L'importante è che le nuove costruzioni creino maggior gettito fiscale
Usa: case confiscabili anche per uso privato
Clamorosa sentenza della Corte Suprema: d'ora in poi case e terreni confiscabili dallo Stato anche per darle ad altri privati
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WASHINGTON (USA) - . La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso con un voto contrastato (5 voti a favore e 4 contro) che le amministrazioni cittadine hanno il diritto di confiscare case e terreni anche per progetti privati di sviluppo. Se un’amministrazione cittadina ritiene ad esempio che la costruzione di un centro commerciale in una determinata area genererebbe forti entrate per le casse pubbliche, ha il diritto di costringere i residenti della zona su cui dovrebbe sorgere il nuovo complesso a trasferirsi altrove.
LA CAUSA - Il caso era stato portato all’attenzione della Corte Suprema da un gruppo di residenti del Connecticut, in causa da anni con l’amministrazione della loro città di New London che li vuole sfrattare per costruire un albergo in riva al fiume, un centro sportivo e uffici. I residenti si opponevano appellandosi al principio che le amministrazioni cittadine non hanno il diritto di confiscare terreni se non per un chiaro uso pubblico, come la costruzione di strade e scuole. La Corte Suprema ha invece ritenuto che per pubblico interesse si possa intendere anche la riscossione di forti entrate fiscali, un principio che ovviamente si presta a un’ampia gamma di applicazioni.
LA CONTRORELAZIONE - Contro la sentenza hanno votato il presidente della Corte, William H. Rehnquist, Antonin Scalia, Clarence Thomas e Sandra O’Connor. Proprio quest’ultima ha steso il testo dell’opinione di dissenso a nome dei quattro giudici: "Qualsiasi proprietà potrà ora essere confiscata per l’interesse di un altro privato, ma le ricadute di questa decisione non saranno casuali. I beneficiari saranno con tutta probabilità quei cittadini che possono disporre di un potere e di una influenza sproporzionati sul processo politico, incluse le grandi aziende e i costruttori edili".
IL PARERE VINCENTE - I cinque giudici che hanno votato a favore si sono invece appellati al principio del miglior interesse della collettività presa nel suo insieme. "La città ha formulato con attenzione un piano di sviluppo economico che ritiene porterà importanti benefici per la comunità - si legge nel dispositivo firmato dal giudice Paul Stevens - inclusi nuovi posti di lavoro e maggiori entrate fiscali". La nuova sentenza di fatto aumenta le possibilità di applicazione del quinto emendamento che permette ai governi della città di confiscare terreni "per uso privato". Incredula la reazione dei cittadini promotori dell’azione legale. "E’ scioccante sapere che in questo Paese uno può perdere la propria casa", ha detto Bill Von Winkle uno dei cittadini coinvolti nel procedimento giudiziario. "Non ho intenzione di cedere e non me ne andrò da nessuna parte - ha aggiunto Von Winkle -. Questa di sicuro non è l’ultima parola".
23 giugno 2005




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