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Discussione: Un popolo di pecoroni

  1. #101
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    In origine postato da Tomás de Torquemada
    ... ma guarda che anche dalla tua parte non sei in belissima compagnia, eh...
    è in ottima compagnia, invece, almeno dal punto di vista culturale, intellettuale, dell'informazione, delle motivazioni e così via

  2. #102
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    In origine postato da Augustinus
    Già, hai ragione. Ma poi sull'essenziale si concorda. Come è anche per il caso del Crocifisso negli uffici pubblici: secondo le statistiche quasi l'80% degli italiani lo vuole, e di questo 80% oltre la metà è fatta da non credenti. Gli italiani dunque anche se ... laici ... sono nella loro essenza cattolici. Un po' come diceva Arturo Carlo Jemolo, come ho ricordato altrove, "l'Italia è il piedistallo della Santa Sede". E questo lo diceva alla fine degli anni '40 del secolo scorso.
    Gli italiani sono Cattolici???
    Ma sei sicuro di stare bene stasera? Ma ti sei guardato in giro?
    Un saluto con amicizia,
    Hobbit2.

  3. #103
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    Gli italiani sono eretici.
    2010:

  4. #104
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    In origine postato da Ichthys
    Gli italiani sono eretici.
    Più che eretici sono individualisti , hanno 2 facce e non saranno mai religiosamente cattolici come i tedeschi (del nord) sono stati luterani e i russi ortodossi.
    Il ridicolo è che tentano di spacciare per "vittoria dei valori" , segnale di una "nuova rinascita cattolica" quella che è semplicemente stata una sconfitta dei radicali e del referendum , strumento logoro e proposto su di un tema che evidentemente la massa considerava poco importante rispetto alla recessione.
    Se vivessimo veramente una riscoperta della cattolicità avrebbero puntato sul NO (come fecero nel '74 per il divorzio e nel '78 sull'aborto...) , invece non hanno rischiato ....

  5. #105
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    In origine postato da Io Robert
    soprattutto la chiusa di Guelfo Nero


    me lo ricordavo più simpatico ed etno , si vede che si è gasato , come l'Italiano si fa fare il lavaggio del cervello non lo batte nessuno.

    Eppure in tutte le società tradizionali, ben prima dell'esistenza del cristianesimo, la pietas, il culto delle cose sacre era un dato collettivo instrinsecamente connesso alla partecipazione alla comunità e, di conseguenza, siccome fuori dalla comunità non vi era nulla, l'individuo che se ne estraniasse, praticamente si estraniava da ogni forma di esistenza degna di questo nome, perché diventava un apolide e quindi un reietto.
    La separazione fra società civile e professione religiosa è semmai un prodotto proprio del cristianesimo (anche se il cattolicesimo, che è una forma molto tradizionale di cristianesimo, l'ha molto attenuata), perché per il cristianesimo la fede è un dato individuale e solo a posteriori comunitario e non è un'emanazione dello spirito della comunità e dell'ethnos, ma lo trascende, ponendo così le premesse del laicismo e dell'individualismo moderno.
    Quindi non vedo cosa ci sia di così scandaloso nell'affermazione di Guelfo Nero.

  6. #106
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    hai letto l'indirizzo linkato Peucezio?
    Guelfo nero ha scritto:
    Chi non è cattolico deve essere un cittadino di serie F.
    Non si ammettono repliche.



    se a me una persona si rivolge cosi il minimo che gli faccio è fargli sputare tutti i denti.

    e poi con un calcio in culo lo dirigo in Africa dove stanno tanti bei negretti cattolici suoi compari

    visto che adesso inizio a parlare chiaro anch'io...

  7. #107
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    In origine postato da iproscritti
    suvvia, non c'è bisogno di scrivere anche cose così
    Ce ne sarà bisogno finchè ci saranno esaltati che mettono i non cattolici alla stregua dei pariah.
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  8. #108
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    In origine postato da Ichthys
    Ecco perché non posso dare torto a Neonazionalista quando parla di "occupante Vaticano" e accusa Mussolini di aver svenduto l'Italia ad uno stato straniero (anche se per molti era necessario visto il contesto storico).
    Non gli puoi dare torto semplicemente perchè ha pienamente ragione.
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  9. #109
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    In origine postato da Tomás de Torquemada
    Questo però lo controribalterei anch'io... Se il 75 % che si è astenuto si fosse prima informato accuratamente e - dopo attenta riflessione simile alla tua - avesse deciso di non andare a votare, pur non condividendo io sarei contento...

    Io, invece, parlo di continuo con gente che si è astenuta e ancora non ho trovato uno che sia ascrivibile a questo "blocco reazionario" o che abbia deciso di opporsi agli "eccessi liberali e scientisti"... Io sento che alcuni si sono puramente e semplicemente scocciati (al massimo, unica nota politica, si sono scocciati di dare retta a Pannella), che altri hanno visto il papa in tv che diceva di non votare e si sono comportati di conseguenza, che altri ancora continuano a pensare che sarebbero stati sezionati i feti nell'utero...

    Tu tieni a non prendere la distanze dalla massa degli astenuti e dici che molti Sì erano dettati da "ragioni abbiette"... ma guarda che anche dalla tua parte non sei in belissima compagnia, eh...

    Attenzione: non voglio dire che il 75% degli italiani si è astenuto per motivazioni ideologiche.
    Un sondaggio che a me pare molto realistico dice che il 35% degli italiani si è astenuto convintamente e gli altri, cioè la maggioranza degli astenuti, per disinteresse o per non essersi formato un'opinione.
    Il fatto di obbedire ciecamente al Papa o di agire in base a una psicosi o a un pregiudizio popolare non mi paiono cose negative. Esistono diversi gradi di consapevolezza e nella società è bene che ci sia gente che, avendo poca capacità critica (questo è inevitabile: gli intelligenti sono sempre una minoranza), almeno sceglie di farsi guidare da un potere tradizionale, quindi, sia pure in modo intuitivo e semplice, si riconosce in una società sana, vecchio stampo.
    Stesso discorso per le i pregiudizi e le paure: a parte che non ho sentito nessuno parlare di feto sezionato, ma comunque una naturale diffidenza verso le novità è un valido antidoto contro l'adesione al progressismo e alle spinte dissolutrici volute dai poteri.

    Inoltre non disprezzerei così tanto neanche i disimpegnati o i menefreghisti: noi, nel nostro ambiente, consideriamo un valore la mobilitazione perché se non la facciamo noi, che abbiamo idee giuste, stiamo freschi.
    Ma non è che di per sé la mobilitazione politica o la consapevolezza ideologica siano dei valori in sé.
    Anzi, semmai nella storia hanno fatto molti più danni che cose buone. Tutta la cultura buonista, conformista e sinistroide della borghesia italiana deriva proprio dall'ideologizzazione delle masse e della gioventù a partire dagli anni '60 - '70. E ancora oggi la mobilitazione, l'impegno, al consapevolezza (o meglio, l'adesione conformistica spacciata per consapevolezza) sono armi potenti della sinistra, pronte ogni volta che vedono qualche minaccia in vista, a diventare un eccezionale fattore di azione e di blocco di qualunque tentativo di reazione.
    In Francia, quando le Pen è arrivato al ballottaggio per le presidenziali, è stato eletto da gente semplice e non c'è stata la mobilitazione dei lepeniani. Invece c'è stata una mobilitazione enorme dei soliti gendarmi del sistema: studenti, immigrati, intellettuali, attivistume rosso vario.
    In Austria con haider stessa identica cosa: manifestazioni oceaniche dei suoi detrattori politicamente corretti, all'indomani della sua entrata nel governo.
    Noi non dobbiamo puntare alle mobilitazioni, all'impegno e alla consapevolezza ideologica, se non per formare un piccolo gruppo dirigente capace. Per il resto quello che conta è conquistare il popolo, che nel suo intimo sarebbe già molto vicino alle nostre ragioni, attraverso discorsi semplici e concreti, legati alle sue esigenze spicciole di vita e ai suoi problemi. E rovesciare questo popolo, non acculturato e non "impegnato", ma ben conscio di quello che vuole, contro questa massa di parassiti ideologi, politicanti, no-global e borghesi vari, che leggono Sartre, si fanno le seghe e vanno a fare manifestazioni un giorno sì e uno no, anche perché possono permettersi di non andare a lavorare.

  10. #110
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    Predefinito Re: Un popolo di pecoroni

    In origine postato da Io Robert
    Ebbene , il lungimirante Decima aveva visto giusto , dai dati delle 12 e delle 19 l'afflusso non raggiungerà neppure il 40% , e allora dico che questo è un popolo di pecoroni , diversi si l'uno dall'altro , sia antropologicamente che intellettualmente , una diversità forse causa prima dell'individualismo e menefreghismo che attanaglia questa gente più simile ai levantini che agli Europei , ma sostanzialmente ignoranti , senza carattere , attenti solo al nostro particolare , a fottere il prossimo , incapaci a guardare oltre la punta del naso , una massa di pecoroni insomma.
    Abbiamo votato in massa per mantenere la pubblicità in Mediaset (1995) , perchè eravamo "a favore della libertà" , protestiamo perchè la Rai cede i diritti di insulse partite Mondiali , spendiamo € per scegliere col televoto chi dovrà abbandonare la casa del grande fratello , e poi quando si tratta di dire la propria su di un argomento serio , di decidere sulla propria vita , sulla salute dei figli , sul declino demografico spaventoso che attanaglia la nostra sacra , tradizionale , mammona patria cattolica , obbediamo come per un riflesso pavloviano ai diktat di santa mafiosa chiesa.

    Complimenti popolo di pecore , voglio però dirvi una cosa , non osate lamentarvi , non voglio sentire neanche un'abbozzo di protesta , se domani doveste scoprire di essere portatori di una malattia genetica e non potrete accedere alla fecondazione assistita per impedire di avere un figlio malato , neanche una parola!
    I più diffusi quotidiani e settimanali e la maggior parte dei "Vips" si erano schierati con il si, tanto per citarne uno, il popolarissimo paolo bonolis, quindi questa volta gli italiani sono andati per conto loro snobbando i loro boia.

 

 
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