Don Solla (classe 67 o 68, mi pare) è uno di quei danni che capitano quando, dal seminario della natia Diocesi, uno si rivolge altrove per essere ordinato sacerdote.
+ Karolus


Don Solla (classe 67 o 68, mi pare) è uno di quei danni che capitano quando, dal seminario della natia Diocesi, uno si rivolge altrove per essere ordinato sacerdote.
+ Karolus


Deve rispondere prima a Dio e alla Chiesa che allo stato italiano questo prete, che comunque non conosco e non giudico.
Andare a votare è stato un grave atto di disubbidienza, ed è stato un cattivo esempio anche per gli altri.


(Penso che sia comunque controproducente pubblicizzare questi preti, forse la pubblicità, data l'inconsistenza delle loro posizioni, è proprio quello che vogliono).


concordo: de don solla satis
e di quelli come lui.


La scelta tattica era la migliore scelta, per ubbidienza la si doveva scegliere. Non c'è nulla di machiavellico visto che, a rigore, il referendum era già illegittimo.
Quelli che hanno fatto valere le loro istanze contro la Chiesa, disubbidendo, nella storia han fatto sempre la solita fine.


Non parlo di illegittimità costituzionale, ma di illegittimità metafisica quanto alla messa ai voti di questa questione.
La legittimità, da sempre, dipende dal diritto divino. Quando qualcosa infrange il diritto divino non è legittimo.
Il referendum già non aveva alcun diritto di esistere, c'è: benissimo, visto che non si può fare altrimenti, si è operato per avere il male minore.
Non è democratico?
Rispondo: non è democratico il referendum, in quanto mette in discussione la condizione stessa della democrazia, che, se negata, dà la tirannide.


Non è strumento della democrazia nella misura in cui mette in discussione i principi della democrazia, come la centralità e il rispetto della persona. Lì diventa tirannide.Originally posted by antonio
allora occorre specificare, senza confondere i piani, cosa sia la legititmita' nella Repubblica Italiana, e negli Stati in genere, e cosa sia la legittimita metafisico-teologica.
allo stesso modo, infatti, sarbbe da intendersi illeggittimo qualsasi altro atto legislativo, di diretta emanazione parlamentare, non ritenuto conforme al diritto divino...
Esatto.
il referendum non mette in discussione la stessa democrazia, intesa come metodo "decisionale" ma, al contrario, della democrazia ne e' uno strumento...che poi possa piacere o meno..che possa essere condiviso o meno (e in passato e' piaciuto, diversamente il MPV non avrebbe indetto il referendum contro la 194)..e' un altro discorso.*


La legge 40 è già di per sè illegittima, si è agito solo per non peggiorarla.
Una legge di bilancio non afferma, di solito, direttamente l'offesa alla persona, in quanto di solito non nega il diritto divino,
certo può comportare un bene minore, ma tra un bene minore e un male c'è una bella differenza.


Una legge di bilancio è difficile che in uno dei suoi punti contrasti con i comandamenti, al massimo non bilancia bene, cioè non bilancia abbastanza bene. Bilancia in un modo meno migliore. Non permette direttamente di infrangere il diritto divino.


Concordo in toto con Thomas, e rammento il dovere di OGNI cattolico ad anteporre a qualsiasi l'obbedienza ai dettami del Papa e dei Vescovi.
Si veda il Compendio di dottrina sociale della Chiesa, in cui si rammenta che il cattolico si deve opporre ad una legge ingiusta (e dunque non porre alcun atto a suo diretto o indiretto sostegno) fino a giungere al martirio.
LA legge, così come conservata, appartiene a quel gruppo di leggi che costituiscono un male minore, per cui risulta sempre perfettibile, ma tollerata in attesa di miglioramento.
Andare a votare anche NO, avrebbe comportato:
1) una gravissima disobbedienza ai Pastori LEGITTIMI;
2) sostenere, anche indirettamente, un grave peggioramento di una legge tollerata.
3) favorire ulteriormente l'aborto (il che comporta una scomunica)
+ Karolus