Vivo in un paese di 3280 anime.
Ho votato alle 100 del mattino, e i seggi erano deserti.
Poco fa sono andato a dare un’occhiata fuori dai seggi.
Ho incontrato una presidente di seggio, che ha votato 4 sì, e mi ha detto che l’affluenza è bassa, all’incirca come il livello nazionale. Ed era incazzatissima, anche lei ci teneva molto. Hanno votato molti anziani e molti uomini, pochissimi i giovani.
Ho parlato anche con due cattolici praticanti che si recavano ai seggi, adirati per questa forte alleanza Chiesa – classe politica, che rischia di far risorgere l’anticlericalismo.
Tutti e tre hanno condiviso il mio pessimo giudizio su questo Paese, o ,meglio, paese.
Ho girovagato per circa 10 minuti e in questo lasso di tempo hanno votato 11 persone.
Conto di tornare anche domani mattina.
Alcuni miei amici ed amiche voteranno domani.
C’è il rischio che molti sostenitori del sì, vista la bassa affluenza, restino a casa.
Teniamo duro fino all’ultimo, cerchiamo di portare ancora gente: il 35-40% è sempre meglio del 20%.
Un ringraziamento particolare lo faccio a Daniele Capezzone, che durante tutta la campagna referendaria non ha mai avuto timore nel condannare apertamente l’ennesima prepotente invasione della Chiesa nella vita politica dello stato italiano.
Quando lo vedevo nei servizi dei telegiornali mi tornava il buonumore.
Grazie.
E grazie anche a Fassino. Non pensavo che il leader (cattolico) di un partito che raccoglie un vasto consenso (moltissimi cattolici) si impegnasse così tanto per il sì.
Nella mia zona solo Rifondazione Comunista (in cui milito) e i Ds si sono attivati (i Ds però hanno lavorato di meno).
Da Sdi, Pdci,Verdi, Italia dei Valori, Nuovo Psi, latitanza assoluta (nemmeno i manifesti).
Sul fronte astensionista c’erano i manifesti (col feto) di Forza Nuova.
Giolitti: “Sulle questioni religiose il governo è precisamente e semplicemente incompetente… il principio nostro è questo, che lo Stato e la Chiesa sono due cose parallele che non si debbono incontrare mai. Guai alla Chiesa il giorno che volesse invadere i poteri dello Stato!”




0 del mattino, e i seggi erano deserti.
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