Fonte: Storace.tv
STORACE: "MI SENTO SOLO PERCHE' IL CAPO E' ALTROVE"
“Credo che sia particolarmente difficile per centinaia di migliaia di militanti di Alleanza Nazionale e di Azione Giovani e per milioni di nostri elettori esprimere un sentimento che non sia di sconcerto per lo spettacolo che appare su tutti i mass media. Si dice che Fini sia solo. Può darsi. Ieri mentre tutti parlavano e anche troppo ho preferito tacere, e non certo per ignavia…, e riflettere sulla solitudine. E’ una sensazione che ho provato anch’io e forse per questo sono abituato agli strappi del leader. Mi sono sentito solo – ad esempio – quando Fini pronunciava a Gerusalemme espressioni purtroppo indimenticabili e tutti – in casa nostra – applaudivano maldicendo. Ho provato solitudine quando ho appreso che improvvisamente diventavamo sostenitori del diritto di voto per gli immigrati senza averne mai discusso. Ora scopro di avere sul referendum un’opinione maggioritaria nel partito, ma è come provare una solitudine maggiore rispetto ad allora. Perché il capo è altrove. Rivendicare il primato dei valori di un credente – è un diritto anche questo e proprio per questo mi asterrò – sembra una colpa maggiore persino rispetto alle accuse che mi piovvero ingiustamente addosso di nostalgia e nientemeno che di razzismo. E ora il subbuglio. Che senso ha? Fini intravede manovre neocentriste dietro l’astensione al referendum, ma dietro il subbuglio interno c’è un progetto o ci sono solo alibi? Credo che abbiano il diritto di saperlo militanti ed elettori. Fini sbaglia quando dice di rivendicare il primato della laicità delle istituzioni. Non spiega perché si sia battuto per rivendicare, non riuscendoci, il richiamo alle radici cristiane in una Costituzione che frana ogni volta che i popoli d’Europa votano. Commette un errore quando afferma il principio della libertà di coscienza, che in qualunque organizzazione vale per tutti tranne che per il leader. Ma chi sbaglia di più sono tutti i critici di oggi. E oggi occorre chiarire se c’è un disegno alternativo, un progetto nuovo per la leadership di Alleanza Nazionale. La distinzione tra i dirigenti – in seguito alla presa di posizione di Fini – passa da un giudizio di inaccettabilità ad un mansueto “ in fondo lo sapevamo…”. E’ ora di smetterla con la guerriglia di posizione all’interno del partito, e condire di richiami alibistici ai valori la volontà nota a tutti di fuoriuscita da An o di disegni egemonici da una parte o dall’altra. La vita e i veti sono espressioni che non stanno bene assieme. A me interessano cose serie e non sapere chi indossa alternativamente la casacca di convenienza del pubblico ministero o dell’avvocato di Fini. Mi interessa sapere da Fini una sola cosa e spero che lo dica con chiarezza alla prossima assemblea nazionale: ora devi dirci dove vuoi portare Alleanza Nazionale. Il partito nuovo non spaventa più se i contenuti di quello nostro sono adattabili e modificabili ad ogni intervista. Magari ci liberiamo pure dei “plauditores” per convenienza e non per convinzione. Bypassare l’appuntamento dei primi di luglio senza dirci se resta, e se resta come intende guidarci e verso quale prospettiva, sarebbe il delitto peggiore. Gianfranco Fini ha fatto nascere Alleanza Nazionale, non sopporto che ci si permetta di dire che la vuol far morire”. È quanto dichiara il ministro della Salute, Francesco Storace.




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) Fini mi piaceva, ma col tempo, mi è diventato sempre più antipatico.
, la ministra Prestigiacomo...
