Sei condannato a morte'
Nuove minacce al presidente della Calabria
Catanzaro, 24 luglio 2005 - Tre le buste con minacce di morte destinate al presidente della Regione, Agazio Loiero. La terza è stata scoperta stamattina da un suo collaboratore nell'abitazione di campagna di Loiero, a Stalettì (Catanzaro).
La busta è stata trovata vicino a un albero. Probabilmente era stata lasciata lì il giorno prima. Il contenuto era identico a quello delle altre due buste trovate ieri, una nella residenza di Loiero a Catanzaro, l'altra nella sua casa estiva di Montepaone Lido (CZ): un proiettile e una foto di Agazio Loiero con sopra la scritta "condannato a morte".
Sui tre atti intimidatori sta indagando la Questura. Il parere di alcuni investigatori è che gli autori delle minacce abbiano voluto, in questa fase, dimostrare di conoscere bene dove abita il presidente della Regione.
Immediata la solidarietà giunta al governatore della Calabria da parte del mondo politico ed economico. «Sono sereno - afferma tuttavia Loiero - l'unica cosa che mi angoscia è il fatto che siano state mia moglie e mia figlia Francesca a ritrovare la foto minatoria ed il proiettile».
Il presidente poi ha cerca di sminuire le minacce. «Quando mi sono candidato - ha aggiunto - queste cose erano in preventivo, e d'altronde circa due mesi fa c'erano state le prime avvisaglie, con le minacce, a Lamezia Terme, nei miei confronti, e per l'assessore regionale alla Sanità, Doris Lo Moro, e per il sindaco lametino Gianni Speranza. Certo, questa volte le minacce sono più violente, dirette alla mia persona. Ma io sono sereno, e non è una frase di circostanza, e capisco che evidentemente l'attività messa in campo dalla mia amministrazione in questi primi mesi di governo ha dato fastidio a qualcuno».




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