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  1. #1
    torquemada
    Ospite

    Predefinito Compendio del Catechismo

    intervista pubblicata su Avvenire del 27 aprile 2003, di Gianni Cardinale


    Il 7 marzo la sala stampa della Santa Sede ha reso nota una lettera con la quale Giovanni Paolo II chiede al cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, di presiedere una Commissione speciale per approntare un Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica.
    In pratica la Commissione, coadiuvata da un agile Comitato di redazione, dovrà stilare una sintesi essenziale e completa del corposo Catechismo della Chiesa cattolica (circa mille pagine nell'edizione italiana) pubblicato nel 1992 e diffuso in circa otto milioni di copie nel mondo. Per saperne abbiamo chiesto un'intervista al cardinale Ratzinger.
    Il porporato ci ha ricevuto, con la consueta affabilità, nei suoi uffici del palazzo del Sant'Uffizio




    Eminenza, perché un Compendio del Catechismo? Il testo pubblicato nel 1992 era troppo ponderoso?
    "Il desiderio di un Catechismo breve è nato subito dopo la pubblicazione di quello grande. L'edizione del 1992 è un punto di riferimento importante per sapere cosa insegna la Chiesa, ed è per questo utile anche per i non cattolici. D'altra parte però risulta troppo voluminoso soprattutto per il semplice uso catechistico. Da qui la necessità di una sintesi - in una forma breve, semplice e chiara - di ciò che è essenziale e fondamentale della fede e della morale cattolica. Nel frattempo sono stati pubblicati diversi tentativi in questo senso. Nessuno veramente riuscito, direi. Finalmente nel Congresso internazionale celebrato in Vaticano lo scorso ottobre per i dieci anni del Catechismo è stato espresso questo desiderio al Santo Padre. E il Papa ha acconsentito".

    Eppure, come ha affermato il cardinale di Vienna Christoph Schönborn, l'idea stessa di catechismo è rifiutata molto frequentemente "per lo meno nei Paesi germanofoni e soprattutto nell'ambiente ufficiale della catechesi"...
    "È vero, c'è una certa avversione verso ogni tentativo di "cristallizzare" in parole una dottrina, in nome di una flessibilità, e c'è un certo antidogmatismo che è vivo in molti cuori; e soprattutto il movimento catechistico postconciliare ha accentuato l'aspetto antropologico della questione e ha creduto che un catechismo, essendo troppo dottrinale, sarebbe di impedimento al necessario dialogo con l'uomo di oggi. Noi siamo convinti del contrario. Per dialogare bene è necessario sapere di cosa dobbiamo parlare. È necessario conoscere la sostanza della nostra fede. Per questo un catechismo oggi è più che mai necessario".

    Anche alla luce dell'"esito catastrofico della catechesi moderna" da lei denunciato alcuni anni fa?
    "È un fatto. Senza voler condannare nessuno è evidente che oggi l'ignoranza religiosa è tremenda, basta parlare con le nuove generazioni... Nel post-Concilio evidentemente non si è riusciti concretamente a trasmettere i contenuti della fede cristiana".

    Quali saranno i criteri generali con cui verrà compilato il Compendio? Sarà strutturato in domande e risposte?
    "Stiamo ancora riflettendo; sembra che si vada verso il sistema di domanda e risposta, che è usato anche fuori dalla Chiesa cattolica, ma non oso fare il profeta anche perché il progetto andrà trasmesso a tutti i cardinali e ai presidenti delle Conferenze episcopali e dipendiamo molto anche dalle loro reazioni. Il Compendio non sarà un Compendio della fede cattolica ma il Compendio del Catechismo del 1992, cui dovrà essere fedele. Allo stesso tempo poi il Compendio dovrà avere caratteristiche di leggibilità che lo rendano veramente accessibile a molti".

    Se si ritornasse alla formula domanda-risposta si tratterebbe di un recupero della metodologia del Catechismo di san Pio X...
    "A dire il vero anche i catechismi dell'epoca della Riforma, sia quelli cattolici che quelli di Martin Lutero, usano questo metodo. In effetti l'uomo ha le sue domande e la fede si presenta come risposta a queste domande. Così proprio in un periodo come quello odierno, in cui il dialogo è ritenuto giustamente essenziale nell'educazione alla fede e nella relazione tra i vari gruppi umani, mi sembra naturale che il metodo dialogico domanda-risposta trovi applicazione in un libro come il Compendio".

    A proposito del Catechismo di san Pio X, che tutt'oggi continua ad avere degli estimatori: con la pubblicazione del Compendio è da ritenersi definitivamente sorpassato?
    "La fede come tale è sempre identica. Quindi anche il Catechismo di san Pio X conserva sempre il suo valore. Può cambiare invece il modo di trasmettere i contenuti della fede. E quindi ci si può chiedere se il Catechismo di san Pio X possa in questo senso essere considerato ancora valido oggi. Credo che il Compendio che stiamo preparando possa rispondere al meglio alle esigenze di oggi. Ma questo non esclude che ci possano essere persone o gruppi di persone che si sentano più a loro agio col Catechismo di san Pio X. Non bisogna dimenticare che quel Catechismo derivava da un testo che era stato preparato dallo stesso Papa quando era vescovo di Mantova. Si trattava di un testo frutto dell'esperienza catechistica personale di Giuseppe Sarto e che aveva le caratteristiche di semplicità di esposizione e di profondità di contenuti. Anche per questo il Catechismo di san Pio X potrà avere anche in futuro degli amici. Ma questo non rende certo superfluo il nostro lavoro...".

    Torniamo al Compendio. Quando potrebbe essere pronto?
    "Difficile fare previsioni. Anche perché dovremo preparare un testo che poi dovremo sottoporre alla valutazione di tutti i cardinali del Sacro Collegio e di tutti i presidenti delle Conferenze episcopali. Comunque, se tutto va bene, il Compendio dovrebbe essere pronto in due anni".

    Una volta pubblicato dovrà essere normativo per tutti i Catechismi delle Conferenze episcopali?
    "Il testo sarà normativo per quel che riguarda i contenuti dottrinali, che sono quelli del Catechismo del 1992. Mentre offrirà dei suggerimenti riguardo al metodo, visto che in questo campo deve essere lasciata una grande libertà perché i contesti sociali e culturali nell'orbe cattolico sono molto diversi tra di loro. Fatti salvi i contenuti essenziali della fede, una certa flessibilità metodologica è sempre necessaria nella catechesi ".

    Riguardo a due temi, pena di morte e guerra giusta, è possibile che ci siano degli sviluppi rispetto a come sono stati trattati nel 1992?
    "In effetti sulla questione della pena di morte, tra la prima edizione del Catechismo 1992 e la sua editio typica in latino, uscita nel 1997, c'è stata una evoluzione notevole. La sostanza è rimasta identica, ma la strutturazione degli argomenti si è sviluppata in senso restrittivo. Non escludo che su questi temi ci possano essere delle variazioni nel tipo di
    argomentazioni e che nelle proporzioni dei diversi aspetti dei problemi ci possano essere delle variazioni. Escluderei cambiamenti radicali ".

    Eminenza, una domanda di attualità, in qualche modo inerente al Catechismo. La guerra angloamericana all'Iraq rientra nei canoni della "guerra giusta"?
    "Il Papa ha espresso con grande chiarezza il suo pensiero, non solo come pensiero individuale, ma come pensiero di un uomo di coscienza nelle funzioni più alte della Chiesa cattolica. Certo, non ha imposto questa posizione, come dottrina della Chiesa, ma come appello di una coscienza illuminata dalla fede.

  2. #2
    torquemada
    Ospite

    Predefinito

    MOTU PROPRIO
    per l'approvazione e la pubblicazione
    del Compendio
    del Catechismo della Chiesa Cattolica



    Ai Venerabili Fratelli Cardinali, Patriarchi, Arcivescovi, Vescovi,
    Presbiteri, Diaconi e a tutti i Membri del Popolo di Dio


    Vent’anni or sono iniziava l’elaborazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, richiesto dall’Assemblea straordinaria del Sinodo dei Vescovi, in occasione del ventesimo anniversario della chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II.

    Ringrazio infinitamente il Signore Dio per aver donato alla Chiesa tale Catechismo, promulgato nel 1992 dal mio venerato e amato Predecessore, Papa Giovanni Paolo II.

    La grande utilità e preziosità di questo dono è confermata anzitutto dalla positiva e larga accoglienza, che esso ha avuto presso l’episcopato, al quale era primariamente indirizzato come testo di riferimento sicuro e autentico per l’insegnamento della dottrina cattolica, e in particolare per l’elaborazione dei catechismi locali. Ma è confermata anche dalla favorevole e grande accoglienza ad esso riservata da parte di tutte le componenti del Popolo di Dio, che l’hanno potuto conoscere ed apprezzare nelle oltre sessanta lingue, in cui è stato finora tradotto.

    Ora con grande gioia approvo e promulgo il Compendio di tale Catechismo.

    Esso era stato vivamente auspicato dai partecipanti al Congresso Catechistico Internazionale dell’ottobre 2002, che si erano fatti interpreti in tal modo di un’esigenza molto diffusa nella Chiesa. Il mio compianto Predecessore, accogliendo tale desiderio, ne decise nel febbraio 2003 la preparazione, affidandone la redazione a una ristretta Commissione di Cardinali, da me presieduta, e affiancata da alcuni esperti collaboratori. Nel corso dei lavori, un progetto di tale Compendio è stato sottoposto al giudizio di tutti gli Eminentissimi Cardinali e dei Presidenti delle Conferenze Episcopali, che nella stragrande maggioranza l’hanno favorevolmente accolto e valutato.

    Il Compendio, che ora presento alla Chiesa universale, è una sintesi fedele e sicura del Catechismo della Chiesa Cattolica. Esso contiene, in modo conciso, tutti gli elementi essenziali e fondamentali della fede della Chiesa, così da costituire, come era stato auspicato dal mio Predecessore, una sorta di vademecum, che consenta alle persone, credenti e non, di abbracciare, in uno sguardo d’insieme, l’intero panorama della fede cattolica.

    Rispecchia fedelmente nella struttura, nei contenuti e nel linguaggio il Catechismo della Chiesa Cattolica, che troverà in questa sintesi un aiuto e uno stimolo per essere maggiormente conosciuto ed approfondito.

    Affido pertanto con fiducia questo Compendio anzitutto alla Chiesa intera e ad ogni cristiano in particolare, perché grazie ad esso possa ritrovare, in questo terzo millennio, nuovo slancio nel rinnovato impegno di evangelizzazione e di educazione alla fede, che deve caratterizzare ogni comunità ecclesiale e ogni credente in Cristo a qualunque età e nazione appartenga.

    Ma questo Compendio, per la sua brevità, chiarezza e integrità, si rivolge a ogni persona, che, vivendo in un mondo dispersivo e dai molteplici messaggi, desidera conoscere la Via della Vita, la Verità, affidata da Dio alla Chiesa del Suo Figlio.

    Leggendo questo autorevole strumento che è il Compendio, possa ciascuno, grazie in particolare all’intercessione di Maria Santissima, la Madre di Cristo e della Chiesa, riconoscere e accogliere sempre di più l’inesauribile bellezza, unicità e attualità del Dono per eccellenza che Dio ha fatto all’umanità: il Suo unico Figlio, Gesù Cristo, che è «la Via, la Verità e la Vita» (Gv 14,6).


    Dato il 28 giugno 2005, vigilia della Solennità dei SS. Pietro e Paolo, anno primo di Pontificato.

    BENEDICTUS PP. XVI

  3. #3
    torquemada
    Ospite

    Predefinito

    Introduzione



    L’11 ottobre del 1992, Papa Giovanni Paolo II, di venerata memoria, consegnava ai fedeli di tutti il mondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, presentandolo come «“testo di riferimento” per una catechesi rinnovata alle vive sorgenti della fede».1 A trent’anni dall’apertura del Concilio Vaticano II (1962-1965), veniva così portato a felice compimento l’auspicio espresso nel 1985 dall’Assemblea Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, perché venisse composto un catechismo di tutta la dottrina cattolica sia per la fede che per la morale.

    Cinque anni dopo, il 15 agosto del 1997, promulgando l’editio typica del Catechismus Catholicae Ecclesiae, il Sommo Pontefice confermava la finalità fondamentale dell’opera: «Porsi come esposizione completa e integra della dottrina cattolica, che consente a tutti di conoscere ciò che la Chiesa stessa professa, celebra, vive, prega nella sua vita quotidiana».2

    2. Per una maggiore valorizzazione del Catechismo e per venire incontro a una richiesta emersa nel Congresso Catechistico Internazionale del 2002, Giovanni Paolo II istituiva nel 2003 una Commissione speciale, presieduta dal Card. Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, con il compito di elaborare un Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, contenente una formulazione più sintetica dei medesimi contenuti di fede. Dopo due anni di lavoro, fu preparato un progetto di compendio, che fu inviato per la consultazione ai Cardinali e ai Presidenti delle Conferenze Episcopali. Il progetto, nel suo complesso, ha avuto una valutazione positiva da parte della maggioranza assoluta di quanti hanno risposto. La Commissione ha, pertanto, proceduto alla revisione del suddetto progetto, e, tenendo conto delle proposte di miglioramento pervenute, ha approntato il testo finale dell’opera.

    3. Sono tre le caratteristiche principali del Compendio: la stretta dipendenza dal Catechismo della Chiesa Cattolica; il genere dialogico; l’utilizzo delle immagini nella catechesi.

    Anzitutto, il Compendio non è un’opera a sé stante e non intende in alcun modo sostituire il Catechismo della Chiesa Cattolica: piuttosto, rinvia continuamente ad esso sia con la puntuale indicazione dei numeri di riferimento sia col continuo richiamo alla sua struttura, al suo sviluppo e ai suoi contenuti. Il Compendio, inoltre, intende risvegliare un rinnovato interesse e fervore per il Catechismo, che, con la sua sapienza espositiva e con la sua unzione spirituale, resta pur sempre il testo di base della catechesi ecclesiale oggi.

    Come il Catechismo, anche il Compendio si articola in quattro parti, in corrispondenza delle leggi fondamentali della vita in Cristo.

    La prima parte, intitolata «La professione della fede», contiene un’opportuna sintesi della lex credendi, e cioè della fede professata dalla Chiesa Cattolica, ricavata dal Simbolo niceno-costantinopolitano, la cui costante proclamazione nelle assemblee cristiane mantiene viva la memoria delle principali verità della fede.

    La seconda parte, intitolata «La celebrazione del mistero cristiano», presenta gli elementi essenziali della lex celebrandi. L’annuncio del Vangelo trova, infatti, la sua risposta privilegiata nella vita sacramentale. In essa i fedeli sperimentano e testimoniano in ogni momento della loro esistenza l’efficacia salvifica del mistero pasquale, per mezzo del quale Cristo ha compiuto l’opera della nostra redenzione.

    La terza parte, intitolata «La vita in Cristo», richiama la lex vivendi e cioè l’impegno che i battezzati hanno di manifestare nei loro comportamenti e nelle loro scelte etiche la fedeltà alla fede professata e celebrata. I fedeli, infatti, sono chiamati dal Signore Gesù a compiere le opere che si addicono alla loro dignità di figli del Padre nella carità dello Spirito Santo.

    La quarta parte, intitolata «La preghiera del Signore: Padre Nostro», offre una sintesi della lex orandi e col della vita di preghiera. Sull’esempio di Gesù, il modello perfetto di orante, anche il cristiano è chiamato al dialogo con Dio nella preghiera, una cui espressione privilegiata è il Padre nostro, la preghiera insegnataci da Gesù stesso.

    4. Una seconda caratteristica del Compendio è la sua forma dialogica, che riprende un antico genere letterario catechistico, fatto di domande e risposte. Si tratta di riproporre un dialogo ideale tra il maestro e il discepolo, mediante una sequenza incalzante di interrogativi, che coinvolgono il lettore invitandolo a proseguire nella scoperta dei sempre nuovi aspetti della verità della sua fede. Il genere dialogico concorre anche ad abbreviare notevolmente il testo, riducendolo all’essenziale. Ciò potrebbe favorire l’assimilazione e l’eventuale memorizzazione dei contenuti.

    5. Una terza caratteristica è data dalla presenza di alcune immagini, che scandiscono l’articolazione del Compendio. Esse provengono dal ricchissimo patrimonio dell’iconografia cristiana. Dalla secolare tradizione conciliare apprendiamo che anche l’immagine è predicazione evangelica. Gli artisti di ogni tempo hanno offerto alla contemplazione e allo stupore dei fedeli i fatti salienti del mistero della salvezza, presentandoli nello splendore del colore e nella perfezione della bellezza. È un indizio questo, di come oggi più che mai, nella civiltà dell’immagine, l’immagine sacra possa esprimere molto di più della stessa parola, dal momento che è oltremodo efficace il suo dinamismo di comunicazione e di trasmissione del messaggio evangelico.

    6. A quarant’anni dalla conclusione del Concilio Vaticano II e nell’anno dell’Eucaristia, il Compendio può rappresentare un ulteriore sussidio per soddisfare sia la fame di verità dei fedeli di tutte le età e condizioni, sia anche il bisogno di quanti, senza essere fedeli, hanno sete di verità e di giustizia. La sua pubblicazione avverrà nella solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, colonne della Chiesa universale ed evangelizzatori esemplari del Vangelo nel mondo antico. Questi apostoli hanno visto ciò che hanno predicato e hanno testimoniato la verità di Cristo fino al martirio. Imitiamoli nel loro slancio missionario e preghiamo il Signore affinché la Chiesa segua sempre l’insegnamento degli Apostoli, dai quali ha ricevuto il primo gioioso annunzio della fede.

    20 marzo 2005, Domenica delle Palme

    Joseph Card. Ratzinger

    Presidente della Commissione speciale


    ---------------------
    1 Giovanni Paolo II, Cost. ap. Fidei depositum, 11 ottobre 1991, 1.
    2 Giovanni Paolo II, Lett. ap. Laetarum magnopere, 15 agosto 1997.

  4. #4
    torquemada
    Ospite

    Smile

    Il testo completo del compendio si può leggere e scaricare quì


    http://www.valdifiemme.it/parrocchia...Tcompendio.htm

  5. #5
    torquemada
    Ospite

    Predefinito

    Signum Crucis

    In nómine Patris
    et Filii
    et Spíritus Sancii. Amen.


    Gloria Patri

    Glória Patri
    et Fílio
    et Spirítui Sancto.
    Sicut erat in princípio,
    et nunc et semper
    et in sǽcula sæculórum. Amen.


    Ave, Maria

    Ave, Maria, grátia plena,
    Dóminus tecum.
    Benedícta tu in muliéribus,
    et benedíctus fructus ventris tui, Iesus.
    Sancta María, Mater Dei,
    ora pro nobis peccatóribus, nunc et in hora mortis nostræ.
    Amen.


    Angele Dei

    Ángele Dei,
    qui custos es mei,
    me, tibi commíssum pietáte supérna,
    illúmina, custódi,
    rege et gubérna.
    Amen.


    Requiem Æternam

    Réquiem ætérnam dona eis, Dómine,
    et lux perpétua lúceat eis.
    Requiéscant in pace. Amen.


    Angelus Domini

    Ángelus Dómini
    nuntiávit Mariæ.
    Et concépit
    de Spíritu Sancto.
    Ave, María...
    Ecce ancílla Dómini.
    Fiat mihi secúndum
    verbum tuum.
    Ave, María...
    Et Verbum caro factum est.
    Et habitávit in nobis.
    Ave, Maria...
    Ora pro nobis, sancta Dei génetrix.
    Ut digni efficiámur
    promissiónibus Christi.

    Orémus.
    Grátiam tuam, quǽsumus,
    Dómine, méntibus nostris infunde;
    ut qui, Ángelo nuntiánte,
    Christi Fílii tui incarnatiónem
    cognóvimus,
    per passiónem eius et crucem,
    ad resurrectiónis glóriam perducámur.
    Per eúndem Christum
    Dóminum nostrum. Amen.
    Glória Patri...


    Regina Cæli

    Regína cæli lætáre,
    allelúia.
    Quia quelli merúisti portáre,
    allelúia.
    Resurréxit, sicut dixit,
    allelúia.
    Ora pro nobis Deum,
    allelúia.
    Gaude et lætáre, Virgo María,
    allelúia.
    Quia surréxit Dominus vere,
    allelúia.

    Orémus.
    Deus, qui per resurrectiónem Filii tui Dómini nostri Iesu Christi mundum lætificáre dignátus es, præsta, quǽsumus, ut per eius Genetrícem Virginem Maríam perpétuæ capiámus gáudia vitæ.
    Per Christum Dóminum nostrum. Amen.


    Salve, Regina

    Salve, Regína,
    Mater misericórdiæ,
    vita, dulcédo et spes nostra, salve.
    Ad te clamámus,
    éxsules filii Evæ.
    Ad te suspirámus geméntes et flentes
    in hac lacrimárum valle.
    Eia ergo, advocáta nostra,
    illos tuos misericórdes óculos
    ad nos convérte.
    Et Iesum benedíctum fructum
    ventris tui,
    nobis, posi hoc exsílium, osténde.
    O clemens, o pia, o dulcis Virgo María!


    Magnificat

    Magníficat ánima mea Dóminum,
    et exsultávit spíritus meus
    in Deo salvatóre meo,
    quia respéxit humilitátem
    ancíllæ suæ.
    Ecce enim ex hoc beátam
    me dicent omnes generatiónes,
    quia fecit mihi magna,
    qui potens est,
    et sanctum nomen eius,
    et misericórdia eius in progénies
    et progénies timéntibus eum.
    Fecit poténtiam in bráchio suo,
    dispérsit supérbos mente cordis sui;
    depósuit poténtes de sede
    et exaltávit húmiles.
    Esuriéntes implévit bonis
    et divites dimisit inanes.
    Suscépit Ísrael púerum suum,
    recordátus misericórdiæ,
    sicut locútus est ad patres nostros,
    Àbraham et sémini eius in sǽcula.

    Glória Patri et Fílio
    et Spirítui Sancto.
    Sicut erat in princípio,
    et nunc et semper,
    et in sǽcula sæculórum.
    Amen.


    Sub tuum præsidium

    Sub tuum præsídium confúgimus,
    sancta Dei Génetrix;
    nostras deprecatiónes ne despícias
    in necessitátibus;
    sed a perículis cunctis
    líbera nos semper,
    Virgo gloriósa et benedícta.


    Benedictus

    Benedíctus Dóminus, Deus Ísrael,
    quia visitávit
    et fecit redemptiónem plebi suæ,
    et eréxit cornu salútis nobis
    in domo David púeri sui,
    sieut locútus est per os sanctórum,
    qui a sæculo sunt, prophetárum eius,
    salútem ex inimícis nostris
    et de manu ómnium,
    qui odérunt nos;
    ad faciéndam misericórdiam
    eum pátribus nostris
    et memorári testaménti sui sancti,
    iusiurándum, quod iurávit
    ad Ábraham patrem nostrum,
    datúrum se nobis,
    ut sine timóre,
    de manu inimicórum liberáti,
    serviámus illi
    in sanetitáte et iustítia coram ipso
    omnibus diébus nostris.
    Et tu, puer,
    prophéta Altíssimi vocáberis:
    præíbis enim ante fáciem Dómini
    paráre vias eius,
    ad dandam sciéntiam salútis
    plebi eius
    in remissiònem peccatòrum eòrum,
    per víscera misericòrdiæ Dei nostri,
    in quibus visitábit nos óriens ex alto,
    illumináre his, qui in ténebris
    et in umbra mortis sedent,
    ad dirigéndos pedes nostros
    in viam pacis.
    Glória Patri et Fílio
    et Spirítui Sancto.
    Sicut erat in princípio,
    et nunc
    et semper,
    et in sǽcula sæculòrum. Amen.


    Te Deum

    Te Deum laudámus:
    te Dóminum confitémur.
    Te ætérnum Patrem,
    omnis terra venerátur.
    tibi omnes ángeli,
    tibi cæli
    et univérsæ potestátes:
    tibi chérubim et séraphim
    incessábili voce proclámant:
    Sanctus, Sanctus, Sanctus,
    Dòminus Deus Sábaoth.
    Pleni sunt cæli et terra
    maiestátis glóriæ tuæ.
    Te gloriòsus
    apostolòrum chorus,
    te prophetárum
    laudábilis númerus,
    te mártyrum candidátus
    laudat exércitus.
    Te per orbem terrarum
    sancta confitétur Ecclésia,
    Patrem imménsæ maiestátis;
    venerándum tuum verum
    et únicum Filium;
    Sanctum quoque
    Paráclitum Spíritum.
    Tu rex glòriæ, Christe.
    Tu Patris sempitérnus es Filius.
    Tu, ad liberándum susceptúrus
    hóminem,
    non horrúisti Virginis úterum.
    Tu, devícto mortis acúleo,
    aperuísti credéntibus regna cælórum.
    Tu ad déxteram Dei sedes,
    in glória Patris.
    Iudex créderis esse ventúrus.
    Te ergo quǽsumus,
    tuis famulis súbveni,
    quos pretiòso sanguine redemísti.
    Ætérna fac curo sanctis tuis
    in glória numerári.
    Salvum fac pópulum tuum, Dómine,
    et bénedic hereditáti tuæ.
    Et rege eos, et extólle illos
    usque in ætérnum.
    Per síngulos dies benedícimus te;
    et laudámus nomen tuum
    in sǽculum, et in sǽculum sǽculi.
    Dignáre, Dòmine,
    die isto sine peccáto nos custodíre.
    Miserére nostri, Dómine, miserére nostri.
    Fiat misericórdia tua,
    Dómine, super nos,
    quemádmodum sperávimus in te.
    In te, Dómine, sperávi:
    non confúndar in ætérnum.


    Veni, Creator Spiritus

    Veni, creátor Spíritus,
    mentes tuòrum vísita,
    imple supérna grátia,
    quæ tu creásti péctora.

    Qui díceris Paráclitus,
    altíssimi donum Dei,
    fons vivus, ignis, cáritas,
    et spiritális únctio.

    Tu septifòrmis múnere,
    dígitus patérnæ déxteræ,
    tu rite promíssum Patris,
    sermóne ditans gúttura.

    Accénde lumen sénsibus,
    infúnde amórem córdibus,
    infírma nostri córporis
    virtúte firmans pérpeti.

    Hostem repéllas lóngius
    pacémque dones prótinus;
    ductóre sic te prævio
    vitémus omne nóxium.

    Per Te sciámus da Patrem
    noscámus atque Fílium,
    teque utriúsque Spíritum
    credámus omni témpore.

    Deo Patri sit glória,
    et Fílio, qui a mórtuis
    surréxit, ac Parác1ito,
    in sæculórum sǽcula. Amen.


    Veni, Sancte Spiritus

    Veni, Sancte Spíritus,
    et emítte cǽlitus
    lucis tuæ rádium.

    Veni, pater páuperum,
    veni, dator múnerum,
    veni, lumen córdium.

    Consolátor óptime,
    dulcis hospes ánimæ,
    dulce refrigérium.

    In labóre réquies,
    in æstu tempéries,
    in fletu solácium.

    O lux beatíssima,
    reple cordis íntima
    tuórum fidélium.

    Sine tuo númine,
    nihil est in hómine
    nihil est innóxium.

    Lava quod est sórdidum,
    riga quod est áridum,
    sana quod est sáueium.

    Flecte quod est rígidum,
    fove quod est frígidum,
    rege quod est dévium.
    Da tuis fidélibus,
    in te confidéntibus,
    sacrum septenárium.

    Da virtútis méritum,
    da salútis éxitum,
    da perénne gáudium.
    Amen.


    Anima Christi

    Ánima Christi, sanctífica me.
    Corpus Christi, salva me.
    Sanguis Christi, inébria me,
    Aqua láteris Christi, lava me.
    Pássio Christi, confórta me,
    O bone Iesu, exáudi me.
    Intra tua vúlnera abscónde me.
    Ne permíttas me separári a te.
    Ab hoste malígno defénde me.
    In hora mortis meæ voca me.
    Et iube me veníre ad te,
    ut cum Sanctis tuis laudem te
    in sǽcula sæculórum.
    Amen.


    Memorare

    Memoráre, o piíssima Virgo María, non esse audítum a sǽculo, quemquam ad tua curréntem præsidia, tua implorantem auxília, tua peténtem suffrágia, esse derelíctum. Ego tali animátus confidéntia, ad te, Virgo Vírginum, Mater, curro, ad te vénio, coram te gemens peccátor assisto. Noli, Mater Verbi, verba mea despícere; sed áudi propítia et exáudi.
    Amen.


    Rosarium

    Mystéria gaudiosa
    (in feria secunda et sabbato)

    Annuntiátio.
    Visitátio.
    Natívitas.
    Præsentátio.
    Invéntio in Tempio.

    (in feria quinta)

    Baptísma apud Iordánem.
    Autorevelátio apud Cananénse
    matrimónium.
    Regni Dei proclamátio
    coniúcta cum invitaménto
    ad conversiónem.
    Transfigurátio.
    Eucharístiæ Institútio.

    Mystéria dolorósa
    (in feria tertia et feria sexta)

    Agonía in Hortu.
    Flagellátio.
    Coronátio Spinis.
    Baiulátio Crucis.
    Crucifíxio et Mors.

    Mystéria gloriósa
    (in feria quarta et Dorninica)

    Resurréctio.
    Ascénsio.
    Descénsus Spíritus Sancti.
    Assúmptio.
    Coronátio in Cælo.

    Oratio ad finem Rosarii dicenda

    Ora pro nobis, sancta Dei génetrix.
    Ut digni efficiámur
    promissiónibus Christi.
    Orémus.
    Deus, cuius Unigénitus per vitam, mortem et resurrectiónem suam nobis salútis ætérnæ prǽmia comparávit, concéde, quǽsumus: ut hæc mystéria sacratíssimo beátæ Maríæ Virginis Rosário recoléntes, et imitémur quod cóntinent, et quod promíttunt assequámur. Per Christum Dóminum nostrum. Amen.


    Actus fidei

    Dómine Deus, firma fide credo et confíteor ómnia et síngula quæ sancta Ecclésia Cathólica propónit, quia tu, Deus, ea ómnia revelásti, qui es ætérna véritas et sapiéntia quæ nec fállere nec falli potest.
    In hac fíde vívere et mori státuo. Amen.


    Actus spei

    Dómine Deus, spero per grátiam tuam remissiónem ómnium peccatórum, et post hanc vitam ætérnam felicitátem me esse consecutúrum: quia tu promisísti, qui es infiníte potens, fidélis, benígnus, et miséricors.
    In hac spe vívere et mori státuo.
    Amen.


    Actus caritatis

    Dómine Deus, amo te super ómnia et próximum meum propter te, quia tu es summum, infinítum, et perfectíssimum bonum, omni dilectióne dignum. In hac caritáte vívere et mori státuo. Amen.

    Actus contritionis

    Deus meus, ex toto corde pǽnitet me ómnium meórum peccatórum, éaque detéstor, quia peccándo, non solum pœnas a te iuste statútas proméritus sum, sed præsértim quia offéndi te, summum bonum, ac dignum qui super ómnia diligáris. Ideo fírmiter propóno, adiuvánte grátia tua, de cétero me non peccatúrum peccandíque occasiónes próximas fugitúrum. Amen.


    Formule di Dottrina Cattolica


    I due comandamenti di carità

    1. Amerai il Signore tuo Dio,
    con tutto il tuo cuore,
    con tutta la tua anima
    e con tutta la tua mente.

    2. Amerai il prossimo tuo
    come te stesso.

    La regola d'oro (Mt 7,12)

    Tutto quanto volete che gli uomini
    facciano a voi,
    anche voi fatelo a loro.

    Le Beatitudini (Mt 5,3-12)

    Beati i poveri in spirito,
    perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati gli afflitti,
    perché saranno consolati.
    Beati i miti,
    perché erediteranno la terra.
    Beati quelli che hanno fame
    e sete della giustizia,
    perché saranno saziati.
    Beati i misericordiosi,
    perché troveranno misericordia.
    Beati i puri di cuore,
    perché vedranno Dio.
    Beati gli operatori di pace,
    perché saranno chiamati figli di Dio.
    Beati i perseguitati
    per causa della giustizia,
    perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati voi quando vi insulteranno,
    vi perseguiteranno e, mentendo,
    diranno ogni sorta di male
    contro di voi, per causa mia.
    Rallegratevi ed esultate, perché grande
    è la vostra ricompensa nei cieli.

    I cinque precetti della Chiesa

    1. Partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate e rimanere liberi da lavori e da attività che potrebbero impedire la santificazione di tali giorni.
    2. Confessare i propri peccati almeno una volta all'anno.
    3. Ricevere il sacramento dell'Eucaristia almeno a Pasqua.
    4. Astenersi dal mangiare carne e osservare il digiuno nei giorni stabiliti dalla Chiesa.
    5. Sovvenire alle necessità materiali della Chiesa stessa, secondo le proprie possibilità.

    Le sette opere
    di misericordia corporale

    1. Dar da mangiare agli affamati.
    2. Dar da bere agli assetati.
    3. Vestire gli ignudi.
    4. Alloggiare i pellegrini
    5. Visitare gli infermi.
    6. Visitare i carcerati.
    7. Seppellire i morti.

    Le tre virtù teologali

    1. Fede
    2. Speranza
    3. Carità.


    Le quattro virtù cardinali

    1. Prudenza
    2. Giustizia
    3. Fortezza
    4. Temperanza.

    I sette doni dello Spirito Santo

    1. Sapienza
    2. Intelletto
    3. Consiglio
    4. Fortezza
    5. Scienza
    6. Pietà
    7. Timor di Dio.

    I dodici frutti dello Spirito Santo

    1. Amore
    2. Gioia
    3. Pace
    4. Pazienza
    5. Longanimità
    6. Bontà
    7. Benevolenza
    8. Mitezza
    9. Fedeltà
    10. Modestia
    11. Continenza
    12. Castità.

    Le sette opere
    di misericordia spirituale

    1. Consigliare i dubbiosi.
    2. Insegnare agli ignoranti.
    3. Ammonire i peccatori.
    4. Consolare gli afflitti.
    5. Perdonare le offese.
    6. Sopportare pazientemente le persone moleste.
    7. Pregare Dio per i vivi e per i morti.

    I sette vizi capitali

    1. Superbia
    2. Avarizia
    3. Lussuria
    4. Ira
    5. Gola
    6. Invidia
    7. Accidia.

    I quattro novissimi

    1. Morte
    2. Giudizio
    3. Inferno
    4. Paradiso.

  6. #6
    torquemada
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  7. #7
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  8. #8
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    Originally posted by torquemada
    Introduzione



    L’11 ottobre del 1992, Papa Giovanni Paolo II, di venerata memoria, ....


    20 marzo 2005, Domenica delle Palme

    Joseph Card. Ratzinger

    Presidente della Commissione speciale
    Giovanni Paolo II, salito alla casa del Padre il

    2 aprile 2005 , era già di “venerata memoria” il 20 marzo 2005.

  9. #9
    torquemada
    Ospite

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    Disguidi redazionali già abbondantemente chiacchierati a suo tempo.


 

 

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