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  1. #11
    Arjuna
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    Originally posted by Gianmario
    Evola non cambiò mai idea, ritenne solo che Imperialismo Pagano fu:

    a)approfondito e per certi versi superato da Rivolta contro il mondo moderno

    b)superato dal tempo visto che quell'opera fu pubblicata prima dei Patti Lateranensi per cercare di dareuno scrollone al Regime, dopo che i Patti furono firmati non aveva più mota ragione di essere. Soprattutto nel dopoguerra.
    allora lo conosci poco,anche se non fu mai cristiano,definì quel saggio un pamphlet e mutò radicalmente la sua visione andando avanti con gli anni (peggiorandola o migliorandola a seconda dei punti di vista),soprattutto negli ultimi anni di vita...

    Basta pensare al titolo "tradizione mediterranea".... l'ultimo Evola non avrebbe mai parlato di mediterranea...

  2. #12
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    Originally posted by Arjuna
    allora lo conosci poco,anche se non fu mai cristiano,definì quel saggio un pamphlet e mutò radicalmente la sua visione andando avanti con gli anni (peggiorandola o migliorandola a seconda dei punti di vista),soprattutto negli ultimi anni di vita...

    Basta pensare al titolo "tradizione mediterranea".... l'ultimo Evola non avrebbe mai parlato di mediterranea...
    Di tradizione mediterranea se be parla nell'imperialismo pagano edito in Italia, la versione tedesca è differente e fa leva sulla tradizione nordicista.
    Che Imperialismo Pagano sia un pamphlet e abbia perciò tutti i difetti tipici di quel modo di fare letteratura è innnegabile ma il pensiero di fondo sul cristianesimo in Evola permane.
    Arriverà ad accettare la visione cristiana semplicemente come la meno peggio rispetto al materialismo laicista, ma questo non vuol dire che Evola divenne cristiano.

  3. #13
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    Basta parlare di EVOLA Evola non aveva capito

    ARTURO REGHINI

    oltre a travisare completamente Renè Guènon

  4. #14
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    ma come si possano leggere simili strafalcioni è davvero un mistero.......
    solo il tono e la prosa fanno capire la follia e la superbia che lo attanagliava
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Gianmario Visualizza Messaggio
    Tradizione Mediterranea contro tradizione cristiana
    del Barone Von Julius Evola

    Il cristianesimo è alla radice istessa del male che ha corrotto l'Occidente. Questa è la verità, ed essa non ammette dubbio.
    L'onda oscura è barbara, nemica di sé e del mondo, che nel sovvertimento frenetico di ogni gerarchia, nell’esaltazione dei deboli, dei diseredati, dei senza nascita e senza tradizioni agitati dal bisogno di «amare», di «credere», di abbandonarsi, nel rancore verso tutto ciò che è forza, sufficienza, sapienza, aristocrazia, nel fanatismo intransigente e proselitario fu veleno per la grandezza dell’Impero Romano, è la causa massima del tramonto dell'Occidente.
    Il cristianesimo - si badi - non è ciò che oggi sussiste quale religione cristiana - troncone morto tagliato fuori dallo slancio più profondo. Dopo aver disgregato la compagine di Roma, esso fu ciò che, con la Riforma, passò ad infettare la razza dei biondi barbari germanici per poi penetrare ancor più giù, tenace ed invisibile: il cristianesimo oggi è in atto nel liberalismo e nel democratismo europeo e in tutti gli altri bei frutti della rivoluzione francese - fino all’anarchismo e al bolscevismo; il cristianesimo oggi è in atto nella struttura stessa della società moderna tipo – l’anglosassone - e altresì nella scienza, nel diritto, nell’illusione di potenza della tecnica. In tutto ciò si conserva egualmente la volontà livellatrice, la volontà del numero, l’odio verso la gerarchia, la qualità e la differenza - e il vincolo collettivo, impersonale, fatto di mutua insufficienza, proprio alla organizzazione di una razza di schiavi in rivolta.
    Ed ancora: preso nella sua radice di «passione» e di orgasmo quale si determinò - col messianismo e il millenaresimo - nella promiscuità delle plebi imperiali di contro alla superiorità calma dei dominatori romani, alla bellezza dorica dell'eroe pindarico, all'armoniosa detersa intellettualità dei filosofi e degli iniziati pagani, il cristianesimo si ritrova oggi nell'irrazionale dell'élan vital nell'èmpito caotico dell'attivismo e del faustismo contemporaneo - entità bruta che travolge l'individuo e che lo spinge verso ciò che egli meno vuole, già teologizzata da Calvino come volontà di Dio in atto nella creazione quale predestinazione assoluta degli esseri, oggi essa è divenuta religione: «religione della Vita», religione del «divenire», religione dell'«atto puro».
    Abbiamo accennato ad una Tradizione Mediterranea. Non è mito. È una realtà arcaica che le stesse scienze storiche profane oggi cominciano a sospettare. Tradizione epica e magica di una civiltà affermativa, attiva, forte di sapienza e forte di scienza, essa improntò a sé le élites della civilizzazione egizio-caldaica, della civilizzazione paleogreca, della civilizzazione etrusca e di altre più misteriose la cui eco risuona in Siria, a Micene, nelle Baleari. Spirito della paganità, essa fu portata poi dai Misteri del bacino mediterraneo finché, di contro alla marea giudaico cristiana, fu Mithra: Mithra, il «Dominatore del Sole», l'«Uccisore del Toro», simbolo di coloro che, rigenerati nella «Forza forte delle forze», sono di là dal bene e dal male, di là dal «bisogno», di là dalla brama, di là dalla «passione».
    Due destini, due forze cosmiche irreduttibili allora si palesarono cozzando, per il retaggio dello splendore romano.
    La tradizione dei Misteri, travolta sul piano più esteriore, si ritrasse in una sfera più sottile trasmettendosi di fiamma in fiamma, di iniziato in iniziato in una catena ininterrotta se pur segreta. Ed oggi torna a nudo qua e là, in conati ancor confusi, in esseri - quali Nietzsche, Weininger, Michelstaedter - infrantisi sotto il peso di una verità che, troppo forte per loro, attende altri che sappia riprenderla ed imperla sì che di nuovo, dura, fredda, si erga dinnanzi al suo avversario, nella grande rivolta - e nella grande lotta: quella da cui, di nuovo, dipenderà se l'Occidente si confermi in un tramonto o risorga in una aurora.
    L 'antieuropa è l'anticristianesimo. E l'anticristianesimo è la tradizione mediterranea, classica, pagana - la nostra tradizione. Questo bisogna assolutamente capire.
    Senza il ritorno ad una tale tradizione, non vi è liberazione, non vi è restaurazione vera, non è possibile la conversione dei valori dello spirito, della potenza e dell'Impero. Ma che i nostri «anti» non creino equivoci! Loro, non noi, sono la negazione. Sono loro che hanno minato Roma; che hanno contaminata la Sapienza; che hanno travolta l’aristocrazia – per instaurare il regno del sentimentalismo, dell’umanitarismo, dei «nemici del mondo»; per esaltare la superstizione che riconosce il Dio in un giustiziato e fa dell’uomo un servo e un dannato che solo l’arbitrio della «grazia» può salvare. La fola più sciocca e assurda è quella che da la paganità per un sinonimo di materialità e di corruzione, e la cristianità, invece, per la sintesi più pura ed esclusiva di tutto ciò che è spirituale. E quanto questa superstizione giace ancora in fondo alla mentalità contemporanea!
    No. Lo spirito vivente e immanente, lo spirito in atto come sapienza iniziatica e potenza, gloria di Re e di Vincitori, non lo conobbe la contaminazione semitica - lo conobbe la razza di Roma, la stirpe ellenica, l'Oriente antico. E chi oggi insorge contro la corruzione cristiana, contro il male europeo - quegli non è un negatore, ma un affermatore - il solo che sappia che cosa sia affermazione.
    Noi dunque oggi, a Roma, testimoniamo della tradizione pagana ed invochiamo la restaurazione dei valori mediterranei in un Imperialismo pagano. La persona di chi parla e di chi altro sia congiunto a lui nell’istessa realtà spirituale - isolati, impassibili e intransigentemente aristocratici in questo mondo di mercanti, di ingabbiati e di deviati - scompare dinnanzi a questa realtà stessa, che per mezzo di loro si rivolge a Colui in cui oggi si riassume il movimento fascista.
    Si riuscirà a sentire che non si tratta di parole, non di utopie, non di astrazioni romantiche, ma che è la più positiva e la più possente delle realtà che attende di essere dissotterrata per mezzo di esseri capaci di tutto, per mezzo di un'opera rispetto a cui tutto ciò che il fascismo ha fatto finora diviene nulla? Che tuttavia, tutto ciò è possibile? Che mille forze urgono nell'oscurità in attesa di un punto di sbocco?
    L'identificazione della nostra tradizione con la tradizione cristiana o cattolica che sia, è il più assurdo degli errori. Romanità è paganità; e la restaurazione imperiale è un vuoto nome se non è, prima di tutto, restaurazione pagana. È una contraddizione che si tocca con mano proclamare il ritorno di Roma e non ricordare che il cristianesimo è stato uno dei principali fattori della rovina di Roma; parlare d'Impero, e non accorgersi che tutta la visione cristiana della vita è la negazione dei presupposti dell'Impero.
    Oserà dunque il fascismo assumere qui, qui d'onde già le aquile imperiali partirono per il dominio del mondo sotto la potenza augustea, solare e regale - oserà il fascismo assumere qui, a Roma, qui dove ancora sussiste l'ironico residuo dell'unica gerarchia di cui, traendo se stesso, il cristianesimo fu capace - oserà quindi riprendere la fiaccola della tradizione mediterranea?
    Noi non vogliamo ne sperare ne disperare. Possiamo attendere. «L'idea non ha fretta» fu detto da Hegel, ne ciò che è saprebbe subire alterazione da parte di ciò che non è.
    I valori, che noi portiamo, sono: che circostanze e uomini si presentino, per cui essi possano, o meno, passare anche ad informare un dato periodo nella contingenza delle cose storiche e temporali - è cosa che, invero, non deve interessare tanto noi, quanto coloro la cui verità si arresta a cotesta contingenza.


    vedete il comunismo (l'uguaglianza sociale ) è morto da anni, il
    socialismo ( libertà , fraternità e uguaglianza) ha fallito e sta
    fallendo alla lunga, non essendo piu in grado di affronare la sfida
    mondialista .

    Eppure nonostante i disastri che ha creato e sta creando continua a
    essere, con i suoi pricipi, il pilastro della cultura politica
    odierna, senza nessun accenno di ritirata . Sembra che stia
    affilando di nuovo le armi per presentarsi piu bello e piu nuovo che
    pria nonostande le cataste di morti nell'armadio. Il comunismo- socialismo è
    come l'araba fenicia !

    Io queste dottrine socialitarie le vedo come una distorsione e un
    equivoco della visione cristiana della vita , ammesso che vi sia mai
    stata una precisa visione crstiana della vita terrena nella dottrina
    della chiesa . Esse credono alla società perfetta sulla terra,
    giustamente come anche non hanno mai cessato di crederci i veri
    cristiani . E su quali principi vogliono affermare questa società
    perfetta ? Su principi molto vaghi , presi per lo più dall'ambito
    religioso.

    Si afferma una equivoca libertà che nessuno sa cosa sia , dove si
    crede che ci sia una libertà di pensiero o di stampa . Si fonda
    questa libertà nell'autorità del popolo . La si fa poi coincidere
    con la parola democrazia . Il popolo decide , ammesso che sia il
    popolo a decidere, senza più nessun rapporto con la verità e la
    giustizia , magari rinnegando la stessa libertà e la giustizia
    sociale , quindi , inficiando l'utopia del regno di giustizia
    terreno che spesso hanno . Puo il loro regno allontanarsi dalla
    gioustizia ? impossibile ! Ecco allora che certi valori del
    socialismo e del comunismo non sono altro che

    una difesa dei privilegi o delle istanze di alcune categorie o dell'
    egoismo morale di altre . La democrazia permette una certa
    composizione ed equlibrio dei vari egoismi perchè parla del
    rispetto reciproco, che è un altro dettame morale preso nell'ambito
    religioso . Ecco perchè il relativismo, che è la vera base
    culturale delle democrazie , è in realtà la vera dottrina, la vera
    base culturale di questo nuovo socialimo e comunismo . In realtà
    questi ideali sono solo una maschera ammantata di fede politica per
    difendere il proprio egoismo e gli interessi di categoria o certi
    stili di vita che confondono con la libertà .

    La giustizia giusta invece è un valore che non si può barattare con
    nulla ; non la si può confondere con aleatorie dottrine di
    ugualitarismo sociale che non hanno nessuna base nel diritto e nella
    natura umana .

    La giustizia giusta , quella che non guarda nè a destra nè a
    sinistra , non si identifica con nessun regime democratico di
    nessuna specie, ma si avvera in ogni regime che la contenga in
    percentuale ,senza guardare al tipo di regime . Un regime
    ideolgico e ugualitarista certamente è il piu lontano dalla
    giustizia .

    Ora gli uomini non sono capaci da soli di fondare la giustizia
    perchè non fa parte del loro essere . Gli uomini possono solo
    ispirarsi o non ispirarsi alla giustizia . Quando si parla , allora
    di politica , bisogna solo parlare di giustizia .

    Dio è il solo essere giusto !

  6. #16
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    Sotto le mentite spoglie di un ritorno ai valori di roma e al paganesimo solare in realtà si confonde uno squallido nazionalismo e uno spirito di potenza , frutto spesso piu di un egoismo personale di dominio e di chisura all'esterno .
    Il cristianesimo non ha mai contestato l'impero politico e geografico di roma , anzi spesso i papi l'hanno difesa dai barbari . A sant'Agostino gli venne un collasso cardiaco quando seppe che roma fu invassa e saccheggiata dai barbari nel IV secolo.
    Il cristianesimo ha contestato a Roma solo l'ingiustizia delle sue leggi interne : lo schiavismo ;l'immoralita sociale,la corruzione dilagante ,il furto legalizzato , il matrimonio pagano , e giammai l'estensione del diritto ai popoli , la civilizzazione mediante la sua lingua ecc.
    La contraddizione piu lampante nei pretesi difensori della romanità si vede quando gli stessi personaggi poi criminalizzano l'imperialismo americano o russo , che fu solo un decimo di quello romano .
    Ora la forza della civiltà romana sta tutta nella maggior adesione al diritto naturale trasformato in quello amministrativo, fatto resosi necessario per una maggior concentrazione di gruppi sociali diversi al suo interno .
    L'incontro col giudaismo che aveva per "rivelazione" un diritto naturale superiore a quello romano , fu un matrimonio necessario, salutare e naturale . Con una visione miope della politica come quella di evola non si va da nessuna parte . Come gli ebrei vorrebbero tornare al vecchio tempio , cosi tanti fascisti vorrebbero tornare agli antichi fasti della roma imperiale .
    Non è con gli antichi schemi ideologici che si puo procedere se si vuole veramente capire la novita assoluta del cristianesimo .
    E' vero tuttavia che la distorsione del messaggio evangelico, ritenuto politico,
    sia stata la rovina e la condanna di molti regimi che avrebbero voluto attuarlo sul piano sociale .Ma una cosa è parlare di giustizia e una cosa è parlare di liberta e uguaglianza .

 

 
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