A Varese, le destre fomentano violenza contro i migranti, usando come manovalanza una banda di neonazisti di provincia che si rifà alla rete internazionale "Blood and Honour". Tutto ciò testimonia la crisi delle politiche contro i migranti degli ultimi dieci anni.
La vicenda dei centri di detenzione per migranti è a una svolta. L'11 luglio, a Bari, si terrà il Forum nazionale contro i Cpt, cui hanno già aderito nove presidenti di regione. "Verra un giorno in cui in Italia la coscienza democratica si vergognerà dei Cpt", dice il presidente della regione Puglia Nichi Vendola, che ha proposto per primo l'incontro.
Le tante campagne che in tutti questi anni hanno mantenuta viva l'umanità contro la barbarie del vuoto di diritti dei centri di detenzione, intanto, continuano a lavorare per costruire l'alternativa alla chiusura delle frontiere e per organizzare l'accoglienza dal basso.
Dopo i Cpt le regioni bocciano anche i Centri d'indentificazione
16 giugno 2005
Le Regioni bocciano gli schemi di decreto di istituzione dei centri di identificazione relativi al regolamento per le procudere di riconoscimento dello status di rifugiato, perche' "esiste un problema di commistione tra clandestinita', non clandestinita' e coloro che richiedono asilo: questo rende tutto difficile da governare e ancora piu' difficile da gestire". Cosi' al termine della Conferenza Stato-Regioni il presidente, Vasco Errani spiega i motivi che hanno portato oggi le Regioni a non dare parere favorevole ai sette schemi di decreto. "Oltretutto - spiega Errani - c'è anche un problema di metodo, cioè di come è stato realizzato il decreto, praticamente senza il coinvolgimento delle Regioni. Ma al nostro no - conclude - si è aggiunto anche quello della Province e dei Comuni".
Secondo quanto predispoto nei decreti di istituzione i centri di identificazione sarebbero dovuti sorgere nelle Province di Gorizia, Milano, Roma, Foggia, Siracusa, Trapani e Crotone. Il rischio individuato dalle Regioni e dalle altre autonomie locali è quello della "commistione" tra i centri di prima assistenza, i centri di permanenza temporanea e i centri di identificazione ubicati in una stessa area geografica.




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