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In Origine Postato da antonio
certo che un certo modo di impostare la campagna per l'astensione...sembra quasi un tentativo di scippo di uno strumento di partecipazione, a prescindere dal merito del referendum..
Appunto, ma non si può certo presindere dai contenuti, anzi. Poi vedi anche tu che dei contenuti si dovrebbe parlare e invece si è costrette a stupide diatribe sulla legittimità dell'astensione. sulla legittimità dell'intervento di quello o di quell'altro. Logico poi che non si riesce ad impostare la campagna come si vuole.
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Avreste dovuto impostarla per il no, spiegando alla gente il perchè a vostro parere la legge va bene così com'è.
Comunque nella mia piccola realtà le persone non sanno nemmeno di cosa si stia parlando, non andranno a votare per indifferenza, credo...
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L RETROSCENA
Lo strappo spiazza Berlusconi
"Sbagliato politicizzare il voto"
Il vicepremier teme le spinte neocentriste nella Cdl. Forza Italia "Tra un po' lo vedremo in piazza a fare comizi con Fassino"
di CLAUDIO TITO
ROMA - "Ma come è possibile? Perché usare questi toni? Il referendum non va politicizzato. È un grave errore. È possibile che non l'abbia capito? Ma come gli è venuto in mente di attaccare gli astensionisti?". Silvio Berlusconi legge di buon mattino il nuovo affondo di Gianfranco Fini sul referendum di domenica prossima. Rimane "sconcertato". Non capisce il senso di una presa di posizione tanto dura.
Quasi contemporaneamente nel bel mezzo del Transatlantico di Montecitorio un gruppetto di deputati di An quasi urlano. Parlano tra di loro ma con tono piuttosto eccitato. Eppure Alfredo Mantovano, Publio Fiori e Teodoro Buontempo dicono la stessa cosa: "Gianfranco ha perso la testa. All'assemblea nazionale gliela faremo pagare". Certo, si tratta solo di tre parlamentari di Via della Scrofa. Ma che danno benissimo il polso del nervosismo che agita Alleanza nazionale. La giornata del ministro degli esteri si è giocata proprio su queste due sponde. Stretto tra il Cavaliere "esterrefatto" e i "suoi" colonnelli che hanno iniziato a prendere il pallottoliere per verificare le maggioranze all'interno del massimo organismo dirigente del partito. Per controllare se una "conta" è davvero possibile.
Di lato, poi, ci sono i centristi che si sono sfregati le mani per la felicità. Eh già, perché dalle parti dell'Udc l'intervista di Fini è stata letta come il modo per distinguersi da Pier Ferdinando Casini. Un modo per rincorrere il presidente della Camera nella corsa alla leadership. Ma con un'arma a doppio taglio, che ha lasciato al leader centrista il terreno più favorevole: quello dei rapporti con la Chiesa.
Lo "sconcerto" del premier, del resto, nasce anche da questo. L'inquilino di Palazzo Chigi sta evitando accuratamente di intervenire sulla materia referendaria per non dare un segno di partito alla competizione. E per seguire i suggerimenti che ancora ieri gli venivano recapitati da parte della gerarchia ecclesiastica, convinta che una parola di Sua Emittenza sortirebbe l'effetto di far crescere il quorum.
Per questo il Cavaliere ha preferito non "richiamare" Fini pubblicamente: per non offrire ulteriore spazio al caso. "Io - si è lasciato scappare Berlusconi durante la riunione con il vertice di Forza Italia - non capisco chi gliel'ha fatto fare. Ma come può pensare di dire che gli astensionisti usano la clava? Se continua così va a fare i comizi con quegli altri. Ma si è messo nei pasticci anche con i suoi. Anzi, mi raccomando, evitate di rispondergli. Già è in difficoltà con i suoi colonnelli, se anche noi gli spariamo contro, non ne esce più fuori e non sappiamo come va a finire".
Il premier è infatti preoccupato che la vicenda possa mettere definitivamente nell'angolo l'alleato "maggiore" e incrinare le relazioni della Cdl con il Vaticano. Ma ha anche capito che dietro le scelte del vicepremier c'è dell'altro. C'è appunto quella che lo stesso Cavaliere chiama "l'eredità" della Cdl e il profilo che potrebbe prendere l'eventuale partito unico del centrodestra.
Ieri mattina, infatti, a Via del Plebiscito è tornato dopo tanto tempo Maurizio Gasparri, che certo non ha difeso il presidente del suo partito, ma su un punto è stato chiaro: "Silvio, ci devi dire se il partito unico sarà il Ppe o se invece sarà qualcos'altro in cui possiamo stare anche noi". Esattamente la stessa preoccupazione che sta frenando Fini sul progetto unitario.
Il pericolo di una "prospettiva neocentrista" è l'incubo che sta agitando i sonni del titolare della Farnesina ed è anche uno dei motivi che lo hanno indotto a usare toni tanto duri sulla fecondazione assistita. Il capo di Via della Scrofa ritiene che ci sia stato uno sbilanciamento verso gli ex Dc e verso un disegno da "grande centro" che taglierebbe la destra. Non a caso è stato esplicito riferendosi a Bondi e a Rutelli. Una nettezza che ha colpito proprio i "big" dell'Udc. "Però - osservano a Via Due Macelli - così ci ha fatto un favore. Ci ha lasciato campo libero dove noi siamo più forti".
Davanti all'ondata di proteste, lo stesso Fini ieri ha cercato di ridimensionare l'impatto delle sue parole. "Ora dicono che ho voluto attaccare il Papa - si è lamentato con i suoi - ma in realtà dietro non c'è niente. Se non l'idea che con la ricerca sulle staminali si possono curare tante malattie, da quelle del cuore ai tumori". Eppoi rispondendo agli esponenti del suo partito più recalcitranti, ha osservato: "Se poi ci sarà il quorum, io con questa posizione avrò salvato Alleanza nazionale".
Sta di fatto che un po' tutti attribuiscono all'intervista di Fini un significato diverso rispetto alla semplice intenzione di voto referendaria. "Sta conducendo una battaglia tutta personale", è l'accusa che tutti i colonnelli di An gli hanno mosso. E tra i forzisti gira una battuta: "Adesso andrà a fare comizi con Fassino".
(Repubblica, 9 giugno 2005)
Chi sa, forse questo nervosismo di Berlusconi e le dichiarazioni di Fini stanno a indicare che il quorum si sta avvicinando. :)
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già ieri a volantinare all' università si sentiva un'aria nuova, c'è stata gente he mi ha chiesto il volantino, oggi volantiniamo alla mensa universitaria di firenze
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Raga, una domanda: visto che il Viminale diffonderà i dati sull'affluenza alle urne anche nelle ore intermedie, che percentuale di votanti dobbiamo augurarci domenica sera perchè il quorum venga raggiunto?
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In Origine Postato da danny78
postalo a Drugo, che è fuori sede e non sapeva se ce la faceva a votare.
per i fuorisede che in questo momento si trovano a roma possono andare a piazza venezia tra le 10 e le 18 ci sono dei partiti con dei banchetti basta compilare un foglietto(cosa da niente) e possono votare qui
per le altre città invece non so
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Ora apro un thread apposito per i fuorisede
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In Origine Postato da uno di sinistra
Raga, una domanda: visto che il Viminale diffonderà i dati sull'affluenza alle urne anche nelle ore intermedie, che percentuale di votanti dobbiamo augurarci domenica sera perchè il quorum venga raggiunto?
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In Origine Postato da bsiviglia
Ora apro un thread apposito per i fuorisede
Metti il link del comitato dei referndum che informa come fare a farsi nominare rappresentanti di lista IN OGNI COMUNE e far votare i fuori sede.
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Qualcuno saprebbe dirmi qual'è il sondaggio più recente sull'affluenza?