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Discussione: Come cambiare le cose

  1. #11
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    Testo originale scritto da avversario
    Dai vostri interventi, vedo che avete notato e sentite più o meno le stesse cose che sento io.
    In particolare Folgore dice molto giustamente che certi atteggiamenti truci sono controproducenti.
    Verissimo.
    La gente in questa maniera si allontana.
    Giustissimo anche il post di Fiaba.
    Quello che non riesco a capire è: se è vero che in certe posizioni "estreme" neanche gli stessi FNisti alla fine si riconoscono, perchè presentarle, e soprattutto perché presentarle in quel modo?
    A questa domanda dovrebbero rispondere i Forzanovisti, noi possiamo solo fare delle ipotesi. A mio avviso, c'è tra di loro una bella feta che invece le riconosce eccome. Certo, non tra i ragazzini esaltati, di cui FN purtroppo abbonda, ma tra le persone un po' più "pensanti" che militano nel partito.

    Altri semplicemente entrano in FN perchè in effetti è la forza d'area più presente sul territorio. Per cui preferiscono adeguarsi ad un programma che condividono solo in parte, per poter far parte di un movimentoi che ha qualche possibilità di fare e farsi vedere.
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  2. #12
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    Forza nuova ha il problema della scelta univoca del fondamentalismo cattolico.

    Ridurre la donna ad una casalinga/macchina da figli lo trovo profondamente sbagliato, ma ciò non toglie che le donne oggi abbiano in gran parte perso la bussola, occorre veramente che i ruoli uomo-donna siano ripristinati nel loro più vero e tradizionale significato.

    Tuttavia il problema più grande è di natura culturale, ormai le donne intossicate da 50 anni di aberrante femminismo hanno ben pensato di copiare o emulare l'uomo in tutto e per tutto volendo addirittura entrare nelle forze armate...

    E' questo il primo e più grande ostacolo, una volta rimosso questo il resto poi verrebbe da se.

    Il cattolicesimo/crisitianesimo ha poi la grande colpa di avere negato alla donna la giusta dimensione e ruolo spirituale che la tradizone e gli antichi culti pagani le davano, ma questo è un altro discorso...

  3. #13
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    tra l'altro (spunto semiserio) per crescere demograficamente, c'è MOLTO bisogno di donne...
    porsi quest'obbiettivo e poi non far nulla per avvicinarle all'Area è una contraddizione in termini

    molto pericoloso a mio avviso è anche qualunque tipo di avvicinamento a un razzismo populista di bassa "lega" alla Borghezio.
    dovremmo puntare al fatto che la nostra Idea vede al centro l'Essere Umano, e quindi il sempre Rispetto e l'Onore.

  4. #14
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    Testo originale scritto da Sothis
    Tuttavia il problema più grande è di natura culturale, ormai le donne intossicate da 50 anni di aberrante femminismo hanno ben pensato di copiare o emulare l'uomo in tutto e per tutto volendo addirittura entrare nelle forze armate...
    Non penso che tali mutamenti sociali siano da attribuire alla volontà della donna di "copiare o emulare" l'uomo... come fosse spinta da un irrefrenabile desiderio di parificazione dei ruoli.. forse è la società che ha bisogno della donna in ambiti che esulano da quello puramente domestico. Lei si adegua, lo fa, spesso bene se non meglio degli uomini... ecco da dove nasce il desiderio di vederla di nuovo dietro ai fornelli!!!! Anche lei desidera un'autorealizzazione che trascende il saper preparare una cena o crescere figli...
    E anche nelle forze armate, in certi ambiti sopratutto, c'è bisogno della donna...

  5. #15
    fedalmor
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    Testo originale scritto da Fiaba
    Non credi che se oggi la dimensione economica stia prevalendo su quella politica sia un po' dovuto al fatto che si sia innanzitutto abbandonata la dimensione culturale? Quanti, sopratutto tra i giovani, si ritrovano a discutere concretamente, non solo di ciò che accade, ma anche e sopratutto di ciò che si potrebbe contribuire a far accadere? Ho spesso l'impressione che la massa lasci che gli eventi accadano per poi limitarsi a criticare, sempre e comunque, qualsiasi mutamento. Il politico diventa allora una sorta di capro espiatorio di chi, come dici tu, manca della volontà di fare politica.... A cosa pensi sia dovuto tale abbandono?
    Sì, è sicuramente un dato non indifferente (anzi, direi preminente) la perdita della dimensione culturale: in una società liberal-capitalista la cultura diventa "inutile" perché non è produttiva. Non secondo i canoni del "libero mercato", quantomeno. E ciò accade, a mio avviso, perché il denaro costituisce la soluzione a tutti i bisogni primari dell'uomo (o, meglio, è un placebo): nell'era della comunicazione, si perde completamente di vista il significato primordiale della comunicazione stessa, ossia la condivisione dell'esperienza, quale essa sia. Dunque, si "parla" di più, ma del nulla, col risultato che i dialoghi sono sempre più vuoti e la vita comunitaria sempre meno soddisfacente. L'uomo, "animale politico" si aliena - più che per la finalità castrata della "catena di montaggio" - perché privato del suo stesso significato sociale, rifugiandosi in quell'unico bene che ritiene possa salvarlo dalla noia. Il denaro risolve tutti i problemi, dalla salute alla tristezza, in un'obesità compulsiva che muove dal nulla verso il nulla rendendo l'uomo schiavo e infelice. Come accade per ogni droga, tutti i problemi dell'uomo si riducono alla ricerca del denaro in quantità sempre più elevate, perché solo così potrà soddisfare quei bisogni che erano culturali, sociali, spirituali e affettivi e, adesso, sono diventati meramente materiali. Ti segano a scuola!? Fatti una "striscia" che ti passa (è aumentato in numero considerevole, poi, l'uso di psico-farmaci... a causa di questo fenomeno). Sei stato mollato dalla tua ragazza!? Vai a p*ttane. Sei alto un metro e un c*zzo e ti senti frustrato!? Comprati un'automobile enorme e costosa, così tutti "ti vorranno bene". Per farti accettare dalla comunità devi essere una persona facoltosa, anziché una "brava" persona. E così via. Insomma, l'economia - che dovrebbe essere uno strumento - è diventata una realizzazione. Il consumo compulsivo ha privato di ogni significato lo stesso bene materiale, che viene "fagocitato" ad una velocità impressionante, in modo da poter essere sostituito dal successivo, magari più bello e costoso.

    Ma la gente parla del nulla, non trova più un significato per la propria vita e si attacca al lavoro, facendolo diventare un mezzo di realizzazione (quando dovrebbe essere soltanto uno strumento): così il signor "x" non è più "Pinco Pallino", ma diventa - di volta in volta - avvocato, medico, farmacista, operaio, autista e così via... in una continua ricerca dello stato economico superiore, che diventa in tutto e per tutto una categoria sociale.

    E la stessa gioventù non ha più nemmeno lo stimolo per migliorarsi e migliorare le cose: al massimo, lo stimolo sarà quello di diventare più ricchi dei propri genitori per potersi accaparrare più beni possibile. E allora se sei un cesso, privo di qualsiasi argomentazione, completamente ignorante e per nulla intelligente... non importa più a nessuno. Perché avrai tanti amici (e relazioni sentimentali) quanto più denaro avrai a disposizione.

    Gli unici che "imbracciano le armi" (più o, meno metaforicamente...) sono quei popoli che ancora non hanno raggiunto questo livello di benessere (economico)... e lo fanno non tanto per desiderio di libertà (che con la mancanza di coscienza critica e pensiero complesso è impossibile da raggiungere), quanto per voler raggiungere quel benessere economico che a loro ancora manca.

    È bello, buono e giusto combattere questo sistema dalle radici... ma finché non prenderemo in considerazione che il problema principale della gente è raggiungere un benessere economico più elevato, qualsiasi battaglia culturale e storica andrà sprecata. Perché a nessuno importa dell'RSI, della socializzazione (che oggi comporterebbe responsabilità che il popolo non è più pronto a sostenere, né dal punto di vista formativo-professionale, né dal punto di vista emotivo), né del "ghetto" in cui il fascismo è stato relegato. A nessuno importa della tradizione, dello spiritualismo... e noi ci troviamo a dover combattere una battaglia etica che non interessa più a nessuno.

    E allora dobbiamo partire, per forza di cose, dall'economia, per arrivare alla cultura: prima si combatte la precarietà (anche con soluzioni altrettanto placebo, quale l'istituzione - attraverso, magari, una rete di sindacati "nostri", dal momento che uno solo è improbabile si raggiunga... - di veri e propri uffici di collocamento e casse di mutuo soccorso per chi dovesse perdere il lavoro... stimolando e finanziando e pubblicizzando attraverso partnership economiche sancite dai notai le realtà produttive agricole e industriali del "made in Italy" (come il Compra Italiano, ahimé apparentemente fallito, di FN), coinvolgendo la stampa non conforme e la musica alternativa in realtà imprenditoriali apartitiche che siano in grado di competere sullo stesso piano dei quotidiani nazionali e dei media privati (canali satellitari, tv private in chiaro, digitale terrestre - per quanto mi stia in c*lo tutta l'operazione, Gasparri compresa - e riviste e siti internet e radio...), etc...

    Solo così avremo la fiducia del popolo: rispondendo con soluzioni concrete ai problemi reali. Poi, con il fatturato delle varie attività (magari "socializzate" come cooperative di consumo), si finanzia l'attività politica che può vertere - in seconda istanza - anche sul dramma dei "pinguini in Cambogia" (). Ma se prima non ci comportiamo, specularmente, come con intelligenza ha fatto la sinistra radicale... scompariremo quanto prima.

  6. #16
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    In che modo crescere?

    1) Smettendo di litigare fra di noi!!!!

    2) Smettendo di fare filosofia, ma iniziare a fare politica VERA, che cominci a denunciare i problemi reali della gente che lavora.

    3) Formando i camerati che si avvicinano a noi, perché i nuovi arrivati sono il futuro dell'area!
    Non limitandosi a sbandierare "sig heil", "A noi", teste rasate, croci celtiche, ma cominciando a capire cos'è veramente il fascismo!
    E parla uno che al saluto romano o alla croce celtica tiene tantissimo, ma che prnsa che il fascismo non sia solo questo!

    4) Rispettando la gerarchia! Cosa buffa, ma dentro le nostre sezioni vige la più grande anarchia....Un episodio di quando militavo in Fiamma...il federale non conosceva tutti i segretari politici delle varie sezioni....(che si contavano sulle punte delle dita)....ognuno faceva il proprio comodo! Se non si andava alle riunioni provinciali, poco male, importante erano i soldi delle varie tessere a fine anno!!!!!

    5) Creare una coalizione alternativa, con le idee chiare, senza "ma" o "se"!
    Parlo di coalizione, perché il partito unico è semplicemente un'utopia, visto le grandi differenze al nostro interno!
    Prendo il mio esempio. Io, da Cattolico Tradizionalista, mi riconosco in tutti gli 8 punti del programma di FN e non intendo assolutamente rinunciarci!
    Con una coalizione ognuno mantiene le proprie posizioni, mentre si combatte assieme per poter portare avanti un progretto di vera RICOSTRUZIONE NAZIONALE!

    A noi!
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

  7. #17
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    Ma se prima non ci comportiamo, specularmente, come con intelligenza ha fatto la sinistra radicale... scompariremo quanto prima. [/B]
    STRA-QUOTO, caro camerata!

    La sinistra radicale riesce ad avere una penetrazione molto più profonda tra i ragazzi ad esempio. Noi dovremmo ripartire dal basso, con iniziative concrete come quelle che citavi, dimostrando di saper essere veramente L'ALTERNATIVA di cui c'è bisogno!

  8. #18
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    Parlando allora di cose di facile realizzazione che rientrano sempre nella dimensione culturale, mi chiedo perchè i nuovi camerati si avvicinano all'area, come ci si avvicinano e che formazione gli viene riservata poi.

    Credo sia necessario avvicinarsi al popolo ma prima ancora occorre che chi sta ai vertici, o comunque chi ha ruoli specifici nei singoli movimenti, si avvicini alla base.
    Immagino che i giovani abbiano sete di conoscenza e che non si avvicinino alla dx radicale, indipendentemente dai movimenti che ne fanno parte, solo per fare saluti romani....

    La sinistra radicale organizza spesso iniziative volte a promuovere il suo pensiero riguardo episodi di attualità, istanze del cittadino ecc.... su questo punto credo che abbiamo molto da imparare...

    Basterebbe organizzare un ciclo di incontri nelle varie sedi ove gli "anziani" rendono partecipi i giovani camerati delle loro esperienze, trasmettendo così valori e condividendo una visione della società che si vorrebbe.

    Ho l'impressione che a volte ci si riduca ad assumere nostalgici atteggiamenti solo perchè non si è in grado di esprimere altro...
    ma per trovare le parole capaci di esprimere la propria identità politica e culturale occorre conoscere.... e per conoscere occorre qualcuno disposto a dedicare un po' del suo tempo a tale progetto.
    Credo basti un minimo di organizzazione e buona volontà per fare questo.

  9. #19
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    Testo originale scritto da avversario
    STRA-QUOTO, caro camerata!

    La sinistra radicale riesce ad avere una penetrazione molto più profonda tra i ragazzi ad esempio. Noi dovremmo ripartire dal basso, con iniziative concrete come quelle che citavi, dimostrando di saper essere veramente L'ALTERNATIVA di cui c'è bisogno!
    La sinistra radicale riesce a fare questo perchè porta avanti dei valori che l'estabilishment ha riconosciuto a seconda come tollerabili, accettabili o addirittura da promuovere, e che sono appetibili per i ggggiovani. Tutto il nostro contrario, insomma.
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
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    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
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  10. #20
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    Lightbulb Assoluta parità............. Nelle specifiche peculiarità...........!

    Testo originale scritto da Fiaba
    Credo che la tradizione, compreso il ruolo della donna, vada conciliata alla modernità. Alla base del programma di FN ci sono nobili valori ma che mal si conciliano con i mutamenti socio-economici che caratterizzano il presente.

    Leggendo il ruolo che dovrebbe avere la donna viene spontaneo etichettare FN di maschilismo.. forse nemmeno il più egoista degli uomini accetterebbe tale situazione e forse, in fondo, nemmeno gli stessi forzanovisti.

    Non fermandomi tuttavia mai alle prime impressioni, credo che tali forti e anacronistici principi affondino le loro radici in valori che condivido. Dietro tali parole vedo il desiderio di ripristinare l'armonia familiare dei tempi dei nostri nonni, quando l'uomo e la donna avevano ruoli specifici, i matrimoni duravano finchè morte non separava e la famiglia rappresentava un valore fondamentale...

    Non è tuttavia abolendo il divorzio per esempio che si risolve il problema...

    Sintetizzando, occorre conciliare tradizione e modernità, smettere di denigrare il presente cercando piuttosto di guardare alle risorse che offre rispetto al passato.
    Mantenere saldi i valori ma contestualizzandoli nell'attuale realtà. Un po' come un quadro prezioso a cui cambi la cornice quando cambi l'arredamento della casa..... cambia il contesto ma il suo valore è lo stesso...

    .................. Condivido Fiaba e............ Non dimentichiamoci che il Fascismo fu estremamente innovativo sul ruolo della donna............ SPORT........... LAVORO............. e ........... DIVISA MILITARE (durante l'epopea della RSI) .............!

 

 
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