Il Papa: il compendio del catechismo è una sintesi fedele e sicura
di Alessandro Renzo/ 26/06/2005
Mancano pochi giorni alla presentazione della summa del catechismo della Chiesa cattolica, offerto da papa Wojtyla il 7 dicembre 1992 come "testo di riferimento sicuro e autentico". Alcune anticipazioni...
Verrà presentato martedì il compendio del catechismo della Chiesa cattolica. Tutto è pronto per la cerimonia presieduta dal papa, che da cardinale aveva curato personalmente il lavoro. Il 2 febbraio 2003, Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, aveva infatti ricevuto da Giovanni Paolo II l'incarico di predisporre un testo più breve dell'originale, che fosse facilmente consultabile. Incarico portato a termine prima della morte di papa Wojtyla, anche con una consultazione che ha interessato cardinali e arcivescovi di tutto il mondo. Il nuovo compendio arriverà in libreria il 29 giugno: è stato presentato lunedì 20 giugno al Santo Padre, ma verrà reso pubblico soltanto martedì 28 giugno alla presenza di Benedetto XVI, in una solenne cerimonia nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico.
Il compendio è stato voluto dal magistero perché contenga, con la concisione che è caratteristica a simili opere, i contenuti essenziali e basilari della fede. Il catechismo è fonte, modello e punto di riferimento di questo compendio. Come tale esso rispetta la completezza e l’integrità dottrinale del catechismo, del quale costituisce, per ripetere le espressioni di Giovanni Paolo II, una sorta di vademecum che ottenga alle persone, anche non credenti, una visione panoramica della fede.
Con il termine "compendio" si indica un’esposizione sintetica con finalità didattiche o divulgative. Il testo che sarà presentato il 28 giugno sarà un compendio non della dottrina, bensì del catechismo della Chiesa cattolica. Rispetto ad esso ha una formulazione più sintetica dei contenuti, in una forma didatticamente più valida per il suo scopo di più ampia accessibilità. Infatti, il catechismo della Chiesa cattolica, inteso come esposizione organica e sintetica dei contenuti essenziali e fondamentali della dottrina cattolica, è destinato principalmente ai responsabili della catechesi, in primo luogo, ai vescovi quali maestri della fede e pastori della Chiesa. Il compendio è accolto con particolare attesa dagli esperti del settore, anche se dalla Santa Sede spiegano di non doversi attendere particolari novità rispetto all'edizione completa del 1992. Non un "nuovo" catechismo, quindi, ma una edizione più agile, che sarà disponibile in una versione economica o in quella più ricercata, magari illustrata con belle immagini d'arte, come ha già anticipato Andrea Tornielli su Il Giornale. Ma nei contenuti non sarà facile trovare capovolgimenti di fronte, in quanto gli autori si sono attenuti al catechismo che nel 1992 Giovanni Paolo II, presentò come un "testo di riferimento sicuro e autentico". Lo stesso Benedetto XVI lo ribadisce: il compendio "contiene, in modo conciso, tutti gli elementi essenziali e fondamentali della fede della Chiesa - ha scritto il papa nell'invito per la cerimonia del 28 giugno - così da costituire, come era stato auspicato dal mio predecessore, una sorta di 'vademecum', che consenta alle persone, credenti e non, di abbracciare, in uno sguardo d'insieme, l'intero panorama della fede cattolica".
Già da un anno si sa che il testo è lungo poco meno di un settimo del catechismo completo, per un totale di circa 150 pagine e 634 paragrafi, ed è redatto in forma dialogica, con brevi domande seguite da risposte altrettanto sintetiche. Dunque, è strutturato sulla formula che caratterizzava il catechismo di Pio X. Già il Concilio di Trento richiese la pubblicazione di un Catechismus ad parochos, cosa che avvenne ad opera di Paolo IV nel 1556.
I temi trattati sono stati suddivisi in quattro capitoli: si va dalle professioni di fede alle questioni riguardanti i sacramenti, dalla spiegazione dei dieci comandamenti a domande sulla preghiera. La scelta dello stile domanda-risposta è stata fatta proprio per invitare il fedele alla lettura, come a voler instaurare un dialogo tra il testo e il lettore. Un'operazione da non sottovalutare, tanto che lo stesso Joseph Ratzinger, prima di arrivare alla stesura definitiva del compendio, lo inviò a febbraio a tutti i cardinali e ai presidenti delle conferenze episcopali, con la richiesta di restituire entro due mesi le loro osservazioni. Che sono state raccolte e che hanno consentito di apportare alcune modifiche al testo originario.
Alla fine del compendio sono proposte come appendice alcune tra le principali e più famose preghiere del cristiano e alcune formule di dottrina.
Il testo del compendio sarà pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana in co-edizione con le Edizioni San Paolo, che ne cureranno anche la diffusione in tutta Italia a partire dal 29 giugno, festa di San Pietro e Paolo. Mentre per le traduzioni e le edizioni nelle varie lingue saranno coinvolte le rispettive Conferenze episcopali.
Stato laico, difesa dell'embrione, guerra e pena di morte: alcune anticipazioni
Secondo quanto riportato dall'agenzia Apcom, nel compendio la Chiesa torna a difendere con forza gli embrioni. Alla domanda numero 472 ("perché la società deve proteggere ogni embrione") si ricorda che il diritto inalienabile di "ogni" essere umano, fin dal suo concepimento" è "un elemento costitutivo della società civile e della sua legislazione". Quando uno Stato, si legge nel testo che Apcom è in grado di anticipare, "non mette la sua forza al servizio dei diritti di tutti, e in particolare dei più deboli, tra i quali i concepiti ancora non nati, vengono minati i fondamenti stessi di uno Stato di diritto". Due pagine dopo, alla domanda numero 499 ("perché l'inseminazione e la fecondazione artificiali sono immorali"), si torna sul tema ricordando che queste tecniche "sono immorali perché dissociano la procreazione dall'atto con cui gli sposi si donano reciprocamente, instaurando così un dominio della tecnica sull'origine e sul destino della persona umana". Inoltre la fecondazione eterologa, prosegue il testo, "con il ricorso a tecniche che coinvolgono una persona estranea alla coppia coniugale, ledono il diritto del figlio a nascere da un padre e da una madre consociuti da lui, legati tra loro dal matrimonio e aventi il diritto esclusivo a diventare genitori soltanto l'uno attraverso l'altro".
Mentre al punto 465 si chiarisce quand'è che il cittadino può disobbedire alle autorità civili. "Il cittadino non deve obbedire quando le leggi delle autorità civili si oppongono alle esigenze dell'ordine morale". Poi si cita un passo degli Atti degli Apostoli che dice: "Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini". Le domande-risposte sul tema della difesa della vita sono contenute nella terza parte del libro, sezione seconda, quella dedicata ai dieci Comandamenti. Sull'argomento si parla anche di che cosa possono fare gli sposi quando non hanno figli: "qualora il dono del figlio non fosse loro concesso - stabilisce la Chiesa - gli sposi dopo avere esaurito i legittimi ricorsi alla medicina, possono mostrare la loro generosità mediante l'affido e l'adozione, oppure compiendo servizi significativi a favore del prossimo. Realizzando così una fecondità spirituale.
Sempre nella parte riguardante i Comandamenti, un altro tema sul quale si concentra l'attenzione è il tema della pace affrontato in ben sette domande. Per la pace del mondo, si legge, si "richiede l'equa distribuzione e la tutela dei beni delle persone, la libera comunicazione tra gli esseri umani, il rispetto della dignità delle persone e dei popoli". Mentre l'uso della forza militare è moralmente consentito solo in presenza di quattro condizioni: "certezza di un durevole e grave danno subito; inefficacia di ogni alternativa pacifica; fondate possibilità di successo; assenza di mali peggiori considerata l'odierna potenza dei mezzi di distruzione". In caso di minaccia di guerra la valutazione rigorosa di tali condizioni - per gistificare un intervento - spetta al "giudizio prudente dei governanti, cui compete anche il diritto di imporre ai cittadini l'obbligo delal difesa nazionale, fatto salvo il diritto personale dell'obiezione di coscienza, da attuarsi con altra forma di servizio alla comunità umana". Quanto alla legge morale in caso di guerra, rimane "sempre valida" e richiede che si trattino con "umanità i non combattenti, i soldati feriti, i prigionieri". Si devono poi condannare "le distruzioni di massa come pure lo sterminio di un popolo o di una minoranza etnica che sono peccati gravissimi: si è moralmente in obbligo di fare resistenza agli ordini di chi comanda". Infine la pena capitale che, nonostante le richieste arrivate in Vaticano da molte parti del mondo cattolico, non viene chiaramente messa al bando, in una formulazione semplice ed immediata, sebbene il Compendio precisi che ormai i casi di "assoluta necessità di pena di morte sono molto rari se non addirittura praticamente inesistenti" e che uno Stato dispone delle possibilità per reprimere il crimine rendendo inoffensivo il colpevole. "Quando i mezzi incruenti sono sufficienti, l'autorità si limiterà a questi mezzi, perché questi corrispondono meglio alle condizioni concrete del bene comune, sono più conformi alla dignità della persona e non tolgono definitivamente al colpevole la possibilità di redimersi".
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