Ottima riflessione.In origine postato da Peucezio
Attenzione: non voglio dire che il 75% degli italiani si è astenuto per motivazioni ideologiche.
Un sondaggio che a me pare molto realistico dice che il 35% degli italiani si è astenuto convintamente e gli altri, cioè la maggioranza degli astenuti, per disinteresse o per non essersi formato un'opinione.
Il fatto di obbedire ciecamente al Papa o di agire in base a una psicosi o a un pregiudizio popolare non mi paiono cose negative. Esistono diversi gradi di consapevolezza e nella società è bene che ci sia gente che, avendo poca capacità critica (questo è inevitabile: gli intelligenti sono sempre una minoranza), almeno sceglie di farsi guidare da un potere tradizionale, quindi, sia pure in modo intuitivo e semplice, si riconosce in una società sana, vecchio stampo.
Stesso discorso per le i pregiudizi e le paure: a parte che non ho sentito nessuno parlare di feto sezionato, ma comunque una naturale diffidenza verso le novità è un valido antidoto contro l'adesione al progressismo e alle spinte dissolutrici volute dai poteri.
Inoltre non disprezzerei così tanto neanche i disimpegnati o i menefreghisti: noi, nel nostro ambiente, consideriamo un valore la mobilitazione perché se non la facciamo noi, che abbiamo idee giuste, stiamo freschi.
Ma non è che di per sé la mobilitazione politica o la consapevolezza ideologica siano dei valori in sé.
Anzi, semmai nella storia hanno fatto molti più danni che cose buone. Tutta la cultura buonista, conformista e sinistroide della borghesia italiana deriva proprio dall'ideologizzazione delle masse e della gioventù a partire dagli anni '60 - '70. E ancora oggi la mobilitazione, l'impegno, al consapevolezza (o meglio, l'adesione conformistica spacciata per consapevolezza) sono armi potenti della sinistra, pronte ogni volta che vedono qualche minaccia in vista, a diventare un eccezionale fattore di azione e di blocco di qualunque tentativo di reazione.
In Francia, quando le Pen è arrivato al ballottaggio per le presidenziali, è stato eletto da gente semplice e non c'è stata la mobilitazione dei lepeniani. Invece c'è stata una mobilitazione enorme dei soliti gendarmi del sistema: studenti, immigrati, intellettuali, attivistume rosso vario.
In Austria con haider stessa identica cosa: manifestazioni oceaniche dei suoi detrattori politicamente corretti, all'indomani della sua entrata nel governo.
Noi non dobbiamo puntare alle mobilitazioni, all'impegno e alla consapevolezza ideologica, se non per formare un piccolo gruppo dirigente capace. Per il resto quello che conta è conquistare il popolo, che nel suo intimo sarebbe già molto vicino alle nostre ragioni, attraverso discorsi semplici e concreti, legati alle sue esigenze spicciole di vita e ai suoi problemi. E rovesciare questo popolo, non acculturato e non "impegnato", ma ben conscio di quello che vuole, contro questa massa di parassiti ideologi, politicanti, no-global e borghesi vari, che leggono Sartre, si fanno le seghe e vanno a fare manifestazioni un giorno sì e uno no, anche perché possono permettersi di non andare a lavorare.




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