AdR tra dimissioni e turbolenze tra soci
Le dimissioni di Paolo Savona da vicepresidente di Aeroporti di Roma arrivano in un momento delicato per la compagine che cinque anni fa rilevò la società nella privatizzazione: la scadenza del lock up, il vincolo a non vendere dei soci che acquisirono il 51%, attraverso Leonardo.
Dal primo agosto ognuno sarà libero di vendere, salvo prelazione dei partner. Cesare Romiti, che in origine controllava il 53% di Leonardo attraverso Gemina (42%) e Impregilo (11%), dice da tempo di voler crescere.
Ma queste aspirazioni sono contraddette dallo stop al piano che avrebbe dovuto portare entro il 2004 la quota del patron dell’As Roma, Franco Sensi (16% di Leonardo), sotto pressione per i debiti della Magica, nell’orbita Gemina.
Stop causato dai brutti conti di Impregilo, sulla quale la presa di Romiti si è allentata con l’arrivo di nuovi soci, tra cui i Benetton, pretendenti ad AdR.
Poi c'è la Falck (31 % di Leonardo), insoddisfatta per l‘esuberanza della famiglia Romiti e per il rendimento del capitale.
Una verfica dei difficili rapporti tra i soci di AdR si avrà con la scelta del successore di Savona, dimessosi per collaborare con il ministro delle Politiche coinunitarie Giorgio La Malfa. La casella spetterebbe a Romiti (un candidato c’è, il figlio Pier Giorgio), ma da un mese è vuota. E la turbolenza potrebbe investire anche l’a.d., Francesco Di Giovanni.
Il Sole 24 Ore. 13-07-2005




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