
E bravo il cardinale Mario Francesco Pompedda: l'ex prefetto del Tribunale della Segnatura Apostolica (sorta di 'Corte di Cassazione' vaticana) ha deciso di scendere in campo a proposito del referendum sulla legge 40. Solo che, anziché segnare nella porta avversaria, ha fatto un autogol a se stesso ed alla Chiesa che avrebbe potuto tranquillamente evitare.
Il roccioso custode sardo del Diritto Canonico, infatti, non ha potuto fare a meno di commentare l'intervista rilasciata dal collega Tettamanzi al Corriere della Sera, conversazione nella quale il porporato milanese non ha mancato di parlare a proposito di quei cattolici che, nonostante l'invito all'astensione proposto da Ruini e dal comitato Scienza e Vita, "non devono scomunicarsi reciprocamente" con l'altra parte (quella fedele a quanto richiesto dal presidente della Cei), affermando lapidariamente che "non aderire all'invito di non andare a votare non è passibile di scomunica. Ma il cattolico", ha aggiunto "deve sentire la voce di prudenza del suo vescovo e, se non l'ascolta, compie una grave e imprudente disobbedienza".
Bella rinculata a rete (la sua) da parte del cardinale Pompedda, che proprio il 1° febbraio scorso, in un'intervista al Corriere, aveva definito l'astensione una "scelta di debolezza", e la proposta ruiniana "un machiavello" tout court, dichiarando in seguito che sarebbe stato meglio non rifiutare di partecipare alla vita democratica con lo strumento del voto.
Eminenza, ci perdoni: ma perché prima ha parlato di partecipazione alla vita democratica con lo strumento del voto, e ora invece invita a sentire la voce di prudenza del proprio vescovo, che è quella di Ruini, che è quella dell'astensione? Che cosa l'ha spinta a fare questo voltafaccia?
Forse il Cardinale, in pensione da un annetto, non ci darà lumi sulla sua scelta: è probabile che abbia deciso di allinearsi – sia pur tardivamente – alle decisioni di Ruini, che comincia a configurarsi come uomo forte di Benedetto XVI. Tuttavia, ancora una volta l'immagine della Chiesa non esce bene da queste esternazioni confuse, controverse e contrastanti: Ruini promette che Roma parlerà a voce alta, ma qui sembra che di forte ci sia solo il rumore delle smentite e dei controcanti. È drammatico che la Chiesa cattolica non riesca in questo momento ad esprimere una forte leadership o quantomeno un principio comune, che viene lasciato alle singole dichiarazioni di questo o quel porporato. Chiediamo troppo a voler sentire uno solo parlare per tutti, magari il Papa?




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