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Discussione: Libri di Storia

  1. #51
    SENATORE di POL
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    Giuseppe PARLATO

    La Sinistra Fascista
    storia di un progetto mancato


    Il Mulino




    il volume al centro


    L'anima rivoluzionaria del fascismo, dallo squadrismo agli anni Settanta.

    Accreditato studioso del sindacalismo fascista, Giuseppe Parlato con questo volume offre un cospicuo contributo originale alla conoscenza della più inquieta fra le diverse e non di rado conflittuali anime del fascismo: la cosiddetta sinistra fascista. L'originalità della prospettiva risiede non solo nel portare in luce e analizzare i tratti salienti del mosaico di idee, valori e umori che ne costituisce l'identità, ma anche nel seguire il "fiume carsico" della sinistra fascista oltre la fine del Ventennio, nella ricollocazione dei suoi uomini nelle organizzazioni sindacali e politiche del dopoguerra, nel persistere d'una linea di "sinistra nazionale" fin dentro gli anni Settanta. Dopo un'introduzione che fa il punto sulle conoscenze attuali circa il fascismo di sinistra, Parlato ne studia gli aspetti caratterizzanti: non si può in questo caso parlare di un'ideologia, quanto di una serie di valori e atteggiamenti comuni: un forte spirito antiborghese e anticapitalistico, un'idea della politica come rivoluzione, l'obiettivo di una democrazia popolare totalitaria di radice rousseauiana. L'ascendenza della sinistra fascista risiede nel sindacalismo rivoluzionario d'anteguerra, e il suo habitat d'elezione sono le strutture sindacali e le organizzazioni giovanili universitarie. Con la seconda guerra mondiale i fascisti di sinistra scelsero spesso sponde opposte: alcuni mantennero fedeltà al proprio essere fascisti e rimasero a sostenere la sinistra nazionale fino agli anni Settanta; altri mantennero fedeltà al proprio essere rivoluzionari ed entrarono nel partito comunista, dove occuparono anche posti di prestigio.

    http://web.tiscalinet.it/mediazionep...etti/par01.htm

  2. #52
    SENATORE di POL
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    Sarah Morgan

    RAPPRESAGLIE DOPO LA RESISTENZA
    L’eccidio di Schio tra guerra civile e guerra fredda





    Bruno Mondadori



    La notte del 6 luglio 1945 un gruppo di partigiani irrompe nel carcere di Schio aprendo il fuoco sui “fascisti” lì rinchiusi e uccidendo 54 persone tra uomini e donne.
    Per comprendere più diffusamente questo episodio e per valutare il suo significato storico e le sue implicazioni etiche è necessario esaminare criticamente i miti e le forme della Resistenza entro cui esso si iscrive. Particolare attenzione viene dedicata al ruolo svolto dal Partito comunista italiano nella costruzione del mito della Resistenza durante i primi anni della guerra fredda, quando l’interpretazione delle vicende storiche avveniva in chiave politica. Partendo dalla ricostruzione di questo avvenimento viene data voce ai diversi punti di vista sulla legittimità del ricorso alla violenza durante la Resistenza.
    Nell’ultima parte del volume l’autrice ritorna sull’eccidio di Schio e, attraverso numerose fonti orali, esplora le complesse dinamiche di questo episodio finora sottaciute.

    INDICE

    1. L’eccidio di Schio: la Resistenza sotto processo
    2. La criminalità negli anni immediatamente successivi alla guerra
    3. Una Resistenza redentrice
    4. Il Pci e la memoria collettiva
    5. Mito e memoria locale: la stratificazione dei ricordi
    6. Ritorno a Schio: una nuova lettura dell’eccidio
    7. Conclusione

  3. #53
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    Marco Fossati

    TERRORISMO E TERRORISTI


    Bruno Mondadori





    Mai come oggi il terrorismo ha avuto tanti praticanti eppure nessuno è disposto a chiamare se stesso terrorista. Questo è il nome che si riserva al nemico. Anche in passato gesti analoghi sono stati giudicati imprese patriottiche, crimini terroristici o legittimi atti di autodifesa secondo chi fosse a compierli e chi a scriverne la storia.
    Ma, se un attacco terroristico è un crimine, se ne può dare una definizione che consenta di riconoscerlo indipendentemente dal soggetto che lo compie? Uno sguardo alla storia di questo fenomeno e alle riflessioni teoriche che ha prodotto, anche attraverso una ricca antologia di testi, è indispensabile per cercare una risposta.

    Con testi di: Flavio Giuseppe, Marco Polo, Lewis, Morgan, Giovanni di Salisbury, Robespierre, Enzensberger, Bakunin, Mazzini, Lenin, Lussu, Longo, Morris, Basso, Moravia, Klein, Sofri, Rossanda, Trombadori, Gruppi, Netanyahu, Chomsky, Avnely, Ferrajoli, Etienne, Peres, Darwish, Le Carré, Al Farabi, Atran, Gordon, Grossman, Brown, Dershowitz, Panebianco, Zolo, Cassese.

    INDICE

    Premessa
    Introduzione. Che cosa è il "terrorismo"?
    1. Terroristi prima del terrorismo
    2. Dal Terrore al terrorismo
    3. Terrorismo e guerra partigiana
    4. Il terrorismo e la sinistra europea negli anni settanta
    5. Terrorismo e controterrorismo oggi
    6. Terrorismo e Diritto

  4. #54
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    Robert O. Paxton

    Vichy
    1940-1944 Il regime del disonore


    Il Saggiatore





    "Le testimonianze documentarie mostrano che il governo di Vichy cercò attivamente di andare oltre l’accordo di armistizio per stabilire una volontaria ‘collaborazione’ all’interno di un’Europa hitleriana.”

    La storia della Francia presenta un capitolo oscuro: gli anni di Vichy. Dopo la disfatta del 1940, il paese si divide in due: a nord il territorio occupato dai tedeschi, a sud lo stato collaborazionista e reazionario creato dal maresciallo Pétain, che ha come capitale la città famosa per le sue terme. A lungo i francesi hanno creduto che quello di Vichy fosse un governo fantoccio dei nazisti e che non fosse direttamente responsabile delle atrocità commesse, come la persecuzione degli ebrei. Robert Paxton dimostra invece la forte autonomia del regime e il suo vasto consenso presso la popolazione. Scritto dal massimo esperto mondiale in materia, e basato su una ricchissima documentazione, Vichy è il libro che ha scosso la coscienza dei francesi e ha cambiato il modo di vedere un importante capitolo della storia contemporanea.

  5. #55
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    Behemoth. Struttura e pratica del nazionalsocialismo

    Franz Neumann



    Bruno Mondadori





    L’aspetto più originale di questo libro, che viene riproposto in una nuova edizione completamente riveduta dopo molti anni di assenza dalle librerie, consiste nel tentativo costante dell’autore di rapportare le istituzioni politiche sotto il nazismo al processo di organizzazione della vita economica. Neumann prende in considerazione tutti gli aspetti della struttura della società tedesca: dal problema dello Stato e delle istituzioni a quello dell’industria pubblica e privata, a quello della burocrazia. Ne risulta il quadro di uno Stato la cui funzione fu, fra le altre, quella di sopprimere le libertà politiche e di spogliare i lavoratori di qualsiasi diritto, organizzandone il consenso intorno al razzismo imperialista tipico del nazionalsocialismo.
    Sotto questo profilo il libro si distacca dai molti studi sul nazismo che ne analizzano i fattori ideologici o le strutture genericamente totalitarie.
    Behemoth, il mostro biblico che dovrebbe apparire prima della fine del mondo e portarvi un regime di terrore, e poi essere distrutto, viene paragonato al nazismo in quanto non-Stato, caos, anarchia, il cui scopo è di soffocare i diritti e la dignità dell’uomo.

    INDICE

    Introduzione di Enzo Collotti
    I. La struttura politica del nazionalsocialismo
    1. Lo Stato totalitario
    2. La rivolta del partito e lo stato “movimento”
    3. Il capo carismatico nello Stato guida
    4. La razza, fonte del carisma
    5. Il “grossdeutsche Reich”. Lo spazio vitale e la dottrina Monroe tedesca
    6. La teoria dell’imperialismo razziale
    II. L’economia monopolistica totalitaria
    1. Una economia senza scienza economica?
    2. L’organizzazione dell’industria
    3. L’economia monopolistica
    4. L’economia di comando
    III. La nuova società
    1. La classe dirigente
    2. Le classi subalterne
    3. Behemoth

  6. #56
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    Zygmunt Bauman, U. Herbert, C. Pavone, T. Todorov, V. Zaslavsky, N. Ochotin, N. Petrov, A. Paczkowski, A. Brossat, Mariuccia Salvati, Valerio Marchetti, Francesco M. Cataluccio, Enzo Traverso, Marcello Flores, David Bidussa, M. Bettini, S. Lukes

    a cura di Marcello Flores

    NAZISMO, FASCISMO, COMUNISMO
    Totalitarismi a confronto



    Bruno Mondadori








    Questo libro si fonda sulla comparazione tra le esperienze del nazismo, del fascismo e del comunismo sovietico, con contributi che ne mettono a fuoco i caratteri essenziali e gli aspetti nuovi emersi dagli studi più recenti e che rivisitano la categoria di totalitarismo e la sua utilità alla luce di un confronto tra sistemi, politiche, strutture, premesse e risultati. Il volume si presenta come una messa a punto su una delle grandi questioni di questo secolo, intrecciando saggi di carattere più prettamente storiografico con riflessioni di tipo filosofico scritti da studiosi italiani, francesi, russi, tedeschi, inglesi e polacchi.

    INDICE

    Introduzione di Marcello Flores
    1.I campi: Oriente, Occidente, Modernità (Z. Bauman)
    2.Nazismo e stalinismo: possibilità e limiti di un confronto (U. Herbert)
    3.Fascismo e dittature: problemi di una definizione (C. Pavone)
    4.Utilità di un concetto (T. Todorov)
    5.L’esperienza sovietica (V. Zaslavsky)
    6.La memoria del gulag (N. Ochotin)
    7.Il cechista e il secondino: due diversi destini (N. Petrov)
    8. Apparati di sicurezza, stampa, sistema di terrore: Polonia 1944-1956 (A. Paczkowski)
    9. Il posto del sopravvissuto (A. Brossat)
    10. Hannah Arendt e la storia del Novecento (M. Salvati)
    11. Resistenza ebraica, antisemitismo, totalitarismo (V. Marchetti)
    12. Lager e gulag in Primo Levi (F.M. Cataluccio)
    13. La singolarità storica di Auschwitz: problemi e derive di un dibattito (E. Traverso)
    14.Tra dissidenza e complicità: l’ambiguità delle avanguardie (M. Flores)
    15. La mentalità totalitaria tra archeologia e genealogia (D. Bidussa)
    16. Le parole dell’autorità e la costruzione linguistica del leader (M. Bettini)
    17. Potere e complicità (S. Lukes)

  7. #57
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    Mussolini Giornalista

    (a cura di Renzo De Felice )


    Rizzoli




    Si può discutere in eterno su Mussolini: su come sia pervenuto al potere, sulla sua politica, sulla sua ingenuità, sulla sua follia. Una cosa è però indiscutibile: egli fu uno dei più grandi giornalisti del suo tempo e il primo a servirsi della stampa come un'arma di propaganda micidiale. In questo volume, l'ultima opera curata da Renzo De Felice, potremo vedere Mussolini, direttore di due giornali, preparare la sua ascesa al potere, passare dal socialismo all'interventismo, scatenare le camicie nere, esaltare le masse. Il suo fiuto per la notizia, il saperla raccontare (anche distorcendola), l'attaccare gli avversari e il non concedere loro tregua. Con una prefazione di Indro Montanelli.

  8. #58
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    STORIA DELLA DEPORTAZIONE DALL'ITALIA 1943-45.
    Militari, ebrei e politici nei lager del Terzo Reich


    Giuseppe Mayda



    Bollati Boringhieri





    Non esisteva fino ad oggi un profilo, documentato e aggiornato sul piano bibliografico, di una pagina come questa fra le più cruente della nostra storia nazionale: la deportazione nel 194345 di oltre un milione di italiani – ebrei, zingari, politici e militari – nei lager del Terzo Reich. Nel suo lavoro Mayda, ripercorrendo le vicende della deportazione, sottolinea il ruolo della Repubblica sociale italiana che fu di complicità attiva ma anche di iniziativa autonoma, sfatando la leggenda secondo cui furono i nazisti gli unici artefici della «soluzione finale» nel nostro paese mentre la RSI l’avrebbe subìta passivamente a causa della propria impotenza politico-militare. Wehrmacht e SS da una parte e lo Stato-fantoccio di Salò con i gerarchi dall’altra concordarono comuni progetti di deportazione degli ebrei e degli oppositori politici. L’organizzazione dei campi di concentramento inItalia e della rete dei trasporti destinata a trasferire in massa i deportati nel Reich fu uno dei punti operativi su cui si rinsaldò l’Asse nazifascista. E sull’altare della rinnovata alleanza la RSI lasciò al loro destino gli 800 000 militari già abbandonati dal re e da Badoglio l’8 settembre 1943.

  9. #59
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    DALLA CONDANNA DEL GIUDAISMO ALL'ODIO PER L'EBREO
    Storia del passaggio dall’intolleranza religiosa alla persecuzione politica e sociale



    DANIEL TOLLET


    Christina Mariotti edizioni





    Il libro mette a fuoco il tema della transizione dal tradizionale antiebraismo europeo (di stampo religioso e culturale) all’antisemitismo (di stampo politico), esplorandone gli sviluppi fino alla vigilia della Shoah. Queste due realtà, troppo spesso confuse, devono essere distinte nella loro genesi, nella loro ideologia e nella loro evoluzione, tenendo anche conto delle differenti realtà geografiche e sociali nelle quali hanno vissuto gli Ebrei. L’area su cui verte l’analisi è qui essenzialmente quella dell’Europa centrale, dove prima della guerra si concentrava il maggior numero di Ebrei e dove il genocidio è stato concepito ed eseguito.
    Dopo un primo, denso capitolo dal titolo “Antigiudaismo e antisemitismo: dal dibattito teologico nel mondo cristiano alla patologia politica e sociale”, l’autore esamina il drammatico e - poco noto - problema dell’accusa di crimine rituale che ha perseguitato le comunità ebraiche in tutta l’Età Moderna ed anche oltre, rintracciandone le radici già nell’Antichità, per giungere infine ad un articolato esame della genesi dell’antisemitismo politico e sociale.
    L’opera si conclude con un bilancio delle crisi del XX secolo che lascia aperti interessanti interrogativi d’estrema attualità.
    Daniel Tollet con questo testo inedito, scritto espressamente per la Christian Marinotti Edizioni, si propone di illustrare al lettore italiano, in modo sintetico ma efficace, una serie di temi e problemi cruciali per capire la genesi dell’antisemitismo moderno con i suoi tragici esiti.

    Daniel Tollet, ingénieur de recherche al Ministero francese dell’Università, è segretario generale del “Centro di ricerca sull’Europa centrale” presso l’Università di Paris IV - Sorbonne. Specialista di Storia religiosa dell’Europa centrale, dirige anche un seminario di Storia delle religioni all’Ecole doctorale presso la stessa Università.

  10. #60
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    LA DESTRA RIVOLUZIONARIA. Le origini francesi del fascismo 1885-1914


    Zeev Sternhell



    Corbaccio






    Questo libro è la "pala" centrale del grande trittico con cui Sternhell, oggi professore all'Università ebraica di Gerusalemme, ha profondamente cambiato, negli ultimi trent'anni, gli studi sulla destra radicale e sul fascismo europeo. Il primo è la tesi di dottorato su Maurice Barres e il nazionalismo francese che Sternhell discusse all'Università di Parigi di fronte ad una giuria composta, tra gli altri, da Réné Rémond e da Jean Touchard. L'ultimo è "Né destra né sinistra" che apparve in Francia nel 1983. I tre libri appartengono ad uno stesso disegno, studiano uno stesso fenomeno culturale e ne ricostruiscono le vicende su un arco di tempo che abbraccia settant'anni di storia europea. Nel primo il giovane studente israeliano, approdato a Sciences Po' verso la metà degli anni Sessanta, parla di un uomo, Barres, che fu per molti aspetti il fondatore e il profeta del nazionalismo sociale e del patriottismo radicale. Nell'ultimo descrive il clima culturale fra le due guerre e le correnti intellettuali che furono concretamente o virtualmente fasciste. Ma la chiave di volta dell'autore è questo "Destra rivoluzionaria", che fu pubblicato nel 1978 e appare ora in questa collana.
    Sulle origini del fascismo esistono due possibili interpretazioni storiche. Per la prima - quella utilizzata dalla sinistra ortodossa - il fascismo è un male permanente della società, una minaccia incombente, la tentazione a cui sempre soggiace una parte della borghesia quando teme di perdere potere. Per la seconda - quella che emerge implicitamente nell'opera di Sternhell - è un fenomeno storico, apparso nella cultura europea tra Ottocento e Novecento, ed è, nelle sue molte sfumature, una risposta non convenzionale ("né destra né sinistra") ai problemi del secolo. La "Destra rivoluzionaria" è un grande affresco di storia francese ed europea, uno splendido viaggio alle fonti del ventesimo secolo.

 

 
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