

Canti gregoriani - Missa de angelis:
http://www.cattolicesimo.com/Gregoriano/gregorian.htm
Musica classica - musica sacra:
http://www.cattolicesimo.com/MusicaC...a/Classica.htm


E' questo il frontespizio di un Graduale Romano edito nella Tipografia Balleoniana in Venezia nel 1725.
"Editio omnium optima" a dire dell'editore, espurgata di tutti gli errori delle precedenti edizioni, particolarmente di quelli relativi alla musica, che non dovevano essere stati infrequenti visto che difficilmente i compositori dei piombi settecenteschi erano esperti di musica gregoriana.
Ma è pregevole anche per altre ragioni; anzitutto la bella incisione in rame che ne orna la prima pagina, che cela un mistero e una sorpresa.
Il mistero - almeno per me - è il soggetto dell'incisione: le insegne imperiali degli Asburgo; l'opera è di argomento sacro e stampata in Venezia, allora ancora indipendente.
Nessuno sponsor asburgico compare nel frontespizio, né altrove nel libro, solo i Papi che autorizzano l'imprimatur.
La sorpresa invece (me ne sono accorto solo dopo aver effettuato la scansione e l'ingrandimento) è la firma in calce all'incisione: un'artista assai rinomata e quanto mai adatta al libro (e a questo forum): Suor Isabella Piccini.
Elisabetta Piccini nacque nel 1646 a Venezia da una famiglia di incisori. Nell'ambiente famigliare non vide che bulini, rami, pietre da arrotare, prove, libri ornati ed artisti curvi sul lavoro. Lo zio Guglielmo riproduceva i quadri di Rubens, il padre Giacomo, soprannominato Zoan, spinto dalle strettezze economiche, aveva lasciate le grandi tavole riproducenti i quadri di Tiziano, per illustrare i libri. Prese il velo monacale a Venezia nel monastero di S. Croce delle Clarisse, cambiando il nome in Suor Isabella. Non per questo abbandonò l'arte, anzi iniziò un periodo più intenso e fecondo di attività, fornendo opere per i più conosciuti editori veneziani e per grandi editori di città italiane. Morì il 2 aprile del 1732.
(P. B. Bagatti, Un'artista francescana del bulino. Suor Isabella Piccini - 1646-1732 -, in Studi Francescani s.III, Anno III (XXVIII).
Non è colpa degli incisori e dei tipografi; c'era molta ignoranza del canto gregoriano, con ovvii problemi circa la restituzione melodica (ancora oggi l'Edizione Vaticana contiene un sacco di errori).
Ne riparlerò presto
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