Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    Insorgente
    Data Registrazione
    25 Jul 2002
    Località
    Da ogni luogo e da nessuno
    Messaggi
    2,654
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Il lato oscuro di Varese brava gente

    Chi può aver paura degli "albanesi" in una terra così solida?
    Il lato oscuro di Varese
    brava gente


    Maria R. Calderoni


    A Besano non manca niente. Il paese fa parte di una comunità montana, quella della Valceresio, ma non soffre certo di abbandono o degrado come dalle parti dell'Irpinia o della Calabria. Besano, 11 chilometri da Varese, a due passi dalla Svizzera, a un tiro di schioppo da Campione d'Italia, gode ampiamente della sua felice posizione di terra di confine, ha un benessere diffuso e un Pil di tipo elvetico. Meno di 2.400 anime, brava gente di provincia ricca, chi non ha la villetta a schiera c'ha l'appartamentino; disoccupazione praticamente a zero; nel sacro box di famiglia anche più di un'auto. Si parla lumbard, si va a messa e si vota Lega. Ci sono tre bar, una pizzeria che si chiama Jolly ed è gestita dall'odiato albanese, una chiesa parrocchiale del '500, una storica "Fiera dei Malsani", e Giovanni Battista come santo protettore. Ex feudo dei Visconti e dei Borromeo, Besano ha anche un museo civico di Paleontologia, che è una attrazione scientifica oltre che turistica, per via dei suoi preistorici, millenari fossili. Senza quei colpi di coltello al bar Lory, quel piccolo agglomerato di 850 famiglie attaccato alla Svizzera avrebbe continuato ad essere noto come il paese del porfido quarzifero rosso.

    Un posticino tranquillo per gente tranquilla, dove non succede mai niente. Dove, secondo i dati dell'Osservatorio sulla immigrazione in provincia di Varese, gli immigrati non sono più di una trentina.

    Besano come Varese, che è una provincia di gran brava gente. Laboriosa, cattolica, ex zona bianca di dc e industriali, oggi leghista della prima ora, patria di Bossi e di Speroni, ultimo vero presidio del potere padano. Qui dove la Lega prende ancora tra il 21 il 25 per cento ed è ancora padrona sul territorio e nelle istituzioni. Qui dove Varese è il capoluogo di provincia con sindaco leghista.

    I "danèe e il lauraa", i soldi e il lavoro: l'interpretazione locale di una sorta di autoctono "order and law", su cui la Lega soffia in modo nefasto, sembra vigere in certi strati, da queste parti.

    Potente Varesotto. Con 120 comuni - dall'a di Azzate alla vu di Viggiù - già spettacolare punta di diamante del celebrato "triangolo industriale" - la sua storia è tutta scritta dentro un territorio ad alto sviluppo capitalistico tra i più forti del Paese, con i grandi stabilimenti tessili, calzaturieri, metalmeccanici di un tempo e una miriade di piccole e medie aziende, di terziario avanzato e non, di servizi e banche. E con città tipo Busto Arsizio, 70 mila abitanti, nota internazionalmente come la Manchester italiana per la sua industria tessile, e già forziere del gruppo bancario Alto Milanese, roccaforte della finanza lombarda.

    Chi può aver paura degli "albanesi" in una terra così solida, benestante, cattolica e timorata?

    Eppure è così, gratta un certo cittadino di queste parti - le quali sono anche così belle e amene, tra laghi e monti celebrati - e ci trovi il filisteo. Chiuso nella corazza del suo benessere sudato, ammantato dentro la sua indigena legalità pelosa, ormai anche lui insidiato dal precariato, dalla insicurezza del posto, dalla pesante de-industrializzazione in corso da anni, è incline ad esprimere la sua "filosofia" essenzialmente con due concetti fondamentali: "quelli là" o ci portano via il "lauraa" o ci portano qui la delinquenza.

    "Quelli là" sono gli "albanesi", gli immigrati in genere. Una filosofia che non è certo prevalente, anzi faremmo torto grave al grande cuore varesino. Che c'è e si vede, ad esempio, nella grande rete del volontariato laico e cattolico, nelle mille associazioni di solidarietà che pullulano nei piccoli e grandi centri, nelle lotte sindacali e nelle tante iniziative politiche. Ma l'anima leghista, venata di razzismo e xenofobia, in quella buona percentuale di popolazione varesotta, «inquina», dice senza mezzi termini il segretario del Prc Giovanni Bonometti. In più, dice, questo di Varese è anche un terreno-laboratorio per certe frange della destra estrema.

    C'è chi ha messo insieme la graduatoria. Ebbene, tra le "curve" più permeate di spirito naziskin, in testa c'è quella di Varese. Quella nobile accolita di teppisti da stadio che dal 1998, a colpi di catene e bastoni, ha preso il sopravvento nel Varese Calcio e che si fregia dello slogan, per l'appunto un motto SS, "Blood & Honour": per l'appunto i protagonisti della marcia "vendicatrice" che ha attraversato in questi giorni il capoluogo, delle vetrine spaccate, del quasi linciaggio, dei vessilli inneggianti alla giustizia sommaria.

    Episodio isolato, reazione esagerata dopo l'uccisione di Claudio Meggiorin, povero ragazzo, uno di loro? Non proprio.

    Nel 2003 un gruppo di scalmanati tifosi varesini contesta e insulta il cestista di colore Carlton Myers; ultras si scatenano contro calciatori del Camerun e dell'Algeria; e c'è chi non ha dimenticato quella partita del marzo '79, quando i giocatori israeliani del Makkabi vengono accolti con cori inneggianti a Hitler e sventolio di croci...

    E non soltanto naziskin da tifoseria.

    I Blood&Honour scorrazzano anche fuori dallo stadio, agiscono indisturbati, una infezione di sigle di estrema destra che è incominciata sul finire degli anni 90.

    Aggressioni agli stranieri, scritte razziste, svastiche sui muri, vandalismi contro sedi di Rifondazione e della Cgil, energumeni che interrompono concerti rock a colpi di crick, militanti di Forza nuova che affrontano con le catene un corteo antirazzista.

    Gli episodi sono numerosi e si infittiscono negli ultimi anni, nel 2004, per le elezioni europee, Forza nuova proprio a Varese è in campo a favore della Mussolini.

    Sempre secondo l'Osservatorio, in provincia di Varese gli immigrati regolari, muniti di visti e permessi di soggiorno, sono tra i 20 e i 25 mila. Distribuiti in pressoché tutti i comuni, sono tuttavia concentrati per circa il 50 per cento in alcuni centri più grossi, tra cui Varese (sui 7.000), Gallarate, Saronno, Castellanza, Busto Arsizio.

    Mai comunque più dell'1-2 per cento rispetto alla popolazione residente (appunto, chi ha paura degli "albanesi"?). Quanto ai Paesi di provenienza, gli africani sono al primo posto; seguono quelli dall'Asia e poi quelli dall'Est.

    «Tra violenze, aggressioni, rapine, stupri - asserisce col suo solito stile soft il ministro Calderoli - nelle nostre città vi sono interi quartieri ormai invivibili».

    Strano. Abbiamo sott'occhio la mappa sanguinosa della dozzina di morti ammazzati nel Varesotto nell'ultimo anno e mezzo. Eccola.

    Gennaio 2004, Mariangela Pezzotta, 27 anni, trovata uccisa in uno chalet di Golasecca, vittima delle bestie di Satana, bravi ragazzi di Busto Arsizio

    Nella stessa città, tre mesi più tardi un muratore uccide i due figli e si spara.

    L'11 settembre a Comerio il boscaiolo Carlo Ossola viene ucciso a colpi di roncola.

    In novembre ad Arcisate sono crivellati di colpi Emanuele Costa e Giuseppe Petralia.

    Il 21 gennaio 2005, a Somma Lombardo Efisio Serra uccide sorella, nipote e una cliente del bar Fogadore e poi si suicida.

    In marzo un neonato è ritrovato in un sacchetto di plastica, accusata la giovane madre.

    Un mese fa, a Viggiù il 28enne Gaetano Restivo uccide i due fratelli minori, Gianni e Antonio.

    Basta? Di albanesi non c'è traccia.


    Ma non è evidentemente la criminalità il vero punto. Con un questionario inviato a tutti i comuni, lo stesso Osservatorio ha messo in evidenza i problemi più gravi segnalati per quanto riguarda la condizione degli immigrati nella provincia.

    Lasciamo la parola all'Osservatorio medesimo. «Al primo posto tra i problemi si trova la difficoltà degli immigrati a trovare una abitazione, sia in assoluto che con standard abitativi adeguati e canoni d'affitto sostenibili. Al secondo posto, le difficoltà relative all'inserimento nel mondo del lavoro e quelle connesse con l'integrazione». Già, si registra «la forte incidenza delle assunzioni con contratto atipico (il 54,2 per cento a tempo determinato, il 13,8 a tempo parziale», chissà che ne pensa Calderoli...

    Ion Cazacu, una storia varesina, marzo 2001. Era un ingegnere rumeno, ma qui in Italia, precisamente in una città di alto livello industriale e civile che si chiama Gallarate, faceva l'operaio comune, un semplice piastrellista.

    Laggiù al suo paese aveva lasciato moglie e due figli, e lui, in Italia, si era rassegnato ad accettare la nuova "legge bronzea", lavoro sottopagato e in nero, stile Varesotto. Poi, quel 14 marzo 2001, si stufa e, insieme ad altri lavoratori immigrati, "osa" chiedere al datore di lavoro - che qui, standard gallaratese, è un "padroncino" - il regolare contratto.

    Nasce una discussione e il "padroncino" perde il controllo: prende una tanica di benzina, la versa addosso all'uomo e gli dà fuoco; estrema, inequivocabile risposta all'immigrato con pretese di parità e, addirittura, diritti.

    Ion morirà un mese dopo tra orribili sofferenze, una marcia con grande partecipazione attraverserà la città, sindacati in testa.

    E R. Franchi, sindacalista-cantautore della "Fragili Dita Band", «per non dimenticare Ion» scriverà una canzone

    «viaggiavano i monti partivano le parole/ per la tua rosa lontana i tuoi fiori di sole...».

    C'è anche la Varese migliore.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





  2. #2
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    02 Jul 2012
    Messaggi
    8,634
     Likes dati
    15
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Era ora che qualcuno cercasse di sfatare questo populismo becero circa gli immigrati.

    A mio parere l'immigrazione va regolata, controllata e gestita; ma non bisogna fomentare i pregiudizi e la xenofobia.

  3. #3
    Hanno assassinato Calipari
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    "Il programma YURI il programma"
    Messaggi
    69,193
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Bravo paddy

  4. #4
    Insorgente
    Data Registrazione
    25 Jul 2002
    Località
    Da ogni luogo e da nessuno
    Messaggi
    2,654
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da yurj
    Bravo paddy
    Bravo Calderoni semmai

    P.G.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





  5. #5
    Hanno assassinato Calipari
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    "Il programma YURI il programma"
    Messaggi
    69,193
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Paddy Garcia
    Bravo Calderoni semmai

    P.G.
    Brava

  6. #6
    Insorgente
    Data Registrazione
    25 Jul 2002
    Località
    Da ogni luogo e da nessuno
    Messaggi
    2,654
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da yurj
    Brava
    Ops... Mi sono confuso con Caldiron

    P.G.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





 

 

Discussioni Simili

  1. Lato Chiaro o Lato Oscuro?
    Di Atlantideo nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 22
    Ultimo Messaggio: 30-06-11, 13:15
  2. Il lato oscuro
    Di waglione nel forum Cattolici
    Risposte: 48
    Ultimo Messaggio: 11-04-08, 16:47
  3. Il lato oscuro del darwinismo
    Di Paleo (POL) nel forum Cattolici
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 25-08-05, 18:25
  4. Il lato oscuro di Varese brava gente
    Di Paddy Garcia (POL) nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 26-06-05, 22:39
  5. Il lato oscuro di Varese brava gente
    Di Paddy Garcia (POL) nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 58
    Ultimo Messaggio: 18-06-05, 03:05

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito