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Dall'Asinara Cutolo chiede la grazia a Ciampi
L'ex boss sta scontando tre ergastoli: «Sono stanco e malato»

Napoli - Capo storico della camorra, in carcere per scontare tre condanne all'ergastolo più un'altra non ancora definitiva, il 64enne Raffaele Cutolo ha chiesto la grazia al presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.
«Sono stanco e malato, vorrei finire gli ultimi anni della mia vita a casa» scrive il boss al Capo dello Stato. «Finalmente si è deciso» commenta la moglie di Cutolo, Immacolata Iacone, che annuncia di volersi recare dall'avvocato per sostenere con una documentazione legale la richiesta del marito.

Dopo il primo arresto, nel 1963 per una questione di donne, Cutolo diede il via a una carriera criminale che lo portò al vertice della Nuova Camorra Organizzata, in lotta con i clan rivali della Nuova Famiglia, in anni di omicidi e misteri come il caso Cirillo. Interrogato dai magistrati di tutta Italia su casi scottanti come Moro, Italicus, Calvi e Tortora, Cutolo è anche evaso una volta dal manicomio di Aversa e ha continuato ad esercitare il suo predominio anche dalla galera, almeno fino a quando non è stato rinchiuso all'Asinara in regime di 41 bis, il carcere duro riservato ai mafiosi. Non ha mai collaborato con la giustizia e da 12 anni si trova praticamente in isolamento.
Secco il commento di Mario Iervolino, sindaco di Ottaviano, paese natale del boss: «Le istituzioni non possono lasciarsi condizionare dai sentimenti ma devono valutare i fatti: anche nel caso di Cutolo dev'essere così. La grazia va concessa solo dopo attente valutazioni e dopo aver sentito il parere di medici, psicologi, magistrati».
In paese i commenti degli anziani alla notizia danno l'idea di quanto ancora il timore - e in certi casi il “rispetto” - per il boss sia ancora diffuso.

In tanti vorrebbero che la grazia fosse concessa, «anche per Immacolata». «Il professore deve uscire» dicono in dialetto alcune persone ferme davanti ai bar del corso cittadino, ma ben pochi vogliono commentare la notizia: «Che problema c'è? - affermano alcuni anziani - Ormai non può più fare del male a nessuno. Le cose sono cambiate, ed il professore vuole
solo tornare a casa da sua moglie. Ha già pagato per tutto quello che ha fatto, ha scontato tanti anni di prigione».
Le donne, invece, pensano ad Immacolata, al suo amore per quell'uomo che ha terrorizzato tutta l'area del vesuviano e poi ha chiesto di poter diventare padre proprio quando ha conosciuto la Iacone.

«Ha sbagliato è vero - affermano alcune donne all'uscita dei supermercati - ma ora potrebbero almeno fargli vivere un carcere meno duro: potrebbero farlo avvicinare alla moglie. Potrebbe essere trasferito più vicino a casa, in modo da vedere più spesso i familiari. E' anche lui un essere umano, ed ha chiesto perdono a Dio per tutto quello che ha fatto».
Ma non tutti sono d'accordo: «La giustizia deve fare tutto il suo corso - sostiene Raffaele - io studio giurisprudenza e credo in certi valori: penso che Cutolo debba scontare tutti gli anni di galera cui è stato condannato, altrimenti la giustizia non avrebbe senso. Sarebbe facile, dopo essere stato coinvolto in tanti fatti di sangue, sfuggire alle proprie responsabilità semplicemente chiedendo la grazia. Chi sbaglia paga, è la legge».

Tra i beni sequestrati a Cutolo - che ha alle spalle una lunghissima storia processuale fatta di appelli e ricorsi - figura anche il castello di Ottaviano, una costruzione del XVI secolo con 56 stanze e un parco di 13mila metri quadrati, confiscato al boss nel 1981.