Ieri sono stato in una libreria di Milano che vende a prezzi stracciati libri ritirati dalle altre librerie...devo ammettere che è uno
dei posti da me preferiti per acquistare libri e regali...

...infatti in parte c'è il gusto un pò "borghese" per l'affare, peraltro rafforzato dalle mie magre finanze, ma in parte perchè con la scusa di acquistare spendendo poco uno si può buttare ad acquistare i libri nel modo più assolutamente arbitrario..."a naso"...

Dato che ho un carissimo amico a cui tengo tantissimo e che passavo di lì mi è venuta voglia di prendergli un regalo...dato che so che ama leggere ho cercato qualche libro che pensavo potesse piacergli...

Devo ammettere che, come spesso mi capita, tra i libri che ho preso per lui ce n'era uno che è piaciuto immediatamente più che altro a me...

Questo libro è Il Miscredente di Gibran Kahlil Gibran...in realtà la fascinazione iniziale è stata legata in primo luogo all'aspetto "mediorientaleggiante" della copertina (fa molto Lawrence d'Arabia) e del nome dell'autore, che peraltro non conoscevo affatto...

Poi ho letto la parte interna e mi sono innamorato di questo libro...
"Scritto nel 1908, e pubblicato qui in una versione dall'originale arabo, Il Miscredente fa scoprire al lettore un Gibran in certo modo nuovo : legato alla sua terra, radicato in quella particolarissima e complessa geografia religiosa e culturale che è rappresentata dal Libano d'inizio secolo...il protagonista del romanzo è un miscredente, sì, ma solo agli occhi del potere, delle gerarchie ecclesiastiche, di quei monaci nel cui convento ha creduto invano di trovare l'amore, la bontà, l'attuazione della regola divina. Ribelle, dunque, di fronte all'autorità religiosa, e insieme a quella politica, Halil ...viene raccolto, mentre giace ferito e affamato, da una povera donna e dalla figlia di lei. Qui in questa casa che offre un rifiugio e un'iniziazione, egli scoprirà i piccoli piaceri di una vita modesta, l'affetto umano, la realtà quotidiana del vivere..."

In parte credo che questo mio "colpo di fulmine" sia dovuta in parte alla suggestività epica di questa breve delineazione e in parte alla locazione...

L'ho cominciato a leggere temendo una delusione...non so se avete presente...
...di solito quando uno sceglie totalmente "a naso" poi si pente...

Ê un libro che mi ha sorpreso...non rappresenta un medioriente coerente con gli inevitabili stereotipi che io come Occidentale mi faccio sul medioriente...
...forse avrei dovuto sospettarlo dal fatto che si accennasse ad un "monastero"...però decisamente non era come me lo aspettavo...

Ad ogni modo è un libro che mi ha molto colpito...la ricchezza delle immagini che vengono delineate è qualcosa di magico che, almeno a me, ha davvero aperto il cuore...in questo libro ho trovato qualcosa di "francescano"...qualcosa che mi ha profondamente commosso...un pò come mi commuove fino alle lacrime "Fratello Sole e Sorella Luna" di Baglioni o il film omonimo...

Credo che questo libro descriva nella maniera più commovente che abbia mai letto lo sbocciare ed il fiorire del sentimento d'amore e della fratellanza tra gli uomini...

Arrogantemente, forse, sento che
in questo libro c'è qualcosa...qualcosa che non so definire...che sento profondamente "affine"...profondamente legato al mio sentire profondo...è un pò come se fosse stato il Destino a decidere che dovessi trovare questo libro...

Ve lo consiglio caldamente...soprattutto
se vi sentite in un periodo nel quale sentite il bisogno di "rigenerarvi dentro" perchè a me ha sortito questo effetto, ovviamente è qualcosa di personale, però non si sa mai...
Skarm