Il Papa elogia Internet come 'strumento di Dio'
era il 22 febbraio del 2005, si pochi mesi or sono, quando Giovanni Paolo II esortava i fedeli a conoscere le nuove tecnologie. Se usate correttamente, diceva il Pontefice, sono una nuova via per giungere alla verità.........
"Non abbiate paura". E’ questo il messaggio che il Papa lanciava ai fedeli nella sua nuova Lettera apostolica, dedicata ai mezzi di comunicazione, Internet compreso. "Non abbiate paura delle nuove tecnologie!", scriveva Giovanni Paolo II che, nonostante l'età, si dimostrava fino all'ultimo sempre attento a ciò che accadeva intorno a sé.
Esse sono "tra le cose meravigliose che Dio ci ha messo a disposizione per scoprire, usare, far conoscere la verità, anche la verità sulla nostra dignità e sul nostro destino di figli suoi".
Secondo il Papa, però, è necessaria una profonda riflessione sull’uso che si può fare dei nuovi mezzi di comunicazione. I media devono essere "conosciuti e usati in modo consapevole e appropriato". E’ forte, infatti, il rischio che, senza un'adeguata formazione, i singoli, divenuti "fruitori" di contenuti, finiscano per essere strumentalizzati e condizionati pesantemente. Secondo Giovanni Paolo II, "Questo vale, in modo speciale, per i giovani che manifestano una naturale propensione alle innovazioni tecnologiche, ed anche per questo hanno ancor più bisogno di essere educati all'utilizzo responsabile e critico dei media".
Perché i mezzi di comunicazione siano utilizzati a fin di bene, secondo il Pontefice è necessario favorire al massimo il pluralismo ed educare costantemente alla libertà di espressione. "Occorre far crescere la cultura della corresponsabilità”, affermava Giovanni Paolo II. I media, infatti, "costituiscono una risorsa positiva potente, se messi a servizio della comprensione tra i popoli; ma anche un'arma distruttiva, se usati per alimentare ingiustizie e conflitti".
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Un passaggio della Lettera apostolica è dedicato in particolare a Internet che, secondo Giovanni Paolo II, "non solo fornisce risorse per una maggiore informazione, ma abitua le persone a una comunicazione interattiva". Il Papa vede quindi nella Rete un nuovo strumento di evangelizzazione da studiare e valorizzare, anche se, precisa, "quotidiani e giornali, pubblicazioni di varia natura, televisioni e radio cattoliche rimangono molto utili in un panorama completo della comunicazione ecclesiale".
Le parole del Papa sono state accolte con "grande apprezzamento" dal ministro per l’Innovazione e e Tecnologie, Lucio Stanca. "Dimostrano la sensibilità e apprensione del Papa verso gli strumenti più innovativi della vita moderna", ha detto Stanca. "Definire Internet una risorsa importante è certamente un’affermazione di notevole rilievo, soprattutto venendo da quella cattedra".
A distanza di 4 mesi, si ritorna a parlare di Internet e Chiesa.......
www.avvenire.it
Chiesa in Europa, la sfida del web
A Roma Convegno internazionale sull'uso di internet per diffondere il Vangelo nel Vecchio Continente Foley: un'opportunità importante, una nuova strada per scoprire Dio Grab: un mezzo di comunicazione di massa che sa creare comunità
Da Roma Gianluigi De Palo
«Internet e la Chiesa cattolica in Europa». È il titolo del convegno organizzato dalla Conferenza episcopale italiana in collaborazione con il Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), promosso dall'Associazione dei webmaster cattolici italiani (Weca), che si sta svolgendo a Roma. Un seminario di studio per presentare le diverse esperienze religiose presenti in rete a livello europeo ed elaborare prospettive su quanto lo strumento del web, spazio virtuale di comunicazione e di incontro, possa divenire sempre più una risorsa per la pastorale, al servizio della comunità.
«Non è possibile ignorare internet - ha esordito monsignor John P. Foley, presidente del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali -. La Chiesa è universale e la sua missione consiste nell'annunciare il Vangelo a tutte le genti, pertanto internet può considerarsi uno strumento utile».
È dunque naturale che la Chiesa guardi a questa nuova possibilità di comunicazione che abbatte i confini accorcia le distanze tra Paesi e culture, apre grandi opportunità di conoscenza. «Sì - ha continuato Foley -. Dio può trovarsi anche nella rete. E tra milioni di persone che ogni giorno navigano in internet, molti possono imbattersi in parole di speranza, confrontandosi con altre esperienze culturali e spirituali, abbattendo le barriere ideologiche, sino a scoprire nuovi orizzonti. Internet può essere una nuova strada verso Dio, una chiamata per la Chiesa ad interrogarsi sulle opportunità dei nuovi mezzi per informare, educare, pregare ed evangelizzare».
E se Dio continua a dialogare con l'umanità attraverso la Chiesa, la Chiesa deve assumersi la propria responsabilità dinanzi ai nuovi mezzi di comunicazione, con precisi criteri di discernimento e con intento pedagogico, perché sia colo ro che operano nel settore, sia coloro che usufruiscono della rete sappiano scegliere con maturità in un contesto di informazione e disinformazione sempre più ampio e confusionario. Se l'uomo, infatti è strumento nelle mani di Dio, il web è uno strumento in grado di aiutare a trovare l'uomo raggiungendolo nella sua solitudine, nel suo dolore, nella sua emarginazione.
«Mi ha colpito - ha spiegato nel suo messaggio di saluto monsignor Amèdèe Grab, presidente del Ccee - il fatto che il no francese e olandese al trattato costituzionale sia stato coltivato e diffuso soprattutto via internet. Uno strumento di comunicazione di massa che crea una comunit». Proprio sui concetti di «comunità» e di «dialogo» è possibile realizzare una fruttuosa collaborazione con lo strumento internet perché la Chiesa, dovendo comunicare la Buona Notizia, deve saper valorizzare ogni strumento di comunicazione. Tuttavia una grande parte della popolazione mondiale non possiede ancora il privilegio di connettersi alla rete. Anche in Europa, specialmente in alcuni paesi dell'Est, il web non è fruibile ancora da molti, specialmente per quanto riguarda le giovani generazioni. «Per questo motivo - ha insistito Grab - la Chiesa deve aiutare a rendere questo strumento accessibile a tutti».
L'Italia in questo senso, con oltre 9.400 siti cattolici, è all'avanguardia rispetto al resto d'Europa. Monsignor Franco Mazza, presidente dell'Associazione dei Webmaster cattolici italiani, ha sottolineato l'importanza di una sinergia più fruttuosa con le altre conferenze episcopali: «Abbiamo l'assoluta necessità di raccordarci e confrontare il nostro lavoro con quello delle altre esperienze europee cercando di focalizzare l'uso delle nuove tecnologie a vantaggio delle diocesi e delle parrocchie». Senza dimenticare g li investimenti necessari per valorizzare le acquisizioni dei progetti realizzati in questi anni: «Bisogna ancora investire sulla formazione degli operatori pastorali chiamati ad animare la rete perché quello di internet è un problema sociale e di cittadinanza globale».
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