Chi del forum sarà a Schio il 10 luglio?
Daca
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«Eccidio, la città ha fatto un passo avanti»
Dalla Via: «No alle divisioni». La Fiamma: «Non ci riconosciamo nel patto»
(p. r.) Condiviso da molti dei protagonisti della guerra civile e degli
strascichi che giungono fino ai giorni nostri, il documento di pacificazione
firmato l'altro giorno in municipio da sindaco, rappresentanti delle
associazioni partigiane e dei familiari delle vittime dell'eccidio del 7
luglio 1945, continua a far registrare pareri contrastanti.
A prendere le distanze dal documento è, ad esempio, il Movimento sociale
Fiamma tricolore, che non riconosce «i valori per i quali lottò la resistenza
partigiana, che in molti casi, e non solo a Schio, si macchiò di sangue per
imporre l'ideologia comunista che di libero e democratico aveva ben poco», e
che rivendica anche «il diritto per i reduci della Rsi di manifestare in una
città eletta a simbolo della persecuzione subita dai fascisti alla fine della
guerra».
Analoga è la posizione di un altro movimento di destra, Azione Sociale. «I
famigliari delle vittime hanno tutto il diritto di sottoscrivere le intese che
ritengono più opportune, ma non possiamo fare a meno di rilevare che tale
accordo non aggiunge nulla di nuovo a quanto già dichiarato in questi anni -
afferma Giampaolo Vicardi, segretario scledense di As -. La premessa sui
presunti valori che legano oggi gli italiani, appunto l'antifascismo e la
Resistenza, è stata arbitrariamente accettata senza se e senza ma dal
comitato, ma in realtà la strage delle carceri è stato un crimine che andava
condannato in quanto tale, senza premesse di quel tipo».
«La città ha compiuto un grande passo avanti, che non viene svilito da
considerazioni che possono essere più o meno strumentali - commenta il sindaco
Luigi Dalla Via -. Si tratta in alcuni casi di considerazioni che ci si poteva
aspettare, mentre nel caso dell'estrema destra sono affermazioni che
rispondono ad altre logiche, che strumentalizzano cose che appartengono alla
città. Personalmente sono molto soddisfatto del lavoro svolto dagli artefici
del documento, che segna un risultato incontrovertibile».
Il Giornale di Vicenza 20/05/05
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Lo storico Valente replica: "I morti sono di tutta la città"
Eccidio, polemiche dopo la pace
L'estrema destra chiede una lapide con i nomi delle vittime. Il 10
luglio manifestazione
Schio
La riappacificazione per l'eccidio non ferma le manifestazioni
dell'estrema destra che chiedono una lapide con i nomi delle
vittime: il 10 luglio migliaia di naziskin sfileranno a Schio.
Dopo la firma di martedì, tra familiari delle vittime e associazioni
partigiane, una presa di posizione di Umberto Scaroni,
vicepresidente nazionale dell'Unione Combattenti della Repubblica
Sociale Italiana che esprime "la più assoluta estraneità all'assurdo
tentativo di cancellare la Storia in nome di una riconciliazione
resa impossibile dalla perdurante faziosità di un'interessata
interpretazione di parte".
A Schio l'organizzazione di estrema destra "Continuità Ideale"
sembra un po' più cauta: "La cosidetta intesa tra comune di Schio,
Anpi e comitato dei familiari-afferma il responsabile Alex Cioni-è
un fatto che va, in ogni modo, osservato con attenzione. Tuttavia
c'è qualcosa che stona in questa faccenda; questa operazione ci
appare di facciata se non altro perchè è chiaro che il principale
obiettivo è quello di bloccare o delegittimare l'annuale cerimonia
dei reduci della RSI. Ciò che ci stupisce è che parte del comitato
dei familiari delle vittime si presti a questa sterile operazione
machiavellica". Il passaggio del documento sottoscritto che non va
giù a "Continuità Ideale" è quello relativo alla premessa sui valori
della Resistenza e dell'antifascismo.
A nulla, quindi, è servito l'appello lanciato martedì da Matilde
Sella, dei familiari delle vittime, che, rivolgendosi all'esponente
di Continuità Ideale, lo invitava a non organizzare la
manifestazione di luglio: "Se si continuasse con le manifestazioni,
si perpetuerebbe ancora divisione in una popolazione che, da oggi,
non è più divisa". E un monito a quanti si attardano ancora su
posizioni ormai superate dalla riconciliazione è esplicito anche nel
documento: "Non vogliamo che il nostro faticoso cammino sia
interrotto da manifestazioni che strumentalizzano i morti
dell'eccidio . Vogliamo, fin d'ora, che non vi sia, né a luglio né
mai, alcuna manifestazione di stampo nazifascista e non riconosciamo
a nessuno, che pratichi ancora quell'ideologia, la legittimità di
parlare, in nostro nome, di coloro che furono colpiti nelle carceri
di Schio".
Ma Continuità Ideale non accetta il solo vincolo della parentela: "I
morti dell'eccidio -aggiunge Cioni- non appartengono esclusivamente
ai familiari, al vincolo di parentela, ma a tutta la città di Schio
e all'Italia intera. A luglio confluiranno in città migliaia di
persone proprio per rendere omaggio a tutti i caduti e a tutte le
vittime dimenticate da questa Italia nata dalla Resistenza e dalle
sanguinose stragi partigiane".
"Dall'amministrazione comunale ci aspettiamo una lapide con l'elenco
dei caduti nell'eccidio ", aggiunge Federico Tonti, già esponente
del comitato delle vittime. Lo storico Luca Valente considera la
riconcialiazione un passo avanti notevolissimo: "Ha un valore
politico e umano in quanto i morti dell'eccidio diventano le vittime
di tutta la città e non solo di una minoranza di persone. Certo, da
una parte e dall'altra, ci saranno le frange estremistiche che
continueranno a non accettare questo importante accordo che crea un
clima di serenità".
Fiorì Palmeri
(da www.gazzettino.it 19/05/2005)




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