Si parla tanto di crisi della Chiesa. Secondo voi la Chiesa è, come istituzione, in crisi? Il pastore sta arretrando di fronte ai lupi che attaccano il gregge?


Si parla tanto di crisi della Chiesa. Secondo voi la Chiesa è, come istituzione, in crisi? Il pastore sta arretrando di fronte ai lupi che attaccano il gregge?


Nella Chiesa di oggi manca la linea del contrattacco. per certi versi è troppo arroccata, in altri contesti svende la sua identità.
Antifascista, cattolico-democratico, contrario al principio "destro" di "limite e conservazione" e sostenitore del principio di "non appagamento", dunque, di centrosinistra!




Non la Chiesa, ma l'Occidente è in crisi.
Se l'Occidente riscoprisse sé stesso e le proprie origini, di sicuro gioverebbe anche alla Chiesa. Ma le due cose viaggiano separate, su piani diversi.
“Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”


Caro mio,
che l'Occidente sia secolarizzato è un dato innegabile. Ma, oggi, anche la Chiesa si è secolarizzata. La sua "apertura" mondana, l'ha portata a sposare l'ideologia del mondo, dimenticandosi della fede di Cristo. Prima la Chiesa era un'autorità morale. Vi erano ecclesiastici prestigiosi ed autorevoli; dotati di grande levatura morale e spirituale. Oggi, il massimo che riesce ad esprimere la Chiesa è un Martini o un Tettamanzi, che sono adagiati sulll'ideologia secolare sin troppo comodamente.hefico: O quando va male altri curiosi personaggi ....... . I frutti si vedono.
hefico:


Che ci sia una drammatica involuzione è evidentissimo.
E' un processo naturale: non c'è alcunchè che non segua una parabola fenomenica in questo nostro mondo manifesto e la Chiesa non fa eccezione.
Molteplici i motivi: in parte l'assoluta secolarizzazione del mondo moderno, fenomeno irreversibile che è andato progressivamente negando il valore del sacro relegandolo in un ghetto di "superstitio" da irridere...seguito a ruota dalla secolarizzazione della Chiesa stessa che ha voluto accreditarsi come operatrice socio-umanitaria rinunciando a sottolineare il suo compito precipuo di tramite con il divino e sancendo questa caratteristica con la devastazione del Vaticano II°....in parte per la mediocrità dei pastori ormai inadatti ad esprimere illuminazione e autorevolezza convincente....in parte per l'incapacità ormai chiarissima di rispondere con parole adeguate alle domande di senso e alle aporie degli uomini di questo secolo senza utilizzare un linguaggio fatto di luoghi comuni e stereotipi incomprensibile ormai alle interiorità degli uomini moderni, non esprimente nulla di pregnante e di realmente efficace, ma ricalcante paradigmi anche verbali che potevano andare bene mille anni fa ma di certo non oggi.
Vi sarebbe ancora altro, ma mi fermo qui.
Credo che in definitiva che quando i tempi sono maturi ogni cosa incontri le condizioni giuste per disfarsi e scomparire: è una legge naturale.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


La Chiesa è devastata dal modernismo. L'evento più tragico nella storia del mondo degli ultimi secoli (certamente del 1900) non sono le grandi guerre, la diffusione di armi potentissime, l'inquinamento, le crisi economiche o la fame, ma il 'concilio' Vaticano II. A partire dalla sua promulgazione la 'gerarchia ecclesiastica' non professa più integralmente la Fede cattolica. E' la grande apostasia di cui parla San Paolo nella seconda lettera ai Tessalonicesi? Probabilmente sì. Sembra quasi che le porte dell'inferno abbiano prevalso sulla Chiesa. Questo ovviamente non è possibile, ma la Chiesa si trova forse nella più spaventosa crisi della sua storia bimillenaria. E' difficile ammetterlo, lo so. E' difficile non cedere alla tentazione di minimizzare la catastrofe per illudersi che in fondo tutto va bene.


Quel che dici è in gran parte condivisibile. Unico appunto: è l'aver voluto abbandonare il linguaggio semplice e chiaro del vangelo e bimillenario della Chiesa a favore di un linguaggio soco-antropo-umanitaristicvo il male della Chiesa attuale. O almeno uno dei mali. Oraai trovare qualche sacerdote che nelle omelie faccia riferimento alle verità della fede è cosa assai rara. Deve andar bene e trovi sacerdoti che parlano sempre di famiglia e di vita, temi di cui si hanno piene le tasche e che, tra l'altro, sono trattati in maniera non sempre adeguata.hefico: Nelle ipotesi peggiori trovi sacerdoiti che fanno proclami politici dagli altari a favore di rom ed immigrati.
hefico: Quasi che la speranza cristiana si riduca a queste tematiche. Ed allora io mi chiedo: perché non fanno gli assistenti sociali?
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Ultima modifica di Augustinus; 08-12-09 alle 09:39


per me la chiesa vuole occupparsi delle cose del mondo troppo platealmente... non ha più coraggio di interessarsi solo del divino e del trascendente neppure come facciata, forse perchè non ci crede più...
col risultato che diventa sempre più meno credibile
[B]per mantenere in pace un mondo caratterizzato da ingiuste concentrazioni di ricchezza ed enormi sacche di povertà è necessario trasformare i poveri in zombie con la propaganda e le religioni[/B]


C'è un articolo interessante di Ida Magli sul Giornale di oggi. Purtroppo su internet non si trova, comunque sostiene più o meno che la maggior colpa della Chiesa sia la superficialità, ed io sottoscrivo. La Chiesa, per dirne una, non fa altro che predicare i buoni sentimenti verso i poveri "migranti" ma non guarda alla radice della loro povertà e non prende posizione contro le istituzioni e i meccanismi che l'hanno causata. Insomma, gli unici a cui è richiesto di tollerare qualunque cosa sono sempre i poveri cristi.
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.