Le primarie dei masochisti irresponsabili
di Arturo Diaconale
Si preannunciano come una clamorosa pagliacciata le primarie del centro sinistra. Non solo perché non sono chiamate a scegliere il candidato Premier del centro sinistra, ma solo a dare una legittimazione popolare al candidato Premier da deciso da tempo. Ma soprattutto perché il loro carattere dichiaratamente fasullo e strumentale è destinato ad innescare una sceneggiata il cui tratto distintivo sembra essere quello della più completa irresponsabilità.
La pagliacciata dipende in primo luogo dalle modalità con cui l’avvenimento dovrebbe svolgersi. Dovendo servire a fornire una investitura formale alla leadership di Romano Prodi le primarie saranno libere ed aperte. Cioè senza regole di sorta, tranne quella che le urne dovranno comunque premiare la candidatura del “professore”. Ma accanto a questa particolarità, che da sola dovrebbe inficiare la validità democratica dell’operazione, c’è una seconda condizione che trasforma la faccenda nella sagra dell’irresponsabilità.
Alle primarie, oltre a Prodi, parteciperanno Fausto Bertinotti, Pecoraro Scanio, Antonio di Pietro e, a quanto pare, anche Clemente Mastella. La stragrande maggioranza degli elettori del centro sinistra, cioè quelli che votano per la Margherita ed i Ds, saranno chiamati a scegliere tra candidati di partiti diversi e minori. Francesco Rutelli e Piero Fassino si guarderanno bene dal presentare le proprie candidature. E lo stesso faranno gli altri possibili leader del centro sinistra, da Walter Veltroni a Sergio Cofferati. Perché i partiti maggiori non esprimeranno candidati propri e quelli minori presenteranno invece i loro massimi rappresentanti? Semplice, perché Ds e Margherita sanno che solo un candidato terzo come Prodi può sperare di raccogliere i voti dell’intero centro sinistra visto che un candidato apertamente centrista rischierebbe di perdere i voti della sinistra e uno di sinistra quelli del centro. E perché i vari Bertinotti, Pecoraro Scanio, Antonio Di Pietro e Clemente Mastella intendono usare le primarie per meglio conquistare posizioni di forza con cui trattare con Ds e Margherita al momento della ripartizione dei collegi elettorali. Le primarie uliviste, quindi, provocheranno un bizzarro paradosso. Gli elettori di Fassino e di Rutelli saranno chiamati a dare forza a tutti quei personaggi, Prodi compreso, che useranno il risultato raggiunto per meglio condizionare Ds e Margherita. In pratica saranno chiamati a farsi male da soli. Al delirio masochistico si aggiungerà poi il trionfo della demagogia a cui i candidati dei diversi partiti minori dovranno fare ricorso per conquistare gli elettori dei partiti maggiori. Se vorrà pesare più di quanto non pesi oggi nella coalizione, ad esempio, Fausto Bertinotti, dovrà necessariamente forzare e radicalizzare il proprio appello ai votanti. E lo stesso faranno gli altri partecipanti alla sceneggiata. Con effetti devastanti sulla messa a punto di un programma credibile e possibile del centro sinistra.
Prodi avrà così la propria investitura popolare. Ma sulla pelle non solo di Ds e Margherita (che sarebbe il meno), ma soprattutto su quella del paese.
(23 giugno 2005)




Rispondi Citando
ci fate ridere dietro da mezzo mondo...è proprio vero i bananeros sono una razza alquanto strana..bah!!!
