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Discussione: La Causa Cecena

  1. #1
    MADE IN SARDINIA
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    La Causa Cecena

    LA STORIA DEL CONFLITTO…

    Parte dell'impero russo fino al 1859, Cecenia ed Inguscezia fuorono inglobate nella Repubblica Autonoma Socialista Sovietica Ceceno-Inguscia durante la nascita dell'Unione Sovietica. Durante la seconda guerra mondiale i ceceni furono deportati dal governo centrale sovietico nella repubblica sovietica del Kazakhstan. Fu loro concesso di ritornare alla loro regione d'origine solo nel 1957. Dopo il collasso dell'Unione Sovietica in Cecenia nacque un movimento indipendentista che entrò in conflitto con la Russia, non disposta a riconoscere la secessione della Cecenia. Džokhar Dudayev, il presidente nazionalista della repubblica cecena, dichiarò l'indipendenza dalla Russia nel 1991 e il 13 gennaio 1993 La Cecenia rifiuta l'appartenenza alla Federazione Russa e decide di non firmare il trattato.Da qui la risposta del presidente russo Boris Eltsin dove, il 9 dicembre '94, autorizza un intervento armato contro la Cecenia, e l'11 dicembre i carri armati della Federazione Russa iniziano la loro avanzata verso Grozny. Vengono impiegati 40.000 soldati, appoggiati da aerei ed elicotteri, per impedire la secessione e danno avvio alla prima guerra cecena. Tra i motivi dell'opposizone russa vi è anche la produzione petrolifera locale. La Russia si è trovata presto in una situazione difficile, paragonabile a quella già sperimentata in Afghanistan. Le sue truppe mal equipaggiate e poco motivate subiranno sconfitte anche notevoli ad opera dei ribelli ceceni. Le truppe russe riescono a prendere il controllo di Groznyj, la capitale, Il 19 gennaio '95 dove conquistano il palazzo presidenziale. La città viene brutalmente devastata, con migliaia di vittime tra la popolazione civile. A maggio i vertici militari russi dichiarano di aver conquistato le città principali e 2/3 del territorio ceceno. Ciò nonostante, nei mesi successivi inizia una delle più grandi sconfitte nella storia militare della Russia. Nel gennaio 1996 a Kizljar in Daghestan un commando, comandato da Salman Radujev, si impadronisce dell'ospedale di Kizljar prendendo 250 ostaggi. Chiedono che le truppe russe lascino la Cecenia. I guerriglieri si ritirano con gli ostaggi nel villaggio di Pervomajskoe ai confini con la Cecenia. Le truppe russe bombardano il villaggio e a migliaia attaccano i 200 guerriglieri rimasti, ma questi resistono casa per casa per due giorni e due notti. Poi i russi, verificata l'impossibilità di battere i ceceni nel villaggio, decidono di raderlo al suolo. Gli attacchi dei ceceni si fanno via via sempre più serrati costringendo al ritiro le truppe della federazione, che cercano un accordo con i guerriglieri e il generale russo Aleksandr Lebed, si incontra con Aslan Maskhadov, portavoce della repubblica Cecena, per la firma di un accordo di pace (27 agosto 1996). L'accordo di pace dell'agosto '96 non e' tuttavia sufficiente per risolvere definitivamente la questione cecena. Le posizioni delle due parti in conflitto rimangono inconciliabili, Mosca continua a non riconoscere la sovranità della Cecenia e gli indipendentisti sono sempre più decisi nei loro propositi di distacco dalla federazione. L’armistizio mette fine a 20 mesi di guerra che sono costati 40.000 morti. A novembre viene firmato, tra il primo ministro Victor Chernomirdin e Aslan Maskhadov, un accordo di pace, che prevede il ritiro delle truppe russe (che lasceranno la Cecenia definitivamente nel gennaio 1997) e dopo due anni un accordo per lo status definitivo della Cecenia. Nel gennaio 1997 si svolgono con osservatori internazionali le elezioni presidenziali in quest’ultima e vedono la vittoria di Aslan Maskhadov, mentre Basaev ottiene il secondo posto. Ma nell’estate del ‘98 le tensioni esplodono nuovamente in una vera e propria battaglia tra le truppe regolari cecene e i gruppi armati legati al fondamentalismo islamico. L'esercito regolare riesce ad avere la meglio, e il presidente Maskhadov annuncia di voler imporre forti restrizioni sulle attività delle milizie estremiste, ma pochi giorni dopo viene ferito in un attentato dove perdono la vita le sue guardie del corpo. L’8 agosto 1999 le milizie di Shamil Basaev invadono la repubblica del Daghestan, cercando di instaurare uno "stato islamico" attraverso un raid militare. Costretti in un primo momento a ritirarsi, gli uomini di Bassaev compiono un altro fallimentare tentativo a settembre. Maskhadov si dice estraneo alle azioni degli "estremisti".Nell'autunno dello stesso anno le città di Mosca, Volgodonsk, Buinaksk e Vladikavkaz sono sconvolte da una serie di attentati dinamitardi nel corso dei quali perdono la vita circa 300 persone. Le esplosioni vengono immediatamente attribuite a "terroristi ceceni". L’offensiva russa manda in fumo i piani di Basaev il quale è costretto a ritirarsi e il 23 settembre '99 la Russia da' il via ad una nuova campagna militare contro la Cecenia, con una serie di attacchi aerei. Il primo ottobre le truppe russe entrano nel territorio ceceno, e il 16 dello stesso mese inizia l'avanzata verso Grozny, nel mentre 120.000 ceceni si rifugiano in Inguscezia. Il 23 ottobre le truppe russe chiudono la frontiera tra la Cecenia e l'Inguscezia, negando ai profughi l'unica via d'uscita, successivamente, dopo intensi bombardamenti, occupano il nord della Cecenia fino al fiume Terek. Mosca disconosce la legittimità di Maskhadov, ma riconosce invece il parlamento fantoccio che aveva fatto eleggere nel 1996.
    USA ed Europa anche in questa occasione sostengono nei fatti il "diritto" russo contro i ceceni infatti a Mosca il 29 ottobre il vicesegretario di stato USA Strobe Talbott dichiara che "gli Stati Uniti comprendono che la Russia ha un atteggiamento molto serio e realistico di fronte all'estremismo e al terrorismo.
    Il 6 dicembre 1999 Boris Eltsin lancia un ultimatum agli abitanti di Grozny, hanno a disposizione cinque giorni di tempo per evacuare la città. Il 18 dicembre le truppe russe entrano a Grozny, e la città si trasforma in un enorme campo di battaglia. Una lunga serie di raid aerei riduce la città a un cumulo di macerie. Dal 31 marzo al 4 aprile 2000 Mary Robinson, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, visita l'Inguscezia, il Daghestan e la Cecenia, e il 5 aprile, al termine della sua visita presenta un rapporto dettagliato alla commissione delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, in cui vengono descritte testimonianze oculari di omicidi di massa, bombardamenti di colonne di profughi e altre palesi violazioni dei diritti umani compiute dalle milizie della Federazione Russa. Nel rapporto vengono segnalate anche le violazioni dei diritti umani compiute dalle milizie cecene ai danni della popolazione civile durante l'invasione del Daghestan.
    Il 23 ottobre 2002 un gruppo di terroristi ceceni invade il teatro di Mosca (Na Dubrovka) e cattura 700 ostaggi. E' l'attacco più importante (fino a questo punto) commesso dagli indipendentisti in questi anni di guerra con la Russia. L'operazione si conclude con l'intervento delle teste di cuoio russe. Irruzione nel teatro grazie anche al gas (probabilmente nervino). Risultato dell'operazione: fallito il tentativo dei guerriglieri (chiedevano la liberazione della loro terra), con 117 morti alle spalle. Il mondo ha atteso con il fiato sospeso, la questione cecena è sotto gli occhi di tutti, qualcuno si chiede se i guerriglieri che hanno preso in ostaggio un intero teatro vanno etichettati come terroristi o come partigiani. L’ondata di violenza non finisce e il 14 maggio 2003 due donne kamikaze si fanno esplodere nei pressi di Gudermesh più una a Znamenskoye, è un altro attacco suicida. Più di sessanta morti nel giro di tre giorni, la Cecenia è alla ribalta dell'agenda internazionale. In un clima avvelenato dal terrorismo in tutto il mondo, preoccupato dalla situazione mediorientale, la Cecenia non vuole essere dimenticata.
    Nell’agosto del 2004, in piena guerra irachena con tanto di resistenza, la questione Cecena torna sotto gli occhi di tutto il mondo, infatti 2 aerei Tupolev russi cadono giù a seguito di un attentato, la matrice la si capisce subito, muoiono all’incirca 80 persone. Un paio di giorni dopo a Mosca esplodono delle auto in pieno centro, molti morti e feriti, ma è solo il preludio di qualcosa di più grosso, infatti non molto più tardi il mondo viene sconvolto: In una ridente giornata, quando gli alunni tornano nei banchi di scuola (è il sistema scolastico russo..), viene occupata da un commando una scuola nella cittadina di Beslan nell’Ossezia del nord, l’intera scuola viene minata, (vi è esplosivo appeso perfino nei canestri in palestra), i guerriglieri parlano chiaro: o indipendenza o morte. La questione tiene con il fiato sospeso l’intero mondo, nella scuola ci sono bambini che vanno da una età molto bassa fino a ragazzini di 12\13 anni, elettricità e acqua vengono staccati dai russi. Qualcuno viene rilasciato, ma dopo un tentativo ti arrivare ad un accordo scoppia il finimondo, si comincia a sparare, entrano in gioco anche le teste di cuoio russe. Alla fine la scuola è stata liberata, molti guerriglieri sono morti, qualcuno di loro è riuscito a scappare, ma il bilancio delle vittime è grave. Muoiono in circa 300, la maggior parte di essi sono bambini, morti sopratutto a causa degli scontri tra russi e ceceni, ma molti, tra i più piccoli sono morti per sete o per soffocamento (tutti ammassati nella palestra della scuola), un’intera regione è sconvolta, in parecchi hanno perso qualche caro. E’ stato sicuramente il più importante attacco fatto dai Ceceni, ma chi c’è passato di mezzo sono stati quasi totalmente piccole vittime innocenti che non c’entravano nulla con questa guerra sporca. Questo fatto ha sconvolto letteralmente il mondo, hanno pianto in molti vedendo solamente le immagini davanti alla TV di quei bambini con le maestre che scappavano via (mezzi nudi per via del caldo) da quella scuola e cercavano in continuazione acqua, ma in molti non hanno potuto berla. Alcuni guerriglieri ceceni hanno affermato che il costo dell’operazione di Beslan, dei tupolev e delle auto esplosive è venuto a costare sugli 8mila euro. Dalla vicenda di Beslan si conclude la “storia della questione cecena”, il conflitto dura ancora, ma a causa di censura o di altro, non si può accedere ad ulteriori informazioni.



    Brunu G.O.N.I.

  2. #2
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    COMUNCASA, MASSIMA SOLIDARIEDADI CUN IS CECENUS!

  3. #3
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    Devo ammettere che sulla situazione cecena sono parecchio ignorante!
    Mi potreste indicare dei libri che trattano bene della storia e della situazione odierna della Cecenia?

    Grazie

  4. #4
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    Per i libri non so cosa poterti consigliare, anche perchè lavoro sulla causa cecena unicamente con il computer. cmq ti posso fornire il materiale che ho sul computer (è un bel mazzo) se vuoi!

  5. #5
    po sa Repùbrica de Sardigna
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    Originally posted by Deu seu sardu!
    Per i libri non so cosa poterti consigliare, anche perchè lavoro sulla causa cecena unicamente con il computer. cmq ti posso fornire il materiale che ho sul computer (è un bel mazzo) se vuoi!
    Te ne sarei veramente grato!

    Ti mando la mia e-mail in pvt!

  6. #6
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    mandamela. anche sul kurdistan ti intereserebbe qualcosa??

  7. #7
    po sa Repùbrica de Sardigna
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    Poite nono?Imbia!

    Gracias!


  8. #8
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    T'APPU MANDAU DUAS E-MAIL!!!!!



  9. #9
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