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Risultati da 151 a 160 di 235

Discussione: chi è sto pazzo?

  1. #151
    Hanno assassinato Calipari
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    In origine postato da Ferruccio
    No ! Grazie ai vari Turati, Treves, Meda etc.etc.

    Mussolini era un gigante qielli invece delle nullita' !
    Si, ha solo rovinato l'Italia... un grande c.

  2. #152
    Guido Keller
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    In origine postato da yurj
    Si, ha solo rovinato l'Italia... un grande c.
    si....è vero...se ha permesso che negli seguenti nascesse gente come te, ha proprio rovinato l'italia.
    irrimediabilmente purtroppo.

  3. #153
    Evoliano di sinistra
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    Prossimo al nulla, laggiu' nell'abisso io conduco da solo la mia lotta.......In ogni caso nessun rimorso
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    In origine postato da yurj
    Come fai a quotare "eguaglitarismo comunista" e poi uno che dice che fascismo e comunismo posso convivere?

    Fa un quadretto di follia pura. Tra l'altro il comunismo è il massimo dell'aspirazione individuale, la totale liberazione, come può essere "eguaglitarismo"???

    Fortuna che siete gli "esperti"
    Le tue avventate parole confermano quanto detto prima comunismo = altra faccia del liberalcapitalismo.............

  4. #154
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    In origine postato da yurj
    Si, ha solo rovinato l'Italia... un grande c.

    VERISSIMO UN GRANDE C..............CAPO !

  5. #155
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    In origine postato da fabiosko
    Su questo yuri ha ragione fascismo e comunismo sono imparagonabili....Il comunismo altro non e' l'altra faccia del liberal-capitalismo avendo la stessa matrice borghese e materialista........Il Fascismo che e' figlio di una visione del mondo tradizionale che si perpetra nella storia dei popoli indoeuropei, rifacendosi a valori eroici, spirituali ed antimaterialistici nega alla radice l'individualismo liberale e l'ipocrita egualitarismo comunista...
    Nella "tradizione" che è poi una trasfigurazione del mondo medievale, e nella versione di Evola dell'alchimia "spirituale", non c'è posto ne per la Patria ne per il "popolo".
    Eppure il fascismo volle dirsi nazionalista e popolare. "Il Popolo d'Italia" era il giornale dell'Italia "proletaria e fascista"
    Il patriottismo nasce durante le grandi rivoluzioni diella seconda metà del settecento: quella americana e quella francese. La testa del Re doveva cadere, perchè il Re non può essere patriota diceva Saint Just.
    E' singolare poi che durante il fascismo si desse la caccia alle parole straniere e poi si preferisse la francesissima parola nazione (dal francese Nation, il paese, il villaggio in cui si è nati) alla latina Patria (terra dei padri). Ma sulla Enciclopedia treccani si spiega poi il perchè: la Patria puzza di giacobinismo.
    Ma fino alla rivoluzione francese questi termini per la verità poco usati avevano a che fare con i luoghi di cui si era originari e non avevano il senso che oggi gli diamo.
    La Patria è un concetto democratico, che presume l'esistenza del "citoyen", del cittadino cosciente e non del suddito, dell'uguale tra gli uguali: così nella tradizione giacobina.
    Il Re poteva avere possedimenti su cui non tramontava mai il sole, il Re non era legato alla Patria, aveva solo dei sudditi, i nobili difendevano solo i loro ristretti interessi non il sacro suolo della patria anzi marciavano in testa agli eserciti invasori. L'esercito degli straccioni vinse a Valmy al grido di "Vive la Nation" difendendo il sacro suolo della Patria.
    La "tradizione" è il Trono e l'Altare. Ciò che i giacobini avevano fatto saltare erano la monarchia universalista nella tradizione di Carlomagno e il papato universalista.
    La "tradizione" nei paesi arabi èl'universalista "Umma" e non il nazionalismo arabo di Nasser (che per altro aveva fatto parte, come quasi tutti gli ufficiali ribelli egiziani, del Partito Comunista)) o il socialismo mazziniano del cristiano Michel Aflat fondatore del Baath.
    Quello di cui si parla a destra è una tradizione trasfigurata o come direbbe Hobsbawn dell'invenzione della tradizione. Quella per cui gli scozzezi portano il kilt e suonano la zampogna sebbene le due cose non abbiano nulla a che vedere con i popoli celtici (infatti furono introdotti all fine del settecento nei reggimenti scozzesi di sua maestà).
    I maggiori rappresentati della "tradizione" in Italia penso che siano il Mago Otelma e Vanna Marchi in fin dei conti fanno gli stregoni!!!

  6. #156
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    Senza contare che il Mago Otelma e Vanna Marchi hanno anche altri legami con la "tradizione" della destra italiota. Sono cialtroni, impuffatori, e evasori fiscali. Nano Pleto Docet!!!!!!

  7. #157
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    Scusate NANO PELATO DOCET!!!

  8. #158
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    Vorrei una risposta a due domande da parte di chi si dice fascista.
    1) Come mai alla prima reazione popolare contro i fascisti da parte degli Arditi del Popolo ( per usare le parole di D'Annunzio quando gli inermi furono armati) le squadre di Italo Balbo si diedero ingloriosamente alla fuga (vedi Parma).
    2) Vi risulta che gli agrari emiliani finanziassero il fascismo ( e magari anche gli ebrei di Ferrara che forse non erano propriamente di razza ariana). Gente molto "spiritualista" si intende mentre voi siete al massimo spirtosi.

  9. #159
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    In origine postato da Red Shadow
    Nella "tradizione" che è poi una trasfigurazione del mondo medievale, e nella versione di Evola dell'alchimia "spirituale", non c'è posto ne per la Patria ne per il "popolo".
    Eppure il fascismo volle dirsi nazionalista e popolare. "Il Popolo d'Italia" era il giornale dell'Italia "proletaria e fascista"
    Il patriottismo nasce durante le grandi rivoluzioni diella seconda metà del settecento: quella americana e quella francese. La testa del Re doveva cadere, perchè il Re non può essere patriota diceva Saint Just.
    E' singolare poi che durante il fascismo si desse la caccia alle parole straniere e poi si preferisse la francesissima parola nazione (dal francese Nation, il paese, il villaggio in cui si è nati) alla latina Patria (terra dei padri). Ma sulla Enciclopedia treccani si spiega poi il perchè: la Patria puzza di giacobinismo.
    Ma fino alla rivoluzione francese questi termini per la verità poco usati avevano a che fare con i luoghi di cui si era originari e non avevano il senso che oggi gli diamo.
    La Patria è un concetto democratico, che presume l'esistenza del "citoyen", del cittadino cosciente e non del suddito, dell'uguale tra gli uguali: così nella tradizione giacobina.
    Il Re poteva avere possedimenti su cui non tramontava mai il sole, il Re non era legato alla Patria, aveva solo dei sudditi, i nobili difendevano solo i loro ristretti interessi non il sacro suolo della patria anzi marciavano in testa agli eserciti invasori. L'esercito degli straccioni vinse a Valmy al grido di "Vive la Nation" difendendo il sacro suolo della Patria.
    La "tradizione" è il Trono e l'Altare. Ciò che i giacobini avevano fatto saltare erano la monarchia universalista nella tradizione di Carlomagno e il papato universalista.
    La "tradizione" nei paesi arabi èl'universalista "Umma" e non il nazionalismo arabo di Nasser (che per altro aveva fatto parte, come quasi tutti gli ufficiali ribelli egiziani, del Partito Comunista)) o il socialismo mazziniano del cristiano Michel Aflat fondatore del Baath.
    Quello di cui si parla a destra è una tradizione trasfigurata o come direbbe Hobsbawn dell'invenzione della tradizione. Quella per cui gli scozzezi portano il kilt e suonano la zampogna sebbene le due cose non abbiano nulla a che vedere con i popoli celtici (infatti furono introdotti all fine del settecento nei reggimenti scozzesi di sua maestà).
    I maggiori rappresentati della "tradizione" in Italia penso che siano il Mago Otelma e Vanna Marchi in fin dei conti fanno gli stregoni!!!
    Il POPOLO D'ITALIA ERA il " quotidiano dei lavoratori e dei produttori "

  10. #160
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    In origine postato da Red Shadow
    Nella "tradizione" che è poi una trasfigurazione del mondo medievale, e nella versione di Evola dell'alchimia "spirituale", non c'è posto ne per la Patria ne per il "popolo".
    Eppure il fascismo volle dirsi nazionalista e popolare. "Il Popolo d'Italia" era il giornale dell'Italia "proletaria e fascista"
    Il patriottismo nasce durante le grandi rivoluzioni diella seconda metà del settecento: quella americana e quella francese. La testa del Re doveva cadere, perchè il Re non può essere patriota diceva Saint Just.
    E' singolare poi che durante il fascismo si desse la caccia alle parole straniere e poi si preferisse la francesissima parola nazione (dal francese Nation, il paese, il villaggio in cui si è nati) alla latina Patria (terra dei padri). Ma sulla Enciclopedia treccani si spiega poi il perchè: la Patria puzza di giacobinismo.
    Ma fino alla rivoluzione francese questi termini per la verità poco usati avevano a che fare con i luoghi di cui si era originari e non avevano il senso che oggi gli diamo.
    La Patria è un concetto democratico, che presume l'esistenza del "citoyen", del cittadino cosciente e non del suddito, dell'uguale tra gli uguali: così nella tradizione giacobina.
    Il Re poteva avere possedimenti su cui non tramontava mai il sole, il Re non era legato alla Patria, aveva solo dei sudditi, i nobili difendevano solo i loro ristretti interessi non il sacro suolo della patria anzi marciavano in testa agli eserciti invasori. L'esercito degli straccioni vinse a Valmy al grido di "Vive la Nation" difendendo il sacro suolo della Patria.
    La "tradizione" è il Trono e l'Altare. Ciò che i giacobini avevano fatto saltare erano la monarchia universalista nella tradizione di Carlomagno e il papato universalista.
    La "tradizione" nei paesi arabi èl'universalista "Umma" e non il nazionalismo arabo di Nasser (che per altro aveva fatto parte, come quasi tutti gli ufficiali ribelli egiziani, del Partito Comunista)) o il socialismo mazziniano del cristiano Michel Aflat fondatore del Baath.
    Quello di cui si parla a destra è una tradizione trasfigurata o come direbbe Hobsbawn dell'invenzione della tradizione. Quella per cui gli scozzezi portano il kilt e suonano la zampogna sebbene le due cose non abbiano nulla a che vedere con i popoli celtici (infatti furono introdotti all fine del settecento nei reggimenti scozzesi di sua maestà).
    I maggiori rappresentati della "tradizione" in Italia penso che siano il Mago Otelma e Vanna Marchi in fin dei conti fanno gli stregoni!!!
    Il POPOLO D'ITALIA ERA il " quotidiano dei lavoratori e dei produttori "

 

 
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