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Discussione: Il dopo Berlusconi

  1. #101
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    Fazio/La Malfa, non ho visto proposte costruttive

    Si inserisce in vuoto politica economica governo ma non lo riempie

    ''Quella di Fazio e' stata una relazione che si inserisce in un vuoto di politica economica del Governo ma non lo riempie''. Cosi' Giorgio La Malfa, presidente del Pri, ha definito la relazione fatta ieri dal governatore della Banca d'Italia. ''Non ho visto -ha aggiunto- delle proposte costruttive da parte del Governatore su come riavviare la macchina economica italiana''.

    Roma, 1 giugno 2004 (Adnkronos)
    [mid]http://www.fmboschetto.it/musica/la%20dura%20legge%20del%20gol.mid[/mid]

  2. #102
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    Ore difficili

    Come evitare che la coalizione di governo finisca nel marasma

    E' una situazione di grande confusione quella che in queste ore attraversa la maggioranza. Lo si è capito dal Consiglio dei ministri di ieri, dove An e la Lega hanno contestato in maniera diversa il ministro Tremonti ed il piano di risanamento dell'Alitalia, così come dall'incontro al calor bianco, stando alle ricostruzioni credibili, fra il presidente del Consiglio e l'onorevole Follini, segretario dell'Udc.

    Può darsi che su questo scenario incomba la prospettiva dei ballottaggi di domenica prossima e che dopo gli stessi si abbia una schiarita, ma in ogni caso resta evidente che il filo dei rapporti fra le principali forze della maggioranza sia teso oltre misura e, per evitare che si spezzi, occorrerà molto più che della buona volontà.

    Considerando poi che i problemi che abbiamo di fronte sono complessi, comprendiamo che una soluzione semplice immediata ed efficace non sia a portata di mano e che richieda tempo, ma attenzione a non rinviarla oltre le legittime aspettative degli italiani.

    Sull'Alitalia capiamo benissimo le preoccupazione espresse dalla Lega e ci chiediamo se i soldi affidati all'azienda siano accompagnati ad un piano di rilancio e ad una affidabilità piena del management nel voler fare di Alitalia una società competitiva. Se i dubbi della Lega sono questi, essa ha fatto bene ad opporsi; se la sua preoccupazione è solo dettata dal sacrificio di investimenti a Malpensa invece che a Fiumicino, non possiamo essere certi che questo fornisca una ragione sufficiente. Il punto è che occorre salvare una compagnia di bandiera ed attrezzarla a reggere le sfide future che le si pongono e non aprire una competizione fra le aree aeroportuali.

    Per ciò che concerne la riforma della previdenza, bisogna che An faccia chiarezza. Abbiamo notato che le dichiarazioni di Fini e del sottosegretario Urso sulla necessità dell'approvazione del provvedimento entro luglio sono state in parte temperate dalle precisazioni del ministro Alemanno e del presidente della Commissione lavoro Benedetti Valentini. Sinceramente non abbiamo capito se il sindacato ha partecipato al confronto o no, visto che da parte di questi esponenti del partito del vicepremier si mostra disponibilità ad ulteriori modifiche al testo. La nostra idea è che, viste le posizioni nel merito del sindacato, che ci fanno dubitare di un'autentica volontà di riforma, non crediamo si possa tenere aperto un tavolo all'infinito. Ci era anche parso, poi, che molte obiezioni sindacali fossero state accolte, dimostrando una disponibilità da parte del governo che i sindacati non hanno invece ritenuto di riconoscere.

    Il terzo aspetto che ci preme è la riforma del fisco. Su questo ci aspettiamo una presa di posizione netta e crediamo che spetti al premier formularla e agli alleati rispettarla.

    La questione Tremonti, che pure appassiona buona parte della maggioranza non ci interessa. Nel senso che noi riteniamo il ministro Tremonti un ministro capace ed investito di un compito che pretende una certa autonomia, ma se il vicepremier ha ricevuto delle deleghe economiche, allora che il ministro del Tesoro si confronti con il vice premier prima di presentare proposte al Consiglio dei ministri. A quanto apprendiamo dal caso Alitalia, ci pare di capire che invece non ci sia più neppure il confronto con la Lega. Da parte nostra ci siamo limitati a chiedere una maggiore attenzione per il Sud, che dal governo finora non abbiamo visto. Vi è una disponibilità in questo senso? Lo speriamo.

    Non ci pare impossibile resistere alle proprie reciproche e legittime aspirazione elettoralistiche, per porsi di fronte alle esigenze del Paese, le quali necessitano di una coalizione coesa e determinata nella parte restante della legislatura. Se tutte le forze della coalizione richiedono ora una svolta, ci pare necessario dare un segnale tangibile in questa direzione, incominciando con il dimostrare tutti, nessuno escluso, buon senso.

    Il Paese ha ancora confermato la credibilità di questa coalizione, ma anche incominciato ad evidenziare i limiti. Ci sono ampi margini per recuperare. Ma nessuno ritenga sufficiente contare sui contrasti che segnano il marasma dell'opposizione, soprattutto se l'impressione fosse quella che anche la maggioranza, priva di una bussola, affondi nel marasma. Perché in questo caso, oltre che una porta sulla sconfitta, se ne aprirebbe una ben più inquietante sull'ingovernabilità. Vorremmo evitarlo.

    Roma, 23 giugno 2004

  3. #103
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    Predefinito Ricetta Della Nonna

    Originally posted by nuvolarossa
    Ore difficili

    Come evitare che la coalizione di governo finisca nel marasma

    E' una situazione di grande confusione quella che in queste ore attraversa la maggioranza...

    Considerando poi che i problemi che abbiamo di fronte sono complessi, comprendiamo che una soluzione semplice immediata ed efficace non sia a portata di mano e che richieda tempo, ma attenzione a non rinviarla oltre le legittime aspettative degli italiani...

    Il terzo aspetto che ci preme è la riforma del fisco. Su questo ci aspettiamo una presa di posizione netta e crediamo che spetti al premier formularla e agli alleati rispettarla...

    Da parte nostra ci siamo limitati a chiedere una maggiore attenzione per il Sud, che dal governo finora non abbiamo visto. Vi è una disponibilità in questo senso? Lo speriamo.

    Il Paese ha ancora confermato la credibilità di questa coalizione, ma anche incominciato ad evidenziare i limiti. Ci sono ampi margini per recuperare. Ma nessuno ritenga sufficiente contare sui contrasti che segnano il marasma dell'opposizione, soprattutto se l'impressione fosse quella che anche la maggioranza, priva di una bussola, affondi nel marasma. Perché in questo caso, oltre che una porta sulla sconfitta, se ne aprirebbe una ben più inquietante sull'ingovernabilità. Vorremmo evitarlo.
    La politica degli incentivi alle industrie è un tentativo per uscire dal marasma, purché ciò non finisca per penalizzare il Mezzogiorno.

    Riduzione delle tasse, altro cavallo di battaglia che non prende la corsa, e che potrebbe - se gestita equamente e proporzionalmente a tutti i livelli - aiutare la ripresa dei consumi e del risparmio.

    Non dimentichiamo - come si è fatto alla partenza di questo thread - che l'Italia è sotto una pressione soffocante ed iniqua di costi, tariffe e tasse senza precedenti e pari in tutto l'Occidente.

    L'assenso ed il consenso del Governo è ed è stato chiaro - ed implicito come nel caso dell'omertosa non vigilanza nel passaggio all'euro - perché nessuna multinazionale od impresa riuscirebbe ad imporre costi e tariffe da ricatto senza un benestare politico ed in assenza pressochè totale di competizione dei prezzi: v'è da chiedersi se il conflitto d'interesse non abbia raggiunto tale aspetto e livello.

    Tutto è in gran misura tasse e costi ingiustificati: per elettricità, gas, assicurazioni, autostrade, carburanti... - togli il 60-90% della crosta dei costi e rimane la vera natura della sostanza che il cittadino ottiene.

    L'Italia lo era già, ma ora ha superato ogni livello di guardia di attività [.....nale]... nei settori principali che toccano quotidianamente la tasca dei cittadini, al punto che il fenomeno è di potenziale competenza dei tribunali: in teoria qualunque cittadino può iniziare una causa legale contro i protagoinisti di tale tirannia... Sembra che non ci sia fondo a questo pozzo profondo di avidità ed ignominia calata come una maledizione sull'Italia, i cui eroi principali sembrano contare l'oro dei Barbari per restare al comando e fare a metà...

    Uscire dal marasma? Niente gioverà se non si creano le condizioni per una vera competizione: lasciare al cittadino l'alternativa tra vari fornitori di energia pescate tra un alto numero di aziende conosciute per la competitività dei prezzi; rimettere lo Stato in condizione di far esso stesso competizione con proprie aziende in settori chiave per calmierare i prezzi; ridurre immediatamente del 50% la pressione fiscale dei carburanti; rivedere gli appalti autostradali e disciplinarli secondo tariffe e standards della media europea; ridurre moderatamente le tasse in proporzione delle possibilità economiche delle imprese e dei cittadini, ma tenendo conto che ormai siamo in recessione - la vera riduzione alla reganiana doveva avvenire all'insediameno del primo governo Berlusconi.

    Ormai le condizioni per un relativo funzionamento della Reaganomics, nella versione berlusconiana, sono sfumate: dobbiamo render conto del budget statale all'Europa; i due pilastri fondamentali delle fondazioni reaganiane (signori e relative multinazionali dell'energia e delle armi) e loro condizione sono in Italia di seconda serie e dipendenti da quelle potenze dove i frutti dell'iperliberismo sono maggiormente convogliati e diffusi presso una percentuale ragionevole della popolazione (il motore dell'economia che si mette in moto trascinando le classi medio-basse).

    Quì ci sono delle responsabilità americane circa i frutti mancati della "Berluscanomics", in quanto cosa rende all'Italia avventurarsi in imprese all'irakena e mettersi alla totale mercè delle aziende private e multinazionali, adeguandone l'economia nazionale, se poi i frutti percorrono strade diverse - come il petrolio irakeno in direzione delle paperopoli?

    Forse e se il Premier si sbrigasse, soltanto la classe ultre medio-alta potrebbe riuscire a salvarsi con la legica reaganiana, mentre per tutti gli altri si prospetterebbe la soluzione "Calcutta".

    Troppe risorse sono state sprecate ed i buchi delle condotte della ricchezza d'Italia non sono stati chiusi: corruzioni, tangenti, conflitti d'interesse, appalti gonfiati, intascamento di denari pubblici.

    La Reaganomics dunque non è per noi ed in assenza delle funzionali dinamiche di una forte economia che sia anche una vera potenza militare, l'iperliberismo funziona ottimamente quale centrale coloniale di smistamento di risorse rubate alla nazione per andare nei portafogli dei potenti a percentuale coi governatori ed aggrgati cortigiani: malattia in linea con la peggiore tradizione italiana del "particulare".

    La versione berlusconiana della Reaganomics come anche quella originaria condanna i governi che l'adottano a regole crudeli e spietate: "Domina e conquista, oppure servi o scomparisci"= Guerra Permanente da esportare anche nello spazio, dove gli individui e le nazioni troverebbero in teoria spazio e sopravvivenza in misura della loro forza... (Darwinismo Sociale e "Biologico"... altro che Bible Belt Gospel!).

    Il miglior interprete geopolitico della Reaganomics è perciò Wolfowitz & Rumsfeld nella loro PNAC, la cui filosofia implica un nuovo ordine mondiale fondato sulla conquista e sulle diseguaglianze: fermarsi è sinonimo di scomparire.

    L'Europa e l'ONU sono un problema per tale filosofia "di vita" e dunque si capisce perché è tanto vitale avere dei capaci generali piazzati ai vertici dell'economia e della politica della controparte...

    Per piazzarsi nella graduatoria di tale filosofia, l'Italia non potrebbe non sacrificare una ventina di milioni d'individui ridotti al lastrico, con tutte le conseguenze per l'economia ed i consumi che per forza di cosa si troverebbero a rivolgersi altrove ed a sostituire gli italiani moribondi con altri adottati tra gli esemplari delle specie vincente...

    In Germania forse vi sarebbero meno vittime per l'adozione della "ricetta" ma anche il governo tedesco è corso ai ripari informando la popolazione che la sicurezza sociale dovrà essere "rivista" per il futuro.

    Questa è la tipica sistuazione di scaricabarile dei costi iperliberali sui "continentali" che piacerebbe tanto alla Thatcher e tocca all'intilligence europea trovare in tempi brevi un'antitodo.

    In teoria soltanto una federazione intercontinentale che coinvolga USA ed EU potrebbe colmare le grandi differenze strutturali e le contraddizioni che impediscono che ciò che funziona negli USA funzioni anche da noi.

    Altrimenti o nel frattempo la via è un'altra e passa per la linea vincente e tipica della Civiltà Sociale Europea... che è anche la nostra prima immediata federazione, dove i vincoli ed i vantaggi si attuano e funzionano.

    L'Italia ha grandi aziende e produce il meglio d'Occidente, ma una parte sostanziosa degli italiani non ha soldi nelle tasche, e dunque non si può rimandare di disciplinare gli zii che stanno trasferendo altrove tutta l'argenteria di casa.

    E' lo Stato parte neutrale in questa sistuazione? Non credo proprio e questo è il nuovo elemento del marasma che rende più difficile una soluzione ordinaria e pacifica...

    E' inutile aspettarsi miracoli nel risparmio e nei consumi quando i cittadini esauriscono lo stipendio alla terza settimana e quando solo per carburanti ed assicurazioni ci vuole mezzo anno di risorse.

    Grandi teorie, macroeconomia, convegni, conferenze, Reaganomics fasulla in combutta con lobbies e reduplicatori di patrimonio a sfascio dello Stato... ma si dimentica l'essenziale: smetterla di rubare e tartassare - I comandamento del decalogo dell'economia italiana.

    Spero che perlomeno la Confindustria si renda conto di quanto semplice sia in realtà la ricetta della nonna per uscire dal marasma.

  4. #104
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    Predefinito Come complicarsi la vita, di Renato Traquandi

    Ieri sera, la solita, torrida, caldissima, serata di pieno agosto, mi sono concesso una pausa dalla partita olimpica di pallavolo femminile e ho cambiato canale, quello accanto.

    Sullo schermo due piccole cinesine, una pedana di un circo, una esibizione al limite dell’impossibile.

    Le due ragazzine, sedute sul trapezio oscillante, eseguivano il loro numero di equilibrismo in maniera impeccabile e precisa, tenendo in equilibrio sulla fronte due bastoncini, al cui vertice era stato sistemato un vassoio con due bicchieri.

    Al termine, da parte del compiaciuto pubblico, un lungo, fragoroso, convinto applauso ha pagato la fatica e la incommensurabile bravura delle due ragazzine.

    L’esercizio aveva un tale elevato coefficiente di difficoltà che subito mi è venuto in mente quanta grande sia stata la volontà delle due atlete, per arrivare a tanto, quanto l’abnegazione, il tempo dedicato agli allenamenti.

    Quanti esseri umani si complicano l’ esistenza per raggiungere lo scopo che si sono prefissi?.

    Scopi a volte validi, ma non sempre. Dacchè il pressappochismo e il narcisismo umano prendono sovente il sopravvento sull’utilità dell’essere e del dare, dell’avere e del potere, del volere e del sapere.

    Così la tradizione ci ricorda che esiste l’intellettuale che si fa legare alla sedia e lo scienziato che non mangia e non dorme per giungere al culmine dei suoi studi; c’è il filosofo che vive in una botte e quello che trascorre insonne le notti lungo sentieri sconosciuti con una fiaccola stretta nel pugno.

    Ci sono militari in divisa, armati fino ai denti, la mano sulla fondina della grossa pistola; e diplomatici in giacca e gravatta, una piccola valigetta, stretta nel pugno, il braccio lungo il fianco.

    Ultimamente abbiamo visto l’ultima stravaganza, un politico vestito da gelataio, con in testa una bandana piratesca, fatta con il fazzoletto stampato con i simboli dell’irredentismo sardo.

    La vita a volte è monotona, vediamo di complicarla, all’insegna della goliardia più esasperata, come se una risata e un’alzata di spalle bastasse a tenere lontano i problemi, qualunque essi siano.

    Renato Traquandi

    .............................
    tratto dal Gruppo "I Repubblicani"
    http://it.groups.yahoo.com/group/Rep...ni/message/847

  5. #105
    Golia
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    Predefinito Re: Come complicarsi la vita, di Renato Traquandi

    Originally posted by nuvolarossa

    Ultimamente abbiamo visto l’ultima stravaganza, un politico vestito da gelataio, con in testa una bandana piratesca, fatta con il fazzoletto stampato con i simboli dell’irredentismo sardo.

    Renato Traquandi

    Portare la bandana non è affatto stravagante, caro sig. Traquandi. Da sempre la porto anch'io e mi fanno tutti i complimenti.

    Voi comunisti non capite niente di eleganza, basta vedere come si veste il vostro Follini, con quella giacchetta da prima comunione e quelle cravattine multicolori che si comprano alle bancarelle.

    Quelle sono le persone che dovrebbero davvero vergognarsi di apparire in pubblico, non il Presidente del Consiglio universalmente apprezzato per il suo savoir faire.

    A vendere i gelati nei gulag ci vedrei bene lei, sig. "Traquandi". Gelati comunisti per stomaci forti, stomaci capaci di digerire 150 milioni di morti.

  6. #106
    Christianity Under Fire
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    Predefinito La Bandana

    I maggiori capi carismatici hanno dato origine ad un nuovo capo o stile di abbigliamento - era per dire che che chi detiene il potere può riscrivere le convenzioni: pantaloni, tuniche, bandane, come segnare il territorio nel mondo animale degli umori del capobranco.

    Linguaggio e codice raffinato che parla al popolo ed agli alleati - a cui non dispiacerebbe vedere la nuova moda invadere il continente - nel dubbio che si tratti d svilire lo stile latino, strizzare l'occhio a Gheddafi, oppure con o senza numero e ceppo fare l'elogio della propria pazzia e delle altrui prigioni.

  7. #107
    Anita
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    Predefinito e dopo ?

    Il 3D si riferisce al dopo Berlusconi.
    Parlando di Forza Italia il "dopo" significa, secondo me, che quando questo capo carismatico dovesse decidere di dedicarsi allo scopone, o ad altri divertimenti (ma chi glielo ha fatto fare di prendersi tutti questi grattacapi), FI si sciogliera' come neve al sole.
    Tutti i politologi hanno detto ed ancora confermano che FI e' composta da ex-democristiani, ex-socialisti ed ex-repubblicani; lo ha confermato anche Bondi, portavoce di Fi, ieri sera in una intervista, e che ancor oggi e' priva di un collante, che non sono riusciti a costruire fino a ora un senso di appartenenza a un movimento nuovo che possa sopravvivere nel tempo.
    Con le ultime elezioni europee tanti ex-democristiani hanno cominciato a tornare a casa (nell'Udc, che ha aumentato i voti), se sapremo fare questa benedetta aggregazione dei laici per le regionali, cominceranno a ritornare a casa anche tanti repubblicani.
    La nostra storia e' troppo radicata nel tempo perche' si possa pensare che cio' non avvenga.
    Venendo alla bandana mi sembra veramente puerile stare a irridere una persona perche' porta la bandana, se portasse il pizzetto sul mento gli ammalati di berlusconite griderebbero chissa' quale altra cosa.
    Questo modo di delegittimare l'avversario politico mi sembra proprio figlio del qualunquismo piu' becero e non credo che ci sia cura che possa guarire chi, nel centro-sinistra, e' caduto in questa trappola.
    Per quanto tempo ancora questo fattore ics dell'antiberlusconite terra' unita (unita, si fa per dire) questa accozzaglia di strani personaggi ?
    Per quanto tempo ancora riuscira' questa metodologia a nascondere mancanza di idee e programmi ?

  8. #108
    Christianity Under Fire
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    Predefinito Made In Italy

    Il Cavaliere liberissimo di scegliere le bandane che vuole, ma nei panni di Premier avrei preferito che la sua immagine non si allontanasse (classico o casual che si voglia) dall'arte dei nostri stilisti. Non è stato il Premier a fare una gran "lavata di testa" ad una reporter italiana, durante una conferenza all'estero, per questione di abbigliamento?

    Non pretendo che il Premier sia l'incarnazione di Lorenzo De' Medici o del Petrarca, bensì soltanto che agisca in sintonia col made in Italy.

  9. #109
    Garibaldi
    Ospite

    Predefinito Re: Made In Italy

    ...

  10. #110
    Christianity Under Fire
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    Predefinito Capitan Fracassa Style



    Sì, me la ricordo quella di Scalfaro, ma la mia memoria questa volta non fà cilecca:

    http://www.repubblica.it/2003/k/sezi.../venditti.html

    Due pesi e due misure a confermare che la mia teoria non è da scartare: Cesare può cambiare la moda, così come la Costituzione e la Legge.



    I conti tornano con la bandana, di cui forse goliardicamente se ne può fare un nuovo stile italico: quello dell'abbigliamento alla Capitan Fracassa!

 

 
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