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Discussione: Libri di Storia

  1. #181
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    Paul Frolich, Rudolf Lindau, Albert Schreiner, Jakob Walcher


    RIVOLUZIONE E CONTRORIVOLUZIONE IN GERMANIA 1918-1920


    Pantarei





    Rivoluzione e controrivoluzione in Germania 1918 -1920 costituisce il seguito dell’opera di Paul Frölich pubblicata nel 1995 _ all’esordio dell’attività editoriale di Pantarei _ col titolo Guerra e politica in Germania 1914 -1918.
    Si tratta infatti di una ricostruzione degli avvenimenti tedeschi del cruciale biennio postbellico, realizzata con straordinaria ampiezza di documentazione e ricchezza di particolari, per la prima volta messa a disposizione del lettore di lingua italiana.
    È un materiale prezioso, non solo perché fornisce un indubbio contributo storiografico ma anche perché stimola una riflessione politica di notevole spessore.

  2. #182
    SENATORE di POL
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    LA RIVOLUZIONE RUSSA.
    e la *tragedia russa* - un esame critico



    Rosa Luxemburg





    Massari






    "La socialdemocrazia ha certo da sempre rifiutato il terrore come atto individuale, ma solo perché gli contrappone come mezzo più efficace la lotta delle masse, non perché gli anteponga la sopportazione passiva del dominio della violenza reazionaria." (da La tragedia russa, settembre 1918) "La libertà solo per i seguaci del governo, solo per i membri di un partito - per numerosi che possano essere - non è libertà. La libertà è sempre unicamente la libertà di chi la pensa diversamente. Non per fanatismo di "giustizia", ma perché tutto ciò che di educativo, salutare e purificatore deriva dalla libertà politica, dipende da questa condizione, e perde ogni efficacia quando "libertà" si fa privilegio." (da La Rivoluzione russa ottobre 1918)

  3. #183
    memoria storica di PoL
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    Talking ... letteratura per chi è di intelligenza 'assai superiore alla media'...

    In origine postato da Pieffebi

    David D. Guttenplan

    Processo all'Olocausto


    TEA






    L'11 gennaio 2000, di fronte alla Royal Court di Londra, inizia il processo che vede protagonisti lo storico revisionista David Irving contro la ricercatrice americana Deborah Lipstadt, accusata di averlo calunniato. La causa si trasforma presto in un processo sul genocidio. L'intento di Irving è di dimostrare l'impossibilità di affermare con certezza che l'olocausto sia effettivamente avvenuto e di negare l'intenzionalità del genocidio; così, il processo si sposta a un altro livello e i giudici devono affrontare un'analisi quasi filologica delle fonti e delle interpretazioni revisioniste per arrivare a negarle.


    cari amici
    il Comandante Fecia di Cossato si scusa dell'intromissione, ma è necessario da parte mia spendere qualche parola per far comprendere al gentile lettore il tenore di certa 'letteratura' perchè egli sia in grado di valutare se l'impegno finanziario per il suo acquisto sia o no giustificato. Tra le questioni sollevate al processo di cui si parla nel libro, una mi è parsa assai 'singolare' e voglio farne partecipe il gentile lettore. Ad un certo punto David Irving solleva il problema del combustibile che sarebbe stato necessario per procedere nel campi di Auschwitz alla cremazione di 1.000 ebrei al giorno [tale deve essere stato il 'tasso di sterminio' per giustificare un milione di ebrei morti nei tre anni di attività del campo...]. Il concetto espresso da Irving è di una evidenza addirittura elementare: se per cremare un cadavere occorrono 30 chili di cocke, la necessità quotidiana è pari a 30 tonnellate di cocke, vale a dire 10 volte la capienza dei depositi esistenti nel campo. La questione desta naturalmente l'attenzione e ci si attende che il 'perito' della difesa [l'ebreo Van Pelt...] obietti alle 'argomentazioni' di Irving dimostrandone la totale inconsistenza. La cosa però non avviene nel corso di quella udienza e neppure nelle udienze succesive. Solo nell'arringa finale della difesa, senza quindi che Irving potesse più prendere la parola, l'avvocato della Lipstadt dà lettura della 'perizia' che dovrebbe 'demolire' le 'tesi' di Irving. Essendo il suo contenuto un poco... come dire... 'incredibile' lo riporto tale e quale come riprodotto nel testo citato alle pagine 195-196...



    Ad onor del vero non osiamo certo avanzare 'obiezioni' alla validità tecnica di questa 'perizia', anche perchè la cosa, oggi come oggi, comportebbe il non trascurabile rischio di passare il resto dei giorni in galera con l'accusa di essere 'antisemita'. Certo non possiamo fare a meno di domandarci il notivo per il quale i nazisti, possedendo l'esclusiva di un 'combustibile' di così elevato potere calorico [le temperature richieste nel forno crematorio erano dell'ordine dei 1.000 gradi centigradi, superiori anche alla temperatura di combustione del gasolio...] e di così basso costo come quello costituito dalla 'ciccia' degli ebrei non lo abbiano utilizzato nelle locomotive, per il riscaldamento e per l'industria degli armamenti il luogo dei preziosi e introvabili cocke, gasolio e benzina...

    Boh!... misteri della storia del III° Reich...



    ---------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  4. #184
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    Mino Monicelli

    L'Ultrasinistra in Italia




    Laterza





    Dalla *contestazione studentesca* del Sessantotto al movimento dei *non garantiti*; un ricostruzione complessiva della vicenda dell'ultrasinistra italiana sessantottina e post-sessantottina fino al sequestro di Aldo Moro.

  5. #185
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    L' internazionale socialista dalla Comune a Lenin


    Georges Haupt


    Einaudi



    Haupt affronta la storia dell'Internazionale Socialista con grande competenza, eaminandone compiutamente le maggiori problematiche e indagando con approccio scientifico le ragioni dello sviluppo e della crisi finale.

  6. #186
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    Storia dell'Inghilterra. Da Cesare ai giorni nostri


    Kenneth O. Morgan (a cura di)


    Bompiani






    Il carattere particolare, anzi unico del popolo britannico, da lungo tempo è riconosciuto sia dagli osservatori stranieri, sia dagli studiosi anglosassoni. Scopo di questo volume è individuare ed esporre le componenti principali della storia britannica, dall'epoca romana al tardo XX secolo. Non è analizzato solo il proteiforme concetto di "carattere nazionale", che è difficile da definire anche prendendo in considerazione i soli inglesi, e pressocché impossibile considerando le tradizioni particolari di gallesi, scozzesi e irlandesi. Il volume si propone piuttosto di mettere a fuoco i molti tratti politici, sociali, economici, religiosi, intellettuali e culturali delle isole britanniche, come sono andati rivelandosi a successive generazioni.

  7. #187
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    Gli accordi di pace dopo la Grande guerra (1919-1925)


    Erik Goldstein



    Il Mulino







    Nel gennaio del 1919 i vincitori della Grande guerra (leader politici, diplomatici, militari, funzionari governativi) si riunirono a Parigi con lo scopo dichiarato di costruire un accordo di pace duraturo e gettare le basi di un nuovo ordine per l'Europa. A questo primo grande incontro diplomatico ne fecero seguito altri, fino alla conferenza di Locarno del '25, destinati a riorganizzare radicalmente l'assetto internazionale. Questo volume racconta come si giunse a quegli accordi, ne delinea i contenuti e mostra come essi non si limitarono a decidere le questioni dei confini e delle riparazioni di guerra, ma segnarono la nascita delle moderne organizzazioni internazionali, l'avvio della limitazione degli armamenti, l'istituzione di una Corte internazionale di giustizia, la definizione dei principi base dei processi per crimini di guerra. Su questo sfondo l'autore coglie con chiarezza l'origine di alcune linee di frattura con cui il sistema internazionale continua tuttora a confrontarsi.

    Erik Goldstein insegna Relazioni internazionali nella Boston University.

  8. #188
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    STORIA DELLA GERMANIA. Dal Medioevo alla caduta del Muro


    Raymond Poidevin, Sylvain Schirmann



    Bompiani







    Situata geograficamente nel cuore dell'Europa, la Germania rappresenta un capitolo essenziale della storia del mondo occidentale. Paese per sua stessa natura frammentato nel territorio e, si può dire da sempre, alla ricerca di un principio che giustificasse e rendesse conto dell'unità nazionale, la Germania ha seguito un percorso storico e politico, fino alla riunificazione, del tutto particolare rispetto a quello di qualunque altro paese europeo. Paradossalmente, proprio il particolarismo e la suddivisione in numerose entità sovrane, protratti a lungo nel tempo, hanno reso più pressante la spinta interna del popolo tedesco a costituirsi in un'unica nazione. Crocevia di civiltà, la Germania ha un carattere ricco e composito.

  9. #189
    Giuro di essere fedele al Re!
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    IL PRINCIPE STRATEGA RIFIUTATO DA LUIGI XIV

    Luigi XIV dovette pentirsi di aver negato al giovane Principe Eugenio di Savoia, nato a Parigi, di entrare nei ranghi dell’armata francese, aggiungendo che non gli avrebbe affidato nemmeno una compagnia di quaranta uomini. Uno dei maggiori geni militari di tutti i tempi venne giudicato in questo modo.
    Eugenio non si scoraggiò, si rivolse agli Asburgo, diventando il vero depositario della tradizione militare imperiale.
    A Zenta, battè i turchi, affrontati anche in seguito, sventando i piani della Sublime Porta nell’area danubiana e contro la stessa Vienna. Durante la guerra di successione spagnola, prevalse sui Marescialli francesi Catinat, Villeroy, Vendôme: insieme col Duca di Marlborough (antenato di Winston Churchill), vinse nelle decisive battaglie di Blenheim, Audenarde e di Malplaquet, una delle più sanguinose del XVIII secolo.
    Al nome di Eugenio di Savoia è legata anche la battaglia di Torino (che vide il sacrificio consapevole di Pietro Micca) dopo un assedio, da parte dei francesi, sostenuto da Vittorio Amedeo II di Savoia: in quella occasione, i due cugini unirono le loro forze e, in segno di ringraziamento, venne edificata la Basilica di Superga.

    Tutta questa trama è narrata da Franz Herre con lo stile di un romanzo: ma tutto è storicamente, rigorosamente vero: insomma, una biografia esemplare. Singolare figura, quella del Principe stratega, che si firmava «Eugenio von Savoye». Scrive l’autore: «Un nome proprio italiano e uno francese uniti dalla congiunzione von, quindi con una triade linguistica con la quale Eugenio sintetizzava il triplice carattere europeo della propria natura».
    Proprio per questo, si tratta di un personaggio «conteso»: ciò è tanto vero che, nei due conflitti mondiali, austriaci, tedeschi, italiani hanno battezzato «Prinz Eugen » e «Eugenio di Savoia» corazzate e incrociatori delle rispettive Marine.

    A rigor di logica, il principe fu soprattutto un condottiero imperiale: la statua equestre in Piazza degli Eroi, a Vienna, reca la scritta: «Al glorioso vincitore dei nemici dell’Austria». L’uomo d’arme era però intimamente uomo di pace e come tale agì da statista, manovrando le Cancellerie come gli eserciti. Eugenio, come in seguito il Duca di Wellington, il vincitore di Waterloo, era dell’avviso che la più grande tragedia, dopo una battaglia perduta, fosse una battaglia vinta.

    Franz Herre: «Eugenio di Savoia», Garzanti, 340 pagine, 12 euro.
    Carlo De Risio
    (da: “il Tempo”, 7 luglio 2005)

  10. #190
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    I figli della libertà.
    Alle origini della democrazia americana




    Gordon S. Wood


    Giunti






    Unendo alla narrazione storica una suggestiva descrizione del paesaggio sociale, questo libro analizza le ragioni per cui la rivoluzione americana fu la più radicale tra quelle dell'età moderna. Non si trattò infatti solo di un movimento a difesa dei diritti dei coloni contro l'arroganza della corona inglese. La rivoluzione che condusse all'indipendenza degli Stati Uniti fu molto di più: un poderoso sconvolgimento che scosse dalle fondamenta l'ordinamento coloniale dell'America settecentesca. Gli ideali repubblicani trovarono piena attuazione in un progetto di società e di stato che cancellò, al contrario di quanto accadde in Francia, ogni ipotesi di restaurazione del passato.

 

 
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