Pagina 9 di 19 PrimaPrima ... 8910 ... UltimaUltima
Risultati da 81 a 90 di 188
  1. #81
    Forumista senior
    Data Registrazione
    23 Apr 2009
    Messaggi
    1,065
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Crocifisso, simbolo di laicità

    L'affondo di Blair: "il Vaticano sbaglia sugli omosessuali"
    • da La Repubblica del 9 aprile 2009, pag. 37

    Ripensare la propria posizione nei confronti degli omosessuali: è la raccomandazione che l´ex premier britannico Tony Blair - convertitosi al cattolicesimo poco dopo aver abbandonato Downing Street - ha dato ai vertici del Vaticano. Che restano a suo avviso in molti casi «trincerati» nelle loro vecchie posizioni mentre il mondo - e con esso i fedeli stessi - si evolve. «A mio modo di vedere - ha detto in un´intervista al settimanale gay Attitude - ripensare è un´attitudine positiva: quindi continuiamo a ripensare le cose». Quando a Blair è stato poi chiesto un commento sulla definizione di omosessualità elaborata da papa Benedetto XVI nel 1986 - «una tendenza intrinseca al male morale» - ha risposto «su questo punto c´è un´enorme differenza generazionale».
    «Probabilmente - ha proseguito - c´è il timore tra i leader religiosi che concedendo terreno su un argomento del genere, si potrebbe arrivare al punto in cui bisogna ripensare tante cose. Ma io al contrario credo che si debba avere una mentalità secondo la quale il concetto di evoluzione delle disposizioni individuali e di ripensamento diventi parte dell´esperienza di avvicinamento alla fede religiosa». Quando poi il giornalista gli ha chiesto se poteva prevedere in futuro la presenza di un papa pro-gay, Blair ha risposto così: «Sinceramente non lo so. Ma io ritengo interessante che se si va in una qualunque chiesa la domenica e si fa un sondaggio, si resterà sorpresi nel vedere quante persone mostrano una mentalità liberale».
    L'affondo di Blair: "il Vaticano sbaglia sugli omosessuali"
    • da La Repubblica del 9 aprile 2009, pag. 37

    Ripensare la propria posizione nei confronti degli omosessuali: è la raccomandazione che l´ex premier britannico Tony Blair - convertitosi al cattolicesimo poco dopo aver abbandonato Downing Street - ha dato ai vertici del Vaticano. Che restano a suo avviso in molti casi «trincerati» nelle loro vecchie posizioni mentre il mondo - e con esso i fedeli stessi - si evolve. «A mio modo di vedere - ha detto in un´intervista al settimanale gay Attitude - ripensare è un´attitudine positiva: quindi continuiamo a ripensare le cose». Quando a Blair è stato poi chiesto un commento sulla definizione di omosessualità elaborata da papa Benedetto XVI nel 1986 - «una tendenza intrinseca al male morale» - ha risposto «su questo punto c´è un´enorme differenza generazionale».
    «Probabilmente - ha proseguito - c´è il timore tra i leader religiosi che concedendo terreno su un argomento del genere, si potrebbe arrivare al punto in cui bisogna ripensare tante cose. Ma io al contrario credo che si debba avere una mentalità secondo la quale il concetto di evoluzione delle disposizioni individuali e di ripensamento diventi parte dell´esperienza di avvicinamento alla fede religiosa». Quando poi il giornalista gli ha chiesto se poteva prevedere in futuro la presenza di un papa pro-gay, Blair ha risposto così: «Sinceramente non lo so. Ma io ritengo interessante che se si va in una qualunque chiesa la domenica e si fa un sondaggio, si resterà sorpresi nel vedere quante persone mostrano una mentalità liberale».

  2. #82
    Forumista senior
    Data Registrazione
    23 Apr 2009
    Messaggi
    1,065
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Crocifisso, simbolo di laicità

    "La Stampa", 09 Aprile 2009, pag. 31

    CINA, LA PORTA IN FACCIA AL PAPA
    Gianni Baget Bozzo




    Con la lettera ai cattolici cinesi Papa Benedetto aveva cercato di superare la divisione dei cattolici cinesi in due chiese: l’una clandestina in comunione con la sede romana, l’altra legittimata dal governo di Pechino come chiesa nazionale. La lettera voleva evitare che la clandestinità apparisse come una scelta della Chiesa, come se essa non riconoscesse la legittimità del governo di Pechino. Voleva evitare che la Chiesa apparisse come estranea alla grande crescita della società cinese che il regime capitalista comunista aveva pur determinato.
    Con il documento papale la Chiesa accettava il controllo dello Stato cinese nella nomina dei vescovi, che però rimanevano in comunione con Roma. Il comunismo cinese non è come quello sovietico radicato in una lettura marxista della storia occidentale. È un regime di fatto che pretende soggezione ma non esercita un fascino ideale tra i credenti come accadde in Occidente. Per questo Roma accettava il fatto del controllo del governo di Pechino sulla nomina dei vescovi cattolici. La commissione per la Cina, riunitasi in Vaticano per esaminare la situazione creata dalla lettera del Papa, ha dovuto constatare che nulla era cambiato, continuava la persecuzione contro la Chiesa clandestina e quella ufficiale non dava segni di riconoscimento della giurisdizione romana.
    Lo sviluppo economico può dar vita a una domanda di tipo religioso, a compensazione delle energie spirituali liberatE dalla soggezione al bisogno materiale. Le autorità cinesi temono il superamento di quella massificazione nell’essere generico del comunismo cinese e pensano che il rifiorire di esigenze religiose sia la prima forma che prende la domanda umana di libertà. La memoria di Tienanmen, quando il liberalizzatore economico della Cina, Deng Siao Pin, si mostrò inflessibile contro la libertà politica e intellettuale rivendicata dagli studenti, è ancora nella memoria del governo cinese. Il timore che la domanda religiosa, soprattutto la domanda religiosa cristiana, sia un prodromo della libertà occidentale fa sì che anche una Chiesa cattolica che accetta la nomina dei vescovi da parte del regime cinese sia egualmente un pericolo per la cultura massificata che costituisce l’orizzonte senza orizzonte della società cinese.
    Il nesso tra Cristianesimo e libertà politica che in Occidente viene negato con la rimozione delle radici cristiane della civiltà occidentale, appare così confermato dal timore che il regime cinese, fondato nella massificazione ideale del popolo e delle persone in un marxismo pietrificato, ha dell’emergenza spirituale del fatto religioso. E, in particolare, del fatto religioso cristiano e cattolico.
    Il comunismo cinese ha mostrato che una massificazione dell’uomo è compatibile con il regime capitalista e consente una nuova singolare edizione dell’economia di mercato. Ma il passaggio dall’economia di mercato a una società liberale non avviene, il nesso tra capitalismo e liberalismo viene negato dal più grande successo che l’economia di mercato abbia avuto in Asia.
    La libertà non è un fatto che la condizione umana porti in se stessa, è il fatto cristiano che fa la differenza perché veicola il tema della divinità della persona nella figura di Cristo. Per questo il tentativo di papa Benedetto di accettare la perdita del controllo romano sulla nomina dei vescovi cinesi non ha avuto seguito.
    Dove non ci sono le radici cristiane, la libertà spirituale, da cui conseguono la libertà civile e la libertà politica, non alligna. La libertà occidentale è un frutto della storia, non nasce dalle costrizioni della condizione umana. Per questo il regime comunista cinese ha vinto a Tienanmen, ha fatto della negazione della libertà politica la condizione del successo economico capitalistico del regime nato dal comunismo utopico di Mao Tze Tung. Forse proprio il maoismo nella sua idea di cambiare gli istinti profondi della natura umana è stato la maggiore influenza della cultura cristiano occidentale sulla cultura cinese.


    bagetbozzo@ragionpolitica.it

  3. #83
    Forumista senior
    Data Registrazione
    23 Apr 2009
    Messaggi
    1,065
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Crocifisso, simbolo di laicità

    "La Stampa", 10 Aprile 2009, pag. 21

    ANCHE LA PROCURA FA MARCIA INDIETRO

    Curia di Siena, cadono tutte le accuse Non ci fu truffa, l’economo assolto. Nessuna indagine sull’arcivescovo.




    SIENA

    Si è conclusa con una piena assoluzione la vicenda processuale che ha toccato da vicino gli ambienti della Curia Metropolitana di Siena.
    Il tutto era incominciato nel 2006, quando gli inquirenti si sono interessati a una compravendita intercorsa tra la Curia stessa e un noto imprenditore. Dando seguito a «voci confidenziali», era stato accusato don Giuseppe Acampa, economo della Curia, di truffa ai danni della stessa Diocesi e dell’Arciconfraternita di Misericordia, le due comproprietarie dell’immobile ricevuto in eredità qualche anno addietro. Secondo le ipotesi accusatorie, don Acampa avrebbe convinto l’Arcivescovo e la Misericordia a vendere l’immobile per un prezzo inferiore al valore reale, ottenendo dall’acquirente una macchina nuova in dono.
    Il vaglio dell’istruttoria dibattimentale ha invece ribaltato completamente l’ipotesi accusatoria. Attraverso la produzione di perizie tecniche è stato infatti confermato il giusto valore attribuito all’immobile nella compravendita; mentre con le numerose testimonianze, comprese quelle dei presunti raggirati, è stata provata l’estraneità dell’economo nella trattativa e riaffermato con forza la volontà delle parti di concludere in tal modo l’affare. Persino la pubblica accusa è dovuta tornare sui propri passi e chiedere l’assoluzione dell’imputato e il 14 gennaio scorso il giudice del tribunale di Siena, accogliendo le tesi difensive dei legali di don Acampa, Enrico De Martino e Giuseppe Mussari, lo ha finalmente assolto per l’insussistenza del fatto.
    Una notizia che ha riportato la serenità nella Curia senese, sotto pressione non solo per tali problemi giudiziari, ma anche e soprattutto per la contemporanea tempesta mediatica che si era scatenata e che ha avuto come apice la diffusione della notizia di presunte indagini a carico dell’Arcivescovo Antonio Buoncristiani per estorsione e l’incredibile accostamento di don Acampa alla concomitante vicenda del sacerdote fiorentino accusato di pedofilia, entrambe smentite prontamente dal sostituto procuratore della Repubblica di Siena.
    Come detto, le illazioni sul sacerdote senese si sono rivelate del tutto infondate e la sentenza del 14 gennaio ha finalmente ridato dignità all’economo della Curia di Siena, del quale era stata messa in dubbio a tal punto la propria correttezza e moralità da ritrovarsi in una situazione non facile per lo stesso svolgimento del ministero sacerdotale. \

  4. #84
    Forumista senior
    Data Registrazione
    23 Apr 2009
    Messaggi
    1,065
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Crocifisso, simbolo di laicità

    Poretti: un miliardo per il terremoto, no, meglio per la Chiesa Cattolica. Cittadini italiani o vaticani?

    Roma, 14 aprile 2009


    • Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali - Partito Democratico, segretaria della Commissione Sanita'

    Arriva dal presidente della Cei la lezione di stile a Tremonti: l'otto per mille ha tra le sue destinazioni le calamita' e le emergenze nazionali, e per questo arriveranno fondi per l'Abruzzo. Ma, attenzione, non stiamo parlando della quota dello Stato dell'otto per mille, ma della quota della Chiesa Cattolica. Grande gesto di generosita' da Santa romana Chiesa? Peccato che quei soldi siano sottratti annualmente dal bilancio dello Stato con un meccanismo diabolico.
    Basti pensare che il 60% degli italiani non mette alcuna preferenza nella denuncia dei redditi, circa 37% scrive Chiesa Cattolica, che finisce con il prendersi cosi' il 90% dell'ammontare complessivo. Un miliardo circa di euro.
    Soldi che potrebbero essere facilmente utilizzati per la ricostruzione dell'Abruzzo, basterebbe che il Governo si prendesse tale impegno pubblicamente e chiedesse agli italiani di fargli fiducia nella denuncia dei redditi con una firma. Per questo con i senatori Emma Bonino e Marco Perduca abbiamo da subito presentato una interrogazioni parlamentare per sollecitare questa possibilita' (1).
    Invece il Governo e' ancora alle prese con l'idea del cinque per mille. Ma otto per mille o cinque per mille per le casse statali non sono la stessa cosa. Nel primo caso sono soldi che comunque escono dal gettito fiscale, nel secondo solo se si esprime una preferenza. Se quindi si aggiungesse una onlus -a gestione statale? Con quali costi di gestione e a carico di chi?- sarebbe non solo in concorrenza con altre associazioni di volontariato, ma anche con le casse statali per la quota di chi non esprimeva fino ad oggi la preferenza e li lasciava al gettito fiscale.
    Diverso e' il funzionamento dell'otto per mille. Che i contribuenti scelgano la Chiesa, i valdesi o lo Stato, o peggio ancora non scelgano, l'ammontare complessivo dell'otto per mille -ridistribuito con il perverso e diabolico meccanico delle scelte non espresse- non rientra comunque nelle casse statali.
    Se a questo si aggiunge che con recenti finanziarie sono stati sottratti 85 milioni alla quota statale, verrebbe da pensare che il meccanismo e' solo una foglia di fico per nascondere il contributo diretto al Vaticano! Solo uno Stato laico e' garanzia per i credenti e per la liberta' di praticare e di esprimere una fede religiosa.

    (1) http://blog.donatellaporetti.it/?p=583

  5. #85
    Forumista senior
    Data Registrazione
    23 Apr 2009
    Messaggi
    1,065
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Crocifisso, simbolo di laicità

    Terremoto 8 o 5 per mille, Poretti: la disinformazione degli zuavi delle gerarchie vaticane. Un esempio dall'Udc.

    Roma, 14 aprile 2009


    • Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali - Partito Democratico, segretaria della Commissione Sanita'

    Il leader dell'Udc Pierferdinando Casini nel dire che l'otto per mille deve andare alla Chiesa, semplifica il dibattito e traghetta il suo partito verso lidi esplicitamente clericali. Ma visto che e' stato presidente della Camera e attualmente e' parlamentare dello Stato italiano -ancora laico- potrebbe rileggersi la legge e vedra' che l'8 per mille puo' essere destinato non solo ad altre confessioni religiose, ma perfino allo Stato e scoprira' che la quota statale prevede come destinazione anche quella delle calamita' naturali.
    Ma purtroppo in Italia dobbiamo arrivare al paradosso di dare i soldi alla Chiesa Cattolica attraverso l'otto per mille per poi ringraziare il presidente della Cei che dopo aver pagato gli stipendi al clero ci restituisce qualche briciola per i terremotati.
    Fare confusione tra 8 e 5 per mille e mettere tutto nello stesso calderone, come fa l'on. Casini, fa inoltre parte della tattica di mantenere inalterata la situazione.
    I due meccanismi sono molto diversi, infatti con il 5 per mille solo chi sceglie una ong destina la sua quota, con l'8 per mille chi non sceglie (il 60 per cento) vede la sua quota ripartita in base alle preferenze espresse. E' grazie a questo diabolico meccanismo che la Chiesa Cattolica (espressa solo dal 37 per cento dei contribuenti) si accaparra il 90 per cento del totale, pari ad un miliardo circa.
    Una ragione in più perche' il Governo risponda alle interrogazioni che ho depositato con i senatori Emma Bonino e Marco Perduca.

    Qui l'interrogazione: http://blog.donatellaporetti.it/?p=583

  6. #86
    Forumista senior
    Data Registrazione
    23 Apr 2009
    Messaggi
    1,065
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Crocifisso, simbolo di laicità

    Lettera - Marco Perduca
    • da Il Foglio del 15 aprile 2009, pag. 4

    di Marco Perduca


    Al direttore - Nelle brevi di ieri sul Foglio si legge che "tre senatori radicali, fra cui Emma Bonino, hanno presentato un`interrogazione: "Lo stato rinunci nel 2009 all`8x1000 per la ricostruzione delle zone terremotate". Per l`appunto abbiamo chiesto il contrario, cioè che il governo si avvalga pienamente di quel gettito con una massiccia campagna informativa chiedendo a tutti i contribuenti di optare per lo stato come destinatario unico. Secondo infatti l`ulteriore meccanismo illiberale della redistribuzione, l`ammontare totale dell`8 x 100 viene diviso in base alle preferenze effettivamente espresse, che negli anni non hanno mai superato il 40 per cento dei contribuenti, e non finisce direttamente all`esattore. Occorre quindi fare informazione affinché si scelga lo stato come destinatario della, percentuale, anche perché tra le finalità della misura in questione vi sono le calamità naturali e la tutela del patrimonio culturale. Son sicuro che le varie denominazioni religiose che verrebbero private dei danari concorderanno con la nobiltà di tale scelta degli italiani.
    Marco Perduca, senatore radicale nel Pd
    La cosa irritante degli anticlericali è che sono dei furbastri.

  7. #87
    Forumista senior
    Data Registrazione
    23 Apr 2009
    Messaggi
    1,065
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Crocifisso, simbolo di laicità

    Bagnasco fa due conti e dice che la Chiesa fa e farà la sua parte
    • da Il Riformista del 15 aprile 2009, pag. 3

    di Paolo Rodari

    Oltre che per portare diretto conforto alla popolazione abruzzese, l`arrivo ieri all`Aquila del presidente della conferenza episcopale italiana, il cardinale Angelo Bagnasco, è servito anche per "aggiornare" la cifra dello stanziamento che la Chiesa ha deciso di "girare" ai terremotati (da tre milioni di euro si è passati a cinque) e, quindi, per prevenire l`evolversi di polemiche peraltro già vive attorno al cinque per mille. Polemiche montate anche a causa di dichiarazioni in merito pervenute dal mondo politico, soprattutto da parte dei radicali italiani secondo i quali l`otto per mille potrebbe essere devoluto in toto all`Abruzzo. Seppure non direttamente in risposta a queste ipotesi, l`arrivo e soprattutto le parole di Bagnasco di ieri hanno manifestato due cose: la Chiesa vuole dare ma, nello stesso tempo, non intende farsi dettare da terzi la misura del proprio impegno. Secondo i radicali l`otto per mille, che «ammonta a un miliardo circa di euro», può essere utilizzato benissimo per la ricostruzione dell`Abruzzo. In sostanza, se all`obolo che una parte di contribuenti italiani destina alla Chiesa cattolica tramite l`otto per mille si somma anche quella parte di contributi che, non assegnata, viene equamente distribuita fra gli aventi diritto dello stesso otto per mille (tra questi, dunque, anche la Chiesa cattolica), viene fuori un gruzzolo notevole che, dicono diversi esponenti politici, da solo potrebbe risolverebbe svariati problemi ai terremotati. Di per sé, dunque, è vero: il bottino di un anno di otto per mille non è cosa da poco. Ma è anche vero che, stando a quanto ha detto ieri Bagnasco, il contributo che la Chiesa già dà all`Abruzzo è ragguardevole. La Cei ha promosso l`istituzione di un fondo nazionale per potere permettere interventi di sostegno e di accompagnamento oltre l`emergenza immediata. E a un primo stanziamento di tre milioni di euro, erogato tramite Caritas Italiana e annunciato già nei giorni scorsi, se ne è aggiunto un secondo di altri due milioni di euro. Quest`ultimo servirà per la realizzazione di un centro di prima accoglienza e per la Caritas aquilana, la cui sede è andata completamente distrutta. Quindi, in totale, il contributo della Chiesa ammonta a cinque milioni di euro. Ma, come ha detto sempre ieri lo stesso presidente della Cei, ulteriori contributi potranno venire proprio dall`otto per mille: esiste già da tempo - ha detto Bagnasco - «un capitolo specifico relativo alle calamità naturali in Italia e, dunque, è evidente e prevedibile che ci saranno altri sostegni derivanti dall`otto per mille destinati all`Abruzzo». Certo, Bagnasco ha parlato di «altri sostegni derivanti dall`otto per mille» ma non certo di tutta la somma che, grazie allo stesso otto per mille, la Chiesa raccoglierà dopo la presentazione delle dichiarazioni dei redditi relative al 2008. Altra iniziativa della Chiesa italiana è la colletta nazionale: nell`immediato arriveranno soldi anche da una raccolta che la Cei ha voluto programmare per domenica prossima all`interno di tutte le parrocchie italiane. Il ricavato verrà devoluto subito e interamente alle popolazioni terremotate. L`annuncio di Bagnasco dei due milioni di euro in più offerti all`Abruzzo è stato ripreso anche nell`edizione odierna dell`Osservatore Romano, a indicare anche da parte vaticana la volontà d`insistere, al di là delle polemiche, su quanto la Chiesa italiana sta già facendo. Qualcosa, tra l`altro, ha già fatto anche Benedetto XVI: in attesa di un suo arrivo in Abruzzo, papa Ratzinger ha fatto giungere all`arcivescovo dell`Aquila monsignor Giuseppe Molinari un`offerta in danaro per sostenere le prime necessità del dopo-sisma. Sempre ieri, altre parole relative ai soldi offerti dalla Chiesa sono arrivate anche dallo stesso bollettino dei vescovi italiani, il Sir. Anche qui si sottolinea l`intervento della Chiesa: «E una solidarietà viva, spontanea, profonda, radicata, che percorre tutto il tessuto sociale. L`Italia tutta ne sta facendo la prova e la Chiesa ancora una volta se ne è fatta interprete».

  8. #88
    Forumista senior
    Data Registrazione
    23 Apr 2009
    Messaggi
    1,065
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Crocifisso, simbolo di laicità

    La trappola del 5 per mille
    • da La Repubblica del 16 aprile 2009, pag. 1

    di Chiara Saraceno

    E’ davvero curioso che il ministro del Tesoro abbia proposto di destinare alla ricostruzione in Abruzzo i fondi del 5 per mille, ovvero fondi che per legge sono destinati ad altri soggetti: alle associazioni di volontariato, culturali e di ricerca (incluse le università) prescelte dai cittadini. Giustamente si sono arrabbiate le diverse associazioni e istituzioni che sperano di ottenerne una parte e che già si lamentano dell´incredibile ritardo (di anni, non di mesi) con cui lo stato gira loro i denari a ciò destinati dai cittadini. Ma la proposta del ministro è tanto più impropria in quanto lo stato ha a disposizione i proventi dell´8 per mille per la quota destinata dai cittadini, appunto, allo stato. Questi fondi hanno i vincoli di destinazione precisi, anche se troppo spesso sono invece utilizzati in modo non trasparente e per finalità improprie. Tra le destinazioni esplicitamente ammesse vi è anche il fronteggiamento delle calamità naturali. Perciò ci si sarebbe aspettati dal ministro del Tesoro che promettesse solennemente che i proventi dell´8 per mille di quest´anno e/o dell´anno scorso, o anche solo una loro parte, saranno destinati alle zone terremotate dell´Abruzzo. Forse ciò avrebbe invogliato molti cittadini - la stragrande maggioranza - che solitamente non indicano la destinazione dell´8 per mille a farlo per questa volta, indicando appunto lo Stato come beneficiario.
    Come mai allora il ministro non ha preso subito questo impegno, così ovvio e così efficace? Per capirlo occorre ricordare come funziona il meccanismo dell´8 per mille. I cittadini indicano a chi vogliono destinare la loro quota, tra lo Stato e le diverse chiese ammesse. L´intero ammontare dell´8 per mille - non solo la parte corrispondente all´insieme delle opzioni - viene poi ripartito in base alla distribuzione delle scelte. Avviene così che se sceglie, come avviene, solo il 40% dei contribuenti, ma il 90% di questi indica la Chiesa cattolica - il 90% di tutto l´8 per mille verrà destinato alla Chiesa cattolica, anche se si è pronunciato in questo senso solo il 35% di tutti i contribuenti. È un meccanismo molto diverso da quello del 5 per mille, ove, invece, non solo vi è un tetto massimo, ma l´ammontare finale è definito sulla base delle sole indicazioni esplicite. I fondi che la Chiesa cattolica ha, apprezzabilmente, deciso di stanziare a favore dell´Abruzzo (come quelli, qualche settimana fa, per le famiglie povere) non provengono dalle donazioni dei credenti, ma in larga misura dalle tasche di tutti i cittadini, che lo abbiano deciso loro o meno.
    Vi è quindi una forte convenienza da parte del maggior destinatario di indicazioni esplicite - la Chiesa Cattolica - a che continui il comportamento di non scelta. Se appena lo Stato presentasse un piano credibile e di grande impatto per l´uso della sua quota, "rischierebbe" di attirare più scelte di quanto non sia stato implicitamente concordato come accettabile nel patto che ha fatto con la Chiesa Cattolica quando nel 1985 ha sostituito la vecchia congrua a sostegno del clero appunto con l´8 per mille. Fa parte di questo "patto" non solo la rinuncia dello Stato a qualsiasi forma di campagna perché i cittadini destinino a programmi pubblici di solidarietà la propria quota. Anche se questa potrebbe essere una scelta dignitosa e di civiltà, dato che la solidarietà pubblica dovrebbe essere data per scontata e parte dei diritti e doveri di cittadinanza. Fa parte di quel patto soprattutto la sistematica mancanza di informazioni sul meccanismo di raccolta e distribuzione dell´8 per mille. A oltre vent´anni dalla prima applicazione di questo istituto, molti contribuenti sono ancora convinti che, se non scelgono, il loro 8 per mille rimane nel monte complessivo dell´introito fiscale, senza essere redistribuito tra le chiese e lo Stato. E forse ritengono giustamente che sia ridondante indicare lo stato, dato che questi è per definizione il destinatario delle imposte. È bene che sappiano che non è così. E che chiedano che lo Stato, invece di dirottare scelte di destinazione effettive, eviti di imporre scelte a chi non le ha fatte. E soprattutto, che per una volta usi in modo appropriato, per gli scopi di legge, ovvero per la ricostruzione in Abruzzo, i fondi che, nonostante tutto, gli vengono destinati (l´8% circa delle scelte). Avrebbe sicuramente il consenso dei contribuenti. Sembra che, dopo le proteste, il ministro ci stia pensando. Speriamo prenda la decisione giusta.

  9. #89
    Forumista senior
    Data Registrazione
    23 Apr 2009
    Messaggi
    1,065
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Crocifisso, simbolo di laicità

    Terremoto, Perduca: si usi 8 per mille, da Cei solo briciole

    Roma, 15 aprile 2009


    • Intervista all’Agenzia Radiofonica Econews di Marco Perduca, senatore radicale eletto nelle liste del PD

    Tra le finalità dell’8 per mille c’è anche la tutela dei beni culturali ed eventuali spese extra per calamità naturali. Secondo noi, cogliendo l’occasione di questa disgrazia, lo Stato dovrebbe avvalersi di questo extragettito, che supera abbondantemente il miliardo.” [si prega di citare la fonte]. “Riteniamo che sia stato sempre e comunque grave il fatto che non si sia mai fatto sapere agli italiani che non solo si possono dare i soldi allo stato ma che laddove non vengano espresse preferenze comunque i resti vengono ridistribuiti in base a chi ha manifestato la propria scelta, e dunque il 40% degli italiani decide l’ammontare totale delle distribuzione. Ma in questo caso, anziché prendere i soldi alle ONG col 5 per mille, bisognerebbe far sapere che c’è l’8 per mille che dà molti più soldi, che possono essere utilizzati per la ricostruzione dell’Abruzzo.”

    Noi chiediamo”, prosegue Perduca, “che lo Stato, e il Governo in particolare, rispetti la propria legge. Non si capisce perché non si voglia far sapere che tutto ciò esiste. La Cei ha già promesso 4-5 milioni: si sappia che la Cei annualmente gode dell’8 per mille che si aggira attorno al miliardo. 4 milioni di fronte a un miliardo non sono neanche considerabili briciole.”

    Infine, Perduca annuncia: “Appena riaprirà il Parlamento la settimana prossima chiederemo un ulteriore accesso agli atti, perché non si sa come vengano usati i soldi dell’8 per mille, né si riesce a capire perché non sia mai stata presa in considerazione la possibilità di valutarne l’effettivo ammontare, perché la legge prevede che qualora non si ritenga sufficiente si possa addirittura aumentare la percentuale di donazione. Ancora una volta siamo al di fuori delle regole.

  10. #90
    Forumista senior
    Data Registrazione
    23 Apr 2009
    Messaggi
    1,065
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Crocifisso, simbolo di laicità

    www.corriere.it

    LA POLEMICA
    Aids, il Vaticano contro il Belgio
    La Santa Sede dopo la critica ufficiale del Parlamento.
    «Intimidazioni contro il Papa per le frasi sui condom»



    ROMA - Dopo le critiche arrivate da mezza Europa sulla questione dell'utilizzo dei profilattici per contrastare la diffusione dell'Aids arriva la risposta ufficiale del Vaticano. Rivolta in particolare al Belgio, l'unico Paese tra quelli critici nei confronti della posizione manifestata dalla Santa Sede ad aver espresso attraverso una risoluzione parlamentare un atto concreto di risposta alle posizioni in materia esposte dal Pontefice. Le frasi pronunciate dal Papa sull'aereo che lo portava in Africa, sull'uso del preservativo contro l'Aids, sono state «troncate e isolate dal contesto» e usate «da alcuni gruppi con un chiaro intento intimidatorio». Lo afferma un comunicato della Segreteria di Stato vaticana, dopo un incontro tra l'ambasciatore del Belgio e il ministro degli Esteri vaticano, in seguito proprio alla risoluzione di critica al Papa votata dalla Camera dei rappresentanti del Belgio. Nella nota il Vaticano «prende atto con rammarico» della risoluzione con cui i parlamentari del Belgio hanno condannato le dichiarazioni fatte dal papa sul preservativo, durante il volo che lo portava in Africa, e definisce tale passo «inconsueto nelle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e il Regno del Belgio».

    OAS_AD('Bottom1');

    LA REPLICA AL BELGIO - In «alcuni Paesi d'Europa» si è scatenata una «campagna mediatica senza precedenti» a favore dell'uso del preservativo, ma solo alcuni hanno «capito e apprezzato le considerazioni di ordine morale sviluppate dal Papa» e tra questi ultimi ci sono «gli africani e i veri amici dell'Africa» spiega ancora la Segreteria di Stato vaticana. «Il Santo Padre - ricostruisce il comunicato diffuso oggi - rispondendo ad una domanda circa l'efficacia e il carattere realista delle posizioni della Chiesa in materia di lotta all'Aids, ha dichiarato che la soluzione è da ricercare in due direzioni: da una parte nell'umanizzazione della sessualità e, dall'altra, in una autentica amicizia e disponibilità nei confronti delle persone sofferenti, sottolineando anche l'impegno della Chiesa in ambedue gli ambiti. Senza tale dimensione morale ed educativa la battaglia contro l'Aids non sarà vinta». «Mentre, in alcuni Paesi d'Europa, si scatenava una campagna mediatica senza precedenti sul valore preponderante, per non dire esclusivo, del profilattico nella lotta contro l'Aids, è confortante - rileva la nota della Segreteria di Stato - costatare che le considerazioni di ordine morale sviluppate dal Santo Padre sono state capite e apprezzate, in particolare dagli africani e dai veri amici dell'Africa, nonchè da alcuni membri della comunità scientifica. Come si può leggere in una recente dichiarazione della Conferenza Episcopale Regionale dell'Africa dell'Ovest: «Siamo grati per il messaggio di speranza che il Santo Padre è venuto ad affidarci in Camerun e in Angola. È venuto ad incoraggiarci a vivere uniti, riconciliati nella giustizia e la pace, affinchè la Chiesa in Africa sia lei stessa una fiamma ardente di speranza per la vita di tutto il continente. E lo ringraziamo per aver riproposto a tutti, con sfumatura, chiarezza e acume, l'insegnamento comune della Chiesa in materia di pastorale dei malati di Aids».


    17 aprile 2009

 

 
Pagina 9 di 19 PrimaPrima ... 8910 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 51
    Ultimo Messaggio: 24-06-10, 19:29
  2. FRATTINI: CROCIFISSO SIMBOLO RADICI EUROPA (OSS. ROMANO)
    Di Despota Illuminato nel forum Paganesimo e Politeismo
    Risposte: 38
    Ultimo Messaggio: 31-05-10, 14:52
  3. No Crocifisso al Crocifisso dalla aule scolastiche? Perchè?
    Di Panzerjaeger nel forum Destra Radicale
    Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 05-11-09, 15:35
  4. Luigi Tosti: "Il crocifisso simbolo della nostra cultura? Allucinante".
    Di andreapergola nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 30-08-06, 10:26
  5. Il crocifisso resti nelle aule, è simbolo dei valori civili
    Di Malik nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 242
    Ultimo Messaggio: 21-02-06, 22:49

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito