I Banana vogliono risolvere la situazione economica aprendo Casino'
Uno dei 4 casino' italiani gia' aperti rischia il fallimento.
Fondamentale il contributo di AN sola contro tutti nella difesa della discutibile gestione di Campione.
Gli ex camerati attaccano :
Da La Provincia di Como 17/06/2005
La fiamma tricolore sulla situazione della casa da gioco «Meglio chiudere tutto e buttare la chiave nel lago»
«Siamo alla frutta, se si dovesse fermare la gente per strada e chiedere cosa pensa, la risposta della maggioranza si condenserebbe nelle parole: “chiuderlo e gettare le chiavi nel lago”». Il segretario provinciale della Fiamma, Giampiero Castelli, ce l'ha con il Casinò di Campione, tornato alla ribalta nei giorni scorsi per il calo degli incassi e le scelta di marketing (tra queste la sponsorizzazione triennale a una squadra di pallavolo siciliana che milita in serie D). «Sul Casinò ormai si è detto di tutto, la parola fine sarà a breve. Il bilancio fine anno, che si prevede “profondo rosso” e gli enti pubblici proprietari, province e camere di commercio non solo non avranno dividendi, ma rischieranno anche di provvedere con esborsi di pubblico denaro - continua Castelli - l'unica notizia felice è la probabile entrata nel pacchetto azionario della provincia di Varese, almeno il debito si dividerà tra più soci». La Fiamma se la prende con l'intero sistema Campione: «La situazione determinatasi in questi ultimi anni - dice sempre Castelli - è la sommatoria di colpe non solo delle forze politiche e sindacali operanti nell'enclave e alla mancanza di controlli da parte delle istituzioni ma anche dei piccoli egoismi locali con l'acquiescenza interessata dei lavoratori sia del casinò (circa 560 dipendenti, un terzo superiore al rapporto fatturato con gli altri casinò operanti in Italia) sia della pletora di dipendenti comunali (circa 120 su una popolazione di circa 3 mila abitanti, un rapporto 6 volte superiore alla media degli altri comuni italiani). In merito alla finanza allegra dobbiamo anche sottolineare gli stipendi di tutti i dipendenti, mediamente due o tre volte superiori agli stipendi del resto d'Italia».




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