Risposta data dal direttore di Focus Storia...
Daca
Gentile dott Tesauro,
mi dispiace che il nostro numero di Focus Extra dedicato alla vita quotidiana durante il ventennio fascista non le sia piaciuto. Il nostro intento era di evitare un approccio politico o ideologico per raccontare, con testimonianze e in modo il più possibile oggettivo, come si viveva davvero in quegli anni. E mi sembra che, da questo punto di vista, l'operazione sia abbastanza riuscita: parlando poco di politica e molto di fatti abbiamo dato conto anche dei meriti del fascismo, dall'architettura all'arte, dalle bonifiche ai famosi "treni in orario". Ho ricevuto lettere di complimenti anche da persone, molte delle quali vissute in quegli anni, che certamente non appartengono allo schieramento classico antifascista. Certo: raccontare le veline di Starace o le censure del regime può fare apparire ridicola quella realtà. Ma è un normale effetto della storia: provi a pensare come apparirebbero oggi i matrimoni maoisti degli anni '70 o i discorsi di Fanfani contro il divorzio.
Quello che emerge dalla nostra indagine è che quel fascismo è ormai una cosa vecchia, lontana. E credo che anche chi oggi si dichiara fascista debba tenerne conto: non si può vivere solo di nostalgie.
Come ho scritto nel mio editoriale (e come ha spiegato Vittorio Foa con grande lucidità nell'intervista in apertura del numero) crdeo che si sbagliato oggi, sia da destra che da sinistra, continuare a vedere la realtà in termini di fascismo o antifascismo. Il mondo è cambiato. Ha bisogno di altre analisi e altre ricette. Come sa (l'ho scritto sul giornale), personalmente credo che il fascismo sia stato la negazione della democrazia. Ma riconosco il suo diritto, da "storico", di vedere in modo diverso quel periodo. Mi sembra invece ridicolo, e glielo dico senza volere attribuire all'aggettivo un significato offensivo, riproporre oggi quel modello politico.
Grazie comunque per averci scritto,
Cordiali saluti,
Sandro Boeri




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