Tanti... troppi.
L'ultimo è un ragazzo di vent'anni che conosco abbastanza bene, in carcere da tre/quattro settimane perché ha comibinato una stronzata bella grossa, finita sui giornali.
Gli unici due miei parenti transitati in carcere avevano problemi di tossicodipendenza e rubacchiavano di qua e di là. Uno riposa in pace, l'altro si è ricostruito una vita, o così sembra.
Di quelli che conosco nessuno parla volentieri del periodo di detenzione, com'è immaginabile, comunque so che i sentimenti più gravosi sono la noia e l'insofferenza per la costante mancanza di privacy, per non parlare di tutti quei meccanismi (che visti dall'esterno potrebbero apparire insignificanti) che solo in un ambiente come il carcere si possono creare.




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