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Discussione: I massoni votano SI...

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    Talking I massoni votano SI...

    Referendum

    Fecondazione: Massoneria, Gran Maestro Raffi (Goi): "elogio Papa a posizione CEI avalla invito astensionismo e integra già pesante e grave ingerenza".
    Roma, 30 maggio 2005. "Noi non contestiamo certamente agli Uomini della Chiesa il diritto di esprimere valutazioni etiche, coerenti con la loro cultura religiosa e teologica e di parteciparle a credenti e non. Ma l'elogio della massima Autorità cattolica alla posizione ufficiale dei vescovi italiani sul referendum vale come avallo dell'invito all'astensionismo, con il risultato di delegittimare lo strumento istituzionale referendario di confronto tra i cittadini. Questa iniziativa oltre a manifestare timore dinnanzi ad un risultato che si teme sfavorevole viola quelle regole della religione civile, alle quali si informa l'essere cittadini partecipi responsabili della res publica ed integra un'ingerenza non sul merito delle scelte, ma sul metodo costituzionalmente previsto per raggiungerle".
    Lo ha dichiarato il gran maestro del Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani Gustavo Raffi dopo le dichiarazioni rilasciate questa mattina dal Papa con esplicito riferimento al referendum sulla procreazione assistita.
    "Alla Libera Muratoria _ ha concluso _ non appartiene, ovviamente, esercitare alcuna influenza o formulare indicazioni sulla scelta dei cittadini, anche se non possiamo non sottolineare che le attuali norme che regolano in Italia la procreazione assistita sembrano ispirate dall'obiettivo di sostituirsi alle scelte dell'individuo, secondo un modulo di antica tradizione volto a subordinare la libera ricerca scientifica a dogmi metafisici".
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    Referendum

    Referendum: Raffi "fortemente diseducativo ogni invito all'astensione".
    "Dal Grande Oriente d'Italia nessuna indicazione di voto ma appello ai cittadini perché esercitino il loro diritto-dovere".
    A Milano il terzo degli appuntamenti per il Bicentenario del Grande Oriente d'Italia.

    "Riteniamo fortemente diseducativo ogni invito all'astensione che allontani i cittadini delle Istituzioni e che potrebbe suscitare nei giovani una disaffezione all'esercizio delle proprie prerogative democratiche. Per questo motivo il Grande Oriente d'Italia esprime il vivo auspicio affinché venga esercitato da tutti i titolari il diritto-dovere di votare".
    E' questo l'appello lanciato dal gran maestro del Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani, Gustavo Raffi, a margine del Convegno internazionale di studi "Ragione e "comodo pubblico": Napoleone e la Massoneria" che si è svolto lo scorso 14 maggio a Milano presso la sede della Società Umanitaria e che si è svolto nell'ambito delle celebrazioni per il Bicentenario della Istituzione.
    "Approssimandosi la scadenza istituzionale referendaria sulla procreazione assistita _ ha detto ancora il gran maestro Raffi - il Grande Oriente d'Italia, portatore di una Tradizione che ha espresso i valori fondanti dello Stato Italiano ed ha annoverato tra i suoi membri molti tra i più illustri Padri della Patria, formula un appello affinché la contrapposizione politica non indulga a comportamenti che sviliscano il rilievo costituzionale dell'Istituto di democrazia diretta".
    "Nel pieno rispetto della libertà di coscienza dell'individuo _ ha proseguito - il Grande Oriente d'Italia non intende impartire alcuna indicazione di voto, bensì sottolineare l'importanza di un pieno e civile confronto democratico tra opinioni discordanti. Il confronto, in una società laica e moderna, si deve esprimere attraverso gli strumenti offerti dalla Costituzione fra i quali si pone il referendum, con cui il cittadino concorre allo svolgimento di una funzione fondamentale dello stato, quella legislativa".
    Il Convegno "Ragione e "comodo pubblico": Napoleone e la Massoneria" è stato il terzo degli appuntamenti culturali in programma per i 200 anni della fondazione del Grande Oriente d'Italia.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Referendum: Massoneria, Raffi (Goi) “fortemente diseducativo ogni invito all’astensione”.
    “Dal Grande Oriente d’Italia nessuna indicazione di voto ma appello ai cittadini perché esercitino il loro diritto-dovere”.

    A Milano il terzo degli appuntamenti per il Bicentenario del Grande Oriente d’Italia.

    Milano, 14 maggio 2005 “Riteniamo fortemente diseducativo ogni invito all’astensione che allontani i cittadini delle Istituzioni e che potrebbe suscitare nei giovani una disaffezione all’esercizio delle proprie prerogative democratiche. Per questo motivo il Grande Oriente d’Italia esprime il vivo auspicio affinché venga esercitato da tutti i titolari il diritto-dovere di votare”.
    E’ questo l’appello lanciato dal Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, avv. Gustavo Raffi, a margine del Convegno internazionale di studi “Ragione e “comodo pubblico”: Napoleone e la Massoneria” in corso a Milano presso la sede della Società Umanitaria e che si svolge nell’ambito delle celebrazioni per il Bicentenario della Istituzione.
    “Approssimandosi la scadenza istituzionale referendaria sulla procreazione assistita – ha detto ancora il Gran Maestro Raffi - il Grande Oriente d’Italia, portatore di una Tradizione che ha espresso i valori fondanti dello Stato Italiano ed ha annoverato tra i suoi membri molti tra i più illustri Padri della Patria, formula un appello affinché la contrapposizione politica non indulga a comportamenti che sviliscano il rilievo costituzionale dell’Istituto di democrazia diretta”.
    “Nel pieno rispetto della libertà di coscienza dell’individuo – ha proseguito - il Grande Oriente d’Italia non intende impartire alcuna indicazione di voto, bensì sottolineare l’importanza di un pieno e civile confronto democratico tra opinioni discordanti. Il confronto, in una società laica e moderna, si deve esprimere attraverso gli strumenti offerti dalla Costituzione fra i quali si pone il referendum, con cui il cittadino concorre allo svolgimento di una funzione fondamentale dello stato, quella legislativa”.
    Il Convegno “Ragione e “comodo pubblico”: Napoleone e la Massoneria” è il terzo degli appuntamenti culturali in programma per i 200 anni della fondazione del Grande Oriente d’Italia.
    “Celebriamo il nostro Bicentenario – ha detto il Gran Maestro Raffi - senza imbalsamare il nostro passato, rivisitando criticamente la nostra storia. I nostri duecento anni sono stati spesi al servizio di nobilissimi ideali che hanno permesso di creare una società libera, moderna, democratica ed egalitaria, con religione e potere secolare separati e distinti. Sappiamo che la Massoneria è stata ed è, per alcuni, una presenza imbarazzante: ma questo è per noi motivo di orgoglio. Il fastidio che noi arrechiamo nasce, infatti, dai valori e non dagli interessi, dal desiderio di portare una voce costruttiva e non dall’ambizione di costituire un potere “altro”. Il nostro spazio è quello della libertà e del confronto tra le varie diversità contro omologazioni e conformismi”.
    Al Convegno di Milano, moderati da Arturo Colombo dell’università di Pavia intervengono: Paolo Virgilio Gastaldi, università di Pavia (Dalla tolleranza alla cittadinanza); Paolo Bosisio, università di Milano (Il teatro e l’educazione del cittadino); Angelo Varni, università di Bologna (I mutamenti sociali); Fernando Mazzocca, università di Milano (Il rinnovamento delle arti figurative in età napoleonica); Anna Finocchi, università di Milano (Il rinnovamento urbanistico di Milano nell’età napoleonica); Eric Sunier, università di Le Havre (La massoneria ai tempi del Grande Impero:uno strumento di mediazioni e di trasformazione sociale); Franco Della Perruta, università di Milano (Napoleone e la Massoneria in Italia); Gian Mario Cazzaniga, università di Pisa (La nascita del Grande Oriente d’Italia); Claudio Bonvecchio, università dell’Insubria (Riti e simboli del potere tra Rivoluzione ed Impero). Le conclusione del convegno sono tratte dal Gran Maestro Raffi.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 

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