sulle strategie dei gap (ma quali gap? milano, roma, bologna?) in effetti non mi trovi molto d'accordo. come ho detto anche nel post su historia nn credo a teorie complottistiche tipo via rasella x far ammazzare la parte di resistenza anticomunista. e non perchè consideri impossibile una cosa del genere... ma perchè ritengo che la collaborazione nel clnai (quindi escludo roma di cui so poco) fu abbastanza proficua. quindi DURANTE la resistenza esempi del genere nn li reputo parti di un piano preciso...In origine postato da pantagruel
mi pare che il tuo discorso, molto onesto, non prenda in debita considerazione quella che è stata una precisa strategia di lotta dei gap (eliminazione dei "concorrenti" e provocazione voluta delle rappresaglie naziste), il che porterebbe a considerare che gli eccidi del dopoguerra non siano stati occasionali ma, anche quelli, dettati da una precisa logica.
il fatto che poi personaggi legati alla rsi e al fascismo siano stati reintegrati nella società antifascista, credo che dipenda in gran parte dal fatto che tutti, nella rsi, trattavano con gli alleati e a volte agivano per loro conto.
insomma, il fatto che ci fossero colloqui avviati da tempo sulla possibvilità di utilizzare fascismo e nazismo per la lotta contro mosca mica erano solo chiacchiere.
sugli eccidi post 25 aprile bisogna fare un distinguo: la logica nn fu l'eliminazione di avversari politici bensì di "classe" (oltre che ex fascisti) e ritengo che se talora i vertici del pci chiusero un occhio sono altresì convinto che nn spinsero i propri militanti a proseguire nella lotta...
sui colloqui concordo. alle strategie neoatlantiste fu sacrificato l'equillibrio interno. nel cd triangolo rosso vi sono casi di carabinieri attivi nella persecuzione dei partigiani riprendere il loro posto dopo pochi mesi... e questo causò risentimenti...




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