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Risultati da 11 a 18 di 18
  1. #11
    Tremendo
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    Predefinito Re: Vedute lontane ...

    Originally posted by Jackal
    Sbaglia, amante delle strips and stars, nazisti, comunisti e is-
    lamici NON hanno bisogno di "chiudere i conti" con gli Juden,
    preferiscono riaprirli e poi chiuderli con gli USA-UK che ammaz
    zano e rubano a man bassa da un secolo. Ora basta, Jackal
    Quando non ci sarà più una superpotenza come l'america l'europa che mai è stata unita crollerà e verrà annientata dai maomao-islamikaze, dai russi e dai cinesi, in nome del buonismo e del pacifismo....a senso unico.

  2. #12
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    Predefinito Re: Vedute lontane ...

    Originally posted by Jackal
    Sbaglia, amante delle strips and stars, nazisti, comunisti e is-
    lamici NON hanno bisogno di "chiudere i conti" con gli Juden,
    preferiscono riaprirli e poi chiuderli con gli USA-UK che ammaz
    zano e rubano a man bassa da un secolo. Ora basta, Jackal
    Ma per nazisti, comunisti e islamici, USA e GB sono marionette degli ebrei. Per cui eliminato il burattinaio i burattini diventano innocui.
    Al centro del mirino ci sono sempre gli ebrei, che vanno trasformati in emissioni vietate dalla Legge Sirchia.
    Gli altri invece si possono "rieducare" (leggi: ridurre in schiavitù).
    Prova a chiederlo a Nietsche.

  3. #13
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    Predefinito Re: Re: Vedute lontane ...

    Originally posted by Tremendo
    Quando non ci sarà più una superpotenza come l'america l'europa che mai è stata unita crollerà e verrà annientata dai maomao-islamikaze, dai russi e dai cinesi, in nome del buonismo e del pacifismo....a senso unico.
    Temo che il rischio sia terribile e concreto

  4. #14
    Tremendo
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Vedute lontane ...

    Originally posted by lovecraft
    Temo che il rischio sia terribile e concreto
    Nazisti e comunisti, islamikaze sono dei perdenti da sempre, perderanno anche questa volta te l'assicuro, ci saranno molte perdite ma la pulizia di questa feccia sarà totale questa volta.

  5. #15
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    Predefinito

    L'occupazione tranquilla
    di Ran HaCohen
    parte prima

    Qual e' la prima immagine che il termine "occupazione" suscita nella nostra mente? Probabilmente un tipo di estrema violenza condotta contro i civili: fuoco letale nel mezzo di una città, bambini terrorizzati in pigiama che osservano soldati armati rovistare le loro case, un elicottero che spara missili nel centro di Gaza. Tutte queste scene di violenza avvengono, ma non danno un'immagine adeguata di ciò che e' realmente l'occupazione.

    Pochissime persone capiscono che Israele ha trasformato la vita nei territori occupati (esclusa quella dei coloni israeliani) in una miseria totale senza alcun bisogno di sparare un solo proiettile. Un'occhiata unica, incommensurabile, nei meccanismi che formano questa occupazione "tranquilla", di solito nascosta dietro la cortina fumogena delle violenze, e' data dal primo rapporto annuale che il gruppo israeliano per la difesa dei diritti umani, Machsom Watch, ha presentato a Tel Aviv la settimana scorsa, nel corso di una conferenza stampa.

    I CHECKPOINT DELLA CISGIORDANIA: PER COMINCIARE

    Machsom - in ebraico "blocco stradale" - sta per l'intero arsenale di ostacoli sparsi in tutti i territori occupati: blocchi stradali temporanei o permanenti, checkpoint o strade chiuse mediante pesanti massi di cemento, cancelli nel Muro, trincee, montagne di terreno, torrette di osservazione. Il fatto meno conosciuto ma più significativo di questi vari ostacoli fisici e' che quasi tutti non sono "checkpoint di frontiera" collocati tra Israele ed i territori occupati, ma sono posti ENTRO i territori occupati e minano qualsiasi spostamento dei palestinesi da una città o villaggio all'altro.

    Negli ultimi quattro anni - i segni erano già chiarissimi all'inizio del 2002 - Israele ha reso dipendente dal permesso israeliano qualsiasi spostamento di palestinesi. Incredibile ma vero: un palestinese che voglia uscire (o rientrare) dal suo villaggio, città, periferia o da una sezione di villaggio arbitrariamente tagliata fuori, deve ottenere un permesso israeliano in anticipo e mostrarlo a tutti i checkpoint. Non puoi lavorare, fare compere, andare a scuola, far visita a parenti o amici, andare in ospedale se prima non attraversi diversi checkpoint israeliani.

    I numeri sono terrificanti. L'Ufficio ONU per il Coordinamento degli Affari Umani (OCHA) ha contato, nel novembre 2004, non meno di 719 ostacoli fisici in tutta la Cisgiordania. Machsom Watch riporta che meno di 70 di essi sono stati rimossi nel recente periodo di "calma", alcuni solo per essere rimpiazzati dal Muro, che progredisce rapidamente. Un generale dell'esercito ha dichiarato che i 25 checkpoint centrali sotto il suo comando abbisognano di circa 1000 soldati, e, nei periodi di allerta speciale, vengono impiegati fino a 5000 militari (Ha'aretz, 22 luglio 2003); non c'e' da meravigliarsi che i checkpoint siano costantemente affollati, con file interminabili.

    Dunque, nessuno degli oltre due milioni di palestinesi di Cisgiordania vive a più di un paio di miglia di distanza da un blocco stradale o un checkpoint. Una breve corsa in Cisgiordania ti farebbe imbattere inevitabilmente in molti checkpoint israeliani, alcuni di essi a cinque minuti di distanza dall'altro. Ti senti fortunato per averne attraversato uno? Il prossimo e' a pochi minuti, dove dovrai ricominciare tutto daccapo.

    I checkpoint sono chiusi durante le festività israeliane, ebraiche, musulmane ed altre e nelle occasioni pubbliche, paralizzando in tal modo la vita economica e sociale palestinese. Machsom Watch riporta che

    "Da marzo a maggio [2004], e' stata imposta una chiusura che include l'accerchiamento completo di molte aree della Cisgiordania. La chiusura e' cominciata nella festività di Pasqua, e' continuata senza interruzioni fino al Giorno dell'Indipendenza (molte settimane dopo) e da allora fino al referendum del partito Likud, per essere finalmente alleggerita dopo i giochi playoff del Final Four".

    UNA PARENTESI PERSONALE

    Quando avevo 18 anni, cominciai l'addestramento militare con un'unità israeliana nota per la sua ferocia. L'aspetto più difficile dei 100 giorni che trascorsi lì, all'inizio del 1983, non furono le difficoltà fisiche: esse erano un pezzo di torta paragonate allo stress permanente della politica sistematica ed intenzionale di tenere le nuove reclute in uno stato di completa incertezza. Non avevamo idea di cosa sarebbe accaduto tra pochi minuti - se saremmo andati a lezione, se avremmo avuto degli esercizi fisici, un pasto o trasportati presso una base remota. Venivamo spediti a letto tardi, di notte, per essere svegliati mezz'ora dopo; un weekend di riposo a casa veniva annunciato e smentito molte volte fino al venerdì pomeriggio; e militari individuali venivano puniti per le ragioni più incomprensibili. Come in seguito ci disse il mio ufficiale, l'idea era di "spezzarci come civili e formarci come soldati". La prima parte, almeno, fu ottenuta con successo: l'insopportabile stress causò severi danni mentali a molti di noi, come shock, identificazione con l'aggressore o sindrome post-traumatica.

    Neanche lo staff di comando fu risparmiato: molti anni dopo, l'ufficiale che ho appena citato emigrò negli Stati Uniti, fu "adottato" da una ricca coppia di anziani ebrei-americani, incantati dall'integerrimo combattente israeliano, e si trova ora in carcere, condannato all'ergastolo per averli uccisi entrambi, sperando di ereditare la loro ricchezza.

    ATTRAVERSO IL CHECKPOINT

    Gli attivisti di Machsom Watch dicono di aver visto l'idea che e' dietro la politica dei checkpoint scritta su un documento militare: Mantenere la popolazione palestinese sotto incertezza permanente. Dunque si tratta dello stesso principio usato per "spezzare" le reclute durante l'addestramento iniziale applicato ad un'intera popolazione, bambini ed adulti, donne e uomini, vecchi e malati. I checkpoint sono il cuore di questa politica.

    Nel momento in cui intraprendi un viaggio attraverso la Cisgiordania, non sei più padrone del tuo tempo. Non sai se ce la farai, né quanto tempo ti ci vorrà. A causa dei "checkpoint a sorpresa" e dei checkpoint aperti solo in determinate ore, non sai neppure in quanti checkpoint ti imbatterai. Qualsiasi checkpoint può essere chiuso a qualsiasi ora, senza alcun avvertimento né indicazioni su quando e se riaprirà. Puoi attraversare tre checkpoint sulla tua strada ed essere fermato al quarto. Attraversarne uno può richiedere pochi minuti o molte ore, a causa di file non prevedibili. L'esercito può anche improvvisamente imporre il famigerato "Stop a tutte le procedure" - un congelamento totale dei movimenti che dura diverse ore ogni volta.

    DETENZIONE

    Anche quando un checkpoint e' aperto, gli individui sono esposti ad arbitri ed incertezze estremi. Possedere un permesso e' condizione necessaria - ma non sufficiente - per attraversare il checkpoint. Con un impercettibile gesto del suo dito, un soldatino 19enne può decidere che i tuoi documenti necessitano di essere "ispezionati", e ti blocca. Tale detenzione può durare 20 minuti; ma può durare anche diverse ore, durante le quali devi aspettare nel Jora senza tetto ("buco", in arabo, "buco di scarico" in ebraico), dove ti verrà ordinato di restare in piedi, o di sedere a terra con la faccia contro la parete. Se sei un guidatore di pullman, tutti i tuoi passeggeri dovranno aspettare assieme a te. I tuoi documenti possono essere inviati all'ispezione immediatamente, ma possono anche essere trattenuti fino ad accumulare altri 20-30 documenti simili. Quando ritornano con un OK, puoi procedere; alcuni documenti, tuttavia, vengono smarriti durante il procedimento.

    Chi viene fermato? Ecco alcune risposte raccolte dagli attivisti di Machsom Watch, che hanno intervistato i soldati ai checkpoint: "Chiunque sembri stressato" (e chi non lo sarebbe, sotto queste circostanze?); "Ogni nono uomo"; "Chiunque si chiami Mohammed"; "Chiunque voglia passare attraverso il mio checkpoint". L'arbitrio incarnato. Molti militari si riferiscono all'arresto ai checkpoint come ad una sorta di punizione o "misura educativa", ed ordinano persino agli incaricati: "Trattieni questo tizio per molto tempo".

    TEMPO INGLESE

    Dietro questo sistema vi e' una miriade di esseri umani con storie talvolta molto commoventi - il paziente di reni arrestato, lo studente percosso. Alcune di queste storie possono essere classificate come veri e propri abusi. L'efficienza israeliana nel trasformare in un inferno la vita dei palestinesi sparisce allorché si debbano investigare questi crimini: di 100 casi inviati da Machsom Watch nel 2004 a diversi uffici statali e militari, l'87% e' stato ignorato o insufficientemente trattato. Due anni fa, l'esercito ha ammesso che di 1.200 "inchieste" per abusi ai checkpoint, solo 18 avevano condotto ad investigazioni militari; il resto - il 98,5% - era stato completamente rimosso (Ha'aretz, 22 luglio 2003).

    Ma e' importante che i casi di abuso non distraggano dalla "normale" routine: la vita quotidiana dei palestinesi e' insopportabile anche in ciò che gli attivisti di Machsom Watch definiscono "il tempo inglese", cioè una giornata usuale senza alcun evento eccezionale. Se deve essere cercata la radice della frustrazione, della disperazione e della violenza dei palestinesi - definitela "terrorismo", se vi piace - il sistema dei checkpoint e' un luogo eccellente per cominciare.
    Ibrahim

  6. #16
    Tremendo
    Ospite

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    anche oggi gli amici islamici hanno festeggiato con fuochi d'artificio, solo 100 dei loro fratelli sono morti,...................... in nome di allah.


    IRAQ: SALE IL BILANCIO DELLA STRAGE ALLA MOSCHEA, QUASI CENTO MORTI

    BAGHDADA - E' di quasi cento morti il bilancio dell'attentato suicida che ieri sera ha insanguinato la piazza centrale di Mussayeb, una cittadina a sud di Baghdad, mentre continuano gli attacchi che solo questa mattina hanno provocato la morte di altre otto persone, sei delle quali agenti.

    Le fonti ospedaliere hanno fissato per ora il bilancio dell'esplosione di a 98 morti e 75 feriti, 19 dei quali in gravi condizioni. Si tratta soprattutto di persone rimaste ustionate nel rogo divampato quando un attentatore suicida alla guida di un camion cisterna pieno di gas si è fatto esplodere ieri sera sulla piazza centrale della cittadina.

    L'opera di identificazione è resa estremamente difficile perché i corpi sono in gran parte calcinati e questa mattina sul luogo dell'attentato ci sono almeno una trentina di auto completamente carbonizzate, mentre appaiono devastati una quarantina di negozi e la moschea sciita che ospitava anche un ufficio del leader sciita radicale Moqtada Sadr. Un uomo, Mohsen Jassim, ha raccontato di essere corso sulla piazza per cercare suo figlio, un ragazzo di 18 anni, e di aver trovato solo la testa, ma non il corpo.

    Secondo una ricostruzione della polizia l'autista del camion cisterna ha chiesto ad un posto di blocco della polizia di entrare nella zona controllata per fare inversione e tornare indietro. Gli agenti hanno acconsentito. Ma arrivato sul posto si è fatto esplodere. Ieri sera al Qaida ha rivendicato la strage preannunciando nuove violenze.

    Il parlamento di Baghdad ha deciso oggi che a mezzogiorno di mercoledì in tutto il paese verranno osservati tre minuti di silenzio in memoria delle vittime dell'attentato suicida di ieri sera e di quello che quattro giorni fa colpì nel mucchio durante una distribuzione di caramelle ai bambini di Baghdad al Jadida da parte dei soldati americani.

    L'attentato di ieri sera è stato il più sanguinoso dalla formazione del nuovo governo iracheno nell'aprile scorso dalla caduta di Saddam Hussein, ma solo da venerdì scorso si sono succeduti una ventina di attacchi suicidi con un bilancio di oltre centocinquanta morti e trecento feriti.

    Questa mattina ci sono stati altri quattro attentati, tre dei quali suicidi. Il primo è avvenuto a est di Baghdad con tre morti e 14 feriti e il secondo a sud con un morto e tre feriti. Il terzo attacco suicida è stato compiuto davanti ad un ufficio elettorale a Kan, a sudest di Baghdad, dove sono morti tre agenti e dieci civili sono rimasti feriti. Inoltre un civile é morto ed un altro è rimasto ferito dall'esplosione di un'autobomba a sud della capitale sulla strada per Mahmudiayah.

  7. #17
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    Bestie.
    Non hanno rispetto dei loro confratelli, figurarsi che rispetto possono avere di noi.

  8. #18
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    Predefinito

    Originally posted by Nietzsche56
    ... che foste gente ignobile era chiaro anche senza questi ultimi posts..
    Detto da un nazista poi.....

 

 
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