Quel sindaco di An che li fa già votare
Lecce - C’è una città in Italia dove gli immigrati votano già da tempo. Lì, però, il sindaco non è “rosso”, ma di destra. E anzi, non è nemmeno un sindaco, ma una sindachessa. Si chiama Adriana Poli Bortone ed è il primo cittadino di Lecce.
«Noi - si vanta la sindachessa - fummo i primi a far votare gli immigrati, per scegliere il consigliere per l’immigrazione». E poi specifica, in un intervista rilasciata ieri al quotidiano La Stampa. «La prima volta, nel 2000, venne eletto un filippino. Nel 2004 un giordano».
L’immigrato in questione nel Comune di Lecce, una volta eletto, diventa il quarantunesimo consigliere e in aula gode del diritto di intervento, ma non di voto. E non solo. Viene retribuito come gli altri, ovvero 1500 euro mensili più i gettoni di presenza.
L’elezione del consigliere per l’immigrazione non è cosa facile però ed è per questo che rivolge un suggerimento al collega torinese sottolineando l’importanza di farli votare veramente questi immigrati e di non perdersi nella burocrazia. Lei, per facilitare le cose ha studiato un metodo. Innanzitutto fare in modo che ogni etnia scelga un candidato che verrà poi aiutato dall’amministrazione comunale che regalerà ad ognuno una sorta di «kit del candidato» completo di depliant, fogli pubblicitari e la possibilità di accesso ad un certo numero di spot. E poi per raggiungere il maggior numero di compaesani è venuta da sè la concessione di piazze per i comizi. Poi ci sono ovviamente le spese per inviare a tutti gli immigrati l’avviso di voto. Risultato? Su quattromila immigrati pare che più della metà si siano recati alla urne. Ma non finisce qui perchè Adriana Poli Bortone ha in mente anche «di lanciare nel Mezzogiorno un grande centro di formazione professionale in grado di dare a questi stranieri competenze che magari potranno usare anche al ritorno a casa». Perchè, nonostante tutto, lei vuole che tornino a casa.
[Data pubblicazione: 24/07/2005]




Rispondi Citando