



Mi piacerebbe tu spiegassi questa convinzione.
Quella di Corea, ad esempio, è stata una guerra che ha portato al progressismo? E il Vietnam? E la stessa seconda guerra ha in qualche modo impedito lo sviluppo del conservatorismo, e aperto le porte alla rivoluzione?
Non penso sia così.
“Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”




Infatti Mr. Right è per l'isolazionismo nella Seconda Guerra Mondiale, nevvero?








Uhm, non metterei la questione su questi termini.
Senza dubbio uno stato di pace preserva lo status quo.
Pensiamo, storicamente, alla funzione pacificatrice della Santa Alleanza, che aveva il compito di mantenere gli equilibri post-napoleonici.
Funzione esercitata, però, con l'uso inevitabile della forza, per spegnere i pericolosi fuochi rivoluzionari.
Allo stesso modo, la guerra non può essere esclusa, se essa serve a ristabilire l'equilibrio, punire gli aggressori e conservare lo status precedente.
Le guerre in Corea e Vietnam tendevano a ristabilire una situazione passata, scalfita dalle forze comuniste, aggressive ed in espansione.
La Corea del Sud doveva essere liberata, a pena di una vittoria delle armate del Nord, e di una unificazione delle Coree sotto la falce ed il martello.
Lo stesso dicasi per il Vietnam: i comunisti senza un intervento sarebbero prevalsi senza dubbio alcuno. Poi, a causa di una gestione a dir poco deprecabile, si è realizzato lo scenario peggiore.
Ma io non biasimo l'intervento iniziale (nei fatti portato avanti da amministrazioni democratiche). Gli Stati Uniti dovevano agire, per non lasciare il Sud Est asiatico al nemico mortale, e per mostrare che essi sarebbero intervenuti, sempre, per contrastare il socialismo.
Poi è andata come è andata...ma questa è un'altra storia.


I conservatori sono a mio parere per la pace (pur non essendo ovviamente dei pacifisti) perché la guerra porta con sé un aumento abnorme dei poteri e dell'invasività dello Stato.

