Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Così si risolvono i problemi degli italiani

    Firenze, 20.57
    FIRENZE, SUPERMULTA PER ACQUISTO OCCHIALI CONTRAFFATTI

    Super multa per una cliente di un venditore abusivo: 3.333 euro per aver acquistato un paio di occhiali con marchio contraffatto. E' accaduto a Firenze dove gli agenti della Polizia Municipale, in abiti civili, hanno fermato C.B.T. (51 anni, cittadina filippina da anni residente a Firenze) che, poco prima, aveva acquistato, al costo di 11 euro, un paio di occhiali con griffe falsa da un venditore abusivo al lavoro in via dell'Ariento. Per la donna e' scattata la multa prevista dalla nuova norma in materia di tutela del diritto d'autore e dei marchi industriali, ovvero 3.333,33 euro. La stessa pattuglia di vigili ha individuato due turisti belgi (D. R. J. 28 anni e R. F. 27 anni) in piazza San Lorenzo mentre stavano acquistando due cd privi di marchio Siae da un venditore extracomunitario. In questo caso i cd costavano 5 euro ciascuno, ma i due giovani torneranno in Belgio con un verbale da 154 euro ciascuno. Tracciando il bilancio dei controlli antiabusivismo della giornata sono stati 1.159 gli oggetti sequestrati tra cui 136 borse, 200 cd, 46 orologi, 338 occhiali tutti rigorosamente contraffatti. Quindici i sequestri amministrativi e una denuncia per contraffazione.

  2. #2
    Tremendo
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    Meglio tardi che mai.

  3. #3
    Tremendo
    Ospite

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    Il giudice: l'immigrato può fare reati (libero)
    Mandato da Rassegna Stampa LS Venerdì, 05 Agosto 2005, 04:29.
    di MATTIAS MAINIERO - Libero, 4 agosto 2005
    Mi raccomando: se volete vendere cd pirata, procuratevi un passaporto da extracomunitario e una volta beccati dite di vivere clandestinamente in Italia. Vedrete che vi andrà bene, ma ad una condizione: dovete piangere un po' e raccontare che avete fame. Non ci credete? Andate a leggere all'interno l'articolo. Troverete la storia di un senegalese rigorosamente clandestino, di 151 compact disc musicali, 49 programmi per computer e giochini vari per la play station. Il senegalese aveva un negozio ambulante e abusivo. Fu beccato, pianse e il giudice Gennaro Francione lo ha mandato assolto. Comprendetelo. Anzi, comprendeteli tutti e due: l'extracomunitario, ha sentenziato il giudice, vendeva i suoi cd a prezzo ridotto e lo faceva solo per mangiare, per giunta in un Paese, l'Italia, che non ha strutture adatte ad accogliere e a nutrire tutti quelli che vengono da paesi lontani. Cosa avrebbe dovuto fare il senegalese? Morire di inedia? Tornarsene a casa sua? Aveva deciso di darsi alla New Economy, banchetto di elettronica, Roma, quartiere Monteverde. E solo per questo il giudice avrebbe dovuto punirlo? Perché aveva infranto la legge? Figuriamoci, lo dicevano pure i latini: "necessitas non habet legem», ergo... Ergo, signori extracomunitari nonché clandestini, senegalesi, nigeriani o etiopi, ricordatevi: da oggi in poi chiedete solo del giudice Francione, già noto alle cronache per un'analoga sentenza e già finito dinanzi al Csm. E, visto che la giustizia è notoriamente uguale per tutti, del dottor Francione potrebbero chiedere anche i rapinatori nostrani e non clandestini, gli scippatori, i ladri d'auto, i topi d'appartamento, i ricettatori e via truffando e rubando. In fin dei conti, anche loro tengono stomaco nonchè famiglia. Che si fa, signor giudice, si può chiudere un occhio anche se i nostri non hanno il passaporto giusto? Nessun sorriso, neppure amaro. Qui non c'è proprio nulla da ridere o sorridere. Forse sarebbe il caso di preoccuparsi: quanti sono gli extracomunitari clandestini che, ripiegato il banchetto e riposti i cd, non disdegnano di smerciare anche un po' di droga? E a quanto ammonta il giro delle vendite illegali, cd, stereo, borsette, orologi, occhiali da sole, tappeti veri e fasulli, magliette, pantaloni, scarpe e chincaglieria varia? Un singolo extracomunitario non farà molti danni. Mille o diecimila cominciano a diventare un problema serio. Esageriamo un po': c'era una volta un kamikaze che veniva da Londra e che approdò a Roma. Vogliamo scommettere che, se non fosse stato acciuffato e spedito in galera, prima o poi avrebbe trovato pure lui una fatica e si sarebbe messo a vendere qualcosa senza marchio Siae? Avremmo assolto anche lui, clandestino esattamente come il senegalese? Gli avremmo negato il diritto al nutrimento? Signor giudice, senza offesa, vorremmo ricordarle un piccolo particolare che forse le è sfuggito. Pare che in Italia, oltre alle organizzazioni benefiche che sono così poche e che, come lei scrive, non riescono ad accogliere tutti gli extracomunitari, esistano anche le carceri, o prigioni, che dir si voglia, o galere. Pensa che Regina Coeli non sarebbe riuscita a sfamare degnamente il senegalese? Oppure la Costituzione, per chi vende cd pirata e viene da un Paese lontano, prevede solo pasti rigorosamente all'aperto?

  4. #4
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    In Origine Postato da Tremendo
    Il giudice: l'immigrato può fare reati (libero)
    Mandato da Rassegna Stampa LS Venerdì, 05 Agosto 2005, 04:29.
    di MATTIAS MAINIERO - Libero, 4 agosto 2005
    Mi raccomando: se volete vendere cd pirata, procuratevi un passaporto da extracomunitario e una volta beccati dite di vivere clandestinamente in Italia. Vedrete che vi andrà bene, ma ad una condizione: dovete piangere un po' e raccontare che avete fame. Non ci credete? Andate a leggere all'interno l'articolo. Troverete la storia di un senegalese rigorosamente clandestino, di 151 compact disc musicali, 49 programmi per computer e giochini vari per la play station. Il senegalese aveva un negozio ambulante e abusivo. Fu beccato, pianse e il giudice Gennaro Francione lo ha mandato assolto. Comprendetelo. Anzi, comprendeteli tutti e due: l'extracomunitario, ha sentenziato il giudice, vendeva i suoi cd a prezzo ridotto e lo faceva solo per mangiare, per giunta in un Paese, l'Italia, che non ha strutture adatte ad accogliere e a nutrire tutti quelli che vengono da paesi lontani. Cosa avrebbe dovuto fare il senegalese? Morire di inedia? Tornarsene a casa sua? Aveva deciso di darsi alla New Economy, banchetto di elettronica, Roma, quartiere Monteverde. E solo per questo il giudice avrebbe dovuto punirlo? Perché aveva infranto la legge? Figuriamoci, lo dicevano pure i latini: "necessitas non habet legem», ergo... Ergo, signori extracomunitari nonché clandestini, senegalesi, nigeriani o etiopi, ricordatevi: da oggi in poi chiedete solo del giudice Francione, già noto alle cronache per un'analoga sentenza e già finito dinanzi al Csm. E, visto che la giustizia è notoriamente uguale per tutti, del dottor Francione potrebbero chiedere anche i rapinatori nostrani e non clandestini, gli scippatori, i ladri d'auto, i topi d'appartamento, i ricettatori e via truffando e rubando. In fin dei conti, anche loro tengono stomaco nonchè famiglia. Che si fa, signor giudice, si può chiudere un occhio anche se i nostri non hanno il passaporto giusto? Nessun sorriso, neppure amaro. Qui non c'è proprio nulla da ridere o sorridere. Forse sarebbe il caso di preoccuparsi: quanti sono gli extracomunitari clandestini che, ripiegato il banchetto e riposti i cd, non disdegnano di smerciare anche un po' di droga? E a quanto ammonta il giro delle vendite illegali, cd, stereo, borsette, orologi, occhiali da sole, tappeti veri e fasulli, magliette, pantaloni, scarpe e chincaglieria varia? Un singolo extracomunitario non farà molti danni. Mille o diecimila cominciano a diventare un problema serio. Esageriamo un po': c'era una volta un kamikaze che veniva da Londra e che approdò a Roma. Vogliamo scommettere che, se non fosse stato acciuffato e spedito in galera, prima o poi avrebbe trovato pure lui una fatica e si sarebbe messo a vendere qualcosa senza marchio Siae? Avremmo assolto anche lui, clandestino esattamente come il senegalese? Gli avremmo negato il diritto al nutrimento? Signor giudice, senza offesa, vorremmo ricordarle un piccolo particolare che forse le è sfuggito. Pare che in Italia, oltre alle organizzazioni benefiche che sono così poche e che, come lei scrive, non riescono ad accogliere tutti gli extracomunitari, esistano anche le carceri, o prigioni, che dir si voglia, o galere. Pensa che Regina Coeli non sarebbe riuscita a sfamare degnamente il senegalese? Oppure la Costituzione, per chi vende cd pirata e viene da un Paese lontano, prevede solo pasti rigorosamente all'aperto?


    nel comune di venezia la giunta di sx aveva cercato di "regolarizzare" gli irregolari concedendo un consistente numero di licenze di ambulantato.
    questo provvedimento era il tributo che l'allora sindaco Costa dovette pagare ai rifondaioli no-global presenti in giunta.
    ma i problemi continuavano ad esserci perchè gli abusivi invece di vendere "prodotti etnici" vendevano borse taroccate.
    la nuova giunta, quella di cacciari, promise ai veneziani esasperati per la prepotenza degli abusivi, di risolvere il problema.
    si pensò ad un'area delimitata e decentrata del centro storico per istituire un mercatino etnico.
    risultato: nullo. gli abusivi continuano ad ammassarsi su ponti e canpielli con la stessa arroganza di prima disertando l'area individuata dal comune.
    nel frattempo la regione veneto vieta l'ambulantato nei centri storici, ma i nostri prodi amministratori della sx lagunare, invece di seguire la legge regionale han pensato bene di far ricorso, adducendo le solite argomentazioni di razzismo e compagnia bella.
    morale della favola.
    gli abusivi sono più forti e più folti di prima, i veneziani sono più incazzati di prima, le forze dell'ordine perdono tempo a correre dietro ai venditori di borse taroccate e i turisti sono increduli diffronte uno spettacolo indegno.

  5. #5
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    In Origine Postato da Tremendo
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    Mandato da Rassegna Stampa LS Venerdì, 05 Agosto 2005, 04:29.
    di MATTIAS MAINIERO - Libero, 4 agosto 2005
    Mi raccomando: se volete vendere cd pirata, procuratevi un passaporto da extracomunitario e una volta beccati dite di vivere clandestinamente in Italia. Vedrete che vi andrà bene, ma ad una condizione: dovete piangere un po' e raccontare che avete fame. Non ci credete? Andate a leggere all'interno l'articolo. Troverete la storia di un senegalese rigorosamente clandestino, di 151 compact disc musicali, 49 programmi per computer e giochini vari per la play station. Il senegalese aveva un negozio ambulante e abusivo. Fu beccato, pianse e il giudice Gennaro Francione lo ha mandato assolto. Comprendetelo. Anzi, comprendeteli tutti e due: l'extracomunitario, ha sentenziato il giudice, vendeva i suoi cd a prezzo ridotto e lo faceva solo per mangiare, per giunta in un Paese, l'Italia, che non ha strutture adatte ad accogliere e a nutrire tutti quelli che vengono da paesi lontani. Cosa avrebbe dovuto fare il senegalese? Morire di inedia? Tornarsene a casa sua? Aveva deciso di darsi alla New Economy, banchetto di elettronica, Roma, quartiere Monteverde. E solo per questo il giudice avrebbe dovuto punirlo? Perché aveva infranto la legge? Figuriamoci, lo dicevano pure i latini: "necessitas non habet legem», ergo... Ergo, signori extracomunitari nonché clandestini, senegalesi, nigeriani o etiopi, ricordatevi: da oggi in poi chiedete solo del giudice Francione, già noto alle cronache per un'analoga sentenza e già finito dinanzi al Csm. E, visto che la giustizia è notoriamente uguale per tutti, del dottor Francione potrebbero chiedere anche i rapinatori nostrani e non clandestini, gli scippatori, i ladri d'auto, i topi d'appartamento, i ricettatori e via truffando e rubando. In fin dei conti, anche loro tengono stomaco nonchè famiglia. Che si fa, signor giudice, si può chiudere un occhio anche se i nostri non hanno il passaporto giusto? Nessun sorriso, neppure amaro. Qui non c'è proprio nulla da ridere o sorridere. Forse sarebbe il caso di preoccuparsi: quanti sono gli extracomunitari clandestini che, ripiegato il banchetto e riposti i cd, non disdegnano di smerciare anche un po' di droga? E a quanto ammonta il giro delle vendite illegali, cd, stereo, borsette, orologi, occhiali da sole, tappeti veri e fasulli, magliette, pantaloni, scarpe e chincaglieria varia? Un singolo extracomunitario non farà molti danni. Mille o diecimila cominciano a diventare un problema serio. Esageriamo un po': c'era una volta un kamikaze che veniva da Londra e che approdò a Roma. Vogliamo scommettere che, se non fosse stato acciuffato e spedito in galera, prima o poi avrebbe trovato pure lui una fatica e si sarebbe messo a vendere qualcosa senza marchio Siae? Avremmo assolto anche lui, clandestino esattamente come il senegalese? Gli avremmo negato il diritto al nutrimento? Signor giudice, senza offesa, vorremmo ricordarle un piccolo particolare che forse le è sfuggito. Pare che in Italia, oltre alle organizzazioni benefiche che sono così poche e che, come lei scrive, non riescono ad accogliere tutti gli extracomunitari, esistano anche le carceri, o prigioni, che dir si voglia, o galere. Pensa che Regina Coeli non sarebbe riuscita a sfamare degnamente il senegalese? Oppure la Costituzione, per chi vende cd pirata e viene da un Paese lontano, prevede solo pasti rigorosamente all'aperto?
    grande magistrato,ancora una volta...già le leggi italiane sono spesso permissive,già chi compie reati spesso non viene beccato....se poi si applica la legge in questo modo.....

  6. #6
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    Predefinito Re: Così si risolvono i problemi degli italiani

    In Origine Postato da Dario
    Firenze, 20.57
    FIRENZE, SUPERMULTA PER ACQUISTO OCCHIALI CONTRAFFATTI

    Super multa per una cliente di un venditore abusivo: 3.333 euro per aver acquistato un paio di occhiali con marchio contraffatto. E' accaduto a Firenze dove gli agenti della Polizia Municipale, in abiti civili, hanno fermato C.B.T. (51 anni, cittadina filippina da anni residente a Firenze) che, poco prima, aveva acquistato, al costo di 11 euro, un paio di occhiali con griffe falsa da un venditore abusivo al lavoro in via dell'Ariento. Per la donna e' scattata la multa prevista dalla nuova norma in materia di tutela del diritto d'autore e dei marchi industriali, ovvero 3.333,33 euro. La stessa pattuglia di vigili ha individuato due turisti belgi (D. R. J. 28 anni e R. F. 27 anni) in piazza San Lorenzo mentre stavano acquistando due cd privi di marchio Siae da un venditore extracomunitario. In questo caso i cd costavano 5 euro ciascuno, ma i due giovani torneranno in Belgio con un verbale da 154 euro ciascuno. Tracciando il bilancio dei controlli antiabusivismo della giornata sono stati 1.159 gli oggetti sequestrati tra cui 136 borse, 200 cd, 46 orologi, 338 occhiali tutti rigorosamente contraffatti. Quindici i sequestri amministrativi e una denuncia per contraffazione.
    mi auguro che il titolo "così si risolvono i problemi degli italiani" sia ironico.

  7. #7
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    In Origine Postato da Esmor
    mi auguro che il titolo "così si risolvono i problemi degli italiani" sia ironico.
    Certo che è ironico. Mi viene da ridere nel vedere a piede libero certi personaggi (sopratutto finanzieri) che hanno rubato miliardi agli italiani in confronto ad una multa di 6milioni e mezzo di lire per aver comprato un paio di occhiali taroccati. Queste sono le leggi italiane.

    A prescindere dalle cazzate di Tremendo...

 

 

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