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  1. #11
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: qual'è il vero problema dell'area.....

    Testo originale scritto da Ferruccio
    aggiungo: troppi furbacchioni/e ai vertici !
    E noi cosa possiamo fare Ferruccio? Mi affido alla tua saggezza

  2. #12
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    Predefinito Punti fermi per "cambiare registro" Si può risorgere...ma prima, bisogna capire!

    di: Alberto B. Mariantoni

    Sessant’anni di capillare e mirata propaganda avversaria, di stretto e controllato monopolio dell’informazione da parte dell’antifascismo militante e di confusione politica e concettuale intrattenuta ad hoc dai professionisti della “partitocrazia” e del “mal governo”, nonché l’approssimazione, il settarismo ed il disordine mentale coltivati ad usum delphini dai Leader (si eos hoc nomine appellari fas est: se è lecito che essi siano chiamati con questo nome!) e/o dall’insieme degli aspiranti “ladri di marmellata” della cosiddetta “Area”, sono riusciti a cancellare nella coscienza collettiva del nostro popolo, perfino il ricordo di che cosa sia il Fascismo, che cosa sia o possa essere un’ organizzazione Fascista, che cosa possa voler dire o significare essere Fascisti ed in che cosa consista svolgere o attuare una politica di tipo Fascista.

    Per evitare, quindi, che si continui gratuitamente ed impunemente a pronunciare delle parole vuote e senza senso o riferirsi a dei termini che nulla hanno a che fare o a che vedere con il “fascismo, così come l’antifascismo voleva che fosse”, oppure ad ispirarsi infondatamente e mendacemente a certi periodi della nostra storia che sono particolarmente a cuore agli Italiani degni di questo nome; e per evitare ugualmente che si continui - da parte antifascista - ad indurre in errore le giovani generazioni e - da parte di certi ambienti della cosiddetta “destra radicale”, “nazionale”, “sociale” o quant’altro - a rendere i loro adepti inconsciamente vittime di falsi o fuorvianti obiettivi (facendo loro credere che sono autentici o veritieri e, per di più, senza svelare loro le mistificazioni e le manipolazioni che si celano dietro i loro “paraventi”!), ho ritenuto opportuno ristabilire il significato ed il senso delle parole che si riferiscono al Fascismo ed indispensabile fissare – soprattutto per quei giovani che, in tutta buona fede, ancora oggi, sono attirati, affascinati e/o entusiasmati dall’alone di reputazione, di carisma e di prestigio che continua ad emanare dal progetto storico mussoliniano (1919-1945) – un minimo di chiarezza semantica e di precisione politica.

    Ecco, dunque – per coloro che sono interessati ad un possibile ed auspicabile risorgimento dell’ideale italiano per eccellenza – che cosa bisogna sapere e capire, se si vuole avere una qualunque chance di fare di nuovo trionfare idee di Mussolini e la visione del mondo che ne consegue:

    a Il Fascismo – innanzitutto – non è affatto un’ideologia (non è, cioè, un semplice punto di vista soggettivo ed arbitrario che fissa un qualunque “schema”, assoluto ed indiscutibile, ed attende che la realtà si adatti automaticamente e supinamente al suo disegno; oppure, dopo averlo fissato, tenta di manipolare e/o di violentare la realtà, per cercare di poterla fare coincidere o “combaciare” con i termini teorici ed astratti della sua preventiva e preconcetta costruzione intellettuale !), ma soprattutto un metodo: è una maniera positiva e dinamica di intervenire o di procedere nel contesto della realtà, nonché una maniera volontaria ed energica di percepire, affrontare e risolvere le problematiche che esistono o tendono a scaturire ed a svilupparsi all’interno di una società; se vogliamo, è essenzialmente l’arte del fare (“quod non est in factis, non est in mundo” : ciò che non è nei fatti, è da reputare inesistente; in altri termini: un vacuo, vuoto e vano “flatus vocis” o se si preferisce, un rumore della voce!); in particolare, fare oggi, ciò che potrebbe essere fatto domani o tra un’ora; farlo bene; farlo nell’interesse generale della società; ed essere liberi di poterlo fare, senza dovere tenere conto di nessun tipo di tabù, di ostacolo o di impedimento concettuale, aprioristico, assoluto ed indiscutibile; in altre parole, è l’espressione naturale della società dell’agire che si oppone con tutte le sue forze alla “società dell’enunciare” o dell’inconcludente “teorizzare”; la manifestazione istintiva della società del realizzare che aborrisce e rifiuta la “società del promettere” o del “dilazionare” ; l’estrinsecazione spontanea della società dell’essere che avversa e schernisce la “società del sembrare” o quella del semplice e bambinesco “apparire”.

    b. Un’organizzazione Fascista – in particolare – non è, né può essere, un “partito” (dal latino, partior, partioris, partitus sum, partiri che vuol dire dividere, separare – da cui pars, partis, partito, fazione) come gli altri, né tanto meno una “setta di uguali” (una camarilla di zombi, cioè, dove chi non la pensa esattamente come il “Capo”, è immediatamente marginalizzato o escluso!), ma semplicemente un Fascio (dal latino fascio, as, fasciatum, fasciare: legare, unire, tenere insieme - da cui fascis, is, fascio; plurale fasces, ium, cioè, i fasci di verghe con scure o fasci littori degli antichi romani: simbolo di unità e di forza, in una società di esseri unici, originali, irripetibili e complementari): un’organizzazione, cioè, che tende ad unire, consociare, coalizzare l’insieme delle forze vive ed operose di una Nazione, per meglio cercare di attuare, concretizzare, realizzare tutto ciò che è considerato utile, conveniente e vantaggioso, per la totalità dei cittadini ed il bene comune della società; un’organizzazione Fascista, inoltre, per antonomasia, non pone mai delle pregiudiziali ideologiche – come lo stesso Mussolini, sin dall’inizio, tenne chiaramente a sottolineare, “per le eterne ostriche della pregiudiziale, apparve come inaudito che i Fasci non avessero pregiudiziali di sorta”… ; e, per meglio precisare quel suo inequivocabile pensiero, ironicamente e pungentemente aggiunse: “Non si vuole capire che il Fascismo cessa di essere tale, non appena si scelga una pregiudiziale. Il Fascismo pregiudiziaiolo diventa un Partito. I Fasci non sono, non vogliono, non possono essere, non possono diventare un partito. I Fasci sono l'organizzazione di tutti coloro che accettano date soluzioni di dati problemi attuali” (le due citazioni sono tratte da un articolo di Benito Mussolini, apparso su “Il Popolo d'Italia”, n. 180, del 3 Luglio 1919); ed ancora: “Il Fascismo non è, non vuole essere, non sarà mai una ridicola, grottesca e sinistra congrega come sono i vecchi partiti e i frammenti dei vecchi partiti; il Fascismo è tale in quanto permette una pragmatica latitudine di atteggiamenti, a seconda delle circostanze di tempo, di luogo, di ambiente” (B. Mussolini, “Il Popolo d’Italia”, 29 Ottobre 1920); un’organizzazione Fascista, in fine, è una formazione politica che accetta, favorisce ed incoraggia l’insieme delle idee che sono espresse o manifestate dai suoi aderenti o dai singoli cittadini (purché, queste ultime, abbiano come finalità, il bene del Popolo o della Nazione); mentre invece, osteggia e combatte qualunque tipo di “fazione politica organizzata” (ivi comprese quelle di eventuali “fascisti dissidenti“ , “frondisti“, “zelanti“ o, semplicemente, “impazienti“!) che sia in opposizione o contraddizione, disaccordo o contrasto, con l’interesse generale del Popolo-Nazione italiano; questo, per la semplice ragione che - per il Fascismo - il più genuino “partito” di ogni popolo, è il Popolo stesso e la più naturale “fazione” di ogni Nazione, è la Nazione medesima !

    c Essere Fascisti – di conseguenza – non è in nessun caso indossare esclusivamente una camicia nera; oppure, calzare impropriamente degli anfibi militari, raparsi i capelli a zero, suonare/ascoltare l’hard-rock (che centra, poi, il “rock”, con il Fascismo, non l’ho mai capito!); o ancora, sfoggiare simboliche e formali “patacche” d’altri tempi, di cui – tra l’altro – non si conosce né il significato, né la storia; ovvero, agitare freneticamente rachitici e sdolcinati “braccetti a molla” o ostentare degli sgarbati o provocatori saluti romani; ossia, reclutare bande di “zecche di altro colore” o “scalmanati da stadio”, per scatenare gazzarre o fomentare gratuiti e premeditati scontri di piazza, ma tendere principalmente e sistematicamente a raggruppare, organizzare e fare co-operare fra di loro le migliori intelligenze, le più valide professionalità e le più opportune competenze di una Nazione e fare in modo che queste ultime – indipendentemente dalle idee che singolarmente esprimono o dalle predisposizioni e inclinazioni filosofiche e/o politiche che separatamente manifestano – possano meglio impiegare le loro indispensabili ed inestimabili capacità ed energie al servizio dell’interesse generale della società e, quindi, fornire più facilmente all’insieme dei cittadini le soluzioni che essi sognano, sperano e/o attendono, evitando così che i problemi che quotidianamente li angosciano o li assillano, continuino a rendere incerto, insidioso ed insicuro il loro presente ed il loro avvenire; essere Fascisti, inoltre, è sentirsi fieri ed orgogliosi di portare la propria “pietra” al cantiere della società, senza tema di biasimo o di pena né speranza di ricompensa; essere Fascisti, in fine, è essere tutt’uno (esse, ergo sum, sono in quanto appartengo!) con il Popolo e la Nazione alla quale si appartiene; “Virtù fasciste - affermava Mussolini - sono: la tenacia nel lavoro; la estrema parsimonia del gesto e della parola; il coraggio fisico e morale; la lealtà assoluta nei rapporti della vita; la fermezza nelle decisioni; l’affetto per i camerati; l’odio per i nemici della Rivoluzione e della Patria; la fedeltà senza limiti al giuramento prestato; il rispetto della tradizione; e, nel contempo, l’ansia del domani” (articolo apparso su “Gioventu Fascista”, del 1931, citato da Pietro Caporilli, “Mussolini, pensieri”, I libri del quadrifoglio, Roma, 1971, pag. 45).

    d. Svolgere o attuare una politica di tipo Fascista, non è, né può significare, perseguire una qualunque politica di parte: cioè, il mio interesse, contro il tuo; il tuo, contro il mio; il nostro, contro il loro; il loro, contro il nostro e così via, tutti facenti parte della stessa società; ma vuole innanzitutto dire, riappropriarsi del significato e del senso della parola politica (dal greco politichè): la politica, intesa letteralmente, come l’arte della Polis o della “Città-Stato” e, per estensione, l’arte o la tecnica degli affari pubblici e del governo delle genti; cioè, l’arte del ben vivere all’interno di una società; l’arte di educare i cittadini della società in questione a gestire e migliorare le forme e le strutture di quel loro ben vivere; l’arte di rendere coscienti i membri della società che per perpetuare nel tempo la condizione di quel loro ben vivere, è indispensabile restare uniti ed essere decisi a difendere, contro chiunque e con ogni mezzo, l’interesse generale della loro società nei confronti di (o in rapporto con) altre società; in altre parole, è perseguire l’interesse generale della nostra società, nei confronti, nei riguardi o nell’indifferenza di altre società.

    e. Come fare per applicare concretamente questo genere di politica?

    1. fissare un obiettivo politico di portata nazionale, internazionale e storica (un esempio di obiettivo politico al di sopra delle ”parti” e delle ”fazioni”, potrebbe essere: l’immediato ed assoluto recupero della libertà, dell’indipendenza, dell’autodeterminazione e della sovranità politica, economica, culturale e militare, per l’Italia, l’Europa ed il resto dei Popoli-Nazione del mondo) e cercare di diffonderlo o di divulgarlo con ogni mezzo;

    2. fissare un obiettivo economico di portata nazionale, internazionale e storica (un esempio di obiettivo economico al di sopra delle ”parti” e delle ”fazioni”, potrebbe essere: l’avidità, la bramosia e l’egoismo individuali dei singoli cittadini (essendo figurativamente paragonabili ad un “fiume in piena”, se quest’ultimo viene imbrigliato e canalizzato entro gli argini invalicabili della morale societaria e della legge, non potrà che produrre altra “energia” o altra produttività, mentre invece, se lasciato libero di scorrere o defluire ovunque esso intenda, genererà soltanto disastri e distruzioni, come avviene ai giorni nostri) – siccome nessuno, fino a questo momento, è riuscito a cancellarli dalla natura umana – possono e debbono essere garantiti dallo Stato, esclusivamente se coincidono con l’interesse generale della società ; in caso contrario, debbono essere assolutamente ed inesorabilmente contrastati e repressi) e cercare di diffonderlo o di divulgarlo con ogni mezzo;

    3. fissare un obiettivo sociale di portata portata nazionale, internazionale e storica (un esempio di obiettivo sociale al di sopra delle ”parti” e delle ”fazioni”, potrebbe essere: rifiuto dell’uomo “oggetto”, “cosa”, “forza lavoro” o “uno dei tre fattori della produzione” ed affermazione dell’uomo soggetto e finalità della Storia; soggetto, scopo principale e finalità dell’economia; soggetto, scopo principale e finalità del ben vivere all’interno della società) e cercare di diffonderlo o di divulgarlo con ogni mezzo;

    4. cessare di definirsi di ”destra” (o di ”estrema destra”, di ”destra radicale”, ”sociale”, ”nazionale” o quant’altro…); mandare a casa i “cavalli brocchi”; e chiamare a raccolta, indistintamente, tutti coloro che sono disposti a collaborare per potere concretamente raggiungere i suddetti obiettivi ;

    5. lasciare, in fine, che le future gerarchie della nascente organizzazione scaturiscano spontaneamente e prendano corpo e sostanza dal vivo dell’azione quotidiana.

    f. Con quale programma di minima?
    - Ritiro immediato dell’insieme delle missioni militari italiane all’estero;
    - Uscita dell’Italia dalla NATO e smantellamento delle 107 basi militari USA che dal 1945 continuano arbitrariamente ad occupare il nostro territorio;
    - Preferenza nazionale a tutti i livelli e blocco completo dell’immigrazione selvaggia extra-europea;
    - Integrità morale e rettitudine civile degli eletti;
    - Ripristino dei criteri di capacità, competenza e responsabilità nelle pubbliche Amministrazioni;
    - Difesa dei diritti dei cittadini, nonché del decoro e della dignità delle famiglie;
    - Concessione di uno stipendio garantito a tutte le madri di famiglia che si occupino effettivamente ed esclusivamente dei loro figli e/o del loro nucleo familiare;
    - Premio di natalità a tutte le famiglie, a partire dal secondo figlio;
    - Ristabilimento della “Patria Potestas” all’interno delle famiglie (marito o moglie, ai coniugi di decidere liberamente tra di loro chi deve detenere ed esercitare l’autorità all’interno della famiglia);
    - Fine delle delocalizzazioni industriali, della flessibilità occupazionale, della precarietà salariale e dei licenziamenti abusivi;
    - Socializzazione immediata delle imprese di interesse nazionale e traduzione in legge dei seguenti principi: lavoro uguale a capitale; partecipazione delle rappresentanze delle maestranze alle decisioni dei consigli di amministrazione; ripartizione degli utili netti, tra imprenditori e lavoratori;
    - Eradicazione sistematica e draconiana della criminalità;
    - Ristabilimento della giustizia giusta e cessazione dei soprusi, delle prepotenze e delle angherie nei confronti di chi non è in grado o in condizione di difendersi;
    - Salvaguardia ed incremento degli acquisiti economici e sociali per l’insieme dei lavoratori attivi e pensionati;
    - Sostegno pubblico ai più deboli ed ai più svantaggiati o sfavoriti.

    g.Con quale programma di massima ?
    -I ”100 Punti per cambiare l’Italia e l’Europa” che ho già fatto circolare in rete qualche mese fa e che mi permetto di riproporre, in allegato, a questo articolo.

    Nella speranza che non sia più obbligato a ritornare su questi argomenti, e nella certezza di avere concesso soddisfazione a tutti coloro che ancora tengono alle idee di Mussolini e considerano primordiale, per la propria esistenza, il bene del proprio Popolo e della propria Nazione, mi è gradito porgere i miei più cordiali e camerateschi saluti.

    Alberto B. Mariantoni

  3. #13
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    Avevo scritto: "Mi piace pensare a questo forum in un'ottica comunitaria e non élitaria dove chi ha conoscenze, competenze ed esperienze possa formare chi ancora non l'ha.".....
    Grazie NatoW



  4. #14
    email non funzionante
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    Testo originale scritto da Fiaba
    Avevo scritto: "Mi piace pensare a questo forum in un'ottica comunitaria e non élitaria dove chi ha conoscenze, competenze ed esperienze possa formare chi ancora non l'ha.".....
    Grazie NatoW


    quoto

    il forum é un'occasione unica da sfruttare per trovare in un'ambiente comunitario amichevole spunti di riflessione ed approfondimento. Per parteciparvi al megli é indispensabile una certa dose d'umiltá (soprattutto da parte dei piú giovani o meno preparati) e d'apertura mentale. Su molti temi ci possono essere visioni distinte (per esempio: la religione), ma non per questo si deve perdere il senso di fratellanza e d'appartenenza.

    Personalmente sono un po' preoccupato non solo del settarismo o della stoffa grezza di alcuni camerati, ma soprattutto dal buonismo. Anche se sono una minoranza, i buonisti avvelenano l'area e le tolgono la sua vis antagonista. Il buonismo conduce direttamente alla degenerazione borghese aennino-finiana. Ed é antitetico allo spirito dei nostri padri o nonni nazionalisti e fascisti. Se il fascismo si contraddistingue per qualcosa, é per il suo rifiuto del buonismo borghese liberale o marxista. In altre parole, il fascismo accetta la drammaticitá dell'esperienza umana, ed accetta quindi di buon grado il sangue e la morte. Chi ha paura del sangue e della morte non é un fascista...

    saluti

  5. #15
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    Predefinito

    Testo originale scritto da Felix
    quoto

    il forum é un'occasione unica da sfruttare per trovare in un'ambiente comunitario amichevole spunti di riflessione ed approfondimento. Per parteciparvi al megli é indispensabile una certa dose d'umiltá (soprattutto da parte dei piú giovani o meno preparati) e d'apertura mentale. Su molti temi ci possono essere visioni distinte (per esempio: la religione), ma non per questo si deve perdere il senso di fratellanza e d'appartenenza.

    Personalmente sono un po' preoccupato non solo del settarismo o della stoffa grezza di alcuni camerati, ma soprattutto dal buonismo. Anche se sono una minoranza, i buonisti avvelenano l'area e le tolgono la sua vis antagonista. Il buonismo conduce direttamente alla degenerazione borghese aennino-finiana. Ed é antitetico allo spirito dei nostri padri o nonni nazionalisti e fascisti. Se il fascismo si contraddistingue per qualcosa, é per il suo rifiuto del buonismo borghese liberale o marxista. In altre parole, il fascismo accetta la drammaticitá dell'esperienza umana, ed accetta quindi di buon grado il sangue e la morte. Chi ha paura del sangue e della morte non é un fascista...

    saluti
    Non si può infatti esaltare tanto il "cameratismo" per poi non applicarlo, non saperlo vivere... ed è anche da questa "comunità virtuale" che si deve partire!

    Per quanto riguarda il buonismo a cui fai riferimento, puoi spiegarmi meglio a cosa ti riferisci? Quale atteggiamento sarebbe antitetico allo spirito dei nostri padri fascisti in particolare?
    Credo che dietro alle tue parole ci siano concetti su cui varrebbe la pena riflettere....

  6. #16
    Massimiliano71
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: qual'è il vero problema dell'area.....

    Testo originale scritto da pacchiarotto
    O fare l'ennesima scissione della scissione dello strappo della scissione della scissione .....
    No, no, niente scissioni, anzi io sono per le fusioni .......
    Intendo dire che sarebbe l'ora che iniziassero serie collaborazioni tra tutti quei gruppi (partitici e non) animati da buona volontà e che vogliano portare avanti un progetto comune.
    Questo non significa crerare un movimento comune bensì creare una fitta e stretta rete di rapporti e collaborazioni che poi, un giorno, possa portare anche alla nascita di un qualcosa di più.
    Stringere rapporti, relazioni e collaborazioni tra le tante parti sane del nostro ambiente porterebbe automaticamente all'emarginazione degli pseudo-carrieristi, dei fascisti di comodo o per moda e di tutti coloro che hanno particolari manie di protagonismo.

  7. #17
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: qual'è il vero problema dell'area.....

    Testo originale scritto da Massimiliano71
    No, no, niente scissioni, anzi io sono per le fusioni .......
    Intendo dire che sarebbe l'ora che iniziassero serie collaborazioni tra tutti quei gruppi (partitici e non) animati da buona volontà e che vogliano portare avanti un progetto comune.
    Questo non significa crerare un movimento comune bensì creare una fitta e stretta rete di rapporti e collaborazioni che poi, un giorno, possa portare anche alla nascita di un qualcosa di più.
    Stringere rapporti, relazioni e collaborazioni tra le tante parti sane del nostro ambiente porterebbe automaticamente all'emarginazione degli pseudo-carrieristi, dei fascisti di comodo o per moda e di tutti coloro che hanno particolari manie di protagonismo.
    Se hai letto i miei recenti posts non ti sarà sfuggito che auspico proprio quello che hai scritto Te....Ma dubito che ciò sarà attuabile, troppi 'personalismi' minano il nostro ambiente. Troppi!

  8. #18
    Evoliano di sinistra
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    Prossimo al nulla, laggiu' nell'abisso io conduco da solo la mia lotta.......In ogni caso nessun rimorso
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: qual'è il vero problema dell'area.....

    Testo originale scritto da pacchiarotto
    Se hai letto i miei recenti posts non ti sarà sfuggito che auspico proprio quello che hai scritto Te....Ma dubito che ciò sarà attuabile, troppi 'personalismi' minano il nostro ambiente. Troppi!
    Personalismi, pressapochismo, cialtroneria, carnevalate, intelletualismi fini a se stessi, chiusure in torre d'avorio ed in orticelli dorati, tutto questo forse c'e' sempre stato ma ora e' acuito all'ennesima potenza.......La soluzione? fare un passo indietro e ripartire da zero ricostruendo le comunita' poltiche ed umane...E' inutile cianciare di soggetti politci unici, di elezioni, partiamo dalla base, rapporti umani tra camerati, occasioni comunitarie iniziative metapolitiche insieme, costruzione di un tessuto economico....
    Al di la' dei discorselli sulle elezioni (delle quali personalmente non me ne frega nulla, infatti mi sembrano a dir poco risibili le considerazioni di chi auspica accordi col polo visto che oltre il fatto che ideologicamente non abbiamo niente da che spartire, dobbiamo essere consapevoli di non contare nulla a livello elettorale) e' necessario prendere coscienza del fatto che siccome siamo fascisti, e quindi assertori di una visione del mondo antitetica al sistema attuale, di noi (se va bene) non glie ne frega nulla a nessuno...e quindi camerati (al di la' delle etichette e delle fregnaccie te sei del Fiamma, te di Fn, te stai con quello che 15 anni fa ha detto male di', te sei quello che 5 anni fa ha fatto...) se non ci pariamo il culo da soli non ce lo para nessuno.........
    Scusate lo sfogo (e forse sono andato fuori tema)..Saluti

  9. #19
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: qual'è il vero problema dell'area.....

    Testo originale scritto da fabiosko
    Personalismi, pressapochismo, cialtroneria, carnevalate, intelletualismi fini a se stessi, chiusure in torre d'avorio ed in orticelli dorati, tutto questo forse c'e' sempre stato ma ora e' acuito all'ennesima potenza.......La soluzione? fare un passo indietro e ripartire da zero ricostruendo le comunita' poltiche ed umane...E' inutile cianciare di soggetti politci unici, di elezioni, partiamo dalla base, rapporti umani tra camerati, occasioni comunitarie iniziative metapolitiche insieme, costruzione di un tessuto economico....
    Al di la' dei discorselli sulle elezioni (delle quali personalmente non me ne frega nulla, infatti mi sembrano a dir poco risibili le considerazioni di chi auspica accordi col polo visto che oltre il fatto che ideologicamente non abbiamo niente da che spartire, dobbiamo essere consapevoli di non contare nulla a livello elettorale) e' necessario prendere coscienza del fatto che siccome siamo fascisti, e quindi assertori di una visione del mondo antitetica al sistema attuale, di noi (se va bene) non glie ne frega nulla a nessuno...e quindi camerati (al di la' delle etichette e delle fregnaccie te sei del Fiamma, te di Fn, te stai con quello che 15 anni fa ha detto male di', te sei quello che 5 anni fa ha fatto...) se non ci pariamo il culo da soli non ce lo para nessuno.........
    Scusate lo sfogo (e forse sono andato fuori tema)..Saluti
    Non cercherò di convincerti sulla utilità di stringere accordi con chicchessia....E' però un fatto che tu asserisca che elettoralmente non contiamo una cippa! E siccome per come è strutturato il nostro Paese e la 'democrazia' ne consegue che la sola strada per arrivare a poter dire la nostra è la cabina elettorale. Del resto lo stesso Hitler è arrivato al cancellierato con le elezioni non vedo perchè noi non si debba perseguire questa finalità! In merito al fatto che ora è peggio di prima ti tranquilizzo Fabiè....con la mia modesta esperienza personalissima ultraventicinquennale ti assicuro che è sempre stato così, se non peggio! La deriva di aenne ne è la dimostrazione più lampante....

  10. #20
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: qual'è il vero problema dell'area.....

    Testo originale scritto da Fiaba
    E noi cosa possiamo fare Ferruccio? Mi affido alla tua saggezza
    Prima di tutto opporsi alla nostra diaspora che ci vede frazionati in mille rivoli .

    NON appoggiare accordi con la Cdl e restare con chi tali accordi non fara'.

    Avverra' così una selezione sul campo !

 

 
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