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Discussione: Libri di Storia

  1. #161
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    LA VIA ITALIANA AL TOTALITARISMO. Il partito e lo Stato nel regime fascista


    Emilio Gentile


    Carocci






    Emilio Gentile in questo libro illustra la sua interpretazione del fascismo come esperimento totalitario messo in atto da un "partito milizia", il quale, per imporre il primato della politica su ogni altro aspetto della vita individuale e collettiva, tese ad estirpare la democrazia liberale dalle istituzioni e dalla cultura del nostro paese. Il libro si compone di due parti complementari. La prima parte presenta una rassegna delle interpretazioni della natura e della storia del partito fascista nei suoi rapporti con gli apparati statali, successivamente viene ricostruita la fisionomia peculiare del totalitarismo fascista, illustrandone, nel loro sviluppo storico, l'assetto fondamentale e gli elementi costitutivi.

  2. #162
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    Verso il genocidio


    Christopher R. Browning



    Net







    In questa raccolta di saggi Christopher Browning analizza gli aspetti fondamentali della politica nazista nei confronti degli ebrei tra il 1939 e il 1942. Storia, politica, antropologia, sociologia sono gli strumenti che Browning utilizza per capire personalità e scelte di un popolo, quello tedesco della Germania nazista, che con entusiasmo e passione dedicò se stesso alla soluzione del "problema ebraico", costato la vita a più di sei milioni di persone.

  3. #163
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    UOMINI COMUNI. Polizia tedesca e «soluzione finale» in Polonia



    Christopher R. Browning






    Il 13 luglio 1942, gli uomini del Battaglione 101 della Polizia tedesca entrarono nel villaggio polacco di Józefów. Al tramonto, avevano rastrellato 1800 ebrei: ne selezionarono poche centinaia da deportare; gli altri - donne, vecchi e bambini - li uccisero. Erano operai, impiegati, commercianti, arruolati da poco. Uomini comuni che non erano nazisti né fanatici antisemiti, e ciò nonostante sterminarono 1500 vittime in un solo giorno. Un massacro primo di una lunga serie. Alla fine della guerra, rimasero 210 testimonianze di membri del Battaglione 101: come giustificavano il proprio comportamento? E soprattutto, per quale motivo furono così spietatamente efficienti nell'eseguire gli ordini? Per fede nell'autorità, per paura della punizione?

  4. #164
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    Aldo Agosti


    Storia del Partito Comunista Italiano - 1921/1991



    Laterza






    Prendendo le mosse dalle tensioni che percorsero il Psi alla vigilia della Grande guerra, Aldo Agosti sintetizza la vicenda del Partito comunista italiano, inserendola nel quadro evolutivo del tessuto sociale nazionale, a partire dalla nuova configurazione della classe operaia del primo dopoguerra, "più giovane e più impaziente" rispetto a quella dell'età giolittiana. Viene poi presa in esame la dialettica interna al partito tra la componente raccolta intorno alla rivista "L'Ordine Nuovo" e quella bordighista, fino all'emarginazione di quest'ultima con il Congresso di Lione. Agosti mette in luce, inoltre, le varie fasi del complesso e articolato rapporto del Partito comunista italiano con quello sovietico e con il Comintern: un rapporto talvolta caratterizzato da critiche e accuse da parte sovietica, con difese dei dirigenti italiani seguite da sostanziali adeguamenti alla linea caldeggiata dall'Urss. Del periodo dell'Italia repubblicana, poi, l'autore mette in luce i vari nodi che il Pci dovette affrontare: da una parte vi era la fedeltà alle direttive sovietiche, ma dall'altra la tensione verso la legittimazione nel quadro democratico italiano. All'interno di questa bipolarità il partito si imbatté nel difficile confronto con gli eventi del 1956, dal rapporto segreto sull'era staliniana all'intervento dell'Armata rossa a Budapest. Di fronte, poi, alle lotte del 1968-69, la linea del Pci venne giudicata, nel panorama italiano, da sinistra come quella di un "partito d'ordine" e da destra ancora come una politica di scarsa affidabilità democratica. L'era di Berlinguer, il "compromesso storico" e la "solidarietà nazionale" conducono, infine, la narrazione alla crisi della seconda metà degli anni ottanta e all'ultimo congresso del partito, a Rimini, nel febbraio del 1991.

  5. #165
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    Rainer Zitelmann


    HITLER



    Laterza






    Una interpretazione ormai classica della figura di Hitler che evita di demonizzarlo e gli restituisce la reale complessità di motivazioni che ispirarono la sua azione politica.
    Indice: Premessa – I. I primi trent'anni. 1889-1919; II. Gli esordi di un agitatore rivoluzionario; III. Il programma hitleriano; IV. Il cammino verso la conquista del potere; V. Hitler diventa dittatore unico. 1933-1934; VI. La politica estera hitleriana. 1933-1939; VII. «Volksgemeinschaft» ed «esclusi»; VIII. La guerra di Hitler. 1939-1945; Nota bibliografica; Appendice Sul rapporto dei Tedeschi col passato nazista; Cronologia degli avvenimenti essenziali

  6. #166
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    LA GERMANIA NAZISTA
    dalla repubblica di Weimer al crollo del Reich hitleriano


    Enzo Collotti


    Einaudi





    Scritta da uno dei nostri maggiori studiosi della Germania contemporanea, questa vivace e serrata sintesi storica traccia un quadro delle vicende attraverso le quali, dopo il fallimento dell'esperimento democratico della repubblica di Weimar, il partito nazista realizzò l'aspirazione al "Reich Millenario".
    L'ascesa e l'affermazione del Regime sono legate ad una complessa serie di fattori politico-economico-sociali.

  7. #167
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    Klaus Hildebrand

    IL TERZO REICH


    Laterza



    Un racconto completo ed esauriente della storia del regime nazista tedesco dal 1933 al 1945. Il libro è diviso in tre parti: storia, dibattito storiografico, bibliografia.

  8. #168
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    Aldo Agosti

    BANDIERE ROSSE. Un profilo storico dei comunismi europei



    Editori Riuniti





    Studioso tra i più autorevoli del movimento comunista internazionale, soprattutto nella sua dimensione politico-organizzativa e per il suo periodo kominternista, Agosti ci fornisce qui un quadro sinottico dei diversi tragitti seguiti dai partiti comunisti dell'Europa occidentale e centrorientale lungo tutto l'arco del ventesimo secolo. Comprendendo in un'unica rassegna vicende tradizionalmente trattate in luoghi storiografici separati, Bandiere rosse è una ricostruzione meticolosa e ricca di informazioni sulle personalità e sugli eventi che hanno composto la parabola storica del comunismo europeo. Di tale parabola il lavoro è anche una sintesi interpretativa, condotta nel segno della messa in rilievo delle specificità nazionali e in aperta polemica con le interpretazioni del movimento comunista dominate dalla tesi della "unitarietà nella eterodirezione". È anche per questa ragione che in essa troviamo affiancate, talvolta con qualche forzatura sul piano delle proporzioni, esperienze partitiche assai lontane tra di loro per profilo politico-culturale e per incidenza sui rispettivi scenari politici nazionali.
    Quello di Agosti è un quadro delimitato da un preciso confine (l'assenza del comunismo russo-sovietico), che l'a. giustifica per ragioni di spazio e per il suo non volere apparentare l'esperienza statuale sovietica alle esperienze propriamente politiche dei partiti comunisti. È questo un confine, tuttavia, che finisce con l'essere un chiaro limite interpretativo. La scomparsa di Mosca dallo scenario del comunismo europeo indebolisce difatti l'intera ricostruzione, rendendo di difficile comprensione la dinamica del nesso nazionale-internazionale nella vicenda dei principali tra i partiti comunisti europei. Perché di quella dinamica l'Unione Sovietica fu un elemento imprescindibile, non tanto come "centrale direttiva" ma come soggetto costitutivo di quel confronto insieme politico e statuale, prima continentale e poi mondiale, che i principali partiti comunisti declinarono all'interno delle rispettive arene nazionali. Un limite interpretativo già visibile nella ricostruzione delle vicende dei partiti comunisti occidentali e che diventa ancora più evidente per il periodo successivo alla seconda guerra mondiale, laddove in un'Europa orientale dalla quale Mosca continua a mancare viene dato ampio ed autonomo spazio a partiti nazionali che di quel confronto mondiale erano diventati a tutti gli effetti ostaggI.

  9. #169
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    Alexander J. De Grand

    Breve Storia del Fascismo


    Laterza






    Tutti gli avvenimenti e i personaggi del fascismo in una sintesi completa, di grande leggibilità.

  10. #170
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    Bartolome' Bennassar

    Storia dell'inquisizione spagnola


    Rizzoli





    Bartolomé Bennassar e i suoi discepoli e collaboratori sono fautori di una nuova linea di ricerca, detta della storia «quantitativa» o «seriale», che ha per oggetto la raccolta, misurazione e analisi di un vasto materiale documentario. Hanno
    potuto stabilire, per esempio, la curva delle attività inquisitoriali, dal loro inizio alla metà del XV secolo fino alla graduale scomparsa nel secolo XVIII, rilevando brusche cadute e altrettanto brusche impennate in correlazione con lo sviluppo
    degli eventi politici. Una scoperta sensazionale a cui sono giunti gli autori è che la maggioranza degli inquisiti non erano conversos (cioè ebrei e musulmani convertiti), o zingari o eretici o streghe e stregoni, ma «vecchi cristiani»; da cui la tesi che l'Inquisizione, tranne forse nel primissimo periodo, non fu solo un'istituzione avente come obiettivo la difesa della religione e della Chiesa, ma
    un instrumentum regni in mano alla monarchia spagnola, un sistema di controllo sociale accuratamente costruito ed efficiente. Bennassar sfata alcuni luoghi comuni e cioè gli eccessi delle sentenze e l'iniquità delle procedure, nonché la mancanza nei giudici di qualsiasi obiettività. Appare, al contrario, che i giudici
    erano per la maggior parte studiosi e giuristi affermati, per nulla inclini a credere ciecamente alla colpevolezza degli inquisiti, che la procedura dava qualche garanzia di obiettività ed era quasi sempre scupolosamente osservata; e che le sentenze capitali eseguite furono una piccola minoranza rispetto ai casi inquisiti.
    Ne viene fuori una visione del tutto nuova dell'Inquisizione, del suo sviluppo storico e della sua fine.

 

 
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