Milano, l’accusa dei pm
«Riciclaggio nella banca della Lega»
La Procura: «Lo scopo? Non far individuare 7 milioni sottratti al Tribunale fallimentare»
dal Corriere - 10 marzo 2005
MILANO - Riciclaggio nella banca della Lega: è la contestazione mossa dalla Procura di Milano nel deposito atti che chiude la seconda indagine sui maxiammanchi al Tribunale fallimentare, ora addebitati dai pm non solo alla commercialista Carmen Gocini (già condannata a 8 anni) ma anche al suo ex dominus, Giancamillo Naggi, indagato per peculato e falso. A Giancarlo Conti, ex direttore generale della Banca Popolare Credieuronord (salutata alla nascita da Bossi come «banca che si rivolge al tessuto sociale e produttivo che fa riferimento alla Lega»), e all’ex responsabile delle segnalazioni antiriciclaggio Alfredo Molteni, i pm Perrotti-Taddei-Targetti contestano d’aver «consentito tra l’ottobre 2001 e l’agosto 2003» che i proprietari di Radio 101, Angelo e Caterino Borra (condannati a 8 anni nel primo filone), «versassero 64 assegni circolari per 13,2 milioni di euro sul conto corrente 920/47» della radio e poi ne «riversassero 6,9 milioni su altri loro conti correnti nella stessa filiale, ma attribuendo falsamente a tali operazioni di giro conti» l’apparenza di un «prelevamento in contanti da un conto e di versamento in contanti su altri». A quale scopo? Per «ostacolare l’individuazione della provenienza illecita del denaro e della sua destinazione ultima». Va verso l’archiviazione, invece, la posizione di Giovanni Maria Galimberti, ex vicepresidente esecutivo della banca che, alle prese nel 2003 con 8 milioni di euro di perdite e 12 di sofferenze su 47 di impieghi, è stata poi «salvata» dalla Popolare di Lodi di Giampiero Fiorani.




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