Bravo Orazio!


Bravo Orazio!
Wallace_60


Anche se mi dispiace che per un po' non leggerò le due divertenti uscite, sono contento che te ne vai in vacanza: credo tu ne abbia bisognoTesto originale scritto da italianuova2
premetto che non ho perso la pazienza ma a differenza vostra non sono un borghese per bene, sono molto sanguingno e gli insulti sono un mio normale intercalare.
inutile continuare a parlare con voi, non riconoscete che l'Italia è bianca, problemi vostri, continuate a giocare a fare i camerati.......ma leggendo la storia su topolino o trascurando il leggere alcuni libricini su l'antropologia è veramente ridicolo per chi viene su internet e scrive belle parole pensando di portare chissà quali concensi all'Idea.
Non volete ammettere che l'italiano è da sempre bianco?
Pazienza rimarrete nella vostra bieca ignoranza a farvi le pippe mentali se il razzismo biologico (che non approvo) fa parte o meno del fascismo.....se la causa identitaria prevale sulla ricerca di consensi.
Io continuerò nella mia lotta con me TUTTI i camerati da FN alla FT e presumo pure nel fronte seguono questi imput che ci vengo dall'animo: DIFENDERE L'IDENTITA' NAZIONALE, la sua cultura e il suo patrimonio biologico.
Le razze esistono dal punto di vista biologico (avete mai fatto dei prelievi? bhè vi sono standar differenti per ogni razza).
In Italia molte sono state le popolazioni di passaggio ma TUTTE europee bianche: fanno eccezzione gli arabi PIRATI che hanno occupato alcune zone costiere e poi sonos tati MASSACRATI con il benestare del papa dai normanni (che lo difesero successivamente da altre iniziative lesive allo stato pontificio, mi pare contro i francesi).
Inoltre non vi siete accorti di essere su due posizioni differenti te e frontista: te nella più totale ingoranza sostinei la non esistenza delle razze e del fatto che l'italiano è bianco (ridicolo
non so perchè continuo a darti corda, ma domani parto e quindi non ti risponderò più) con frontista che sostiene la non importanza del sangue nell'essere italiano.........
UNA DOMANDA: VI SENTITE FASCISTI ad entrare così così apertmante in contrasto con uno dei pilastri del Fascismo: l'importanza del sangue?
insomma fate voi e divertitevi.........
PS
Peccato che la tua ignoranza e malafede di protano ad ingorare che POSSONO esistere camerati di ogni razza (nelle ss combatterono anche gli arabi)ma solo i bianchi possono essere italiani.
Insomma sei sicuro di sapere cosa dici e scrivi?
Romanamente
(per l'idea avversario in che partito militi?)
Io invece sono talmente borghese che le vacanze sono ANNI che me le sogno...![]()
Comunque, di nuovo, non hai capito un'emerita fava...
1) Non ho mai detto che le razze non esistono, ho solo detto che l'integrità razziale genetica non esiste, e, anche se tu non lo capisci, non è la stessa cosa.
2) Non so da cosa tu abbia dedotto che io sono favorevole ai matrimoni misti o a roba simile. E' da venti post che ti sto dicendo che anche se noi possiamo non essere d'accordo, queste cose avvengono e l'ambiente in cui viviamo cambia. Quindi restare come baccalà fermi facendo finta di niente mi pare stupido. "Cavalcare la tigre" era il mio messaggio, ti ho riportato pure un passo di Adinolfi che esemplificava, ma niente: de coccio sei, e de coccio rimani.
3) Per me uno dei più bei motti fascisti è "Anche se tutti... noi no!" A differenza di te che non sai far altro che quotare e dire agli altri "sono d'accordo. è quello che pensavo io", e che hai bisogno di sentirti parte della maggioranza di un qualcosa, io fascistamente Me Ne Frego: se qualcuno mi dimostra che sto sbagliando sono invece assolutamente disposto ad ammettere i miei errori. Non è il tuo caso: in questa discussione non hai dimostrato un bel nulla, a parte delle notevoli doti da cabarettista.
4) Visto che non sono come te, rispondo subito alla tua domanda: sì, mi sento fascista perché non ritengo di entrare in contrasto con nessun pilastro fondamentale. Aderisco alla concezione razzista evoliana che vede il razzismo biologico all'ultimo posto come importanza, concezione peraltro approvata dal Duce, e credo che oggi, 2005, ci siano ben altri problemi più importanti che quello di correre dietro a fantasie come l'integrità genetica della razza. Credo che oggi sia più importante far crescere l'Area, qualitativamente e quantitativamente, e credo che sia l'unico modo per costruire una via alternativa al liberal-capitalismo.
Non restare in quattro gatti che si azzuffano per giunta fra loro ma divulgare il Nostro Pensiero, l'unica alternativa alla catastrofe mondialista.
Buone vacanze e non prendere troppo sole perché:
a) già deliri abbastanza
b) potrebbero poi scambiarti a vista per un negro, e visto che non puoi provare la tua integrità genetica, poi so' cazzi
![]()
Paul Atreides, ma da un punto di vista generale tu che ne pensi del testo di Germinario?Testo originale scritto da Paul Atreides
Inoltre, i rapporti tra Evola e il nazionalsocialismo furono più complessi e attraversarono più fasi. Il testo di Germinario su Evola fa il punto della situazione.
Quando uscì rammento ci fu uno scambio di brevi battute qui sul forum ma poi la cosa finì là.
Io l'ho letto e francamente, al pari di altri scritti in cui Germinario cerca di 'intrudere', alquanto strumentalmente e maldestramente secondo me, il pensiero tradizionalista/destroradicale, il tutto mi sembra indietro anni luce le ricerche effettuate sugli stessi temi, Evola in primis, nel nostro ambiente.
E ricordati di salutarmi a Adalgiso.![]()


Caro Orazio,
ti rispondo con piacere perchè dimostri di essere una persona che parla a ragion veduta.
Il passo di Adinolfi io lo intendevo ESATTAMENTE come lo intendi tu, non come un sedersi per terra e dire "ok fate quello che vi pare".
In realtà questo è stato spesso fonte d'equivoco anche per "Cavalcare la Tigre" di Evola (di cui quel passo rispecchia lo spirito).
Più sotto comunque mi chiarirò meglio...
Riguardo alle frasi che citi, più o meno tutte di frontista mi pare, non posso certo dirti che hai torto.
Vero è che in certi casi come quello "per essere italiani basta essere figli di italiani", frontista dice la verità. La dici anche tu, ma ciò non toglie che oggi le cose stanno proprio così, e la tua soluzione mi sembra un tantinello sbrigativa e poco realistica. Mi è capitato fra le mani un libro che parlava dei mezzi-ebrei nelle SS e durante il nazismo. Purtroppo non l'ho ancora letto perciò non posso essere specifico, ma mi pare di aver intuito che problemi del genere esistessero anche all'epoca e venissero trovate delle soluzioni: in pratica mezzi-ebrei combattevano nelle SS.
La situazione che vedo io è questa: siamo sotto assedio del liberal-capitalismo mondialista. A chi giova se non al Sistema di cui sopra se noi ci perdiamo in strade senza uscita, anzichè lottare per un ritorno dei nazionalismi e una salvaguardia delle Identità? L'ho già detto: come Evola e Mussolini considero il discorso biologico il meno importante. Non vuol dire che NON lo considero, ma che sotto un simile attacco, per me le priorità sono altre, dello Spirito innanzitutto.
Se poi un forumista sciocchino come giovineitalia2 non lo capisce, non è un problema mio.
Ottima la tua frase:
"ma con intelligenza cercando di non porsi in netta contrapposizione con il contesto sociale d'appartenenza."
Calza a pennello.
Dobbiamo penetrare in un contesto sociale imbevuto di storicismo materialista, di progressismo, in maniera intelligente.
Far assorbire le nostre idee a poco a poco.
Se le idee non vengono assorbite, non diventano le idee di sempre più persone, non c'è speranza.
Poni il caso che domani facessimo un referendum per abrogare la legge che dice che un figlio di italiani, anche se di razza diversa, è un italiano.
Sai bene quale sarebbe l'esito: catastrofico.
Dunque, è o non è una priorità quella di crescere prima, per gradi, spiegando i motivi?
A me pare un buon testo, relativamente al periodo analizzato. Anni fa, su ''Margini'' n° 35, ne uscì una recensione nella quale mi ritrovo.Testo originale scritto da Orazio Coclite
Paul Atreides, ma da un punto di vista generale tu che ne pensi del testo di Germinario?
Quando uscì rammento ci fu uno scambio di brevi battute qui sul forum ma poi la cosa finì là.
Io l'ho letto e francamente, al pari di altri scritti in cui Germinario cerca di 'intrudere', alquanto strumentalmente e maldestramente secondo me, il pensiero tradizionalista/destroradicale, il tutto mi sembra indietro anni luce le ricerche effettuate sugli stessi temi, Evola in primis, nel nostro ambiente.
E ricordati di salutarmi a Adalgiso.![]()
Sicuramente meglio, molto meglio del testo di Cassata...
Ciao
Bene. Mi fa piacere constatare che a parte frontista, e forse Lupo Nero, la si pensi qui sostanzialmente tutti alla stessa maniera (mi sento un pochino rinfrancato...Testo originale scritto da avversario
ti rispondo con piacere perchè dimostri di essere una persona che parla a ragion veduta.
Il passo di Adinolfi io lo intendevo ESATTAMENTE come lo intendi tu, non come un sedersi per terra e dire "ok fate quello che vi pare".).
Ho rimarcato la cosa perché io ritengo questo atteggiamento molto pericoloso, ossia che di fronte all'invasione in corso si assumano posizioni arrendevoli, cerchiobottiste o di plateale accettazione dello stato di cose, del tipo 'tanto non si può fare niente'. Questo è profondamenteo sbagliato. Tanto più quando si fa ulteriore criminale professione di indifferenzialismo razziale.Riguardo alle frasi che citi, più o meno tutte di frontista mi pare, non posso certo dirti che hai torto.
Non facciamo come nei tempi ultimi dell'impero romano, quandoe Sant'Agostino, Zosimo e gli altri padri della chiesa esortavano i cittadini romani a non lottare ma a dedicarsi alle cose dello spirito lasciando di fatto le porte aperte alle devastazioni barbariche. Oggi è tempo di prendere coscienza della nostra unicità ed identità e di usare questa come baluardo contro la montante marea mondialista, il cui cuneo atto a intrudere e a scardinare le nostre difese è proprio l'avvento della società multirazziale. Questa va scongiurata assolutamente e messa al primo posto della nostra agenda.
Dipende che cosa si intende per italiano, se, come da me precedentemente scritto questa qualifica discende dal tradizionale diritto-di-sangue (lo jus sanguinis), appare allora evidente che italiano può esserlo, a parte rare eccezioni, solamente chi l'Italia abita da generazioni, e non certo l'ultimo arrivato su di una zattera, al quale il moderno diritto-di-suolo (lo jus solis) attribuisce la qualifica di italianità solamente in merito al risiedere all'interno della nostra nazione.Vero è che in certi casi come quello "per essere italiani basta essere figli di italiani", frontista dice la verità. La dici anche tu, ma ciò non toglie che oggi le cose stanno proprio così, e la tua soluzione mi sembra un tantinello sbrigativa e poco realistica.
Se ti trovi d'accordo come me è il primo caso quello che noi riteniamo corretto allora siamo d'accordo, sul secondo invece mi trovi in assoluto contrasto.
Questo significa ovviamente che negri, asiatici o altri gruppi etnici recentemente giunti sulle nostre coste nulla hanno a che vedere con l'essere italiani.
Infine non mi sembra di aver fornito alcuna soluzione, sbrigativa o poco realistica che sia, come invece da te imputatomi.
Gli ebrei sono tutt'altro paio di maniche, sono comunità in buona parte impermiabili all'esterno e che vivono in Europa da molto tempo, e che nel nostro caso hanno anche fornito tanti patrioti alla nazione.Mi è capitato fra le mani un libro che parlava dei mezzi-ebrei nelle SS e durante il nazismo. Purtroppo non l'ho ancora letto perciò non posso essere specifico, ma mi pare di aver intuito che problemi del genere esistessero anche all'epoca e venissero trovate delle soluzioni: in pratica mezzi-ebrei combattevano nelle SS.
Se al giorno d'oggi esiste un problema 'ebraico' questo è legato al sionismo e alla pervasività della finanza mondiale e non certo alla presenza sul suolo d'Europa di comunità ebraiche. Non sarà infatti la presenza degli ebrei a meticciare l'Europa.
Il liberal-capitalismo che ci tiene sotto assedio si potrà affermare definitivamente solo dopo aver reso il mondo tutto un'unica melma grigiastra in cui popoli, culture e tradizioni si saranno irrimediabilmente mischiate. Porre il tutto sulla mera questione economica significa dare alle sovrastrutture maggiore importanza di quelli che sono i reali dati di fondo: ossia il sangue, lo spirito, il suolo.La situazione che vedo io è questa: siamo sotto assedio del liberal-capitalismo mondialista. A chi giova se non al Sistema di cui sopra se noi ci perdiamo in strade senza uscita, anzichè lottare per un ritorno dei nazionalismi e una salvaguardia delle Identità? L'ho già detto: come Evola e Mussolini considero il discorso biologico il meno importante. Non vuol dire che NON lo considero, ma che sotto un simile attacco, per me le priorità sono altre, dello Spirito innanzitutto.
Il dato biologico non significa il ridicolo razzismo white power né l'odio delle altre razze, ma semplicemente l'affermazione del principio alla differenziazione e del diritto alla salvaguardia della propria identità. Ovviamente il tutto va giocato con intelligenza e senza odio.
Nel razzismo spirituale evoliano abbiamo tre gradini, ma ricordati sempre che senza il primo, quello biologico, non potrai mai arrivare al terzo, quello spirituale.
Si, ma senza svendere, senza annacquare, senza tradire."ma con intelligenza cercando di non porsi in netta contrapposizione con il contesto sociale d'appartenenza." Calza a pennello. Dobbiamo penetrare in un contesto sociale imbevuto di storicismo materialista, di progressismo, in maniera intelligente. Far assorbire le nostre idee a poco a poco. Se le idee non vengono assorbite, non diventano le idee di sempre più persone, non c'è speranza.
Certe posizioni debbono rimanere salde e non si deve concedere alcuno spazio all'invasore. Questo tipo di integrità e di fermezza deve essere l'atteggiamento di tutti i giorni.
Altrimenti per trovare sponde accoglienti e accettazione sociale si finisce per rinnegare e porre nell'armadio le fondamenta del nostro mondo, queste si tradizionali, basato sul rispetto delle diversità dei popoli e sul principio di autodifesa.
Le cose, come scritto, vanno fatte con intelligenza. E' comunque mia precisa credenza che saranno le pulsioni provenienti dall'esterno ad accellerare una presa di coscienza da parte dell'europeo medio. La povertà e la guerra sole ci potranno salvare.Poni il caso che domani facessimo un referendum per abrogare la legge che dice che un figlio di italiani, anche se di razza diversa, è un italiano. Sai bene quale sarebbe l'esito: catastrofico. Dunque, è o non è una priorità quella di crescere prima, per gradi, spiegando i motivi?
Ciao.![]()


concordo pienamente con Orazio. In questi tempi di invasioni -del tutto analoghe, ma peggiori di quelle del IV-VI sec. d.C.- é assolutamente necessario adottare un atteggiamento coraggioso, fermo, intransigente ed attivistico. Non arrendevole, non evasivo, non qualunquistico e non codardo.
Di fronte alla confusione spaventosa che il Sistema induce nei popoli spostando, mischiando e diluendo le identitá, deve prevalere il principio non discutibile del jus sanguinis. Con qualche concessione per i nostri fratelli di razza europei, ma non nessun cedimento di fronte agli alieni.
Quanto poi alla possibilitá di realizzare la necessaria palingenesi, non aspettiamoci di poterlo fare mediante combinazioni elettorali e contando i voti. Dobbiamo aspettare la catastrofe ed approfittare immediatamente ed intelligentemente l'opportunitá storica.
Le rivoluzioni nazionali degli anni venti furono possibili solo nel contesto di Armageddon della prima guerra mondiale e la conseguente crisi postbellica. Qualcosa di simile avverrá nel prossimo futuro, stiamone certi. E prepariamoci ad agire...
saluti


[tratto da: Il secondo libro del fascista - Roma, PNF, 1941]Testo originale scritto da avversario
Aderisco alla concezione razzista evoliana che vede il razzismo biologico all'ultimo posto come importanza, concezione peraltro approvata dal Duce,
IL PENSIERO DEL DUCE SULLA RAZZA
Siccome la vita della nazione è vita della razza a cui essa appartiene, la Rivoluzione fascista appare, fin da principio, come un movimento di difesa e innalzamento della razza.
Ciò fu chiaramente affermato dal DUCE il 3 aprile 1921, con le seguenti parole: « Come è nato questo Fascismo, attorno al quale è così vasto strepito di passioni, di simpatie, di odii, di rancori e di incomprensioni? Non è nato soltanto dalla mia mente e dal mio cuore, non è nato solamente da quella riunione che nel marzo 1919 noi tenemmo in una piccola sala di Milano. E' nato da un profondo, perenne bisogno di questa nostra stirpe ariana e mediterranea, che a un dato momento si è sentita minacciata, nelle ragioni essenziali dell'esistenza.»
La Rivoluzione fascista nacque e si svolse per impedire la decadenza della nazione italiana e restituirla alla sua pienezza e alla sua forza, eliminando ogni causa di disfacimento, e, in modo speciale, sottraendola all'influenza nociva di sistemi politici e di indirizzi economici e sociali contrari alla sua eredità di sangue e di spirito.
Proponendosi il fine di portare l'unità della nazione italiana al suo massimo grado di efficienza, la Rivoluzione fascista fin dal primo momento della sua azione ha rafforzato e purificato con un'opera incessante il fondamento razziale dal quale la nazione italiana sorge.
Il pensiero del DUCE sulla razza esprime questo costante indirizzo della Rivoluzione fascista, da lui creata e condotta.
L'idea e il culto della razza appaiono di continuo nel pensiero del DUCE, come motivi fondamentali della sua azione.
In una gravissima ora di guerra - 2 novembre 1917 - il DUCE espresse la sua fede nella grande eredità morale degli Italiani: « Il dolore ci percuote ma non ci abbatte. Qui si rivela la nobiltà della nostra stirpe. Tutta l'Italia oggi è un cuore solo. Tutto si riduce alla nostra qualità fondamentale e gloriosa di Italiani ».
Il 16 febbraio 1921 - in un periodo torbido - il DUCE gridava al popolo di Trieste: « In cinquant'anni di vita l'Italia ha realizzato progressi meravigliosi. Prima di tutto c'è un dato di fatto: ed è la vitalità della nostra stirpe, della nostra razza... Primo pilastro fondamentale dell'azione fascista è l'italianità, cioè: noi siamo orgogliosi di essere Italiani, noi intendiamo, anche andando in Siberia, di gridare ad alta voce: "Siamo Italiani". Ora noi rivendichiamo l'onore di essere Italiani, perché nella nostra, penisola, meravigliosa e adorabile, benché ci siano degli abitatori non sempre adorabili, si è svolta la storia più prodigiosa e meravigliosa del genere umano ».
Il 16 febbraio 1921 il DUCE insisteva: « Dobbiamo avere l'orgoglio della nostra razza e della nostra storia ».
Il 7 novembre 1921 il DUCE dava una consegna: « Il Fascismo si preoccupi del problema della razza; i Fascisti devono preoccuparsi della salute della razza con la quale si fa la storia ».
Il 21 aprile 1922 il DUCE scriveva: « Celebrare il Natale di Roma significa celebrare il nostro tipo di civiltà, significa esaltare la nostra storia e la nostra razza, significa poggiare fermamente sul passato per meglio lanciarsi verso l'avvenire ».
Il 28 maggio 1922 il DUCE diceva ai rurali: « Non tutto ciò che fiorisce e quasi esplode in questa specie di primavera della razza è destinato a rimanere, lo sappiamo: ma sappiamo anche che taluni capovolgimenti spirituali lasciano tracce profonde ».
Quando il DUCE parla di razza, generalmente egli si riferisce al popolo italiano, costituito in nazione, e difatti questo popolo è così puro di sangue e compatto di spirito da costituire una tipica espressione della razza ariana.
« L'Italia » afferma il DUCE il 8 marzo 1934-XII « ha il privilegio di essere la nazione più nettamente individuata dal punto di vista geografico. La più compattamente omogenea dal punto di vista etnico, linguistico, morale. »
Esiste, cioè, una razza italiana, in quanto il popolo italiano, nella sua unità di nazione, ha saputo conservare le prerogative della origine ariana, e svilupparle secondo il proprio genio, per modo da assumere nel corso dei secoli un inconfondibile volto, fra le stirpi affini.
Già nel primo anno dell'Era fascista, cominciata il 28 ottobre 1922, sono frequenti i richiami del DUCE all'eccellenza della razza a cui apparteniamo.
L'8 gennaio 1923-I, Egli scolpisce la certezza che la rinascita italiana è dovuta al ritrovamento delle virtù razziali: « L'eclissi della nostra stirpe si squarcia nel 1915 e tutte le virtù sopite, non spente, della razza balzano al primo piano e ci danno la vittoria immortale ».
28 gennaio 1923-I:
« lo dichiaro che prima di amare i francesi, gli inglesi, gli ottentotti amo gli Italiani, amo cioè coloro che sono della mia stessa razza, che parlano la mia stessa lingua, che hanno i miei costumi, che hanno la mia medesima storia. »
6 febbraio 1923-I:
« Fra i popoli, nonostante le predicazioni, nonostante gli idealismi, rispettabili, ci sono dei dati di fatto che si chiamano razza, che si chiamano sviluppo, che si chiamano grandezza e decadenza dei popoli e che conducono a dei contrasti, i quali spesso si risolvono attraverso la forza delle armi. »
11 marzo 1923-I:
«Roma, testimonianza e documento imperituro della vitalità della nostra razza. »
2 aprile 1923-I:
« Il problema dell'espansione italiana nel mondo è un problema di vita o di morte per la razza italiana.
« Io sento tutto il fermento potentissimo di vita che agita la nuova generazione della stirpe italiana, Voi certamente avrete meditato qualche volta su questo che si potrebbe chiamare un prodigio nella storia del genere umano: non si fa della retorica se si dice che il popolo italiano è il popolo immortale che trova sempre una primavera per le sue speranze, per la sua passione, per la sua grandezza.»
21 aprile 1923-I:
«Vorrei richiamare la vostra attenzione sul prodigio di questo rinnovarsi della nostra razza, che balza in piedi all'annuncio del cimento, si batte e vince. »
4 giugno 1923-I:
« Altri popoli invidierebbero e invidiano questa nazione proletaria, prolifica e intelligente, saggia, laboriosa, serrata in una piccola e divina penisola, troppo angusta ormai per la nostra, razza. »
11 giugno 1923-I:
« Voi (i Sardi) siete dei virgulti superbi di questa razza italiana, che era grande quando gli altri non erano ancora nati; di questa razza italiana che ha dato tre volte la sua civiltà al mondo attonito o rimbarbarito; di questa razza italiana che noi vogliamo prendere, sagomare, forgiare per tutte le battaglie necessarie nella disciplina, nel lavoro, nella fede. »
12 giugno 1923-I:
« Essendo il Fascismo un movimento irresistibile di rinnovazione della razza, doveva fatalmente toccare e conquistare questa Isola [la Sardegna].»
18 giugno 1923-I:
« Il Fascismo rappresenta il prodigio della razza italiana, che si ritrova, si riscatta, che vuol essere grande. »
19 giugno 1923-I:
« Il Fascismo è un fenomeno religioso di vaste proporzioni storiche ed è il prodotto di una razza ».
24 giugno 1923-I:
« Roma è sempre, e domani e nei millenni, il cuore potente della nostra razza. »
Nel discorso pronunciato dal DUCE il 28 ottobre 1923-II, per il primo anniversario della Marcia su Roma, sentiamo ancora l'elogio della razza: « Questa vecchia e meravigliosa razza italica conosce le ore tristi, ma non conobbe mai le tenebre dell'oscurità. Se qualche volta apparve oscurata, ad un tratto ricomparve in luce maggiore ». « La Rivoluzione fascista » proclamò il DUCE in quella circostanza « è la primavera, è la resurrezione della razza. »
30 ottobre 1923-II:
« La Monarchia ha gloriosamente incarnato la tradizione della nostra razza e della nostra nazione. »
Anche qui, come nel discorso dell'11 marzo 1923-II, il DUCE, distinguendo fra razza e nazione, afferma che la nazione italiana è parte di una razza la quale, pur dovendosi dire italiana anch'essa, in quanto mostra i suoi puri caratteri nel nostro popolo, abbraccia tutto il grande orizzonte dell'arianesimo.
22 novembre 1923-II:
« Gli è che le razze bagnate dal Mediterraneo hanno germi inesauribili di vitalità. »
25 ottobre 1924-II:
« Siamo troppo orgogliosi della civiltà della nostra razza e siamo orgogliosi della vittoria che abbiamo strappato con immenso sacrificio di sangue, per pensare, anche lontanamente, di diventare una colonia. »
5 dicembre 1924-III:
« Se domani ci fosse un altro Governo più comodo, più tranquillo e più liberale, io credo che questa vecchia e giovane razza italiana esprimerebbe un nuovo Fascismo. »
6 giugno 1925-III:
« Il moto interventista che dilagava nelle piazze... rispondeva a un bisogno incoercibile della nostra razza. »
15 aprile 1926-IV:
« Capace di miracolo é stata, in ogni tempo, questa nostra razza italiana, che mi appare ognora, quando io ne faccio oggetto delle mie meditazioni, un prodigio singolare della storia umana. »
26 maggio 1927-V:
« Bisogna vigilare seriamente sul destino della razza, bisogna curare la razza a cominciare dalla maternità e dall'infanzia. »
E fin dal 14 settembre 1929-VII il DUCE così definiva la bonifica integrale: « E' la terra riscattata, e con la terra gli uomini e con gli uomini la razza. »
2 gennaio 1931-IX:
« La preparazione della nostra gioventù è fatta per ringagliardire la razza e darle le attitudini al senso di responsabilità e di disciplina. »
23 ottobre 1933-XI:
« La pace con onore e con giustizia è la pace romana, quella che dominò nei secoli dell'Impero, di cui vedete qui attorno le formidabili vestigia. Pace conforme al carattere e al temperamento della nostra razza latina e mediterranea che voglio esaltare dinanzi a voi, perché è la razza che ha dato al mondo, fra i mille altri, Cesare, Dante, Michelangiolo, Napoleone. Razza antica e forte di creatori e di costruttori, determinata ed universale ad un tempo, che ha dato tre volte nei secoli e darà ancora le parole che il mondo inquieto e confuso attende. »
18 marzo 1934-XII:
« Entro alcuni decenni tutti i rurali italiani devono avere una casa vasta e sana, dove le generazioni contadine possano vivere e durare nei secoli, come base sicura e immutabile della razza.»
« La giornata della madre e del fanciullo, la tassa sul celibato, e la sua condanna morale, lo sfollamento delle città, la bonifica rurale, l'Opera della maternità e infanzia, le colonie marine e montane, l'educazione fisica, le organizzazioni giovanili, le leggi sull'igiene, tutto concorre alla difesa della razza. »
28 Ottobre 1934-XIII:
[Agli atleti] «Chi vi ha visto sfilare ha avuto la profonda e quasi plastica impressione della nuova razza che il Fascismo sta virilmente foggiando e temprando per ogni competizione.»
31 luglio 1935-XIII:
« Noi Fascisti riconosciamo l'esistenza delle razze, le loro differenze e la loro gerarchia. »
2 ottobre 1935-XIII:
« Mai come in questa epoca storica il popolo italiano ha rivelato le qualità del suo spirito e la potenza del suo carattere. Ed è contro questo popolo, al quale l'umanità deve talune delle sue più grandi conquiste; ed è contro questo popolo di poeti, di artisti, di santi, di navigatori, di trasmigratori, è contro questo popolo che si osa parlare di sanzioni. »
26 ottobre 1935-XIII:
« Siete voi [i contadini] che rappresentate la razza nel suo significato più profondo e immutabile. »
3 maggio 1936-XIV:
« La terra e la razza sono inscindibili e attraverso la terra si fa la storia della razza e la razza domina e sviluppa e feconda la terra. »
27 agosto 1936-XIV:
« Hanno diritto all'Impero i popoli fecondi, quelli che hanno l'orgoglio e la volontà di propagare la loro razza sulla faccia della terra, i popoli virili nel senso più strettamente letterale della parola. »
10 luglio 1938-XVI:
« Il Partito è anche un potente artefice della elevazione fisica e morale della razza, attraverso le centinaia di migliaia di cimenti sportivi e attraverso l'istituzione del Dopolavoro, che permette alle grandi masse di accostarsi alle fonti più alte dello spirito nazionale. »
30 luglio 1938-XVI:
« Sappiate e ognuno sappia che anche nella questione della razza noi tireremo diritto. Dire che il Fascismo ha imitato qualcuno o qualcosa è semplicemente assurdo. »
18 settembre 1938-XVI:
« Nei riguardi della politica interna il problema di scottante attualità è quello razziale. Anche in questo campo noi adotteremo le soluzioni necessarie. Coloro i quali fanno credere che noi abbiamo obbedito a imitazioni, o peggio, a suggestioni, sono dei poveri deficienti ai quali non sappiamo se dirigere il nostro disprezzo o la nostra pietà. Il problema razziale non è scoppiato all'improvviso come pensano coloro i quali sono abituati ai bruschi risvegli, perché sono abituati ai lunghi sonni poltroni. E' in relazione con la conquista dell'Impero: perché la storia ci insegna che gli imperi si conquistano con le armi ma si tengono col prestigio. E per il prestigio occorre una chiara severa coscienza razziale che stabilisca non soltanto delle differenze, ma delle superiorità nettissime. Il problema ebraico non è dunque che un aspetto di questo fenomeno. »
22 gennaio 1939-XVII:
« La nostra politica rurale segue il suo corso: bonificare le terre, aumentare il reddito, migliorare le sorti degli agricoltori e dei lavoratori, conservare all'Italia una forte massa rurale che abbia l'orgoglio di vivere sulla terra, di lavorare in Italia e in Africa la terra, di conservare e tramandare le virtù intrinseche della razza e che sia pronta a difendere con le armi questa terra ormai identificata storicamente, fisicamente e moralmente con la Patria. »
CHE COSA HA FATTO IL FASCISMO PER LA RAZZA
Tutti i principi del DUCE affermati, ogni volta che egli ha parlato della razza, diventano direttive di azione del Regime e del Partito, e determinano la creazione e lo sviluppo di istituti, di leggi, di opere, che dimostrano come il Fascismo abbia svolto costantemente una politica razziale.
Il Fascismo attraverso l'opera del P.N.F. ha ridato a tutti gli Italiani quel costume, improntato a uno stile virile, guerriero, energico, costruttivo, che è tipico della razza italiana in tutti i tempi.
Il Fascismo ha creato l'Opera nazionale per la maternità è l'infanzia allo scopo di assistere le madri nel tempo in cui esse arricchiscono di nuovo sangue la razza; e di assistere i fanciulli perché crescano sani.
Il Fascismo ha svolto una politica demografica, per mantenere feconda la razza, incoraggiando materialmente e moralmente il matrimonio e la creazione dei figli; appoggiando con molti provvedimenti le famiglie numerose, riunite in apposita associazione.
Il Fascismo ha preso efficaci misure contro l'urbanesimo - ossia contro l'ingiustificato ed eccessivo affluire di popolazione dalle campagne alle città - per impedire che il popolo rurale, nerbbo della razza, perda la propria fecondità.
Il Fascismo ha promosso il ritorno alla terra, per ricondurre alla vita dei campi, molte famiglie e renderle sane e prolifiche.
Il Fascismo ha trasformato modernamente l'agricoltura italiana e ha intrapreso la bonifica integrale del suolo della Patria, perché la razza si attacchi alla terra e possa trarne il nutrimento per le future generazioni.
La battaglia del grano è una battaglia della razza, perché assicura il primo e sacro cibo: il pane, « cuore della casa, profumo della mensa, gioia del focolare », « il più soave dono di Dio, il più santo premio alla fatica umana ».
Il Fascismo ha organizzato la lotta contro le malattie sociali: malaria, tubercolosi, lue, per conservare la salute e la vigoria della razza.
Il Fascismo ha sviluppato enormemente l'assistenza e la previdenza sociale per dare agli individui e alle famiglie la serenità del lavoro, la tutela contro l'infortunio, la disoccupazione, le malattie, l'invalidità, la vecchiaia, diffondendo un benessere che giova allo sviluppo delle doti essenziali della razza, alla sua capacità produttiva e guerriera e alla sua resistenza morale e fisica.
Il Fascismo ha fondato il Dopolavoro, per offrire ai lavoratori di tutte le categorie un lieto riposo, che diventa una fonte di nuove energie per la razza.
Il Fascismo ha rinnovato l'educazione nazionale, introducendovi il culto e la cura di quelle doti, di quelle inclinazioni, di quelle attitudini che sono patrimonio ereditario della razza.
Il Fascismo ha dato il massimo incremento all'educazione fisica e agli esercizi sportivi, per migliorare fisicamente la razza e temprarla ai compiti del lavoro e dei combattimento.
Il Fascismo ha creato, con la Gioventù Italiana dei Littorio, una grande organizzazione nella quale tutte le capacità spirituali e fisiche della razza vengono sviluppate armonicamente fin dalla prima età.
Il Fascismo ha fatto culminare tutte queste sue provvidenze nella esaltazione dello spirito guerriero della razza, che deve essere sempre in grado di impugnare validamente le armi, per difendersi e per mantenere il suo primato.
E finalmente il Fascismo ha dettato le leggi necessarie per la tutela della purità e del prestigio della razza.
RAZZA E IMPERO
Il contatto di una massa di popolazione italiana ariana con masse di razza diversa deve essere regolato da leggi precise e severe, per mantenere alto il prestigio italiano e per impedire miscugli di sangue.
Il meticcio, ossia il figlio di due individui dei quali uno di colore, è un essere moralmente e fisicamente inferiore, facile vittima di gravi malattie e inclinato ai vizi più riprovevoli.
L'incrocio fra due razze è nocivo all'una e all'altra razza.
Col proibire ogni miscuglio di sangue fra Italiani e genti di colore, il Regime non soltanto tutela l'integrità fisica e il prestigio della nostra razza, ma al tempo stesso preserva dall'imbastardimento le razze che vivono sui territori a noi soggetti.
Il prestigio di razza non si mantiene, se viene mischiato il sangue.
La superiorità della nostra razza è una realtà storica e attuale, tanto nell'ordine fisico quanto nell'ordine morale; una realtà tangibile e indiscutibile, che non contrasta con la certezza della origine unica e divina dell'umanità, ma dimostra l'esistenza di una gerarchia fra le razze determinatasi per un complesso di cause nel corso di migliaia dì secoli.
[...]
Il Fascismo ha dettato le leggi necessarie a tenere alto il nostro prestigio e a impedire la mescolanza del nostro sangue nell'Impero; ma il rispetto di queste leggi deve essere imposto anzitutto, a ogni Italiano, dalla voce della coscienza.
La coscienza di appartenere a una razza che ha affermato la propria superiorità ed ha assunto la missione di guidare la civiltà del mondo, ricorda all'Italiano i doveri verso questa razza e lo mantiene forte e vigile, contro ogni cedimento, in qualsiasi condizione e circostanza.
CHE COSA DEVO SAPERE SULLA RAZZA
D. Che cosa si intende per razza?
R. La razza è una massa di uomini simili per caratteri fisici e psichici che furono ereditati e continueranno a ereditarsi.
D. A quale razza appartieni?
R. Appartengo alla razza ariana.
D. Perché dici di essere di razza ariana?
R. Perché la razza italiana è ariana.
D. Le razze sono tutte eguali?
R. Vi sono fra le razze differenze fisiche e spirituali.
D. Quale è la missione della razza ariana?
R. La razza ariana ha la missione dì civilizzare il mondo, e di farne. incessantemente progredire la civiltà.
D. A quale razza sono dovute le più alte espressioni della civiltà mondiale?
R. Le più alte espressioni della civiltà mondiale sono dovute alla razza ariana.
D. I caratteri fisici e spirituali che distinguono una razza dalle altre, si ereditano?
R. Si. I caratteri fisici e spirituali sono trasmessi di padre in figlio e di generazione in generazione negli individui di una stessa razza.
D. Come si chiama l'individuo nato da genitori di razza diversa?
R. L'individuo nato da genitori di razza diversa, dei quali uno di colore, si chiama meticcio.
D. Quali sono i caratteri del meticcio?
R. Il meticcio è un individuo fisicamente e moralmente inferiore.
D. E’ permesso ai cittadini italiani, maschi e femmine, di sposarsi con persone di razza non ariana?
R. No. La legge vieta e punisce i matrimoni misti. Ogni individuo che procrea un meticcio offende la dignità della razza e condanna il proprio figlio a uno stato di inferiorità fisiologica, morale e sociale.
D. Il matrimonio dei cittadini italiani con persone di razza ariana, ma di nazionalità straniera, è permesso?
R. Sì, ma occorre il consenso del Ministero dell'Interno. Invece i dipendenti dallo Stato e dalle organizzazioni e amministrazioni pubbliche non possono, in nessun caso, sposare persone di nazionalità straniera.


Vedo che con camerati con i quali è istruttivo (oltre che piacevole) discutere ci si chiarisce subito.
x Orazio: credo che frontista per "italiano" intendesse "con la cittadinanza italiana". In questa accezione dicevo che aveva ragione ad affermare quello che ho citato.
x Felix: ho letto anch'io il libro che citi. Nell'insistere sul termine "ariano" io personalmente ci leggo una concessione (non so quanto forzata) all'alleato tedesco per motivi politici. Che in buona parte sia andata così, credo si possa vedere constatando che nei fatti poi gli italiani non seguirono con molta convinzione (anzi pochissima) la strada antisemita. E' già stato un argomento di diversi 3d qui mi pare.
Concordo poi con voi su una cosa. Più facile che sia una catastrofe di qualche tipo piuttosto che un meccanismo elettorale, a mettere in discussione il Sistema attuale.
Nonostante questo penso che però sia importantissimo nel frattempo crescere, come già dicevo, qualitativamente e quantitativamente.
Aggiungo un'ultima nota personale: per me lo Spirituale prevale comunque sul Biologico. Nel senso che mi sento molto più vicino, per fare un caso limite, ad uno straniero che è stato qui adottato da genitori italiani, che, spiritualmente è vicino ai miei Valori, piuttosto che ad un italiano da generazioni che milita consapevolmente nella fila del nemico mondialista. Cioè, a nulla mi serve che uno sia italiano, se poi appoggia un Sistema che è invece da combattere. In questo senso, quindi, la questione resta primariamente focalizzata su un piano Spirituale che Biologico.


A leggere certe deliranti affermazioni non so se ridere o piangere.
Comunque ecco la prova provata che all'essere umano necessita un nutrimento completo, cosa che non si ha ingurgitando solo vegetali, anche ai fini di un corretto funzionamento del cervello.
Delle due l'una: o vivete all'estero oppure non uscite più di casa da anni (decenni) e siete convinti di risiedere in alexanderplatz col calendario fermo al 1940.
Orazio, tanto per non far nomi, mi accusi di essere accondiscendente nei confronti del mondialismo globalizzante e di negare l'esistenza delle razze. Le razze esistono, ma per me che non sono razzista non hanno grande importanza: sono solo un dato di fatto.
Mi attacchi se dico che non esiste più alcuna identità culturale e tiri fuori Dante e la Divina Commedia, quando in Italia (invasa innanzi tutto dagli statunitensi) abbiamo una generazione di ragazzi che comunica con grugniti, pensa sia il massimo cenare da McDonald, farsi le canne, avere il cellulare ultimo arrivato e che non legge neanche Topolino, altro che i classici.
Italiavecchia finalmente se ne va in vacanza (speriamo gli giovi) e combatte per la purezza della razza e contro i meticciamenti, ma nel frattempo il tasso di stronze (tutte dedite al lavoro e alle uscite con le "amiche") presente tra le donne italiane è alto e in costante crescita e sempre più uomini italiani che desiderano una famiglia tradizionale (quindi potenzialmente vicini a Noi) sono costretti a rivolgersi all'estero e mettono su casa (che dura, a differenza dei puristi della "razza") con latinoamericane, africane, rumene, bulgare ecc. ecc.
Ma che ci frega, siamo per le unioni tra italiani "da generazioni" (quante, visto che l'Italia esiste più o meno da cento anni - alcune zone lo sono dal 1918!) e continuiamo a farci del male.
Una coppia non può avere figli, decide per la sacrosanta adozione internazionale, ma a noi non ce ne frega niente e gli diciamo che quel figlio che crescono amorevolmente non è Italiano.
Ma dove ca@@o vivete?