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Discussione: Il dopo Berlusconi

  1. #261
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  2. #262
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    Predefinito Re: tratto da IL GIORNALE DI BRESCIA 30 aprile 2005

    Originally posted by nuvolarossa
    Partito unico? C’è chi pensa a un nuovo leader
    Il premier lancia la sua sfida:
    «Chi ci sta ci sta».
    Ma molti nella Cdl sono contrari o rispondono con freddezza

    DAL SENATO FIDUCIA AL BERLUSCONI-BIS

    Il partito unico diventa per Silvio Berlusconi il vessillo della riscossa: «O si fa o si torna al sistema proporzionale». Ma qualcun altro potrebbe essere il candidato premier della Cdl per il 2006



    una federazione del Polo (Fi-An-Udc) alleata con Lega, Nuovo Psi e Repubblicani: è l’ipotesi avanzata da Gasparri.
    Minchia, un bel triciclino Fi-AN-UDC alleato a PSI, Repubblicani e Lega, mica male come idea, l'avete copiata da Prodi, si vede subito.

    Il capo poi chi lo fa?

  3. #263
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    Predefinito tratto da L'OPINIONE 5 maggio 2005

    Il Cavaliere riforma Forza Italia. Biondi: “E’ la strada giusta per rilanciare l’azione politica

    Berlusconi vara l’incompatibilità tra incarichi di partito e di governo

    Chi credeva che il Cavaliere scherzasse si dovrà ricredere. La determinazione a trasformare il centrodestra e perseguire la riorganizzazione della coalizione sotto la forma di partito unico comincia ad apparire sempre più chiara. Prima tappa: Forza Italia.
    Ieri, dopo una serie di incontri, Silvio Berlusconi è passato all’azione. E nel pomeriggio ha rilasciato un comunicato che recitava: “accogliendo le vaste e diffuse richieste da parte degli eletti di Forza Italia e al fine di valorizzare le numerose personalità politiche esistenti nel movimento, ha confermato la regola della incompatibilità fra incarichi di governo e incarichi di partito, sia a livello nazionale che regionale e locale”.
    “Questa regola -continua il comunicato- è rivolta a dare il massimo di spazio, per l'azione politica e organizzativa e per l'elaborazione culturale e programmatica, a tutte le energie disponibili, anche in vista dell'avvio del processo costitutivo del nuovo soggetto politico dell'area moderata e riformista”.
    Una decisione accolta molto positivamente da Alfredo Biondi, vice presidente della Camera e presidente del Consiglio nazionale di Forza Italia.
    “Con la sua decisione di stabilire incompatibilità tra incarichi di partito ed incarichi di governo - ha detto Biondi - il Presidente Berlusconi ha colto uno dei problemi principali ossia quello di attribuire al governo la funzione istituzionale restituendo al partito e alla sua leadership la necessaria disinvoltura operativa, che del resto è ancora più necessaria proprio nella fase in cui s’inizia un nuovo percorso politico volto alla nascita di un’area comune di consenso e anche di struttura nel segno della libertà, dello sviluppo e dell’integrazione tra forze laiche, liberali, cristiano, democratiche, nazionali e sociali. Il progetto è appassionante ed il partito di Forza Italia deve poter svolgere il ruolo essenziale che è stato suo prima nel Polo della Libertà e poi nella Casa delle Libertà.
    Un partito, quello di Forza Italia, che non vive della luce riflessa del governo e che si muove con sue le strutture statutarie e collegiali al fine di crearne nuove e più ampie”. A ruota le dichiarazioni operative del coordinatore del partito Sandro Bondi. “Noi crediamo di mettere al centro del dibattito con i nostri iscritti e i nostri militanti la questione del partito unico, fino a concludersi nella convocazione di un congresso”.
    Intanto anche a Roma, Forza Italia cerca di reagire. Per prepararsi alla sfida del 2006 e punta a riappropriarsi del territorio.
    I vertici azzurri stanno lavorando per l'unità del partito, mettendo a punto le prossime strategie politiche. In primo piano c'è la necessità di recuperare i consensi perduti attraverso un rapporto diretto con la gente.

  4. #264
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    Predefinito tratto da L'OPINIONE 9 maggio 2005

    Pre-tattica per le elezioni del 2006

    Una destra unita senza Berlusconi e la sinistra perderebbe il suo collante

    di Odoardo Reggiani

    Dite quello che volete, ma bisogna riconoscere che il Cav è un vero fenomeno.
    Dieci anni fa, imprenditore di successo qual era, è “sceso nel campo” della politica scardinando in pochi mesi il piano della sinistra, potente e superorganizzata ma sconfitta dalla storia e sepolta dalle macerie del muro di Berlino, piano ben congeniato per la conquista del Palazzo d’Inverno, dopo il micidiale assedio della magistratura militante e il dissolvimento dei cinque partiti che da cinquant’anni l’occupavano. La cavalleria cosacca ha dovuto attendere che il gran ciambellano Oscar Luigi le aprisse i portoni dall’interno prima di abbeverare i propri cavalli in piazza san Pietro. Battuto alle politiche del 1996 pur avendo ottenuto, senza l’apporto della Lega di Bossi all’epoca definita da Massimo D’Alema “una costola della sinistra”, un numero di voti popolari superiore a quelli dell’Ulivo, l’imprenditore Silvio Berlusconi ha attraversato per cinque anni il deserto dell’opposizione ricompattando il fronte anticomunista e sconfiggendo poi in misura clamorosa l’armata dei compagni dopo una serie di vittoriose battaglie intermedie, alle politiche del maggio 2001. Il resto è cronaca. Le difficoltà economiche nelle quali si dibattono tutti i paesi dell’Unione Europea, indipendentemente dal colore dei loro governi, la martellante e incessante campagna antigovernativa orchestrata da quasi tutta la grande stampa, dalle televisioni e dai sindacati, le manifestazioni arcobaleno sparate come missili contro l’alleanza con gli Stati Uniti, l’ostilità dei poteri forti, nostalgici dei bei tempi della concertazione che consentivano di nazionalizzare le perdite e privatizzare i profitti delle grandi imprese ancorché incapaci di affrontare mercati globalizzati e sempre più competitivi, le proteste delle amministrazioni locali costrette a una maggiore oculatezza nelle spese e molte altre complicazioni che sarebbe lungo elencare, hanno frenato lo slancio della coalizione di centrodestra e scatenato la litigiosità degli alleati e costretto il leader a un defatigante lavoro di ricomposizione. Dopo la vittoria alle regionali, l’armata cattocomunista si dice certa di vincere anche le politiche del 2006. I compagni si stanno già spartendo i divani, le poltrone e gli strapuntini dell’ultimo potere che ancora non hanno e pensano di conquistare il governo del Paese. Parlano di fine della parabola berlusconiana; cavalcano la questione Calipari in vista di una ridefinizione della nostra alleanza con gli Stati Uniti e della nostra presenza in Iraq, e via andare.
    Dal canto loro, alcuni inquilini del condominio berlusconiano, temendo lo sfratto, hanno cominciato a lavorare sottobanco (ma non troppo) a un eventuale trasloco nel campo nemico. Obiettivo: galleggiare. È a questo punto che il Cavaliere ha preso tutti in contropiede, avversari e alleati, proponendo la creazione di un nuovo soggetto politico di centrodestra nel quale dovranno confluire i partiti moderati che intendano opporsi al disegno delle sinistre. Chi ci sta, ci sta. Chi non ci sta, corre da solo. Ma non basta. La leadership di questo nuovo soggetto politico che dovrà affrontare Romano Prodi nella sfida decisiva del 2006 potrebbe essere affidata a qualcun altro. Il Cav si farebbe da parte. È bastato questo accenno, badate bene un semplice accenno, per gettare i compagni in preda al panico. E hanno ragione. Senza Berlusconi l’armata rossa verrebbe privata dell’unico collante che la tiene insieme. Senza il Cavaliere l’Unione si dissolverebbe come nebbia al sole. Ve l’immaginate un Monti ministro dell’Economia e un uomo di Bertinotti al Welfare? Un Pecoraro Scanio alle Pari Opportunità e una Rosy Bindi all’Istruzione? Un Diliberto alla Difesa con un D’Alema agli Esteri? E il trotzckista Ferrando capo dei servizi segreti? Un Rutelli a lavorare in coppia con Parisi eccetera? La prospettiva che dal cappello a cilindro del premier esca uno “Zapatero di centrodestra” riaprirebbe poi i giochi all’interno dell’Unione e metterebbe in discussione la candidatura del professor Mortadella. Fassino ne è terrorizzato. E se lo “Zapatero di centrodestra” fosse Casini, cosa potrebbe fare Follini? E se al vertice del nuovo soggetto unitario di centrodestra fosse chiamato Fini, quali obiezioni potrebbero scaturire da An? E se all’Economia, in caso di vittoria, tornasse Giulio Tremonti, non sarebbero forse sventate le perplessità della Lega? E tutto insieme, il centrodestra, non manderebbe volentieri Berlusconi sul Colle togliendoselo dai piedi ma non troppo? Fantapolitica? Può darsi. Ma una cosa è certa: il pallino è ancora saldamente nelle mani di Berlusconi. Al centrodestra non occorre conquistare nuovi elettori; gli basterebbe recuperare una parte dei propri, dispersi nell’astensionismo perché stufi dei bizantinismi della politica. A questi elettori che non voterebbero mai per la sinistra, basta parlare chiaro e forte. E questo Berlusconi lo sa fare benissimo.

  5. #265
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    Predefinito Re: tratto da L'OPINIONE 5 maggio 2005

    Originally posted by nuvolarossa


    Berlusconi vara l’incompatibilità tra incarichi di partito e di governo
    Un enorme ed eroico contributo al rafforzamento dell'antitrust per la difesa della democrazia dai poteri paralleli!

  6. #266
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    Predefinito Re: tratto da L'OPINIONE 9 maggio 2005

    Originally posted by nuvolarossa
    Pre-tattica per le elezioni del 2006


    Infatti: Prendere il Piccione con la fava persa!

  7. #267
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    Predefinito Cosa vuol dire essere "reazionari" ?

    .... ho notato che ci sono persone .... anche qua nel "Forum" ... che stanno appollaiati sullo schienale della sedia come l'avvoltoio di Panariello ... non si espongono quasi mai con delle analisi proprie e con delle proposte proprie ... e poi intervengono solo per vivisezionare interventi altrui ... prendendone brandelli di frasi ed estrapolando da questi fantasie pirandelliane .... e spesso attribuendo cosi' intenzioni opposte a quelle del testo originario ....
    A parte il nichilismo che spesso ammanta questo modo di fare .... a me sembra che sia anche molto "reazionario" .... cioe' stare in stand-bay con i propri neuroni ed attivarli solo per "reagire" alle idee altrui .... tanto per metterle in cattiva luce .... mi sembra proprio un esempio classico di metodo "reazionario" .... a dimostrazione che la ottocentesca divisione tra destra e sinistra e' andata a farsi benedire ...

    http://it.groups.yahoo.com/group/Rep...i/message/3781

  8. #268
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    Predefinito Re: Cosa vuol dire essere "reazionari" ?

    La strategia dell'appollaiamento nel mio caso coincide esattamente con la necessità - direi l'obbligo - di mettersi in stand-by coi neuroni ed il tempo che mi restano.

    Poi mi sembra di aver detto in sostanza quel che penso, ed in mancanza di tempo disponibile o qualcosa di nuovo preferisco fare capolino lo stretto necessario, ma abbastanza per non recidere i legami con l'intelligentsia politica italiana.

    Non è "reazione" ma semplice conseguenza dell'esser diventato testimone dei danni che le ideologie e relativi interessi possono provocare.

    Il neoliberismo poi l'ho conosciuto da vicino - associato ad altre sante forze - e non mi sembra poi tanto un mistero che i conti in sospeso siano diversi.

    L'alibi della libertà e della democrazia nell'agenda del potere economico iperliberale ha finito per spogliarsi fino alle matrici nei pochi neuroni in stand-by che mi sono rimasti.

    "Reazionario" come "laico", "sovietico", "comunista", è un termine ormai riformato e ridefinito nel nuovo vocabolario iperliberale italiano.

    Saluti

  9. #269
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    Predefinito

    David777 ... mi sembra ovvio che il ragionamento non fosse a te rivolto ... tu sei fra quelli che si espone, spesso e volentieri, con ragionamenti propri ... a volte anche con allegata una vasta documentazione ... con te si puo' assentire o dissentire .. ma difficilmente si puo' fare della polemica grezza ...
    Il ragionamento era rivolto ad alcuni del "gruppo" de "I Repubblicani" ... http://it.groups.yahoo.com/group/Rep...i/message/3781 ... dove effettivamente ci sono nichilisti che rispondono alle caratteristiche esposte nel mio ragionamento ... poi l'ho inserito anche qua su questo Forum .... e l'ho inserito in un thred qualunque ... era solo una constatazione ...
    Saltando di palo in frasca .... mi potresti dire che tipo di Governo c'e nella Nazione dove ti trovi ? ... e quali tipi di raffronto si possono fare con la situazione italiana ... sul metodo elettorale, ad esempio, sulla esistenza dei vari filoni di pensiero politico ... etc ... ?

  10. #270
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    Predefinito Saluti da Pneumalandia

    In effetti i miei ultimi interventi sono stati secchi e brevi, per cui l'idea dell'appollaiamento sembrava calzare nel contesto.

    Tipo di governo? Iperliberale ma salvando la faccia: ossia mediando l'interferenza dei maggiori potentati economici, senza che questi debbano spingersi fino al conflitto d'interesse diretto - cosa che quì costerebbe (almeno nell'attuale fase) con certezza una guerra civile.

    E' vero che con vari pretesti molte armi autamatiche sono state dichiarate illegali e convocate dal governo, ma l'indole originaria ed indipendente del popolo è indomita ed immutata, tanto che lo stesso governo liberale deve far ricorso a complessi giri di propaganda per riuscire a depauperare il tradizionale social welfare.

    La strategia è semplice.

    1. Innanzitutto il principio fiscale è transitato dall'idea della proporzionalità commisurata alla ricchezza ed al reddito alla pratica della tassa fissa procapite e dei consumi, con graduale eccezione dei beni di lusso.

    2. I redditi vengono detassati nella misura in cui si elevano, previo l'alibi dell'incentivazione al lavoro ed allo straordinario fino a tarda età.

    3. La tradizionale assistenza o "disoccupazione" viene scoraggiata inflazionandone il relativo ammontare e gradualmente obbligando ad un contraccambio sottopagato.

    4. Il licenziamento "senza giusta causa" si stà facendo strada quale soluzione e prevenzione delle cause di lavoro, nonchè deterrente nei confronti dei comportamenti "sindacali".

    5. Le cause di lavoro finiscono sempre più quale preda di competenza medica e di diagnosi psichiatriche, oppure di avvocati omertosi comunque parte di un network di corruzione al servizio del più forte.

    6. L'Ombudsman non è più giuridicamente "competente" nell'arbitrare le cause di lavoro che coivolgono aziende private o multinazionali.

    7. La Magistratura è sempre più isolata nel reame delle questioni ordinarie della Giustizia, ben lontano dalle vicende che chiamano in causa l'etica del mercato e dei comportameti corporativistici.

    8. I Senior Managers vengono profumatamente remunerati e mandati in pensione con cifre da capogiro, palesemente a causa dei grandi servigi e dell'enorme massa di segreti gestiti nella massima privacy ed "affidabilità": vale a dire il sangue, le lacrime e le ridicole diagnosi medico-psichiatriche delle cause perse o mai seriamente finalizzate di lavoro.

    9. La strategia di boicottaggio sociale e giuridico tende a risparmiare per gradi i più ricchi, influenti ed "autoctoni" a spese dei più deboli e dei nuovi arrivati, senza però arrivare al punto di far mancare il progresso ai primi ed il semplice pane (magari anche un tetto) ai secondi.

    10. Un vero antitrust non c'è ma le multinazionali non sono pronte ad affrontare il popolo, per cui ci si accontenta per il momento di governi indiretti e modesti monopoli, i cui veri abusi vengono esportati presso popoli più "fessi" e meno coesivi.

    Quando infatti andiamo a confrontare le tariffe delle medesime multinazionali in Italia vediamo quanto diverso sia il tasso di panciafichismo tra le due realtà, applicato ad energia, digitale - che quì è e dovrebbe esser gratuito - telefonia, internet, assicurazioni, carburanti.

    Eccezione: Scuola ed Università, le quali come ci ricorda il Premier da noi sono ancora covo comunista.

    Tutto questo naturalmente spiega come mai sono diventato quì "self-supported turista europeo in ostaggio a vita" ed abbia rifiutato sovvenzioni pubbliche che compensino i danni da "neoliberismo" - del quale vedrò (sia quì che in Italia) Dio volendo la fine.

    Saluti da Pneumalandia

 

 
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