



G8, primi scontri tra manifestanti e polizia Tafferugli nella zona di Gleneagles. I no global hanno cercato di sfondare il cordone di protezione attorno alla «zona rossa» STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
Un cordone di polizia all'inizio della zona protetta (Afp)
GLENEAGLES (Scozia) - Le previsioni della vigilia hanno trovato subito conferma nella giornata di apertura del summit degli otto Grandi a Gleneagles, in Scozia. In mattinata si sono verificati i primi scontri tra la polizia e i manifestanti che hanno cercato di violare la cosiddetta «zona rossa», una fascia di sicurezza creata attorno all'area in cui sorge l'hotel a 5 stelle che ospiterà i leader dei Paesi più industrializzati del mondo, che domani e venerdì affronteranno i temi dell'economia globale, degli aiuti alle nazioni sottosviluppate e delle politiche ambientali da attuare su scala planetaria per combattere l'effetto serra e i problemi dovuti alle mutazioni del clima.
GLI SCONTRI - I primi tafferugli si sono registrati sulle strade che portano verso la località scelta per il vertice. Un centinaio di manifestanti, con i volti coperti da fazzoletti e bandane, dopo avere lasciato il campo di Sterling ha fronteggiato i poliziotti che cercavano di impedire loro di valicare la rete di protezione che circonda Gleneagles per una lunghezza complessiva di circa dieci chilometri. C'è stato anche un lancio di oggetti contro gli agenti in tenuta anti-sommossa e due degli attivisti sono stati arrestati. Fermati in questo primo assalto dai poliziotti, i no global si sono sfogati infrangendo i finestrini di alcune vetture parcheggiate nella zona..
IL BLOCCO DEI LEADER - Gli scontri di questa mattina rienttrano nello schema previsto dai manifestanti, che intendono operare un’azione di «blocco» attorno a Gleneages per rendere quanto più difficle possibile l’arrivo dei leader. La polizia per motivi di sicurezza ha deciso di chiudere l'autostrada M9, principale via di accesso a Gleneagles da Edimburgo. Immediate le ripercussioni su tutto il traffico nella zona
L'AZIONE DEI NO GLOBAL - Indymedia annuncia che sono almeno 200 i militanti antiglobalizzazione e anarchici che questa mattina hanno iniziato a cercare di bloccare lo svincolo che collega le strade 9 e M9. l’azione è condotta dal gruppo Rural Convergence Camp e Indymedia parla di «scontri molto violenti con la polizia». Sempre secondo Indymedia nell’operazione di «bloccaggio» dalle prime ore del giorno sono coinvolti da 6000 a 7000 militanti, organizzati in tre gruppi.
06 luglio 2005
Nonostante la mia simpatia per i black block, non penso che queste manifestazioni di violenza siano favorevoli ed utili alla costruzione di un movimento rivoluzionario, o una cosa del genere.
E' come se questi manifestanti uscissero fuori dal nulla, all'improvviso, in ogni occasione di incontro delle alte autorità internazionali. Poi dove sono, cosa fanno? Mi sembra che siano iniziative sbagliate sotto ogni punto di vista sia tattico che strategico.


Ricordati che sono anarchici ed in piu' rispetto all'anarchismo del passato, qui Spartaco mi correggera' se sbaglio, sono intris del tipico nichilismo post moderno:la loro violenza è senza progetto, è fine a se' stessa come il capitalismo nichilista che affrontano.


Sbagli Pietro. Tutti i black block non sono anarchici, e spesso ho sentito questa tua critica in ambienti anarchici.
Il fatto che la violenza sia fine a se stessa non costituisce in sé un motivo per rifiutarla. Se uno ha un lavoro di merda, una vita di merda, è giusto che si prenda la possibilità di sperimentare un altra intensità di vita, e proprio questo la "violenza fine a se stessa" come dici tu puo portargli.
Se esiste il black block, è anche perché la vita capitalista ci impedisce di svolgere nella pratica l'intero ventaglio delle nostre emozione. Come diceva Junger, la sicurezza è il fondamento della vita borghese. Se non c'è la sicurezza non c'è neanche la possibilità per il valore di circolare e di crescere all'infinito. Il black block rappresenta dunque un apertura, purtroppo temporanea, di un spiraglio di indecisione, spiraglio nel quale si scopre che forse non ci vuole tanto per dare alla vita un altro sapore.
Il progetto che manca al black block manca anche a Pietro e ai suoi amici e a tutti noi. Perché questo è un problema che si pone nella teoria, è il black block è la messa in pratica della teoria communista. Il compito che ci incombe a noi che vogliamo la distruzione totale del sistema capitalista è di approfondire nella teoria le ragioni pratiche dell'anticapitalismo. Il black block, anche se incompleto, non fa che rispechiare la necessità di questo dovere di riflessione.
Saluti


Quali giochi si stanno facendo al G8 scozzese. Quanto gli interessi europei sono compresi o calpestati. Quanto saranno importanti in futuro i movimenti delle valute.
Ai primi di luglio Schroder, Putin e Chirac erano a Kalinigrad per formulare una intesa prima del G8. Lo scopo: bilanciare “l’asse Bush-Blair”, in nome di un asse “euroasiatico” contro l'asse “euroatlantico” angloamericano. Potrebbe profilarsi un equilibrio di alleanze piu' chiare tese a formare un blocco degli interessi strategici europei (Francia-Germania-Russia) contro il blocco degli interessi strategici anglo-americani.
L'Europa oggi e' succube delle corporation e della NATO, parla interessi americani ed e' portavoce di una ideologia economico-politico-militare americana. Il neoliberismo ha ceduto il passo all'imperialismo neocon.
La Costituzione bocciata intendeva sancire questa situazione che si intreccia alle 'guerre infinite' per la grandezza americana, ma l'avversione franco-tedesco-spagnola all'invasione irachena non e' stata accompagnata da una valida politica europea verso il medio oriente o in genere verso l'Asia e tantomeno verso la Cina. Da qualunque parte la si guardi, fronte interno o internazionale, questa Europa e' carente e difettata.
Barroso e Blair tentano ora doppi giochi in cui si mostrano come difensori degli interessi europei dall'alto delle loro cariche europee, ma di fatto sono come cavalli di Troia, che intendono assoggettare questo continente ad un neoliberismo all'americana, per interessi che non sono dei popoli europei, secondo una economia dove il concetto di libero mercato c'e' ed e' riconosciuto solo in quanto faccia gli interessi anglo-americani.
Al momento, benefici e strumenti (Wto, Fmi, Banca Mondiale, 850 basi militari nel mondo) di un presunto libero mercato mondiale sono tutti in mano anglofone.
L’Europa dei 25 e' fallita prima di nascere, perche' quelli che l'hanno orchestrata erano e sono finalizzati solo agli interessi delle grandi multinazionali anglo-americane, delle lobbies militari e delle privatizzazioni, che o sono americane o sono europee ma connesse al modello neocon. Se gli USA non riescono a dominare il mondo con le armi, ci riescono pero' benissimo con l'infezione neoliberista.
Gli USA e l'impero delle multinazionali non hanno alcun interesse ad un'Europa libera e forte, emancipata dagli USA, vogliono al contrario un'Europa succube e debole che garantisca la loro posizione dominante.
Eppure l’asse Francia-Germania-Russia potrebbe avere una “massa critica” pari all'intera economia USA, e potrebbe diventare un polo capace di attrarre altri paesi, soprattutto nell’area mediorientale e asiatica, dove la politica Usa e' ormai disprezzata. Il monopolio USA potrebbe lasciare il posto a situazioni di potere molto piu' articolate, tenendo conto anche delle nascenti federazioni o associazioni africane o sudamericane.
A tutto questo dobbiamo aggiungere l'incognita portata dalle valute. I paesi produttori di petrolio, Iran in testa, hanno cominciato a richiedere pagamenti non piu' in dollari, ma in euro! Qualcosa che da' profondamente noia agli interessi americani che hanno inteso piegare l'economia del mondo al dollaro. L'America di Bush e' ormai il paese piu' indebitato del mondo e si e' inimicato un miliardo di islamici, e' odiata profondamente da tutte le popolazioni dell'America latina, dell'Africa e dell'Asia. La sua propaganda e' talmente divaricata rispetto alla brutalita' dei fatti che sta mostrando ormai la corda. L'arroganza di Bush non riuscira' a salvarlo. Oltre a cio' la Cina sta avanzando nel panorama delle risorse energetiche e sta acquistando compagnie petrolifere americane o giacimenti di gas africani. Presto anche questo nuovo interlocutore economico portera' a sconvolgenti cambi nel quadro del potere sul mondo.
Gli economisti stanno ormai fiutando il prossimo enorme crak finanziario statunitense.
Ringrazio l'amico Paolo de Gregorio di questa citazione come di altre considerazioni:
Wells Mandeville (“Il crollo economico 2006-2007”)“L'euro ha l’appoggio di mezzo miliardo di persone ed e' di gran lunga il piu' grande blocco economico di risorse, di industrie, di manodopera e di persone istruite del mondo. Messe assieme la potenza europea e quella russa superano quella statunitense. Un paese come l’Iran potrebbe rendersi facilmente conto in ogni momento che vale la pena “affidare” il petrolio al valore dell’euro in modo da poter costruire le sue “riserve” bancarie in una valuta, l’euro, che aumenta di valore, invece di mantenere i dollari che si deprimono. Succedera' presto. L’Iran ha già convertito le sue riserve di valuta estera in euro. Mentre il dollaro precipiterà, l’euro andra' a gonfie vele e l’economia americana sara' gravemente colpita”
Ecco perche' gli anglo-americani sono cosi' impegnati a condizionare la politica europea.
In Italia ridcole frattaglie.
L'attuale governo italiano purtroppo ha scelto la linea bushiana, mettendoci tutti contro il possibile blocco europeo e facendo di noi degli antieuropeisti a oltranza. Della sinistra europea non sentiamo mai la voce a Strasburgo e la sinistra italiana e' disomogenea e confusa, incapace di formulare linee proprie a carattere nazionale o internazionale. Su Prodi abbiamo ogni ragione per nutrire dei dubbi, visto anche che il suo comportamento alla presidenza europea non ha portato a remore ne' al predominio delle corporazioni, ne' all'avanzata delle privatizzazioni, ne' all'egemonia americana. Il gioco politico-economico non puo' piu' essere di campanile o di enclave. Il leghismo non e' fenomeno solo padano ma connotazione politica italiana, di questi partiti incapaci di pensare a largo raggio e legati a piccoli interessi di territorio o a privilegi di èlite. O ognuno precisa le sue aspirazioni e lotte a livello europeo e dunque planetario o costoro diventeranno se non gia' sono tutti obsoleti. Questa ristrettezza di competenze e esposizioni sta nuocendo ormai gravamente a tutta la politica italiana. Si pensa in piccolo perche' si e' piccoli.
Quanto sia importante l'euro nel gioco delle valute mondiali e degli equilibri internazionali qualcuno dovrebbe capirlo e spiegarlo anche a gente come i leghisti, che non fanno solo chiassate ma economia, visto che sono nei gangli direttivi del paese per volonta' di Berlusconi, il quale, non avendo altre promesse da fare agli Italiani, preannuncia che la sua campagna elettorale vertera' “proprio” sull'attacco all'euro/Prodi. Quindi, rigettando il truce Calderoli e le sue sparate da osteria, obbiamo capire qualcosa anche di valuta per fare prevenzione politica. Ma l'avversione al 'pensiero piccolo' deve coinvolgere tutti i partiti.
E speriamo che questo bell'intento della Cdl di buttarsi sul ritorno all’euro sia ritirato perche' precipiterebbe il nostro paese in un marasma di discorsi da neandertahl. Poiche’ dobbiamo votare e dobbiamo subire i diktat di questi criminali, ognuno di noi ha il DIRITTO-DOVERE di occuparsi di economia!
Per intanto i ministri Maroni (Lavoro) e Castelli (giustizia) si sono gia' detti concordi con gli stolti Salvini-Calderoli-Speroni e la loro indegna pagliacciata, il che mostra in che melma sia caduto il governo italiano. Di Tremonti gia’ sappiamo. E se Berlusconi in economia avesse voluto far del bene al paese avrebbe tenuto Monti e non Brunetta!
Nel momento stesso in cui egli riafferma, col suo cenino coi leghisti, l’indegno patto elettorale che ha portato a tutta una politica economica conforme al basso livello della Padania, la Lega, forte dell’appoggio del cavaliere, si permette questa orrenda chiassata, piu’ conforme a un’osteria alticcia che a un parlamento europeo.
Certo che ogni persona che usi la testa lo capisce benissimo quanto sia importante un’Europa forte, contro un Berlusconi piegato a 90° verso Bush e che persegue la politica delle privatizzazioni, delle cartolarizzazioni e delle alleanze militari sciagurate. Ma il neoliberismo di Barroso e Blair ci lasciano poche speranze, perche’ mettersi contro gli USA non dovrebbe significare perseguire una politica neoliberista concorrenziale o collusa, ma innovare con una politica economica finalmente meno neoliberista e alternativa, nell'interesse dei popoli.
E’ indubbio che su certi punti l’asse franco-tedesca potrebbe concordare con Putin (vedi Kioto) e sfidare gli USA con nuovi schieramenti, come sta facendo Blair sul clima (minacciando: “Potremmo metterci in sette contro uno!”), anche se un accordo con l’antidemocratico Putin appare alquanto agghiacciante.
La forza dell’euro e l’enormita’ del deficit USA lasciano intravedere possibilita’ sconvolgenti.
Ma se l’Europa non cambia i suioi precetti economici, non si emancipa dal petrolio con energie alternative e non trova rapporti economici col Terzo Mondo diversi da: multinazionali, sfruttamento indiscriminato e sussidi interni piu’ dazi esterni, la vedo brutta. Prevarra’ ancora una volta la tesi del libero mercato che ci penalizza favorendo i grandi organismi internazionali, la NATO e i neocon bushiani.
Fu allucinante il tentativo di Bush di mettere l’Europa sotto scudo spaziale “per il nostro bene” “per difendere la povera Europa dalla minaccia terroristica”, dunque:
- immersi in un libero mercato inteso all’americana, -organizzati da organismi internazionali capeggiati da americani, -legati mani e piedi al dollaro americano -e anche difesi da uno scudo spaziale americano. Piu’ schiavi di cosi’….! senza contare l’enorme business per la lobbie delle armi, naturalmente americana, che lo scudo spaziale avrebbe comportato. Veramente un affare per noi europei !!
E anche l’immensita’ del mondo islamico e’ una variabile inquietante, che il nostro dissennato premier si e’ preso il lusso di rendersi nemica.
Molto interessante il riferimento alla debolezza del dollaro. Non solo il deficit USA e’ stratosferico, ma la valuta americana e’ nelle mani di paesi che possono diventare molto pericolosi per l’America stessa. Si profila all’orizzonte una crisi al cui confronto Wall Street sara’ una bazzecola. La Cina e il resto dei paesi asiatici possiedono tonnellate di dollari, con i quali possono ricattare gli USA come e quando vogliono. Se questi signori decidessero di vendere i loro dollari e comprare altre monete, quello che potrebbe succedere sarebbe distruttivo per l’America e renderebbe questi G8 veramente ridicoli, piu' di quantonon siano gia' adesso.
Il solo Giappone possiede 820,5 mld di dollari americani);
la Cina (642,6 mld);
Taiwan (246,6 mld);
la Corea del Sud (201,3 mld);
Hong Kong (123,9 mld);
Singapore (112,5 mld).
L’est asiatico possiede l’America per almeno 1.326,9 miliardi di euro.
Che il mondo ancor oggi sia considerato solo un club governato da otto paesi (tra cui addirittura l’Italia) e’ grottesco. Che otto capetti (tra cui ridicolmente Berlusconi) possano riunirsi per la trentesima volta, sentendosi i capi incontrastati del mondo invitando “come ospite esterno” (bonta’ loro) la Cina e’ impossibile da credere!! Un miliardo e trecento mila persone! E che si permettano di non invitare e di ignorare i rappresentanti di un’America del Sud (400 milioni di persone), un’Asia (2 miliardi), un’India (un miliardo), un’Africa (1 miliardo) e’ demoniaco! Possono davvero costoro sentirsi i capi del pianeta senza sentire tutti gli altri?
La Cina sara’ ospite!?! Bonta' loro! Un miliardo e trecento milioni di abitanti! Una potenza che sta cambiando i giochi mondiali! Ci si rende conto?! Sara’ solo ospite, per il momento, quella che sta per diventare la prima potenza del pianeta!?! No, i nemici non sono i poveri no global. Otto uomini contro il mondo. Otto divisi tra loro in due blocchi nemici, ostili l'uno all'altro, con alcuni di loro che stanno coi piedi in due staffe o che tradiscono il loro mandato. La Cina. L'Africa. L'India. Ancora per una volta spodestate. Miliardi di poveri che avanzano. No, i nemici non sono davvero quei cento deficienti che bastonano le auto della polizia a Gleneagles!
E’ diventato un po’ asfittico e obsoleto questo G8.
Un vero summit mondiale, un summit legittimo, dovrebbe comprendere rappresentanti non solo dell’Occidente ma di Cina, India, Africa, Asia, America del Sud.. e immaginate chi finirebbe agli ultimi posti, fuori per sempre? senza la sue corna, le sue pagliacciate, i suoi pizzicotti ai ministri stranieri, le sue battutine sconce...
Di fronte a questo scenario turpe, criminale, ambiguio dove ognuno e' nemico di tutti e otto uomini senza progetti
contano le perdite future, le future incalcolabili miserie, incapaci di ideare mondo nuovo... diventa assolutamente macabra l'abituale parificazione dei black bloch coi no global, questa propaganda fascista ignobile, che devia ogni riflettore dei grandi disastri internazionale e dell'insufficiente prosopopea di otto arroganti capi di stato su cento farabutti guastatori che danneggiano cose pubbliche e private, in modi che vengono mostrati in dettaglio martellante a tutto il mondo. Dopo cui la polizia decide di vietare la manifestazione dei no global che invece era organizzata e gia’ limitata strettamente a sole 5.000 persone. O forse no, non si sa. Chi ci avrebbe guadagnato dall’uso di questi deficienti? Chi puo’ davvero pensare che milioni di persone che vengono da ogni parte del mondo per manifestare legittime richieste rovinino tutto il loro lavoro mandando avanti cento imbecilli? Chi puo' pensare che le auto della polizia prese a randellate siano il vero clou di quanto sta avvenendo? Chi puo’ veramente credere questo? Soltanto un deficiente o un fazioso. Se non si riesce nemmeno a fare questa differenza, tra un piccolo branco di teste di c. e una maggioranza di persone che protestano ‘a livello mondiale’, contro una gigantesca manovra politico-economica di abusi e arrogananza...non ho parole.
E’ il ripetersi di quello che e’ avvenuto a Genova. Il tentativo di demonizzare un movimento ‘mondiale’, riducendolo alle cazzate di una manica di deficienti. Il tentativo di focalizzare l'opinione pubblica su questi episodi minimali lasciandola ignara delle alte e sciagurate manovre che si stanno intessendo ai danni del mondo. Il gioco e’ talmente scoperto e volgare che fa persin ribrezzo.
E, come a Genova, la polizia inglese ha tolto dalle proprie divise le matricole di riconoscimento! Il che non e' il miglior attestato per una democrazia. Per quanto, noi crediamo che sara' evitata in Scozia, per interessi di immagine di Blair, la turpitudine scagliata a Genova dalla polizia fascista aizzata da Fini. In fondo Blair alla faccia ci tiene. Mentre il nostro premier ci tiene solo al lifting.


Ha ha ha chi è quel povero stupido che ha scritto queste cazzate? Il suo articolo traspira il conformismo della sinistra "come si deve", quella sinistra che ti porta se fai il bravo nei circoli della finanza, dove dopo incontri i "grandi" di questo mondo con i quali condividi le stesse idee.
La verità è che nel movimento NoGlobal solo il black block, appunto, si discosta del pensiero unico. Il pensiero unico è il dogma democratico spinto nelle sue ultime consequenze, e cioè che l'individuo puo fare la sua parte morale (e soltanto morale) nella mercificazione del mondo. Insomma si vuol far credere che concedendo alla sacro-santa società civile un apparenza di riconoscimento, il mondo si incamminera verso un altro futuro più bello.
Ma queste sono stupidaggine, le solite menzogne di una sinistra che ha venduto l'anima al l'economicismo. In realta l'evolgersi del mondo verso la dittatura della merce sul destino degli uomini schiaccera senza scrupoli le idee generose dei "gentili" Noglobal. Questi sono la buona coscienza del mondialismo, la sua facciata morale e la sua garanzia democratica. Il black block, al contrario, non fa altro che smentire questa mistificazione, portando la contradizione sul terreno della pratica. Ma credo che prima di distruggere l'impero del Capitale si dovra distruggere l'impero ideologico della sinistra ben-pensante, e qui non basteranno le pietre.