Provo a darne una chiave "sociologica".
Direi che è vero che all'estero si ritrovano invariabilmente degli "assembramenti" di abbigliamento assolutamente imbarazzanti ma direi che la cosa piu' sorprendente è che questo gusto dell'orrido o comunque questa scarsa sensibilita' si ritrova in ambienti assolutamente "evoluti" come le grandi città.
Mentre non sarei stato sorpreso di trovare una certa differenza tra che so un ambiente "rurale" e uno metropolitano, direi che all'estero e in particolare nel mondo anglosassone c'è una "tendenza" di fondo a vestirsi oggettivamente da cani.
Ma non è solo l'abbigliamento.
Prendo un parallelismo sul mondo motoristico.
Prendiamo la tipica berlina americana e una europea (poi andiamo in Italia).
Le berline (o le moto uguale) americane hanno diverse tendenze.
Una è la esasperazione delle grandezze.
Un altra è il gusto delle cromature e dei particolari vistosi.
Ne viene fuori il tipico "gusto americano", la quale espressione ne è appieno Las Vegas, ovvero cose gigantesche, pacchianissime e vistose fino al kitsch.
Gli americani non hanno il senso della "misura" nè la discrezione.
Diciamo che sono degli inglesi cresciuti e viziati troppo (e senza educazione), nel quale è decaduto anche quel senso dell'umorismo e il "self-control" tipico "british" e si è invece accresciuto a dismisura il "senso di possesso" e la necessita' di imporlo sotto un profilo visibile a tutti.
In Europa le cose sono differenti.
Il senso della misura e la discrezione (vedi le berline tedesche senza nemmeno il logo del modello) all'interno del proprio "status sociale" costituiscono di per se' stessi uno dei punti di riferimento come "status-symbol".
Anche perche' mentre in Europa c'e come dire anche il senso della "tradizione" nella ricchezza, il che comporta tutta una serie di riferimenti anche comportamentali, negli USA non è cosi', il metro è solo l'esposizione pure della ricchezza e non "come" essa viene interpretata. C'e da dire comunque che questo metro è piu' dell'Ovest che dell'Est, dove in molte città (vedi Boston o altre), tutti i ceti "dirigenziali" sono tendenzialmente eurofili e amano molto il "modus vivendi" europeo, e di conseguenza il suo abbigliamento e il suo modo di proporsi.
In Italia questo aspetto è ancora piu' marcato.
Tendenzialmente perche' dalla nostra storia, cio' che distingueva il "signore" dal cafone era in primo luogo l'abbigliamento e il comportamento.
Uniamo il fatto che siamo il popolo piu' individualista del mondo, e che storicamente la "fama" e l'eternità dei ricordi di tutte le persone è sempre stata realizzata dagli Italiani NON attraverso guerre di conquista all'estero con collezione di trofei in salotto ma attraverso l'edificazione di chiese, cattedrali, statue, acquisto di quadri, ovvero con tutto cio' che riguardava il senso del bello o comunque i sensi "epicurei", ovvero la buona tavola, le ars amatorie e quant'altro. Per tutto questo siamo famosi e non per altro. La politica (in particolare estera) ad esempio richiede compattezza, uniformità e aggressivita', e noi ad esempio in questo senso non siamo mai stati forti.
Ora è chiaro che con l'uniformazione e chiamiamo la "globalizzazione" dei costumi questo senso del "particulare" emerge meno, ma è altresi' indubbio che ancora esiste un certo senso del bello che ci evita di misurare la nostra capacita' di relazionarci con gli altri esclusivamente dal "costo secco" in denaro di un qualche cosa.




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