Nella società dove lavoro sono ritenuto una specie di pazzo furioso, bravissimo e geniale ma assolutamente incontrollabile.
E' vero che praticamente vivo in una specie di "libera repubblica" all'interno della società fottendomene di circolari, regolamenti, e quant'altro. Decido praticamente orari, modalita' e tutto quanto concerne il mio lavoro. D'altra parte i risultati sono innegabili.
Sopporto poco la gerarchia fine a se stessa se non sottoposta al dialogo, ovvero (decide il reponsabile in termini di obiettivo, ma se non sono d'accordo sulle modalità e su quanto deciso e mi ritrovo ad aver ragione, che abbia l'umilta' di riconoscerlo).
Oltretutto non ho peli sulla lingua e in tutta la storia della mia società sono stato l'unico qualche anno fa a chiedere PUBBLICAMENTE ed in faccia al direttore generale di dimettersi, tra lo stupore dei vari fantozzi presenti.
Non faccio carriera, sono troppo scomodo, ma chi mi conosce sia umanamente che tecnicamente mi tratta in palmo di mano, chiunque esso sia, o che ruolo abbia.
Ultimamente mi hanno messo appresso come presunto "capo commessa" una specie di dattilografa (che scrive tutto quello che decido e faccio) che dopo avere in due anni creato un buco spaventoso in una commessa, raddrizzata da me in tre mesi si è proprio l'altro giorno messa in testa di "cavalcare la situazione" decidendo li' per li' di fare "l'analista" mentre io secondo la sua balzana ipotesi, sarei il "supporto".
Ad ore 17 della giornata odierna (riunione con i capi) verra incenerita, statene certi.




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