Infatti...In origine postato da agaragar
Questo si chiama parlare!
anche se hanno prodotto il più grande genio militare della storia umana...


Infatti...In origine postato da agaragar
Questo si chiama parlare!
anche se hanno prodotto il più grande genio militare della storia umana...
Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.


beh se é per questo i negri hanno avuto Shaka. Non é questo il punto, ovvero non é in discussione qui la superioritá o inferioritá delle altre razze, ma solo il rapporto di predominio / soggezione o espansione / contrazione, che risponde alle determinanti della competizione bioetnica. La nostra natura di specie homo sapiens europaeus, con le nostre suddivisioni bioetniche interne, ci impone di espanderci o almeno di mantenere le nostre posizioni territoriali sullo scacchiere globale. Non retrocedere mai, non lasciare mai un lembo di terra all'occupazione delle altre razze, ma al contrario, cercare di guadagnare terreno.
Ecco perché, tornando all'ipotesi di superstati euroasiatici, dobbiamo porci il problema di come spostare a nostro favore l'equilibrio tra leucodermi (noi) e xantodermi (loro). Non si tratta di sterminare completamente i gialli, solo di farli retrocedere verso est....
saluti ( politicamente scorrettissimi)


Mah... Gengis Khan, con tutto il rispetto per la povera automobile rimasta in mano ai funzionari mongoli, è stato un grandissimo devastatore.
Dovunque i Mongoli hanno messo le mani, hanno solo saputo distruggere, devastare, sterminare, sfogare la loro furia cieca e irrazionale.
La grandezza di un popolo e di un uomo non si dimostra nella capacità di conquistare (che per dei rozzi pastori nomadi a cavallo, con un'estrema mobilità in pianure sterminate e che non si dedicano ad altro, non è che sia una cosa così stupefacente), ma di governare, di organizzare e soprattutto di creare civiltà, bellezza, opere grandiose, modelli di governo e di cultura degni di memoria.
I Mongoli, da questo punto di vista, hanno solo saputo distruggere ciò che c'era, mai creare nulla.
Senz'altro i mongoli di oggi, miti pastori custodi delle loro tradizioni, bonari e ospitali, come Fenris con grande efficacia ce li descrive, non sono pericolosi come le orde di Gengis Khan, infatti ci ho tenuto a dire che Mongoli, Jacuti, Tungusi, insomma gli altaici non islamizzati, possono tranquillamente restare nelle loro zone d'origine e vanno tutelati.
Però i vari Tartari, Baschiri, Cazachi ecc. ecc. sono ben altra cosa. L'islamizzazione li ha semitizzati, quindi ora sono, sia pure potenzialmente (ma anche realmente, basta vedere in questi giorni in Uzbekistan) degli strumenti in mano all'ondata islamizzante che, con il supporto della CIA, cerca di destabilizzare l'area eurasiatica centrale.
In ogni caso un dato dovrebbe far riflettere: la stirpe altaica ha prodotto l'unico popolo al mondo che ha dato prova di tale livello di perversione da convertirsi in massa all'ebraismo, i cazari. Questo è un buon sintomo di un'affinità antropologica di fondo, d'altronde pastori nomadi asiatici erano quelli e pastori nomadi asiatici erano quegli altri, del deserto gli uni e delle steppe semidesertiche gli altri.
Tra l'altro al cupio dissolvi delle popolazioni turche e altaiche in genere non fa eccezione praticamente nessun ramo: che mai hanno fatto Unni, Avari, Bulgari, Peceneghi, Cumani ecc., se non devastare e distruggere? E in Cina, dove hanno dovuto persino erigere la Muraglia? E gli Huna in India? E in Persia? E più tardi i Mongoli a Baghdad?
Distinguerei invece, mi rivolgo a Felix, la questione altaica da quella uralica. I linguisti contemporanei ormai tendono a escludere una parentela fra i due ceppi e, tenendo conto che prima della baltizzazione e slavizzazione l'estremo nord dell'Europa, dalla Lapponia agli Urali, era linguisticamente uralico (finnico, per la precisione: gli ugri e i samoiedi occupavano comunque zone a ridosso dell'Europa) è logico ritenere, poiché la slavizzazione in quelle zone è stata più un fatto linguistico che etnico, che essi fossero gli esponenti settentrionali dell'attuale razza baltica, che è la più depigmentata (a volte anche più della nordica) fra le razze del mondo. Ciò porta a concludere che l'origine dei popoli uralici è quasi certamente europoide.
Gli stessi Lapponi, classificati come pre-europoidi, in quanto razzialmente gruppo a sé, sono stati finnizzati in seguito da popolazioni schiettamente europoidi e la loro lingua originaria senzìaltro non era finnica ma si perde nella notte dei tempi.