Milano. Il carismatico imam che si è fatto le ossa contro i sovietici in Afghanistan, suo cognato che recluta aspiranti kamikaze per l’Iraq, l’ex alcolizzato che riscopre la retta via con il jhiad: sono i tre estremisti islamici che per anni hanno vissuto indisturbati nel nostro paese e che, dal primo agosto, sono finiti sulla lista nera degli Stati Uniti. Ahmed el Bouhali, Abdelkader Laagoub e Faycal Boughanemi sono stati bollati dal dipartimento del Tesoro americano come “terroristi per il loro coinvolgimento nelle cellule legate ad al Qaida costituite a Cremona, in Italia” e probabilmente fanno parte della rete fondamentalista che, secondo i nostri servizi, ha fornito denaro e uomini al jihad.
Nel “Cremonistan” i tre, assieme ad altri estremisti, hanno trovato per anni rifugio sicuro e una base europea per “reclutare volontari, raccogliere fondi per organizzazioni terroristiche e pianificare attacchi in Italia, Marocco e Tunisia”, come denunciano gli americani.
El Bouhali, riparato in Afghanistan tre mesi prima dell’11 settembre, è stato dato per morto sotto le bombe, ma secondo molte fonti si tratta di un depistaggio. Gli altri due sono sotto processo alla Corte d’assise di Cremona per terrorismo.
Secondo il dipartimento del Tesoro americano, el Bouhali, classe 1963, “formò la cellula (legata al Gruppo combattente islamico marocchino, ndr) nel 1988 a Cremona e la guidò fino all’estate del 2001”. Imboccò da giovanissimo la strada della guerra santa, verso la fine degli anni 80, quando andò in Afghanistan a combattere contro gli invasori sovietici. Per questo motivo lo chiamavano l’emiro dei “marocchini-afghani”, i volontari islamici provenienti da diversi paesi musulmani, come Osama bin Laden.
“Gli investigatori italiani hanno sequestrato a el Bouhali manuali di addestramento paramilitare, che comprendevano istruzioni per utilizzare armi, strumenti di intercettazione e costruire bombe”, scrivono gli americani spiegando perché l’hanno inserito nella lista nera.
Non solo: il marocchino-afghano è in possesso anche di filmati con i messaggi di bin Laden che incitano alla violenza e volantini propagandistici di al Qaida. “Materiale che sarà utilizzato da el Bouhali per reclutare personale per le attività terroristiche in Iraq”, denunciano gli americani.
Nel 1998 una prima ondata di perquisizioni della Digos trova a casa sua un manuale di addestramento del campo di al Faruk, gestito da al Qaida, in Afghanistan.
Poche ore dopo el Bouhali e altri fermati sono rilasciati con tante scuse, perché la magistratura non li considera terroristi.
Nell’agenda del marocchino-afghano viene trovato un indirizzo belga inviato all’antiterrorismo di Bruxelles. Si tratta di un covo di fondamentalisti, che appena vedono i poliziotti cominciano a sparare. L’inchiesta che ne deriva porterà, nel 2000, a sventare il complotto per far saltare in aria la cattedrale di Strasburgo.
Nel frattempo, il marocchino-afghano può continuare a guidare la preghiera dei musulmani di Cremona, inneggiando alla guerra santa. Soltanto nel 2001, quando s’indaga su un possibile attentato all’ambasciata americana a Roma, collegato alla cellula di Cremona, el Bouhali parte e raggiunge l’Afghanistan dei talebani e di al Qaida.
Le rivendicazioni di Ansar al Sunna
Alle spalle lascia un gruppo affiatato di cui fa parte il marocchino Abdelkader Laagoub, che sposa la sorella di el Bouhali. Secondo il Tesoro americano, Laagoub “guida la cellula terrorista di Cremona fino al febbraio del 2004 assieme a Mourad Trabelsi”, un altro fondamentalista già finito nella lista nera degli Stati Uniti.
A casa del cognato di el Bouhali gli investigatori trovano i filmati inediti delle azioni di Ansar al Sunna, uno dei gruppi del terrorismo iracheno. La cellula di Cremona si è specializzata nel reclutamento di aspiranti kamikaze da inviare in Iraq. Video e rivendicazioni di Ansar al Sunna vengono sequestrati – scrive Roberto Fiorentini, specialista della pista del jihad a Cremona e dintorni – in un appartamento di Paderno Ponchielli, che l’Aler (Azienda lombarda per l’edilizia residenziale, un ente pubblico)
“gli affitta a prezzo stracciato”.
Laagoub è sotto processo per terrorismo internazionale, come il terzo personaggio inserito nella lista nera: il tunisino Faycal Boughanemi. Quando arriva nel cremonese è dedito all’alcol e alle amicizie omosessuali, poi si converte e scopre la guerra santa.
“Boughanemi ha aiutato a reclutare individui per attacchi terroristici in Tunisia – scrivono gli americani – Inoltre ha partecipato a una cospirazione per attentati contro il Duomo di Cremona e la metropolitana milanese, in risposta alla politica estera italiana” fedele agli Usa.
Nello stesso periodo il Comune di Cremona lo assume come giardiniere.
Da il Foglio
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