«Ciò che mi infastidisce è il fatto che la gente comune, tra cui mi metto anch'io, sia chiamata a pronunciarsi su temi così tecnici»
(Silvia Balestra, «L'Unità», 23 maggio)
Perfettamente d’accordo. Siamo tutti infastiditi. Di più: ci sentiamo strumentalizzati, usati per raggiungere obiettivi di cui ci nascondono i contorni. I referendum popolari dovrebbero essere "popolari", appunto. Insiste la scrittrice mamma di due pargoli: «Avrei bisogno, come tutti del resto, di poter riflettere più a fondo sulle delicate questioni sollevate dal referendum». Perfettamente d’accordo per la seconda volta. Delicatissime questioni, quindi facciamo capire a chi ci strumentalizza che non ci stiamo, e non andiamo a votare... «La discussione è viziata da una mancanza di laicità. La Chiesa in questo momento è molto forte e non rinuncia a far sentire la propria voce anche sul piano civile» prosegue la Balestra. Che, pur capendoci poco, voterà quattro sì. Un voto anticlericale per mettere a tacere questa Chiesa che si prende la libertà di parlare? Eccoli, appunto, i veleni referendari.
(Tommaso Gomez)
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Per la serie: non importa cosa sto votando, non capisco cosa sta scritto sopra la scheda elettorale, ma so che se voto vado contro la Chiesa cattolica... quindi voto. Eccole, le ragioni del "sì".




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