"La Repubblica", SABATO, 15 MAGGIO 2010
Pagina 11 - Cronaca
Il pm accusa il governatore della Sardegna: corruzione. I contatti con Verdini, Carboni e Dell´Utri
Eolico, indagato Cappellacci: gli appalti dei parchi nel mirino
Indagini sulla nomina del direttore dell´Arpa La pista dalle intercettazioni
FRANCESCO VIVIANO
ROMA - Si allunga la lista degli indagati della Procura di Roma sull´eolico in Sardegna e in altre regioni, un´inchiesta nella quale sono già stati coinvolti il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, Flavio Carboni, Pasquale Lombardi, il costruttore Arcangelo Martino, Pinello Cossu, consigliere provinciale di Iglesias, e Ignazio Farris, direttore generale dell´Arpa Sardegna. L´ultimo degli indagati è il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci (Pdl). Il procuratore aggiunto di Roma, Capaldo e glli altri magistrati che seguono l´inchiesta - Rodolfo Sabelli ed Ilaria Calò - accusano il presidente della Sardegna di corruzione ed abuso d´ufficio per avere raccolto ed eseguito i consigli di Flavio Carboni, del senatore Marcello Dell´Utri - che non è indagato - e del suo coordinatore del partito, Verdini: suggerimenti per nominare come direttore generale dell´Arpa Sardegna, Ignazio Farris. L´iscrizione nel registro degli indagati di Ugo Cappellacci è stato deciso dopo la trascrizione di numerose intercettazioni telefoniche che coinvolgono politici e imprenditori, ed il sequestro negli uffici della Regione Sardegna e dell´Arpa, di documenti ed atti amministrativi che proverebbero la corruzione e l´abuso d´ufficio da parte del presidente della Sardegna per nominare il direttore dell´Arpa, l´uomo che governa concessioni e licenze per l´installazione di parchi eolici. Parchi eolici a cui erano interessati lo stesso Marcello Dell´Utri e Flavio Carboni che aveva veicolato verso il Credito Cooperativo di Firenze, la banca di Denis Verdini, "anticipi" degli imprenditori interessati al business e che, secondo gli investigatori, erano soldi destinati ad agevolare le concessioni delle licenze per i parchi eolici. Agli atti dell´inchiesta ci sono numerose telefonate. E tra queste telefonate una nella quale Denis Verdini chiede al governatore sardo di incontrarsi con Carboni, capofila di un gruppo di imprenditori interessati all´eolico. L´incontro si sarebbe svolto a Roma: al tavolo Il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, Verdini e Carboni, per ottenere la firma di un accordo di programma con gli imprenditori da lui rappresentati. Il procuratore Capaldo con le intercettazioni avrebbe puntato l´interesse su decine di persone.
Ed anche in questa inchiesta romana il nome di Claudio Scajola viene fuori dalle conversazioni tra gli imprenditori interessati al business dell´eolico, insieme a quelli di Marcello Dell´Utri, di Denis Verdini, del sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo (Pdl, non è indagato). Ma non ci sono soltanto queste intercettazioni, i carabinieri hanno anche registrato colloqui dove alcuni indagati raccontano dei contatti tra Verdini, Marcello Dell´Utri Flavio Carboni. In una conversazione si scopre che sarebbe stato Dell´Utri a consigliare a Flavio Carboni di dirottare verso il Credito Cooperativo Fiorentino, capitali degli imprenditori che cercavano contatti con i politici non soltanto romani, per superare le lungaggini burocratiche delle autorizzazioni per impiantare i siti eolici in Sardegna ma anche in Sicilia, Campania e Basilicata. Provviste che, secondo le ipotesi investigative, sarebbero state dirottate verso società che, come nel caso della gruppo dell´inchiesta G8 sarebbero servite per attingere a fondi neri. Quando il nome di Ugo Cappellacci venne fuori e non era ancora indagato, il presidente della Regione Sardegna aveva sostenuto che «sulla partita delle rinnovabili mi ha contattato l´universo mondo, ma non ho mai ricevuto richieste meno che lecite». Ed i politici che avrebbero chiesto al presidente della Sardegna erano quelli che hanno raccomandato o avrebbero tentato di farlo i titolari di alcune imprese che si sono buttati a capofitto sull´eolico. "Vento in Poppa", "Na´ Volta", "Eolo 3W", "Serre dei Venti" ed anche "Via Col Vento", tutti nomi esotici ma di imprese napoletane, siciliane ed alcune anche del Trentino Alto Adige, che insieme ad altre decine e decine di società, hanno messo gli occhi sul grande business dell´Eolico.




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